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1 de junio

San Justino

Mártir

San Justino

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e ricerca della verità

San Giustino nasce nella Samaria del secondo secolo dopo Cristo, precisamente all'inizio del secolo, da una famiglia di probabile origine latina. Suo padre si chiama Prisco. La sua città natale è Flavia Neapolis, attuale Nablus in Palestina, fondata in Samaria dai Romani dopo aver schiacciato l'insurrezione nazionale ebraica e distrutto il Tempio di Gerusalemme. Cresce come pagano, possedendo una mente acuta e un'anima affilata. Cresce nutrendosi di filosofia e considerando la visione di Dio come il fine della stessa. I maestri del pensiero greco indirizzano la sua ricerca verso l'Essere infinito. Vorrebbe afferrare e spiegare la conoscenza di Dio con la forza della razionalità. Deluso dalle filosofie, cerca la corrente in grado di avvicinarsi alla visione di Dio bussando alla porta di stoici, peripatetici e pitagorici. Conosce un pensatore platonico e la contemplazione delle Idee eccita la sua mente. Decide di proseguire la sua ricerca via dalla folla delle città in un luogo appartato descritto nel suo Dialogo con Trifone. Nel luogo appartato incontra un anziano con cui discute sull'idea di Dio. L'anziano osserva che un filosofo non può elaborare da solo un pensiero su Dio se non lo ha mai visto né udito. Il dialogo con l'anziano si sposta sui Profeti che nei secoli avevano parlato di Dio e profetizzato la venuta del Figlio. A seguito di questo incontro Giustino si converte al cristianesimo. Intorno al 130 riceve il battesimo a Efeso. Studia a fondo i filosofi greci, soprattutto Platone, e poi viene attratto dai Profeti di Israele. La conversione non rappresenta una rottura con il suo passato di studioso dell'ellenismo, sentendo di avere trovato in Cristo la verità cercata grazie ai pensatori greci. Per Giustino il cristianesimo è la manifestazione storica e personale del Logos nella sua totalità. Afferma che tutto ciò che di bello è stato espresso da chiunque appartiene ai cristiani.

L'opera di evangelizzazione e la difesa della fede

Negli anni 131-132 si trova a Roma come annunciatore del Vangelo agli studiosi pagani, operando come missionario-filosofo che parla e scrive. A Roma apre una scuola filosofica e diventa un instancabile annunciatore di Cristo. Scrive e parla del Dio che ha conosciuto utilizzando le categorie e il linguaggio dei filosofi. Usa ingegno e destrezza dialettica in difesa dei cristiani perseguitati, come dimostrano le sue due Apologie. Nella prima delle sue due Apologie onora la sapienza antica collocandola nel piano divino di salvezza che si realizza in Cristo. Giustino presentò all'imperatore la sua Apologia in difesa della religione cristiana. Nelle sue opere attacca soprattutto i calunniatori di mestiere. Si batte contro i pregiudizi dell'ignoranza sui cristiani, esaltando il vigore della fede nella persecuzione, la mitezza e l'amor prossimo per sradicare l'accusa di nemici dello Stato. Il Dialogo con Trifone ha la forma letteraria di una disputa a Efeso con un rabbino. Nel Dialogo con Trifone illustra come Gesù ha dato adempimento in vita e in morte alla Legge e agli annunci dei Profeti. Predicatore e studioso itinerante, soggiorna in varie città dell'Impero. A lui si deve la più antica descrizione della liturgia eucaristica. Giustino professò la fede con la sua condotta di vita e con il suo insegnamento, difendendola nei suoi scritti. Giustino era un filosofo che seguì la vera Sapienza nella verità di Cristo.

Il martirio e la testimonianza

A Roma alcuni cristiani vengono messi a morte come atei, cioè sovversivi e nemici dello Stato e dei suoi culti. Ha un urto in pubblico col filosofo Crescente, un rabbioso anticristiano appoggiato dal potere. Crescente si allea con il potere. Scrive una seconda Apologia indirizzata al Senato romano scagliandosi contro il filosofo Crescente, denunciandolo come calunniatore già svergognato in pubblici contraddittori. Viene incarcerato come ateo, sovversivo e nemico dello Stato a causa dello scontro con Crescente. Giustino finisce in carcere con l'accusa di essere ateo. Giustino fu consegnato al prefetto Rustico. Giustino si dichiarò cristiano e fu condannato a morte. Il martirio avviene al tempo dell'imperatore Marco Aurelio. Viene decapitato insieme ad altri sei compagni intorno al 165 sotto l'imperatore Marco Aurelio. Giustino morì a Roma intorno al 164. Giustino viene decapitato insieme ad altri sei compagni di fede. Giustino testimoniò la fede con la morte avvenuta a Roma sotto l'imperatore Marco Aurelio Antonino. Gli eventi sono attestati negli Acta Sancti Iustini et sociorum. Il valore storico degli Acta Sancti Iustini et sociorum è riconosciuto unanimemente. Il luogo della sepoltura di Giustino non è noto. La maggior parte degli scritti di Giustino è andata perduta, ma la voce di Giustino ha continuato a parlare nel tempo. San Giustino è ricordato nel Martirologio come martire. Nel Concilio Vaticano I i vescovi vollero che Giustino fosse ricordato ogni anno dalla Chiesa universale. Il Concilio Vaticano II ha richiamato l'insegnamento di Giustino in due dei suoi testi fondamentali. I testi fondamentali del Concilio Vaticano II che citano Giustino sono la Lumen gentium e la Gaudium et spes. Il Concilio Vaticano II richiama il suo insegnamento nei pilastri conciliari Lumen gentium e Gaudium et spes.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Giustino?

Memoria di san Giustino

Di cosa è patrono San Giustino?

Nei dati storici forniti non viene menzionato alcun patronato specifico.

Memoria de san Justino, mártir, que, filósofo, siguió rectamente la verdadera Sabiduría conocida en la verdad de Cristo: la profesó con su conducta de vida e hizo objeto de enseñanza cuanto profesado, lo defendió en sus escritos y testimonió con la muerte acaecida en Roma bajo el emperador Marco Aurelio Antonino. En efecto, después de haber presentado al emperador su Apología en defensa de la religión cristiana, fue entregado al prefecto Rústico y, declarándose cristiano, fue condenado a muerte. — Martirologio Romano