Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

4 de abril

Beato Guillermo Cuffitelli de Noto

Eremita

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

De la corte real a la milagrosa curación

Guglielmo nacque a Noto in provincia di Siracusa nel 1309 in un giorno non precisato. Il beato nacque a Noto, in provincia di Siracusa, intorno al 1309. Egli nacque all'interno della nobile famiglia Buccheri. Fin da giovanissimo fu introdotto alla corte del re di Sicilia Federico II d'Aragona. Per molti anni ricoprì il ruolo di scudiero del monarca. Inizialmente il beato aveva una passione per la caccia, che in seguito abbandonò. Nel 1337, durante una battuta di caccia nei boschi alle falde dell'Etna, Guglielmo cavalcava accanto al re. Un enorme cinghiale uscì da un cespuglio lanciandosi contro il sovrano. Guglielmo si gettò prontamente sulla bestia salvando la vita al re. Egli subì un ferale morso al fianco che lo ridusse in fin di vita. Guglielmo fu trasportato a Catania dove il re convocò prontamente un consiglio di medici. I medici constatarono la gravità della ferita e stabilirono che allo scudiero restavano poche ore di vita. Mentre era in agonia, a Guglielmo apparve in sogno la martire Sant'Agata. Sant'Agata gli disse di sorgere, di abbandonare la corte e di andare nella solitudine dove Dio avrebbe parlato al suo cuore. L'indomani, tra lo stupore generale della corte, Guglielmo si alzò dal letto perfettamente guarito. Egli si presentò al cospetto del sovrano, che lo accolse con gioia, e gli raccontò la visione notturna e il desiderio di farsi eremita. Il re, riconoscente, tentò di trattenerlo ma, visto che era irremovibile, lo convinse ad accettare un cavallo e una borsa di denaro. Partito da Catania per tornare a Noto, giunse in una località chiamata Primosole. Lì incontrò un mendicante con cui scambiò gli abiti, donandogli anche il cavallo e la borsa di denaro ricevuti dal re. Ebbe così inizio la nuova vita di Guglielmo.

La vita eremitica e l'incontro con Corrado

Guglielmo Cuffitelli visse come eremita. Rientrato a Noto, si stabilì nell'eremitorio detto Le Celle, adiacente alla chiesetta di Santa Maria del Crocefisso. Si dedicò alla preghiera e al servizio dei poveri. I concittadini provarono stupore nel vederlo, ricordandolo bello e potente a corte e ritrovandolo umile eremita nel saio di terziario francescano. Nel 1343 accolse nel suo eremitorio un altro terziario francescano, il piacentino Corrado Confalonieri, oggi santo e patrono di Noto. Nel 1340, dopo diversi anni di convivenza fraterna, i due anacoreti decisero di separarsi. La separazione avvenne pare a causa delle continue molestie di un nipote di Guglielmo, Pietro Buccheri. Pietro Buccheri non tollerava che lo zio avesse abbandonato la corte per farsi misero eremita. Corrado si ritirò nell'impervia contrada dei Pizzoni nei dintorni di Noto, dove morì il 19 febbraio 1351. Guglielmo, pare per ispirazione della Vergine Maria, si trasferì a Scicli.

Il ministero nascosto a Scicli e la devozione mariana

A Scicli visse in una misera casupola adiacente alla chiesetta di Santa Maria della Pietà, fuori dall'abitato. Guglielmo visse per cinquantasette anni in solitudine e in povertà. Visse fino a 95 anni trascorrendo il tempo servendo la chiesa come sagrestano e facendo la questua tra i benestanti del paese per i poveri. Per seguire il consiglio evangelico di non far sapere alla sinistra ciò che fa la destra, lasciava gli aiuti di notte dietro la porta delle famiglie bisognose, bussava e fuggiva. Accese nella popolazione di Scicli una grandissima devozione per Maria Santissima della Pietà. Istituì una processione penitenziale la Domenica delle Palme in cui i partecipanti si flagellavano a sangue. La processione si svolge ancora oggi con l'antichissimo simulacro di Maria Santissima della Pietà, sebbene le flagellazioni siano state proibite dal 1840.

La transito alla gloria e il culto dei miracoli

Al Beato Guglielmo sono attribuiti moltissimi miracoli in vita e in morte, attestati negli atti del processo di beatificazione. Passò alla gloria del cielo il 4 aprile 1404, giorno di Venerdì Santo. Il beato morì a Scicli, in provincia di Ragusa, il 4 aprile 1404. Nonostante il divieto liturgico del Venerdì Santo, le campane delle chiese di Scicli suonarono da sole a festa per salutare la sua anima. Fu beatificato con un breve del 9 aprile 1537 da Papa Paolo III. I suoi resti mortali sono conservati in un prezioso busto d'argento raffigurantelo. Il busto è custodito a sua volta in un'urna d'argento nella chiesa madre di Scicli. L'iconografia tradizionale lo raffigura con il saio francescano, un bastone in una mano, poiché claudicante per i postumi della ferita del cinghiale, e un crocifisso nell'altra. Il crocifisso tenuto dal busto reliquiario è lo stesso che egli stringeva al petto la mattina del 4 aprile 1404 quando fu trovato morto. La popolazione di Scicli invoca il beato Guglielmo Cuffitelli nel mese di aprile per ottenere la pioggia quando i campi ingialliscono a causa della siccità. Nel passato il beato veniva invocato per ottenere la guarigione dall'ernia. Il beato veniva invocato ancor più per guarire dal morbo durante le pestilenze. Quando la data di culto cade nella Settimana Santa, il calendario liturgico regionale della Sicilia celebra la memoria del beato il secondo sabato dopo Pasqua. Il beato Guglielmo Cuffitelli è ricordato nel Martirologio a Scicli, in Sicilia.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Guglielmo Cuffitelli?

La memoria è celebrata il 4 aprile, oppure il secondo sabato dopo Pasqua se la data cade nella Settimana Santa.

Di cosa è invocato protettore il Beato Guglielmo?

Viene invocato per ottenere la pioggia contro la siccità, per guarire dalle pestilenze e nel passato per la guarigione dall'ernia.

En Scicli en Sicilia, beato Guillermo Cuffitelli, eremita, que, abandonada la pasión por la caza, vivió durante cincuenta y siete años en soledad y en pobreza. — Martirologio Romano