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martes 9 de junio 2026 · Santo del día

Sant' Efrén

Diácono y doctor de la Iglesia

Sant' Efrén

Sant'Efrén, nacido en Nisibi alrededor del año 306, fue un insigne diacono, pensador cristiano y uno de los poetas más refinados de la Iglesia oriental. Su vida estuvo consagrada al servicio de la fe, combinando de manera admirable la profundidad teológica con la belleza de la poesía y el canto litúrgico. A lo largo de su existencia, que transcurrió entre su tierra natal y Edessa, destacó como educador, defensor de la ortodoxia frente a las herejías y baluarte de caridad durante los momentos de asedio y carestía.

Reconocido por la tradición con el noble apelativo de cetra del Espíritu Santo, Sant'Efrén supo leer en la creación la otra gran Biblia de Dios y expresó los misterios de la encarnación y la redención con imágenes luminosas. Falleció el 9 de junio del año 373 a causa de la peste, tras haber entregado su vida al cuidado de los enfermos. Su legado espiritual fue declarado de valor universal cuando Benedetto XV lo proclamó Doctor de la Iglesia en 1920, basándose en la catechesi impartida por Benedetto XVI en su audiencia general del miércoles 28 de noviembre de 2007.

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Los otros santos de hoy

Beata Ana María Taigi

Madre de familia, terciaria trinitaria

La beata Anna Maria Taigi, nata Giannetti a Siena nel 1769 e vissuta a Roma fino alla sua morte nel 1837, fu una madre di famiglia, sposa e terziaria dell'Ordine della Santissima Trinità. Esercitando le sue funzioni di povera massaia e domestica della famiglia Chigi, visse una straordinaria unione con Dio in mezzo agli impegni della vita quotidiana e familiare, affrontando anche le difficoltà di un marito dal carattere difficile e violento. La tradizione riferisce che fu arricchita da singolari doni soprannaturali, tra cui la sapienza, il discernimento spirituale e la profezia, simboleggiati da un sole luminoso che brillò davanti al suo sguardo per quarantasette anni, attraverso il quale vedeva lo stato delle anime e gli avvenimenti del mondo.

Ricordata per la sua dedizione eroica alla famiglia e ai poveri, la sua figura ha varcato i confini domestici attirando l'attenzione di vescovi, cardinali, papi e uomini di Stato che ricorsero a lei per consigli nei momenti di grave crisi politica e religiosa. Beatificata da Benedetto XV nel 1920, la sua vita è stata ampiamente documentata grazie agli scritti di monsignor Raffaele Natali e celebrata nel corso dei decenni come modello luminoso di santità laicale. Le sue spoglie mortali sono custodite a Roma nella Basilica di San Crisogono, nella cappella a lei dedicata, e la sua memoria liturgica si celebra il 9 giugno.

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San Columba de Iona

Abad

San Columba, conosciuto in Irlanda anche con il nome di Colum Cille, nacque il 7 dicembre 521 a Gartan, nel Donegal, un'ampia baia dell'Irlanda affacciata sull'oceano Atlantico. Le sue origini familiari erano di stirpe regale ed egli fu educato ai precetti della vita monastica, crescendo come un uomo austero e talvolta severo nella gioventù, per poi addolcire il proprio carattere con il passare degli anni fino a mostrare una profonda serenità nell'ultima fase della sua vita. Svolse il suo ministero come sacerdote e abate, fondando importanti chiese e monasteri rinomati sia nella sua terra d'origine sia a Iona, distinguendosi per la grande saggezza, la spiritualità e la cura per la disciplina di vita e la cultura letteraria.

Il santo abate è ricordato per la sua fondamentale opera di evangelizzazione e per aver dato vita alla celebre confederazione monastica della familia Columbae, che estese la sua influenza dalla Scozia fino all'anglosassone Northumbria grazie all'azione missionaria. La sua figura storica si intrecciò profondamente con la leggenda e la tradizione irlandese, tanto da essere considerato quasi il patrono dei poeti irlandesi per via dei molti poemi a lui attribuiti. San Columba morì carico di anni il 9 giugno 597 a Iona, riposando nel Signore davanti all'altare in attesa della fine, e il suo culto rimase largamente diffuso nel Medioevo in Irlanda, in Scozia e nel resto d'Europa.

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San José de Anchieta

Sacerdote jesuita

San José de Anchieta nació el 19 marzo 1534 en San Cristóbal de la Laguna, en la isla de Tenerife, que entonces era un possedimento español de las Islas Canarias. A la edad de diecisiete años, el primero de mayo de 1551, ingresó entre los jesuitas de Coimbra en Portugal, tras haber frequentado la celebre Universidad de Coimbra. A seguito de su salud enfermiza, en el año 1553 fue enviado a Brasil para restablecerse y desbarcó en Bahía el ocho de julio de ese mismo año. Allí se transformó en un infatigable misionero y apóstol del Brasil, fundando misiones y colegios, y dedicando toda su existencia al anuncio del Evangelio.

El santo es recordado por su profunda entrega pastoral, su dominio prodigioso sobre la naturaleza y las feroces bestias de la selva, y por ser considerado el creador de la literatura brasileña gracias a su vasta producción en latín, portugués, tupi y guaraní. Su causa de beatificación comenzó en el año 1617, fue declarado venerable el diez de agosto de 1736 por el papa Clemente XII, y beatificado el 22 de junio de 1980 por el papa Juan Pablo II. Finalmente, el papa Francisco decretó su canonización equipollente el 3 de abril de 2014, quedando consagrado como un pilar fundamental en la historia espiritual y cultural del país sudamericano.

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San Maximiano de Siracusa

Obispo

San Maximiano de Siracusa fue un ilustre obispo del siglo sexto cuyas huellas biográficas quedaron profundamente entrelazadas con la historia pontificia de su tiempo. Originario de la isla de Sicilia, y definido por los cronistas como Siculus, su figura permaneció inicialmente ausente en los antiguos martirologios hasta encontrar su sitio en la memoria litúrgica universal. Su itinerario espiritual comenzó en Roma, donde abrazó la vida monástica y llegó a dirigir como abad el monasterio de sant'Andrea ad Clivum Scauri, fundado por el noble Gregorio antes del año 583. En aquel cenobio tuvo la gracia de educar al futuro pontífice cuando este abandonó la pretura romana. Posteriormente, cuando Gregorio fue enviado a Constantinopla como apocrisario ante el emperador Tiberio, Maximiano acudió a su encuentro junto con otros monjes. Aquella prolongada estancia imperial concluyó cuando el papa Pelagio segundo solicitó su regreso a Roma por considerarlo indispensable tanto para el monasterio como para la Sede Apostólica.

El viaje de retorno al hogar se verificó en el año 585 y estuvo marcado por la prueba de un dramático naufragio frente a las costas de Crotone tras ocho días de una navegación avventurosa por el mar Adriático, de donde Maximiano salió ileso junto a sus compañeros gracias a su profunda confianza en Dios. Años más tarde, cuando el mismo Gregorio ascendió al pontificado en septiembre del año 590, eligió a Maximiano para establecer una comunidad monástica dentro del propio palacio pontificio. Este recinto se transformó en un centro de perfecta virtud y disciplina eclesiástica. Consagrado ya como obispo de Siracusa hacia diciembre del año 591, recibió el pallio y la renovación de los antiguos privilegios de su sede, además de la vicaría apostólica para toda la Iglesia siciliana. Su labor episcopal concluyó con su piadoso tránsito en el año 594, dejando un vacío inmenso en el corazón del Papa y del pueblo cristiano.

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San Ricardo de Andria

Obispo

San Riccardo visse nel corso del secolo XII durante la dominazione normanna e fu vescovo di Andria, in provincia di Bari. Originario dell'Inghilterra, ricevette la sua preparazione al sacerdozio probabilmente all'interno di un'abbazia benedettina situata in Europa Occidentale, tra la Francia e l'Italia. Il suo episcopato si inserisce in un contesto storico di grande rilievo, caratterizzato da eventi significativi per la Chiesa e per il territorio pugliese, dove il suo ministero lasciò un segno profondo nella comunità locale che da sempre lo venera con devozione.

La sua figura è ricordata per la cura pastorale, per la solenne traslazione di preziose reliquie e per le vicende legate al suo corpo santo, custodito e ritrovato nei secoli successivi. San Riccardo è il patrono della città e della diocesi di Andria, dove il suo culto si tramanda da generazioni e continua a essere un punto di riferimento spirituale per i fedeli, che ne celebrano la memoria liturgica ogni anno nel mese di giugno.

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Beato Luigi Boccardo

Sacerdote y fundador

Il Beato Luigi Boccardo, nato a Moncalieri il 9 agosto 1861 e vissuto a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, fu un sacerdote umile e attivissimo, punto di riferimento fondamentale per la Chiesa torinese. Cresciuto in una famiglia profondamente religiosa e segnata da un forte cammino di fede, seguì le orme del fratello maggiore Giovanni Ottavio nella vita consacrata, compiendo un intenso percorso di formazione nei seminari di Giaveno, Chieri e Torino.

Ricordato per la sua straordinaria fecondità spirituale e pastorale, don Luigi affiancò per decenni il canonico Giuseppe Allamano al Convitto Ecclesiastico della Consolata, distinguendosi come saggio direttore spirituale e instancabile confessore. Raccolse l'eredità del fratello Giovanni guidando la Congregazione delle Povere Figlie di San Gaetano, scrisse importanti opere ascetiche e lettere di direzione spirituale, e fondò il ramo contemplativo delle Figlie di Gesù Re per le giovani non vedenti. Si spense serenamente a Torino il 9 giugno 1936, lasciando un'eredità di profonda carità e abbandono in Dio.

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Beato Moisés Tovini

Sacerdote

Il Beato Moisés Tovini nacque a Cividate Camuno, in provincia di Brescia, il 27 dicembre 1877, primo di otto fratelli in una famiglia profondamente cristiana. Visse la sua esistenza terrena interamente dedito al ministero sacerdotale, distinguendosi come educatore esemplare, infaticabile catechista e formatore di coscienze all'interno della diocesi bresciana. La sua vita fu caratterizzata da una profonda adesione alla Chiesa, da una costante carità verso i poveri e gli ammalati, e da un rigore intellettuale che lo portò a eccellere negli studi e nell'insegnamento. Chiamato a guidare il seminario diocesano come rettore, seppe affrontare con mitezza incomprensioni e prove dolorose, offrendo la sua esistenza al Cuore Misericordioso di Gesù.

Egli è ricordato non soltanto per la vasta opera educativa e per il fervore apostolico profuso nell'Azione Cattolica e nella catechesi, ma anche per la fama di santità che lo accompagnò in vita e dopo la morte, avvenuta a Brescia il 28 gennaio 1930. La Chiesa ha solennemente riconosciuto la profondità delle sue virtù eroiche e il dono della sua intercessione, proclamandolo beato il 17 settembre 2006 nella Cattedrale di Brescia. La sua figura rimane un punto di riferimento luminoso per i sacerdoti, gli educatori e tutti i fedeli che cercano la santità nella vita quotidiana.

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San Diomedes

Mártir en Nicea

En Nicea en Bitinia, en la actual Turquía, san Diomedes, mártir.

San Vicente de Agen (de Aquitania)

Mártir

En Vernemet, en el territorio de Agen en Aquitania, Francia, san Vicente, mártir, de quien se dice que consumó su martirio por Cristo durante la celebración de una fiesta pagana en honor al sol.

Santa Tecla

Mártir

Santi Primo y Feliciano

Mártires

En Roma en la milla decimoquinta de la vía Nomentana, santos Primo y Feliciano, mártires.

Santa Madrun

Viuda

Beato José Imbert

Sacerdote jesuita, mártir

Frente a Rochefort en Francia, beato José Imbert, sacerdote y mártir, que, ya miembro de la Compañía de Jesús, durante la revolución francesa fue nombrado por el papa Pío VI vicario apostólico de Moulins y, arrojado a una galera por odio a la Iglesia, allí murió contagiado por una enfermedad letal.

Beato Roberto Salt

Monje cartujo, mártir

En Londres, en Inglaterra, beato Roberto Salt, monje de la Cartuja de esta ciudad y mártir, que, por haber conservado con firmeza contra el rey Enrique VIII la fidelidad hacia la Iglesia, detenido en la cárcel de Newport, allí murió de hambre.

Beato Luciano Verdejo Acuña

Padre de familia y mártir

Del Martirologio Romano

San Efrén, diácono y doctor de la Iglesia, que primero en su patria en Nisibi ejerció el ministerio de la predicación y de la enseñanza de la sagrada doctrina, luego, refugiado en Edesa en Osroene con sus discípulos después de la invasión de Nisibi por parte de los Persas, puso las fundamentos de una escuela teológica. Ejerció su ministerio con la palabra y con los escritos y refulgió a tal punto por austeridad de vida y doctrina de merecer por la elegancia de los himnos por él compuestos el apelativo de cítara del Espíritu Santo. — Martirologio Romano