1 de junio
Beato Juan Pelingotto
Terciario franciscano
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la scelta di fede
Il beato Giovanni Pelingotto nacque a Urbino nel 1240, in un'epoca vicina agli insegnamenti del poverello d'Assisi, essendo quasi contemporaneo di san Francesco. Il suo nome di battesimo o familiare era Pelino Goto, e crebbe in una famiglia agiata poiché il padre era un facoltoso mercante di stoffe. All'età di dodici anni, il padre avviò Giovanni al commercio nella speranza di avviarlo alla stessa professione. Tuttavia, il ragazzo coltivava già una precoce inclinazione alla preghiera e al raccoglimento interiore. Di fronte al suo desiderio di consacrazione, il padre acconsentì a malincuore a lasciargli intraprendere la strada che desiderava. A quindici anni, Giovanni compì il passo decisivo aderendo al Terz'Ordine della Penitenza nella vicina chiesa di Santa Maria degli Angeli, che rappresentava la prima fraternità francescana di Urbino. Vestì il rozzo saio del Terz'Ordine e visse austeramente, ponendosi come fedele imitatore di san Francesco. Cercò Dio con l'ardore della sua adolescenza, amando profondamente i poveri e arrivando a privarsi del necessario per soccorrerli. Svolgendo l'attività di mercante, la sua generosità era tale che arricchiva gli altri più che se stesso. Successivamente si ritirò in una cella, dalla quale usciva soltanto per dedicarsi all'aiuto dei poveri e dei malati.
Il nascondimento e il pellegrinaggio a Roma
Nella sua vita quotidiana, Giovanni cercò costantemente il nascondimento, rifuggendo da ogni forma di esibizionismo. Nonostante i suoi tentativi di passare inosservato, i concittadini cominciarono presto ad intuire il grande spessore spirituale della sua anima. Molti testimoniarono di averlo visto in estasi prolungata nella cattedrale della città, e la sua carità operosa dentro e fuori le mura di Urbino era sotto gli occhi di tutti, alimentando la fama di uomo di Dio. Per distogliere da sé le attenzioni e gli onori degli urbinati, Giovanni arrivò persino a fingere la pazzia. La tradizione ci mostra che più egli tentava di nascondersi agli occhi del mondo, più il Signore faceva manifestare la sua virtù. Questa fama di santità finì per precederlo anche oltre i confini locali, giungendo fino a Roma, dove Giovanni si recò per il primo Giubileo del 1300. Tale evento straordinario fu indetto da papa Bonifacio VIII, vissuto tra il 1235 e il 1303. Per Giovanni si trattava del primo viaggio a Roma, non essendoci mai stato prima. Per le strade della città eterna, la gente prese ad additarlo spontaneamente come quel santo uomo di Urbino, e alcuni prodigi confermarono al popolo romano la sua effettiva santità.
Il transito e il culto nel tempo
Ritornato ad Urbino dal pellegrinaggio romano, Giovanni intensificò ulteriormente la sua vita spirituale, percorrendo le contrade in abiti e atteggiamenti penitenziali, rigorosamente a piedi nudi. Negli ultimi anni, Giovanni sopportò con grande rassegnazione una gravissima infermità, accettando la sofferenza per imitare nel dolore san Francesco. La malattia lo ridusse in fin di vita in poco tempo e gli causò persino la perdita dell'uso della parola. Riaprì le labbra e riacquistò la voce soltanto negli ultimissimi giorni di esistenza terrena. Prossimo alla morte e munito dei conforti religiosi, pronunciò le parole di abbandono fiducioso: Andiamocene ormai con fiducia, alla gloria del Paradiso. Giovanni si spense serenamente il primo giugno 1304. Prima di morire aveva espresso il desiderio di essere sepolto nella chiesa di San Francesco, ma fu invece inumato nel cimitero francescano situato nel chiostro del convento. L'incessante accorrere dei fedeli sulla sua tomba e i numerosi prodigi e grazie ottenuti per sua intercessione convinsero i frati ad esumare il corpo per trasferirlo all'interno della chiesa di San Francesco. Con le offerte spontanee dei devoti fu eretto un altare sulla sua tomba, dove venivano celebrate Messe in suo onore. Il culto per questo illustre santo Terziario Francescano si perpetuò attraverso i secoli, fino a quando papa Benedetto XV approvò ufficialmente il culto secolare del beato Giovanni Pelingotto il tredici novembre 1918. Nel Martirologio, Giovanni Pelingotto è ricordato a Urbino nelle Marche come appartenente al Terz'Ordine di San Francesco.
Una vida de fe
Juan Pelingotto nació en la ciudad de Urbino durante el siglo decimotercero. Desde una edad muy temprana, sintió el llamado a seguir los pasos de San Francisco de Asís, lo cual lo llevó a ingresar al Terciario de la Penitencia cuando apenas contaba con quince años de edad. Esta decisión marcó el rumbo de toda su existencia, alejándolo de las vanidades del mundo para centrarse en una vida austera y dedicada a la oración. Durante las décadas siguientes, Juan se distinguió por una práctica constante de la penitencia, buscando siempre el silencio y la cercanía con el Creador.
Su fe no se quedó encerrada en los muros de su hogar, sino que se manifestó en una caridad activa hacia los pobres. Juan comprendió que el servicio a los hermanos más desfavorecidos es la forma más pura de adorar a Dios. En el año 1300, movido por un profundo deseo de renovación espiritual, emprendió el camino hacia Roma con motivo del Jubileo. Aquel viaje fue un momento cumbre en su vida, consolidando su compromiso con la Iglesia universal. Hacia el final de sus días, enfrentó una grave enfermedad con paciencia y entereza, entregando su espíritu el 1 de junio de 1304 en Urbino. Su cuerpo fue trasladado posteriormente a la iglesia de San Francisco, lugar donde su memoria ha sido custodiada por las generaciones posteriores como un ejemplo de la vocación laical en la Iglesia.
El culto y su legado
La veneración al beato Juan Pelingotto ha sido una constante en la tradición franciscana, reconociéndose su figura como un modelo de vida para los laicos que buscan vivir el Evangelio en medio del mundo. Su camino de santidad, fundamentado en la humildad y el desprendimiento, fue oficialmente reconocido por la Iglesia el 13 de noviembre de 1918, cuando el Papa Benedicto XV confirmó su culto. Este reconocimiento oficial no hizo más que ratificar la devoción que el pueblo de Urbino ya profesaba hacia él.
Como miembro destacado del Terciario franciscano, el beato Juan es recordado hoy como un intercesor y protector especial de esta orden. Su vida nos recuerda que la santidad no es un destino reservado solo para unos pocos, sino un camino abierto a todos los fieles que, en la sencillez de sus labores diarias, deciden poner a Dios como el centro absoluto de sus vidas. Su memoria sigue inspirando a quienes, en la actualidad, desean vivir una fe encarnada en la realidad, marcada por la sobriedad, la oración y la entrega generosa hacia quienes atraviesan dificultades.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Giovanni Pelingotto?
Si celebra il primo giugno, data in cui si ricorda la sua nascita al cielo.
En Urbino, en Las Marcas, beato Juan Pelingotto, de la Tercera Orden de San Francisco, que, mercader, enriquecía a los otros más que a sí mismo y, retirado en una celda, salía de ella solamente para ayudar a los pobres y a los enfermos. — Martirologio Romano