3 de marzo
Beato Liberato Weiss
Sacerdote de los Frailes Menores, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e la vocazione francescana
Liberato Weiss nacque a Konnersreuth, in Baviera, il 4 gennaio 1675. Entrò a far parte dei Frati Minori il 13 ottobre 1698 presso il convento di Graz, appartenente alla provincia austriaca di San Bernardino. La sua formazione spirituale e il cammino di consacrazione trovarono il proprio compimento a Vienna, dove ricevette l'ordinazione sacerdotale il 14 settembre 1699, distinguendosi fin da giovane per lo spirito di obbedienza e il fervore religioso.
Nel corso della storia, i tentativi dei missionari cattolici di penetrare nei territori a maggioranza musulmana sono stati spesso vanificati dall'intolleranza dell'estremismo islamico. L'Ordine Francescano ha pagato un tributo di sangue particolarmente elevato a causa delle persecuzioni e dell'estremismo religioso, inserendosi in una tradizione di fedeltà al mandato evangelico che non teme il pericolo. In passato si verificavano scontri mortali dovuti a visioni dottrinali divergenti sulla figura di Gesù, poiché l'integralismo, il fanatismo e l'intolleranza sostituiscono talvolta la genuina religiosità.
Nel 1703 il Commissario generale dell'Ordine Francescano chiese alle varie province di selezionare missionari idonei da inviare in Etiopia, rispondendo alla richiesta del sovrano locale. Il sovrano etiope aveva infatti richiesto esplicitamente l'invio di sacerdoti cattolici per contrastare la diffusione del monofisismo. La dottrina monofisita si richiama a un'eresia nata quasi 1400 anni prima e condannata dal Concilio di Calcedonia. Il monofisismo nega la presenza delle due nature, umana e divina, in Cristo, ammettendo esclusivamente quella divina. Liberato Weiss, che nel 1703 era un giovane sacerdote di ventotto anni, si offrì volontario per la missione e venne accettato dalla congregazione di Propaganda Fide.
Il primo viaggio e la lunga attesa lungo il Nilo
Weiss fu inviato in Etiopia insieme ad altri sette missionari, per un totale di otto compagni che salparono guidati da padre Giuseppe da Gerusalemme. Il gruppo lasciò Il Cairo, in Egitto, il 14 gennaio 1705 per intercettare la carovana di mercanti diretta in Etiopia. La convergenza dei tre frati principali e la loro unione in una missione dagli esiti drammatici sono ascrivibili al caso, all'obbedienza francescana o alla Provvidenza. Nel mese di giugno del 1705 i missionari giunsero a Debba, nel Sudan. A Debba trovarono i soldati locali in aperta rivolta contro il re di Sennar, fatto che impedì loro di proseguire il viaggio. La spedizione non riuscì a entrare in Etiopia proprio a causa di questa insurrezione scoppiata contro il re richiedente.
Per sottrarsi alle violenze dei ribelli, il 21 agosto 1705 i religiosi si rifugiarono nella località di Allefun. Allefun era un luogo sicuro in quanto rispettato per via della presenza di un famoso santuario musulmano. I missionari rimasero ad Allefun fino al 31 marzo 1708, giorno in cui furono convocati a Sennar dal re, che nel frattempo aveva sconfitto i rivoltosi. Dei dieci missionari iniziali ne erano rimasti soltanto tre: Giuseppe da Gerusalemme, Liberato Weiss e Michele Pio da Zerbo. Tra i rimanenti membri della spedizione iniziale, alcuni erano deceduti mentre altri erano rientrati al punto di partenza in Egitto, trascorsi sei anni viaggiando lungo il corso del Nilo in attesa di un mutamento politico, senza raggiungere la destinazione.
Durante l'estenuante attesa lungo il Nilo, alcuni missionari abbandonarono la spedizione per fare ritorno in patria, mentre altri persero la vita. Nel maggio del 1709 morì il superiore della missione, padre Giuseppe da Gerusalemme. Rimasto solo con Michele Pio, Liberato Weiss fece ritorno in Egitto insieme al confratello il 30 giugno 1710. Padre Michele Pio, nella sua qualità di segretario del capo missione, redasse una relazione scritta del viaggio apostolico svolto tra il 1704 e il 1710 lungo la rotta del Nilo e svoltosi nel Sudan, senza essere riusciti a raggiungere l'Etiopia.
Il secondo viaggio e l'arrivo a Gondar
Dopo un anno dal rientro in Egitto, si decise di tentare l'ingresso in Etiopia seguendo la rotta del Mar Rosso. Propaganda Fide stabilì di promuovere un ulteriore tentativo di spedizione e il 20 aprile 1711 nominò Liberato Weiss prefetto apostolico della nuova impresa. Samuele Marzorati, originario di Biumo Inferiore, nel territorio varesotto, si aggregò a Liberato Weiss e a Michele Pio per il nuovo tentativo di missione. Della nuova spedizione furono così incaricati Michele Pio da Zerbo, il cui cognome è storicamente incerto ed egli proveniva da Zerbo in provincia di Pavia, e Samuele Marzorati da Biumo, entrambi appartenenti alla provincia francescana di Milano.
Il secondo viaggio iniziò il 3 novembre da Il Cairo. Il nuovo gruppo di missionari partì con la speranza di superare gli ostacoli precedenti. I tre frati giunsero nella capitale etiope il 20 luglio dell'anno successivo a quello della partenza dal Cairo, precisamente il 20 luglio 1712, giungendo a Gondar e venendo accolti favorevolmente dal sovrano locale. La situazione politica generale del regno etiope era tuttavia instabile e gli europei erano visti con diffidenza. Il re Justos era fortemente osteggiato dai suoi oppositori, e a causa delle continue turbolenze politico-religiose, i tre frati furono costretti a vivere in uno stato di sostanziale clandestinità.
Il nuovo sovrano etiope, temendo disordini, proibì ai frati la predicazione, il dibattito religioso e la dichiarazione del loro mandato missionario per conto di Roma. In Etiopia vi era una forte diffidenza verso i rappresentanti della Chiesa romana e un generale sentimento di avversione per gli europei. Iniziarono a circolare maldicenze e calunnie sui missionari e sulla fede da loro professata. Inizialmente il re Justos ignorò le dicerie, ma in seguito decise di trasferire i missionari nella provincia del Tigré per placare i contrasti.
Le difficoltà materiali e l'isolamento
Impossibilitati a predicare apertamente, i tre missionari si dedicarono allo studio della lingua locale, all'assistenza dei malati e all'attesa di aiuti dall'Europa. I missionari avvertirono una sensazione di totale abbandono morale e finanziario. I sussidi economici inviati da Propaganda Fide giungevano in misura del tutto insufficiente, non coprendo né le spese per le cure mediche né il sostentamento dei frati. Per garantirsi la sussistenza, Liberato Weiss si adattò a lavorare come orefice.
Le precarie condizioni di vita provocarono attriti interni, in particolare tra Liberato e Samuele, aggravati dalla tensione costante. La popolazione locale manifestò un profondo odio verso i tre religiosi, identificandoli come diffusori di una cattiva religione. I frati furono vittime di calunnie, dicerie e di un progressivo isolamento sociale che rese la loro presenza sempre più insostenibile agli occhi della comunità circostante.
Dopo la partenza dei missionari da Gondar, il re Justos si ammalò. Gli avversari di Justos approfittarono della sua malattia per incoronare sovrano David, figlio di un altro re. Gli usurpatori richiamarono i missionari a Gondar, mutando definitivamente il destino dei tre religiosi che si avviarono verso la prova suprema.
Il processo e il martirio
I tre missionari furono arrestati e sottoposti a processo il 2 marzo 1716. Durante il processo, i frati affermarono apertamente la loro identità di missionari cattolici, rifiutando la proposta di sottomissione alla circoncisione, atto che avrebbe salvato loro la vita. I frati accusarono i propri giudici di essere cristiani soltanto di nome e non nei fatti, testimoniando con coraggio la verità del Vangelo. I tre religiosi furono conseguentemente condannati alla pena capitale mediante lapidazione.
L'esecuzione della condanna a morte avvenne il 3 marzo 1716 lungo le sponde del torrente Angareb, nella piazza Abbo. Un monaco locale incitò la folla a dare inizio al linciaggio, scagliando una maledizione e una scomunica su chiunque non avesse tirato almeno cinque pietre. I tre frati affrontarono la morte scambiandosi un abbraccio e l'assoluzione reciproca, dimostrando una straordinaria unione spirituale.
La testimonianza della loro fede in Cristo si realizzò con il versamento del sangue anziché con la predicazione. L'uccisione dei tre frati non fu opera di pagani o infedeli, bensì di altri cristiani considerati eretici. Il Martirologio commemora presso Gondar in Etiopia i beati sacerdoti e martiri dell'Ordine dei Frati Minori Liberato Weiss, Samuele Marzorati e Michele Pio Fasoli da Zerbo, lapidati per la loro fede cattolica, ricordando che Liberato Weiss nacque a Konnersreuth, in Baviera, il 4 gennaio 1675 e morì a Gondar, in Etiopia, il 3 marzo 1716.
La beatificazione e il culto
Il processo informativo per la causa di beatificazione venne istruito a Vienna negli anni 1932 e 1933, essendo la provincia francescana d'origine di Liberato Weiss quella di riferimento. Gli atti raccolti hanno permesso di ricostruire con precisione la fedeltà eroica dei tre religiosi e il loro attaccamento alla fede cattolica nonostante le persecuzioni.
Papa Giovanni Paolo II ha proclamato beati i tre frati il 20 novembre 1988 a Vienna, nel corso della sua visita pastorale in Austria. Da quel momento, la memoria liturgica del Beato Liberato Weiss e dei suoi compagni continua a risplendere nella Chiesa come esempio luminoso di dedizione missionaria e di martirio incruento e cruento per amore di Cristo.
Su vida y misión
Liberato Weiss nació en Konnersreuth, Baviera, en el año 1675. Su camino hacia el sacerdocio se consolidó en Viena, donde recibió la ordenación en el año 1699. Desde sus inicios, su corazón estuvo orientado hacia la misión, movido por el deseo de llevar el mensaje de salvación a tierras lejanas. En el año 1711, emprendió un largo viaje que lo llevaría a través de diversos territorios, incluyendo estancias en El Cairo y el Sudán, hasta alcanzar su destino final en Etiopía.
Al llegar a la ciudad de Gondar en el año 1712, el beato Liberato se encontró con un entorno sumamente complejo para el ejercicio de su ministerio. Debido a las circunstancias políticas y religiosas de la época, se vio obligado a vivir en la clandestinidad, manteniendo viva la fe católica con discreción y firmeza. Durante estos años, su vida fue un testimonio silencioso pero constante de su dedicación. El 2 de marzo de 1716, tras ser descubierto, fue arrestado y sometido a un proceso judicial motivado exclusivamente por su adhesión a la fe católica. Al día siguiente, el 3 de marzo de 1716, entregó su vida mediante la lapidación, permaneciendo fiel hasta el último aliento.
El culto y la memoria
El testimonio de entrega del beato Liberato Weiss ha sido acogido con gratitud por la Iglesia, que reconoce en su martirio un destello de la luz de Cristo en medio de la persecución. Su vida y muerte son recordadas junto a sus compañeros de martirio, los beatos Samuele Marzorati y Michele Pio Fasoli, con quienes compartió la misión y el sacrificio final.
La santidad de su vida fue confirmada oficialmente por el Papa Juan Pablo Segundo, quien lo beatificó el 20 de noviembre de 1988. Desde entonces, su memoria litúrgica se celebra cada año, invitando a los fieles a reflexionar sobre la importancia de la coherencia y la valentía en la vida cristiana. Su figura sigue inspirando a quienes buscan vivir el Evangelio con autenticidad, recordándonos que el amor de Dios es capaz de sostenernos en cualquier circunstancia, incluso ante el peligro y la adversidad.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Liberato Weiss?
Il Beato Liberato Weiss si festeggia il 3 marzo, giorno in cui subì il martirio insieme ai confratelli.
Cerca de Gondar en Etiopía, los beatos Liberato Weiss, Samuele Marzorati y Michele Pio Fasoli da Zerbo, sacerdotes de la Orden de los Frailes Menores y mártires, que murieron lapidados por la fe católica. — Martirologio Romano