25 de mayo
Beato Isidoro Ngei Ko Lat
Catequista, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza
Le informazioni biografiche su Isidoro Ngei Ko Lat sono scarse e poco precise, ma la data di nascita è stata fissata al 1918 grazie al certificato di Battesimo datato al sette novembre del medesimo anno. Il sacramento fu conferito da padre Domenico Pedrotti del Pontificio Istituto delle Missioni Estere nella località di Taw Pon Athet in Birmania. I suoi genitori, di nome Bo Sant Tint e Mukhasi, erano probabilmente contadini poveri e cattolici convertiti da padre Paolo Manna, religioso del medesimo istituto attualmente venerato come beato. Isidoro rimase orfano di entrambi i genitori durante l'adolescenza e fu accolto da una zia insieme a un fratello minore.
Isidoro era abituato a frequentare i missionari sin da piccolo e in lui sorse la vocazione al sacerdozio proprio attraverso questa consuetudine. Entrò nel seminario minore di Toungoo, dove si distinse per religiosità e amore allo studio, imparando molto bene il latino e l'inglese. Tuttavia, un'asma bronchiale persistente lo costrinse a interrompere gli studi e a tornare a casa, rientrando nel suo villaggio di Dorokhò. Fedele alla propria vocazione, scelse di rimanere celibe e di mettere i propri doni a servizio della comunità aprendo una scuola privata gratuita.
Il servizio come catechista
Nella scuola da lui avviata nel villaggio, Isidoro insegnava ai bambini il birmano e l'inglese, affiancando a queste materie l'insegnamento del catechismo attraverso canti sacri. Nel 1948, a Leikthò, conobbe padre Mario Vergara, missionario del Pontificio Istituto delle Missioni Estere incaricato di impiantare una nuova missione ad est di Loikaw. Isidoro aderì con entusiasmo alla proposta di seguire padre Mario come catechista, un ruolo che serviva a contribuire allo sviluppo culturale e spirituale della sua gente. Nello stesso periodo fece anche da interprete a padre Pietro Galastri, confratello arrivato nel 1948 ad aiutare padre Mario.
Gli sforzi apostolici dettero subito ottimi risultati, ma al contempo provocarono il risentimento dei protestanti battisti. Nel 1948 la Birmania aveva ottenuto l'indipendenza dall'Inghilterra ed era scoppiata la guerra civile, creando un clima di grande instabilità. Il ventiquattro maggio 1950 Isidoro accompagnò padre Mario a Shadaw per ottenere la liberazione del catechista Giacomo Còlei. Padre Mario aveva scritto una lettera a Tire, capo del distretto di Taruddà, per trattare la questione, ed era stato invitato da questi a raggiungerlo a Shadaw.
Il martirio
Giunti sul posto alle diciotto e trenta, Isidoro e il missionario non incontrarono Tire ma il comandante Richmond, suo alleato. Padre Mario cercò invano di replicare alle accuse che gli venivano rivolte, mentre padre Pietro Galastri veniva catturato presso la casa della missione alla stessa ora della trappola dei confratelli, e da allora si persero le sue tracce. Padre Mario e Isidoro vennero ammanettati e scortati verso il fiume Salween. Dopo una marcia di almeno sei ore, all'alba del venticinque maggio 1950 furono uccisi a colpi di arma da fuoco. I loro corpi furono rinchiusi in due sacchi distinti e gettati nel fiume.
Qualche giorno più tardi alcuni pescatori di etnia shan intercettarono i sacchi lungo il fiume, ma accortisi che contenevano cadaveri li buttarono di nuovo nella corrente. Isidoro Ngei Ko Lat è così entrato nella storia come il primo martire dell'attuale Myanmar. Il nulla osta per la causa di beatificazione di padre Mario Vergara e Isidoro Ngei Ko Lat fu ottenuto il ventitré ottobre 2001, avviando un cammino ecclesiale che avrebbe condotto al riconoscimento del loro eroico sacrificio.
La causa di beatificazione
Due anni dopo il nulla osta si procedette all'avvio del processo nella diocesi di Loikaw ad opera del vescovo monsignor Sotero Phamo, figlio di un catechista di padre Mario. L'inchiesta diocesana è durata dal due novembre 2003 al dieci febbraio 2004 e gli atti sono stati convalidati il dodici novembre 2004. La Positio super martyrio è stata trasmessa nel 2006. Il quattro dicembre 2008 i consultori teologi si sono pronunciati negativamente sul riconoscimento del martirio, ma la Postulazione della causa ha predisposto una risposta puntuale alle osservazioni presentate.
L'undici luglio 2013 è stato ottenuto il parere positivo sul martirio, confermato dal congresso ordinario dei cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi il tre dicembre 2013. Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto sul martirio il nove dicembre 2013, ricevendo in udienza il cardinale Angelo Amato. La beatificazione di padre Mario e del catechista Isidoro si è svolta il ventiquattro maggio 2014 nella cattedrale di San Paolo ad Aversa, presieduta dal cardinale Amato come rappresentante del Santo Padre.
Su vida y misión
La trayectoria de Isidoro Ngei Ko Lat comenzó en el seminario menor de Toungoo, donde se formó con esmero. Aunque debió interrumpir sus estudios académicos por motivos de salud, esto no disminuyó su deseo de servir a la comunidad. Regresó a su tierra con la firme convicción de educar, fundando una escuela privada gratuita en el pueblo de Dorokhò, un gesto que demuestra su compromiso con los más necesitados y su deseo de ofrecer oportunidades a través del conocimiento. Su labor educativa fue solo el inicio de una vida volcada hacia los demás.
Posteriormente, desempeñó un papel fundamental como catequista e intérprete, colaborando activamente con los misioneros del Instituto Misiones Extranjeras. Su trabajo no se limitó a un solo lugar, sino que se extendió por diversas localidades como Leikthò y Loikaw, donde su capacidad para tender puentes entre la cultura local y la misión evangelizadora fue esencial. Con sencillez y valentía, Isidoro recorrió estos caminos, convirtiéndose en un pilar para la comunidad cristiana en Myanmar. Su vida fue un constante servicio, un ir al encuentro del prójimo para llevar un mensaje de esperanza y de luz, manteniendo siempre una rectitud de espíritu que le permitió afrontar con entereza los tiempos de hostilidad que marcaron sus últimos años.
El martirio
En el año mil novecientos cincuenta, la vida del beato Isidoro alcanzó su culminación en el martirio. Mientras se encontraba en Shadaw, fue arrestado por milicias locales, junto al padre Mario Vergara, con quien compartía la labor pastoral. Este momento de prueba extrema puso de manifiesto su inquebrantable adhesión a la fe. Sin renunciar a sus convicciones ni a su ministerio, fue asesinado mediante disparos de arma de fuego. Tras este acto de violencia, su cuerpo fue arrojado a las aguas del río Salween, un final trágico que, sin embargo, no pudo silenciar el eco de su entrega.
El reconocimiento de su martirio por parte de la Iglesia, culminado con su beatificación en el año dos mil catorce, ha permitido que su figura sea venerada como un ejemplo de fidelidad absoluta. Su memoria litúrgica, celebrada cada veinticinco de mayo, es un tiempo de gracia especialmente para las diócesis de Loikaw, Aversa y para el Instituto Misiones Extranjeras, donde su nombre resuena como un recordatorio de que el amor a Dios puede vencer cualquier forma de violencia. Honrar su memoria es, ante todo, reconocer la huella de un hombre que, con humildad, supo entregar su vida por aquello en lo que creía profundamente.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Isidoro Ngei Ko Lat?
La memoria liturgica del Beato Isidoro Ngei Ko Lat è fissata al venticinque maggio per le diocesi di Loikaw e Aversa e per il Pontificio Istituto delle Missioni Estere.
Di cosa è patrono il Beato Isidoro Ngei Ko Lat?
Nelle fonti biografiche ufficiali non sono menzionati specifici patronati per il Beato Isidoro Ngei Ko Lat.