1 de junio
Santi Isquirión y 5 soldados
Mártires de Asiut
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e il rifiuto dei decreti imperiali
Ischirione, conosciuto anche con il nome di SahIrùn, nacque a Qallin, una città dell'Egitto situata nel delta del Nilo a trentacinque chilometri a oriente di Damanhur. Egli esercitava il mestiere delle armi servendo nell'esercito sotto il comando di Arriano, governatore di Antinoe, che era la capitale della Tebaide. In quel periodo storico, l'imperatore Diocleziano emanò severi decreti relativi al culto obbligatorio da rendere alle divinità dell'impero romano. Di fronte a tali disposizioni che imponevano l'idolatria, Ischirione si rifiutò violentemente di ottemperare ai decreti imperiali, manifestando la propria appartenenza a Cristo e venendo per questo motivo immediatamente incarcerato.
Il martirio ad Asiùt con i cinque soldati
Ischirione fu successivamente mandato al cospetto di Arriano, il quale si era recato nella città di Asiùt. Con Ischirione si trovavano altri cinque soldati cristiani, decisi a non rinunciare alla propria fede in Dio. I codici antichi presentano una certa incertezza riguardo ai nomi esatti dei cinque compagni d'armi di Ischirione. I nomi tramandati dalla tradizione per i cinque soldati sono Walifiyus, Armàniyùs o Armasiyùs, Arkiyàs o Arkanàs, Butros cioè Pietro, e Qiràyyùn o Qibraniyùn, il quale viene identificato forse con Cipriano. Il Sinassario non si sofferma a lungo sui cinque compagni, ma registra che essi furono crocifissi o decapitati per ordine del prefetto, subendo diversi generi di martirio intorno all'anno 250 sotto l'imperatore Decio, sebbene altre fonti colleghino gli eventi al contesto dioclezianeo. Il Martirologio registra i santi martiri Ischirione, comandante dell'esercito, e gli altri cinque soldati ad Asyūt in Egitto, attribuendo l'uccisione all'autorità di Arriano per la loro inossidabile fede in Cristo.
I tormenti e i prodigi narrati dal Sinassario
Il Sinassario Alessandrino di Michele, vescovo di Atrib e Malig, elenca nel dettaglio tutti i tormenti che furono inflitti a Ischirione durante la sua prigionia e il processo. La tradizione riferisce che un angelo neutralizzava ogni volta l'effetto dei tormenti subiti da Ischirione, preservandolo miracolosamente tra le sofferenze. Tra i diversi episodi straordinari della vita di Ischirione vi fu la conversione di un mago, il quale rimase folgorato dalla grazia e morì anch'egli martire per la fede cristiana. Ischirione venne infine decapitato, suggellando con il sangue la propria testimonianza. Gli studiosi notano che i particolari dei tormenti sono in massima parte luoghi comuni agli Atti dei martiri d'Egitto, permettendo di ricavare con certezza storica soprattutto il luogo del martirio. La notizia conservata nel Sinassario sembra essere il riassunto di una passio originale andata perduta nel corso dei secoli.
Fonti storiche e diffusione del culto
È molto probabile che la memoria dei sei martiri sia stata menzionata in qualche antico sinassario bizantino. Il cardinale Cesare Baronio affermò di aver trovato la notizia in una fonte bizantina e introdusse conseguentemente la notizia nel Martirologio Romano alla data del primo giugno. Il testo specifico utilizzato dal Baronio non è stato finora ritrovato dagli storici moderni. Nessuno dei sinassari esaminati da H. Delehaye per la sua edizione del Sinassario Costantinopolitano menziona Ischirione e i suoi compagni né al primo giugno né ad altra data dell'anno liturgico. Tuttavia, la traduzione in lingua geez del Sinassario Alessandrino ha conservato la notizia al giorno corrispondente del sette sane. Alla fine del racconto del martirio nella versione geez viene inoltre aggiunta la narrazione prodigiosa dello spostamento di una chiesa. Tale spostamento della chiesa fu operato dal santo in un paese dell'Alto Egitto di nome Beyàhu. Il Calendario di Abùl-Barakàt menziona invece Ischirione da solo al sette tùbah.
La traslazione delle reliquie e la memoria liturgica
La tradizione della Chiesa copta vuole che le reliquie del martire siano state trasportate dal monastero di Samuele di Qalamùn alla chiesa a lui dedicata nel monastero di Abbà Pishoi o Bisói. Evelyn White ha pubblicato una lunga descrizione dell'edificio della chiesa nei monasteri del Wàdi-n-Natrùn, dove nel monastero di san Macario si trovava una cappella specificamente dedicata a Ischirione. Lo studioso O.H.E. Burmester ha pubblicato un inno copto usato il sette tùbah per commemorare la traslazione delle reliquie, un secondo inno del Difnar in onore di Ischirione e, in un terzo studio, il racconto dettagliato della traslazione. La traslazione delle reliquie ebbe luogo il sette tùbah dell'anno 1049 dei martiri, corrispondente al due gennaio 1333. Tale evento avvenne durante il pontificato del patriarca copto Beniamino II, in carica dal 1327 al 1339. Il testo della traslazione indica la data del martirio al nove baùnah anziché al sette come riportato nel Sinassario. Nel testo della traslazione viene fatta allusione al cronista Giulio di Aqfahs. Esiste infatti un testo arabo attribuito a Giulio di Aqfahs che riporta il racconto dell'invenzione delle reliquie di Ischirione, nonchè la costruzione e la dedica della chiesa consacrata al santo un sette kihak.
La vida y el martirio
La historia de San Isquirión y sus cinco compañeros soldados se enmarca en la convulsa realidad del Egipto del siglo tercero. Alistados en las filas del ejército bajo las órdenes del gobernador Arriano, estos hombres conocieron de cerca la disciplina y la jerarquía de su tiempo. Sin embargo, cuando la persecución desatada por el emperador Diocleciano exigió que los soldados ofrecieran sacrificios a los dioses imperiales, estos seis hombres comprendieron que su lealtad última pertenecía a un reino superior. Su negativa a realizar tales actos no fue un gesto de rebeldía política, sino una confesión pública de su fe cristiana, un camino que sabían les conduciría inevitablemente al padecimiento.
Tras su negativa a abjurar de su fe, fueron encarcelados y sometidos a duros tormentos físicos. El paso por lugares como Antinoe y Asiut marcó las etapas de su calvario, donde sufrieron la dureza del rigor judicial de la época. A pesar de los intentos por doblegar su voluntad, se mantuvieron firmes en su propósito. Finalmente, en la ciudad de Asiut, fueron sentenciados a la decapitación. Este acto final selló su entrega, transformando su muerte en un signo de esperanza para la comunidad cristiana de Egipto. Su memoria se ha conservado a través de los siglos no solo en los relatos hagiográficos, sino también en la devoción de los fieles que han visto en su entereza un modelo de coherencia cristiana.
El culto y la memoria
La veneración de San Isquirión y sus cinco compañeros soldados ha sido una constante en la tradición de la Iglesia, especialmente en el contexto egipcio. Su memoria es celebrada con devoción el día primero de junio según el Martirologio Romano, mientras que la tradición copta los recuerda en la fecha del siete de tubah. Estos días sirven como una pausa litúrgica para reflexionar sobre el precio de la libertad de conciencia y la dignidad de la persona humana frente a los abusos del poder.
Un hito significativo en la historia de su culto ocurrió en el año mil trescientos treinta y tres, cuando sus reliquias fueron trasladadas al monasterio de Abba Pishoi, ubicado en el Wadi el-Natrun. Este traslado no fue un mero evento administrativo, sino un gesto de profunda reverencia que permitió que los restos de estos mártires descansaran en un lugar sagrado, custodiados por la oración de los monjes. Desde aquel momento, el monasterio se convirtió en un centro de peregrinación donde la figura de los mártires de Asiut sigue inspirando a quienes buscan fortalecer su espíritu en la fe. Su legado permanece como una luz que no se apaga, recordándonos que el testimonio del amor a Dios trasciende el tiempo y la muerte.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santi Ischirión y 5 soldados?
La ricorrenza principale si celebra il primo giugno, mentre altre memorie liturgiche e tradizioni locali ricordano il santo anche il sette tùbah e in altre date collegate alla traslazione delle reliquie.
Di cosa è patrono Santi Ischirión y 5 soldados?
Le fonti storiche e agiografiche non menzionano specifici patronati per i santi martiri Ischirione e i suoi compagni.
En Asyūṭ siempre en Egipto, santos mártires Isquirión, comandante del ejército, y otros cinco soldados, que, por orden del prefecto Arriano, bajo el emperador Decio fueron muertos por su fe en Cristo con diversos géneros de martirio. — Martirologio Romano