2 de agosto
Beato Justino María de la Santísima Trinidad (Giustino Russolillo)
Sacerdote y fundador
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Orígenes y formación en Pianura
Giustino Russolillo nacque a Pianura il 18 gennaio 1891. All'epoca Pianura era un comune autonomo e oggi è un quartiere occidentale di Napoli. Don Giustino è nato a Pianura, Napoli, il 18 gennaio 1891. Giustino era il terzo dei dieci figli di Luigi Russolillo e di Giuseppina Simpatia. Il padre Luigi faceva il muratore, mentre la madre Giuseppina era casalinga. A causa di un'eccezionale nevicata, il padre dovette spalare la neve fuori casa per portare il neonato al fonte battesimale il giorno dopo la nascita. Nei registri parrocchiali fu registrato solo con il nome di Giustino, mentre all'anagrafe civile furono aggiunti i nomi di Pietro e Orazio.
Da bambino mostrò notevole intelligenza e una certa curiosità. A cinque anni fece la Prima Comunione. Le zie paterne, che facevano le maestre elementari, collaborarono alla sua formazione intellettuale. Don Orazio Guillaro, parroco di Pianura, lo aiutò nell'insegnamento del latino. A dieci anni Giustino entrò nel Seminario della diocesi di Pozzuoli. Pianura si trova nel territorio della diocesi di Pozzuoli. Superò gli esami e fu ammesso alla seconda ginnasiale. Prima di entrare in seminario ebbe bisogno di un notevole aiuto economico. Il padre aveva subito un incidente sul lavoro e non poteva garantire altre entrate familiari. La madre Giuseppina si rivolse al barone Zampaglione, un notabile cittadino, che rifiutò l'aiuto. Giuseppina disse al figlio che lo avrebbe fatto prete anche a costo di impegnarsi gli occhi. Alla fine il nobile cedette.
I superiori lodarono l'impegno del seminarista. Per agevolare la sua salute cagionevole ed evitarne il ritorno a casa, i superiori gli diedero una stanza con vista sul mare. I superiori gli fornivano razioni di cibo più consistenti quando possibile. Il giovane cominciò a pensare alla realizzazione di una congregazione religiosa a carattere vocazionale. Cominciò a stendere le Costituzioni per la futura congregazione. Fu ordinato sacerdote il 20 settembre 1913. Il giorno dell'ordinazione emise il voto di carità di terzo grado. Fece solenne promessa a Dio di fondare un'opera per la ricerca e la promozione delle vocazioni.
I primi passi dell'apostolato e la nascita delle opere
Iniziò l'apostolato nel proprio paese dedicandosi all'insegnamento del catechismo ai bambini e ai ragazzi. Formò due gruppi chiamati i Volontari di Gesù e i Fedelissimi. Organizzò con questi gruppi qualcosa di simile a un oratorio. Chiese ai Fedelissimi se qualcuno volesse diventare sacerdote e Salvatore Polverino rispose di no a nome di tutti. Tramite la zia Michelina, don Giustino scoprì che il motivo del rifiuto era la scarsità di mezzi finanziari. Il 30 aprile 1914 tentò un esperimento di vita comune con i ragazzi orientati alla vita sacerdotale. Il vescovo di Pozzuoli non accettò l'iniziativa e la sospese momentaneamente. Partecipò alla Prima Guerra Mondiale nei reparti sanitari. Ritornato a Pianura, vide lentamente realizzarsi i suoi progetti.
Incontrò difficoltà nella sua diocesi di origine e si mise in contatto con il vescovo di Troia, monsignor Fortunato Maria Farina. Monsignor Fortunato Maria Farina è stato dichiarato Venerabile dal 2020. Il vescovo di Troia si dichiarò disposto ad accoglierlo nella sua diocesi. Il vescovo di Troia gli offrì una casa per le sue opere e la direzione spirituale del Seminario diocesano. Il 29 aprile 1914 la signorina Rachele Marrone gli mandò un messaggio ironico chiedendo se solo i maschi dovessero farsi santi. Rachele Marrone dirigeva un laboratorio di cucito ed era seguita da don Giustino come direttore spirituale. Don Giustino accettò di seguire anche le ragazze, pur non avendo ancora in mente un gruppo di suore. Guidò Rachele e altre giovani alla consacrazione come Schiave di Maria. La consacrazione seguì lo schema di san Luigi Maria Grignion de Montfort. L'impegno fu ricevuto nel mese di agosto presso una statua della Madonna de La Salette sulla collina dei Camaldoli a Napoli. Il 1° febbraio 1919 fu riconosciuta la Pia Unione per le fanciulle del paese aspiranti alla vita religiosa. La Pia Unione era guidata da Rachele Marrone. Alla Pia Unione fu affidato il compito dell'istruzione religiosa dei fanciulli, dell'apostolato missionario e della collaborazione con l'Opera maschile.
Durante la guerra don Giustino si era convinto della necessità di un ramo femminile. Questa convinzione nacque osservando l'operato delle Suore di Maria Bambina nell'ospedale di Mestre. Ripeté più volte che per far crescere il Bambino Gesù ci vogliono Maria e Giuseppe, intendendo che per le vocazioni serviva anche una mano femminile.
Fondazione del Vocazionario e consolidamento
Mentre si ultimavano i preparativi per il passaggio alla diocesi di Troia, monsignor Michele Zezza, vescovo di Pozzuoli, fu nominato arcivescovo di Napoli. Monsignor Pasquale Ragosta era vescovo di Ischia. Monsignor Pasquale Ragosta fu nominato amministratore apostolico di Pozzuoli. Monsignor Pasquale Ragosta chiese a don Giustino di compiere nella sua Diocesi ciò che avrebbe voluto fare altrove. Il vescovo invitò don Giustino a concorrere per il beneficio della parrocchia di San Giorgio Martire a Pianura. La parrocchia di San Giorgio Martire a Pianura era rimasta vacante a causa della morte improvvisa del parroco don Giosué Scotto Di Cesare. Don Giustino accettò la proposta del vescovo. Il 20 settembre 1920, nel settimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, don Giustino prese ufficialmente possesso della parrocchia.
Il 18 ottobre 1920, nei locali della casa canonica di Pianura, riprese la vita comune dei suoi ragazzi. Quella data segnò la nascita del primo Vocazionario, inteso come centro di aggregazione e promozione delle vocazioni. Don Giustino aveva pensato di chiamare la nascente congregazione Servi dei Santi. Con il nome santi intendeva i membri del popolo di Dio, richiamando le lettere di san Paolo. Ci furono cambiamenti anche per le ragazze seguite da don Giustino. Con l'autorizzazione del vescovo, la sera del 1 ottobre 1920 le prime sei aspiranti iniziarono a vivere insieme in un appartamento in affitto presso Villa Caleo. Villa Caleo fu successivamente acquistata interamente. Quattro delle ragazze, compresa Giovanna Russolillo, sorella di don Giustino, furono inviate quattro anni dopo a Marcianise, in provincia di Caserta. A Marcianise le ragazze dovevano diplomarsi insegnanti nelle scuole materne. Il nuovo vescovo, monsignor Petrone, firmò il decreto di erezione canonica diocesana il 26 maggio 1927.
Il 18 gennaio 1931, giorno del suo quarantesimo compleanno, il fondatore emise i voti come primo religioso della congregazione. I voti furono emessi nelle mani di monsignor Francesco Cammarota, vescovo della diocesi di Capaccio - Vallo della Lucania. La cerimonia dei voti si svolse presso la cappella privata della Curia vescovile. In religione don Giustino assunse i nomi di Giustino Maria della Santissima Trinità. Il 19 giugno 1931 arrivò il decreto che ratificava l'erezione canonica della Congregazione. Il decreto specificava i nomi dei due rami: Società delle Divine Vocazioni per quello maschile e Suore delle Divine Vocazioni per quello femminile. Per brevità i membri sono detti Padri Vocazionisti e Suore Vocazioniste.
Difficoltà, riconoscimenti e spiritualità della santificazione
I due rami dei Vocazionisti dovettero affrontare numerose e serie difficoltà prima di ottenere l'approvazione pontificia, nonostante i progressi e l'apertura di nuove Case anche oltre Oceano. Le congregazioni dovettero subire due severe visite canoniche. La prima visita canonica avvenne nel 1941 a opera del padre Raffaele Baldini dei Servi di Maria. La seconda visita canonica avvenne nel 1945 a opera del padre Serafino Cuomo, francescano. Il riconoscimento pontificio arrivò il 24 maggio 1947 per le suore. Il riconoscimento pontificio arrivò il 3 gennaio 1948 per i padri. Don Giustino guidò le sue Congregazioni trasmettendo una spiritualità mirata all'unione divina delle anime con la Santissima Trinità. Don Giustino si fece promotore e sostenitore convinto del movimento della santificazione universale in un'epoca in cui la santità era considerata riservata solo ad alcune categorie di persone. Il saluto abituale di don Giustino era Fatti santo. Il saluto era a volte completato con la frase Fatti santo davvero, che tutto il resto è zero.
Nel 1947, dopo aver letto sull'Osservatore Romano la Costituzione apostolica Provida Mater sugli istituti secolari, don Giustino esclamò che quello era proprio ciò che stavano aspettando. In una lettera al Redentorista padre Michele Mazzei, suo direttore e consigliere spirituale, auspicò di poter realizzare molte cose relative agli istituti secolari. L'Istituto secolare delle Apostole Vocazioniste della Santificazione Universale è sorto dopo la morte di don Giustino. L'istituto secolare ha come scopo principale la santificazione dei suoi membri e di tutto il popolo di Dio. Le aderenti all'istituto collaborano con i padri e le suore nella pastorale vocazionale come consacrate laiche. Le aderenti estendono la loro opera nel sociale facendosi compagne di viaggio degli anziani, delle persone sole ed abbandonate, e dei sofferenti.
Don Giustino non trascurò i suoi doveri di parroco. Celebrava la prima Messa alle quattro e trenta del mattino per permettere a contadini e impiegati di ricevere la comunione prima del lavoro. Si occupò della formazione dei catechisti. Promosse l'Azione Cattolica. Organizzò forme di carità parrocchiali per ammalati e disoccupati. Problemi d'ordine finanziario misero le due Congregazioni in grave pericolo di scioglimento. I biografi narrano che l'intervento di papa Pio XII sbloccò la situazione finanziaria. Papa Pio XII conosceva e apprezzava le attività di don Giustino, inclusa l'accoglienza e l'aiuto ai sacerdoti in crisi. La buona fama di don Giustino si diffuse ben oltre i confini parrocchiali e cittadini, portandolo a stringere legami con figure come la carmelitana suor Giuseppina di Gesù Crocifisso, Beata dal 2008. Don Giustino conobbe suor Giuseppina di Gesù Crocifisso quando fu invitato a predicare alle consorelle del convento dei Ponti Rossi a Napoli. Bartolo Longo, fondatore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei e Beato dal 1980, fu in contatto con don Giustino. Bartolo Longo inviò al Vocazionario di Pianura alcuni ragazzi ospitati nelle opere annesse al Santuario. Don Giustino rifuggì sempre onori ed elogi. Una donna venuta da fuori chiese d'incontrare il santo di Pianura. Don Giustino, pensando che alludesse a lui, condusse la donna davanti all'immagine di san Giorgio in chiesa e si allontanò.
Ultimi giorni e transito al cielo
Nella primavera del 1955 la salute di don Giustino subì crolli imprevisti. Don Giustino non interruppe i suoi impegni durante la Quaresima e il mese di maggio del 1955 nonostante i problemi di salute. Il 9 giugno 1955, giorno del Corpus Domini, volle portare personalmente in processione il Santissimo Sacramento. Il dottor De Simone, medico curante, era contrario alla partecipazione di don Giustino alla processione. All'inizio di luglio accettò il suggerimento di farsi visitare da un collega. Il 16 luglio il dottor Cataldi prescrisse a don Giustino il riposo assoluto. Don Giustino portò a termine il suo ultimo impegno predicando gli esercizi spirituali alle Suore della Provvidenza presso l'ospedale Monaldi di Napoli. Dopo l'ultimo impegno, domandò al Vicario generale di poter trascorrere qualche giorno di riposo.
Dal 20 al 27 luglio visitò i novizi e i professi, accompagnato da don Raffaele Castiglione, quasi per un congedo. Dopo le visite tornò a Pianura. Le condizioni di salute si aggravarono ulteriormente facendo accorrere i dottori De Simone, Cataldi e il fratello Michele, anch'egli medico. Le analisi del sangue confermarono l'ipotesi della leucemia. Madre Giovanna, sua sorella e Superiora generale delle Suore Vocazioniste, arrivò da Roma. Il 1° agosto accettò il ricovero in ospedale, giudicato però troppo tardi dal dottor Russolillo. Morì alle ventuno e dieci del 2 agosto senza alcun lamento e dopo aver ricevuto l'Unzione degli infermi. Don Giustino è morto il 2 agosto 1955. La salma fu esposta all'interno del Vocazionario. Il giorno dopo la morte fu trasferita nella chiesa di San Giorgio, dove rimase tre giorni visitata da moltissime persone. Dopo i funerali fu sepolto nel cimitero di Pianura. Il 14 aprile 1956 la salma fu traslata nella chiesa del Vocazionario.
Il cammino verso la beatificazione
I Vocazionisti chiesero di avviare la causa di beatificazione vent'anni dopo la morte, a causa del perdurare del ricordo e della fama di santità. Il processo informativo iniziò il 23 aprile 1978 nella diocesi di Pozzuoli. Il 7 luglio 1978 il processo fu trasferito al tribunale ecclesiastico della diocesi di Napoli. A Napoli il processo proseguì dal 18 gennaio 1980 al 13 maggio 1985. I documenti furono trasmessi alla Congregazione delle Cause dei Santi. Il decreto di convalida del processo diocesano sulle virtù eroiche fu firmato il 23 gennaio 1986. Il 22 ottobre 1996 avvenne la ricognizione canonica dei resti mortali. La Positio super virtutibus fu consegnata a Roma il 5 dicembre 1996. Il congresso dei consultori teologi diede parere positivo sulle virtù eroiche il 7 febbraio 1997. La riunione dei cardinali e vescovi della Congregazione diede parere positivo il 18 novembre 1997. Il Papa san Giovanni Paolo II firmò il decreto che riconosceva don Giustino Venerabile il 18 dicembre 1997.
Il caso preso in esame come miracolo per la beatificazione fu quello di Gaetanina Meloro, nata a Newark nel New Jersey. Gaetanina Meloro era affetta da un carcinoma papillare squamoso all'interno della vagina. La donna e i suoi familiari chiesero l'intercessione di don Giustino, che lei conosceva frequentando una parrocchia retta dai padri Vocazionisti. I medici riscontrarono la completa sparizione della forma tumorale alla fine della radioterapia esterna e prima delle cure interne. La guarigione risaliva al febbraio 1998, meno di due mesi dopo il decreto sulle virtù eroiche. Il processo sulla guarigione miracolosa si svolse dal 16 marzo al 14 novembre 2005. Il processo sulla guarigione fu convalidato il 9 marzo 2007. La Consulta medica della Congregazione diede parere positivo il 18 giugno 2009. I consultori teologi confermarono il parere positivo il 12 dicembre 2009. I cardinali e vescovi membri confermarono il parere il 1° giugno 2010. Papa Benedetto XVI promulgò il decreto sul miracolo il 1° luglio 2010. La celebrazione della beatificazione si svolse a Napoli nel quartiere di Pianura, in via Comunale Pallucci, il 7 maggio 2011. Il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, presiedette il rito in rappresentanza del Papa.
Il secondo miracolo e la via per la canonizzazione
È stato preso in esame un secondo miracolo per ottenere la canonizzazione. Padre Giacomo Capraro è il postulatore della causa. Padre Giacomo Capraro ha riferito il caso sul sito internet della Società Divine Vocazioni. Il caso riguarda Jean Emile Rasolofo, giovane religioso vocazionista. Jean Emile Rasolofo fu ricoverato d'urgenza il 16 aprile 2016 nell'ospedale di Pozzuoli. Al momento del ricovero il religioso era ormai in coma. I medici dichiararono che il paziente non avrebbe ripreso pienamente le sue funzioni vitali anche in caso di risveglio dal coma, a causa del tempo trascorso prima del ricovero. In tutte le comunità vocazioniste furono indette novene di preghiera e solenni celebrazioni per chiedere la guarigione di Jean Emile per intercessione del Beato Giustino. Il 21 aprile 2016 fu celebrata la Messa nella parrocchia di Santa Maria a Quarto dove risiedeva il religioso. Alle nove e quindici, al momento della Consacrazione, un quadro con l'immagine del Beato collocato a destra dell'altare fu visto da molti sollevarsi e planare ai piedi della mensa. Alla stessa ora dello stesso giorno Jean Emile riprese conoscenza. I successivi esami dimostrarono che il giovane non aveva subito danni o complicazioni.
L'inchiesta diocesana sull'asserita guarigione miracolosa fu aperta il 19 luglio 2017 presso la Curia Vescovile di Pozzuoli. L'inchiesta diocesana si concluse il 23 marzo 2018 presso la parrocchia della Sacra Famiglia a Pianura-Napoli. Il 5 marzo 2020 la Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi si espresse a favore dell'inspiegabilità scientifica dell'accaduto. Il 16 giugno 2020 i Consultori Teologi confermarono il nesso tra la guarigione del giovane e l'intercessione del fondatore. Il 6 ottobre 2020 la Plenaria dei cardinali e dei vescovi membri della Congregazione riconobbe il fatto come miracoloso. Il 27 ottobre 2020 papa Francesco ricevette in udienza monsignor Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. In tale udienza papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto sul miracolo, aprendo la via alla canonizzazione di don Giustino.
La missione peculiare del discernimento vocazionale fu messa in atto dal Beato Giustino Maria della Santissima Trinità, nome di devozione assunto dal santo. La missione prosegue oggi tramite l'operato dei Padri e delle Suore Vocazionisti. La missione prosegue anche tramite le Apostole Vocazioniste della Santificazione Universale. Numerosi gruppi di laici partecipano all'opera per aiutare tutti gli uomini a rispondere alla divina vocazione alla vita, alla fede e alla santità.
Su vida y ministerio
Giustino Russolillo nació en el año mil ochocientos noventa y uno en Pianura, una localidad cercana a Nápoles que marcaría el escenario de toda su obra. Tras un camino de formación dedicado al servicio de Dios, recibió la ordenación sacerdotal el veinte de septiembre del año mil novecientos trece. Desde sus inicios, mostró una sensibilidad especial por la vida parroquial y el cuidado del pueblo fiel, lo que le permitió desarrollar una profunda inteligencia espiritual y un gran sentido de responsabilidad pastoral.
En el año mil novecientos veinte, fue nombrado párroco de la iglesia de San Jorge Mártir en Pianura, lugar donde ejerció su labor con dedicación y celo apostólico durante años. Fue precisamente en el seno de su actividad parroquial donde sintió la necesidad apremiante de crear una estructura dedicada a la promoción de las vocaciones. En el año mil novecientos veintisiete, fundó la Sociedad de las Divinas Vocaciones, una institución destinada a identificar, acoger y formar a los jóvenes que manifestaban el deseo de entregarse al servicio del Señor. Esta obra se convirtió en el eje de su existencia, centrando sus esfuerzos en garantizar que cada llamada divina encontrara el apoyo necesario para florecer. Su vida terrenal concluyó en el año mil novecientos cincuenta y cinco, en el mismo lugar que lo vio nacer, dejando un testimonio de fidelidad inquebrantable a su vocación sacerdotal.
El reconocimiento de su santidad
La vida del Beato Justino María de la Santísima Trinidad ha sido reconocida por la Iglesia como un modelo de santidad, especialmente por su dedicación a la causa de las vocaciones. Su proceso de beatificación culminó el siete de mayo del año dos mil once, cuando fue proclamado beato en una solemne ceremonia celebrada en la ciudad de Nápoles. Posteriormente, en el año dos mil veinte, se reconoció el milagro necesario para avanzar en su camino hacia la gloria de los altares bajo el pontificado del Papa Francisco.
Su memoria es celebrada con gratitud, reconociendo en él a un guía que supo discernir el paso de Dios en la vida de los hombres. Como patrono de las vocaciones, su figura invita a los fieles a orar constantemente por el aumento de servidores para la viña del Señor, recordando que cada vida es un don que debe ser cultivado con esmero.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Giustino Maria de la Santísima Trinidad?
La memoria liturgica è fissata al 2 agosto per la diocesi di Pozzuoli e per la Famiglia Vocazionista, giorno della nascita al cielo del Beato.
Quali congregazioni ha fondato il Beato Giustino Russolillo?
Ha fondato la Società delle Divine Vocazioni per i sacerdoti, conosciuta come i Padri Vocazionisti, e le Suore delle Divine Vocazioni per il ramo femminile.