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9 de junio

Beato Moisés Tovini

Sacerdote

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza

Mosè Tovini nacque a Cividate Camuno, in provincia di Brescia, il 27 dicembre 1877. Venne al mondo come il primo di otto fratelli, all'interno di una famiglia guidata dal ragionier Eugenio e dalla maestra Domenica Malaguzzi. Ricevette il sacramento del battesimo e un importante sostegno spirituale grazie al suo padrino, lo zio avvocato Giuseppe Tovini, che in seguito sarebbe stato venerato quale beato. Fin dalla prima infanzia mostrò una spiccata intelligenza precoce. All'età di cinque anni iniziò la scuola elementare con l'aiuto amorevole della madre, per poi completare il ciclo scolastico a Breno, il paese d'origine della famiglia materna. Nel 1884 ricevette il sacramento della Cresima, consolidando il proprio cammino di fede. All'età di nove anni iniziò a frequentare l'Istituto ginnasiale Venerabile Luzzago a Brescia, trovando ospitalità presso la dimora del padrino. Pochi mesi dopo, il 14 novembre 1886, ricevette la prima Comunione.

Nel 1889 fu affidato al Collegio San Defendente di Romano di Lombardia per completare gli studi ginnasiali. All'interno del collegio conobbe il compagno Domenico Menna, con il quale strinse un'amicizia destinata a durare nel tempo. Durante la permanenza in istituto, nel 1891, il collegio celebrò il terzo centenario della morte di San Luigi Gonzaga. Mosè e il compagno Domenico Menna rimasero profondamente affascinati dalla figura del giovane santo, al punto da iniziare a ipotizzare una vocazione al sacerdozio. Mosè decise di confidarsi con il padre, il quale tuttavia lo dissuase da quel proposito giovanile. I genitori decisero quindi di iscriverlo al liceo del Collegio di Celana, in provincia di Bergamo. In quell'ambiente si sentì fortemente isolato tra compagni di estrazione diversa e subì violente ritorsioni per non essersi unito alle loro malefatte. Di fronte a tale situazione, abbandonò il liceo di Celana per poter finalmente rispondere con libertà alla propria vocazione sacerdotale.

La formazione e i primi passi nel ministero

Mosè Tovini entrò in seminario ad anno scolastico già iniziato, grazie all'interessante intercessione dello zio Giuseppe. Alla fine dell'anno i superiori, colpiti dalle sue qualità, lo invitano a indossare l'abito clericale anche durante il periodo delle vacanze. Tornato a Cividate Camuno indossando l'abito clericale, i ragazzini del paese iniziarono a chiamarlo confidenzialmente don Mosè. Durante il secondo anno di seminario, per motivi legati alla sua salute, alloggiò presso la residenza dello zio Giuseppe. Questa vicinanza gli permise di ammirare da vicino lo zelo dello zio Giuseppe come laico strenuamente impegnato nell'Azione Cattolica. Al termine della terza liceo fu ammesso alla tonsura e ricevette successivamente i primi due ordini minori, ovvero l'ostiariato e il lettorato. Concluso il liceo in seminario, a causa della sua giovane età i genitori ottennero dal rettore il permesso affinché potesse conseguire la licenza presso una scuola pubblica.

Il 16 gennaio 1897 la famiglia fu colpita da un grave lutto con la morte improvvisa dello zio Giuseppe. Mosè si adoperò per consolare la zia e le cugine e si occupò personalmente dell'organizzazione del funerale. Le esequie dello zio rivelarono in modo evidente la grande fama di santità che lo aveva circondato in vita. Al compimento del ventesimo anno di età, Mosè fu arruolato nel novantesimo Fanteria a Brescia. Durante la vita militare diede luminosa prova delle sue virtù, riuscendo persino a fare tacere un ufficiale che era solito pronunciare bestemmie. Fu congedato il 31 ottobre 1898 con il grado di sergente e fece ritorno in famiglia. Una volta rientrato, istituì in parrocchia l'Opera del Pane di Sant'Antonio, previa debita autorizzazione dell'arciprete. Il 27 maggio 1899 ricevette il suddiaconato e, durante le vacanze, aiutò la madre ad assistere la sorella Olga, la quale nel frattempo era diventata cieca. Il 10 marzo 1900 ricevette il diaconato e infine, il 9 giugno 1900, all'età di ventidue anni, sei mesi e dodici giorni, fu consacrato sacerdote nella Cattedrale di Brescia, ottenendo una speciale dispensa dalla Congregazione del Concilio. Il giorno successivo alla consacrazione celebrò la sua prima Messa solenne a Cividate Camuno.

Gli studi a Roma e l'insegnamento

Don Mosè fu nominato cappellano di Astrio, secondo quanto era stato profetizzato dallo zio beato. Poco tempo dopo fu inviato a Roma per completare i propri studi ecclesiastici. Nella città eterna trascorse quattro anni intensi, dedicati all'impegno, alla preghiera, allo studio e a un fervido apostolato di catechesi, assistenza religiosa e carità generosa verso i fanciulli e le famiglie povere dell'Agro Romano. In quel contesto seppe anche avvicinarsi ai compagni di studio della Statale, con particolare attenzione verso i non credenti e gli ebrei. Nel luglio 1904 conseguì la laurea in Matematica con diploma in Magistero, la laurea in Filosofia e la licenza in Teologia. Alla fine di ottobre del medesimo anno entrò nella nuova Casa del Clero della Congregazione dei Sacerdoti Oblati a Brescia, aperta per espressa volontà del vescovo.

Per tutta la vita don Mosè fu professore in seminario, insegnando con dedizione diverse discipline. Il suo stile di insegnamento si distinse costantemente per puntualità, seria preparazione, chiarezza, ordine, discrezione, bontà profonda con gli allievi, adesione incrollabile alle verità insegnate e assoluta obbedienza alla Chiesa nei confronti del Papa e del vescovo. Egli fu autentico maestro di vita oltre che docente di dottrina. Durante i periodi di vacanza organizzava corsi di religione per maestri e maestre e settimane catechistiche, affiancando a ciò il ministero festivo. L'11 maggio 1915 il vescovo lo nominò vicario parrocchiale a Provaglio d'Iseo per sostituire il parroco infermo. Tale incarico lo esonerò dalla chiamata alle armi, permettendogli di continuare l'insegnamento in seminario. Alla morte del parroco di Provaglio d'Iseo, Tovini ne divenne l'economo. Il primo novembre 1916 assunse la cura della parrocchia di Torbole come vicario del parroco impegnato nel servizio militare. L'anno seguente, allo scoppio della febbre spagnola, Tovini si recò al capezzale di ogni ammalato incurante del pericolo. Dal 1919 gli fu affidata la missione delicata di aiutare i chierici reduci dalla guerra a completare la loro formazione teologica e sacerdotale.

L'impegno catechistico e il rettorato

Il catechismo rappresentò la passione di tutta la sua vita. Da giovane professore collaborò attivamente all'Opera Diocesana del Catechismo e mantenne per tutta la vita l'incarico di visitatore dei catechismi della città, oltre a essere organizzatore delle annuali gare di catechismo. Nel 1919 fu nominato Vice Priore della Commissione Diocesana del Catechismo e, dal 1926, assunse il ruolo di Direttore e Maestro del nuovo Istituto Magistrale di catechismo. Attraverso questa istituzione preparò centinaia di maestri, venendo apprezzato e stimato sino alla morte. Quando nel 1926 fu introdotto l'insegnamento religioso nella scuola pubblica, il vescovo nominò Tovini ispettore cittadino insieme ad altri collaboratori. Gli ispettori avevano il compito di scegliere gli insegnanti, tenere i rapporti con le autorità scolastiche e vigilare sull'andamento delle lezioni. Nel 1921 divenne Assistente della Giunta diocesana dell'Azione Cattolica. Nonostante la sua forte riluttanza, nel 1923 il vescovo lo nominò Canonico della Cattedrale, affidandogli successivamente gli incarichi di Vice Officiale del tribunale ecclesiastico, Esaminatore sinodale e Censore dei libri. Nel 1925 decise di compiere un atto solenne di offerta di se stesso al Cuore Misericordioso di Gesù.

Nel 1926 fu nominato rettore del seminario, segnando un'ulteriore svolta nella sua vita. L'interessato giudicava l'incarico di rettore superiore alle proprie forze. Esordì elencando ai chierici i tre candori che devono riempire il cuore del candidato ideale al sacerdozio: l'Eucaristia, la Vergine Immacolata ed il Papa. Dopo un inizio tranquillo, fu montata una campagna di denigrazione nei confronti del rettore. La sua carità fu a torto giudicata ingenuità, bonarietà e inettitudine ai compiti educativi del seminario. Tovini era unicamente preoccupato di avere una piena confidenza con i chierici per vagliare serenamente la loro vocazione al sacerdozio. Il vescovo lo persuase a continuare nel suo ministero invitandolo a portare la sua Croce. Nel novembre 1929 Tovini fu eletto Direttore dell'Unione Apostolica Diocesana del Clero e fu scelto quale predicatore dei ritiri alla Casa del Clero.

Il transito e la glorificazione

Contemporaneamente agli ultimi impegni pastorali, iniziarono a manifestarsi i primi segni esterni di malattia. Tovini proseguì tuttavia con il suo stile abituale di mortificazione nonostante l'avanzare del male. Il 23 gennaio fu ricoverato all'ospedale Fatebenefratelli, dove gli fu diagnosticata una polmonite bilaterale. Il 27 gennaio chiese al suo direttore spirituale gli ultimi sacramenti, affrontandoli in piena lucidità e con grande serenità di spirito. Il giorno seguente, alle ore dieci e quarantacinque, dopo pochi minuti di smarrimento e affannoso respiro, spirò quasi inaspettatamente, avendo appena compiuto cinquantadue anni. Nel corso della giornata la salma fu trasportata in seminario. L'intera città si strinse attorno a lui durante le solenni esequie, nel corso delle quali il vescovo di Mantova tenne un commosso suffragio, affermando di non meravigliarsi se Tovini avesse fatto grazie e fosse stato col tempo glorificato dalla Chiesa.

Il cammino verso la gloria degli altari ebbe inizio ufficialmente il 12 aprile 2003, quando papa Giovanni Paolo II decretò l'eroicità delle virtù, definendolo venerabile dopo un accurato processo canonico. Successivamente, il 19 dicembre 2005, il pontefice Benedetto XVI riconobbe il miracolo ritenuto necessario per la sua beatificazione. Infine, fu dichiarato beato il 17 settembre 2006 nella Cattedrale di Brescia, coronando la memoria di un sacerdote che ha speso ogni istante della sua esistenza terrena per l'amore di Dio e del prossimo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Moisés Tovini?

La ricorrenza liturgica del Beato Moisés Tovini si celebra il 9 giugno.

Quali furono i principali incarichi educativi ed ecclesiali di Mosè Tovini?

Fu professore in seminario, vicario parrocchiale, direttore dell'Istituto Magistrale di catechismo, ispettore scolastico, canonico della Cattedrale e rettore del seminario diocesano di Brescia.