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24 de julio

Beato Modestino de Jesús y María (Domenico Mazzarella)

Sacerdote de los Frailes Menores

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e la giovinezza a Frattamaggiore

Domenico Nicola Mazzarella nacque a Frattamaggiore, in provincia di Napoli e diocesi di Aversa, il 5 settembre 1802. Era l'ultimo dei figli di una famiglia di operai. Il padre, Nicola, lavorava la canapa per fabbricare funi, mentre la madre, Teresa Esposito, era tessitrice. Domenico fu educato amorevolmente dalla madre e frequentò la scuola parrocchiale della basilica di San Sossio. Ricevette il Battesimo nella basilica di San Sossio il giorno seguente alla nascita, mentre il 15 ottobre 1810 ricevette la Prima Comunione. Dopo la Prima Comunione partecipò assiduamente alle celebrazioni religiose e si accostò ai Sacramenti con regolarità. Il parroco di San Sossio, don Francesco D'Ambrosio, intuì che il ragazzo poteva essere orientato alla vita sacerdotale. Don Francesco D'Ambrosio parlò di Domenico al vescovo di Aversa, monsignor Agostino Tommasi. Monsignor Agostino Tommasi invitò personalmente Domenico ad entrare tra i chierici. Domenico accettò e fu accolto nel Seminario diocesano. In cambio della permanenza gratuita, fu chierico inserviente della cattedrale di Aversa con il compito di volta carte. Il compito di volta carte consisteva nel girare le pagine dei libri liturgici durante le celebrazioni. Dopo tre anni il vescovo morì. La morte del vescovo e l'incomprensione da parte di alcuni compagni obbligarono il giovane a lasciare la via del sacerdozio diocesano. Nel novembre 1821 Domenico tornò in famiglia. Continuò a indossare la veste talare dopo il ritorno in famiglia. Trascorreva le giornate tra lo studio e la lavorazione della canapa. Il desiderio di consacrarsi a Dio non venne meno.

La vocazione francescana e l'ordinazione sacerdotale

Ormai ventenne, cominciò a frequentare il convento di Santa Caterina d'Alessandria a Grumo Nevano, appartenente ai Frati Minori Alcantarini. Il convento di Santa Caterina d'Alessandria era lo stesso luogo dove aveva a lungo soggiornato padre Giovan Giuseppe della Croce, canonizzato nel 1839. Il giovane prese come direttore spirituale padre Fortunato della Croce. Chiese di essere ammesso nell'Ordine dopo qualche tempo. Compiuto il noviziato, il 3 novembre 1822 vestì il saio francescano nel convento di Santa Maria Occorrevole a Piedimonte d'Alife, oggi Piedimonte Matese. Assunse il nome di fra Modestino di Gesù e Maria in onore di un altro alcantarino che l'aveva aiutato a discernere la vocazione. Proseguì la formazione studiando Filosofia nel convento di Santa Lucia al Monte. Tornò a Grumo Nevano per gli studi di Teologia Dogmatica. Passò al convento di San Pietro d'Alcántara, poi di San Pasquale al Granatello, a Portici, per la Teologia Morale. Nel 1827, a Grumo Nevano, fu ordinato diacono. Il Ministro generale padre Giovanni da Capestrano era di passaggio in quel convento per presiedere il capitolo provinciale. Durante il rito della lavanda dei piedi previsto dal capitolo, fra Modestino fece da inserviente al Ministro generale. Il Ministro generale, colpito dalla sua compostezza e religiosità, gli pose le mani sul capo, gli chiese il nome e se avesse già ricevuto gli Ordini. Ricevuta la risposta, il Ministro generale ordinò al neo-eletto Ministro provinciale, padre Leone di Maria Immacolata, di farlo ordinare subito sacerdote. L'ordinazione sacerdotale avvenne ad Aversa il 22 dicembre 1827. Padre Modestino celebrò la prima Messa nella chiesa degli Alcantarini a Grumo Nevano.

Il ministero tra i poveri e la devozione mariana

Nello stesso anno dell'ordinazione fu destinato a Marcianise come sacrista. Dal 1831 al 1835 fu maestro dei frati studenti a Portici. Nel 1837 divenne guardiano, ossia superiore, del convento di Pignataro Maggiore. Nel 1838 rinunciò all'incarico di guardiano e divenne sacrista del convento di Santa Lucia al Monte. Successivamente si stabilì nel convento di Santa Maria della Sanità, nell'omonimo quartiere. Si dedicò all'annuncio della Parola di Dio con linguaggio facile, popolare ed evangelico. Curò molto la direzione spirituale e confessava per lunghe ore. Ebbe particolare cura per i carcerati del Granatello di Portici e di Castel Capuano di Napoli. Visitava gli ospedali e i bassi, piccoli appartamenti al piano terra dei palazzi della città. Portava agli ammalati l'immagine della Madonna del Buon Consiglio, tenuta sempre con sé in una piccola teca d'argento. Per mezzo dell'immagine della Madonna del Buon Consiglio otteneva guarigioni e conversioni. La sua giaculatoria ricorrente era: «Lodiamo sempre insieme col Figlio la dolce Madre del Buon Consiglio». Padre Modestino era molto affezionato a quell'invocazione mariana. Gli inizi della sua devozione alla Madonna del Buon Consiglio risalgono al periodo successivo alla conclusione della sua esperienza come seminarista diocesano. Si era spesso recato a venerare l'immagine della Madonna del Buon Consiglio nella chiesa di San Sossio. Aveva fatto collocare un'immagine della Madonna del Buon Consiglio, di propria iniziativa, nella chiesa di Sant'Antonio. Propagò tale devozione anche durante la sua permanenza a Napoli, avendo come centro propulsivo la basilica di Santa Maria della Sanità. Inizialmente padre Modestino espose una stampa nella basilica perché non riusciva a comprare un vero quadro. Sostituì la stampa quando ebbe un dipinto a olio. Il beato si chiamava originariamente Domenico Mazzarello ed era sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori. Era originario di Frattamaggiore, a Napoli. Da un certo momento in poi, celebrò sempre la Messa all'altare dove aveva intronizzato l'immagine. Spesso lo si vedeva pregare per ore nello stesso luogo.

Consigliere di re e papi, e il martirio della carità

Era consigliere di popolani, del Papa e del re di Napoli. Intendeva ricevere dalla Madre del Buon Consiglio la capacità di avere la parola giusta per tutti. Invitava le partorienti ad accogliere il dono della maternità e di una nuova vita. Cercava di trovare un posto accogliente per le giovani abbandonate. Provvedeva cibo e denaro ai poveri utilizzando le elemosine ricevute dai ricchi. La gente del popolo lo ammirava per la sua vita evangelica. A causa del potere di ottenere guarigioni da Dio, la gente lo chiamava 'Gesùcristiello' (piccolo Gesù Cristo). Veniva consultato dall'arcivescovo di Napoli, il cardinale Sisto Riario Sforza. Il re Ferdinando II di Borbone ebbe in lui estrema fiducia. Nel 1853 il re Ferdinando II lo nominò elemosiniere di sua figlia, la principessa Gianuaria. L'11 dicembre 1849 il Beato papa Pio IX, in esilio, visitò la chiesa di Santa Maria alla Sanità insieme alla corte pontificia. Divenne molto amico di padre Modestino, che chiamava 'il pazzo della Beata Vergine'. Quando Napoli fu colpita dal colera, padre Modestino accorreva al capezzale degli ammalati per portare aiuto e conforto. Si ammalò di colera a causa dell'indebolimento provocato dai continui digiuni. Morì il 24 luglio 1854 a Napoli tra il cordoglio dei confratelli e del rione Sanità. Gli Alcantarini ottennero che il suo cadavere non fosse inumato nel campo riservato ai colerosi. Fu sepolto nelle catacombe di San Gaudioso a Napoli fino al 1901. Nel 1901 fu traslato nella cappella adiacente all'ingresso delle catacombe, nella chiesa di Santa Maria alla Sanità. Il 18 ottobre 2015 i resti furono collocati definitivamente nella chiesa di Santa Caterina a Grumo Nevano, nella cappella della Madonna del Buon Consiglio.

Il cammino verso la beatificazione

Il processo informativo diocesano per l'eroicità delle virtù si svolse nella diocesi di Napoli a partire dal 1870. Il decreto sugli scritti fu emanato il 13 gennaio 1881. L'introduzione della causa, che apriva la fase romana, avvenne l'11 marzo 1891. Il decreto di convalida dei processi informativo e apostolico porta la data dell'11 novembre 1903. La congregazione antepreparatoria si tenne il 21 marzo 1939 e quella preparatoria il 9 marzo 1943. La causa riprese grazie alle nuove normative del 1983 per le cause di beatificazione e canonizzazione. I Consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi diedero parere positivo il 15 febbraio 1983. Cardinal cattolici e vescovi membri della Congregazione confermarero il parere il 10 maggio 1983. Papa san Giovanni Paolo II autorizzò il decreto il 14 maggio 1983 e fu pubblicato il 9 giugno dello stesso anno, dichiarandolo Venerabile. Il miracolo esaminato per la beatificazione riguardava una bambina di pochi mesi caduta nel 1922 da un'altezza di 12 metri su terreno lastricato senza gravi danni. La Consulta medica dichiarò l'inspiegabilità scientifica del fatto il 9 gennaio 1992. I Consultori teologi dimostrarono il nesso tra l'accaduto e l'intercessione di padre Modestino il 10 giugno 1992. Cardinali e vescovi della Congregazione si mostrarono favorevoli al miracolo il 9 novembre 1993. San Giovanni Paolo II autorizzò il decreto relativo al miracolo il 23 dicembre 1993. Papa san Giovanni Paolo II lo beatificò il 29 gennaio 1995 nella basilica di San Pietro a Roma. La memoria liturgica fu fissata al 24 aprile.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il beato Modestino di Gesù e Maria?

La memoria liturgica del beato Modestino di Gesù e Maria si celebra il 24 aprile.

En Nápoles, beato Modestino de Jesús y María (Domenico) Mazzarello, sacerdote de la Orden de los Frailes Menores, que estuvo cerca de todo tipo de pobres y afligidos y durante una epidemia murió golpeado él mismo por el cólera mientras asistía a los moribundos. — Martirologio Romano