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28 de noviembre

Beato Publio Rodríguez Moslares

Religioso y mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e vocazione

Publio Rodríguez nacque a Tiedra, in provincia e diocesi di Valladolid, il dodici novembre 1912. All'interno del nucleo familiare egli era il beniamino della casa. La madre di Publio, donna molto religiosa, viveva una profonda lacerazione interiore, lottando tra il pio desiderio di avere un figlio sacerdote e il dolore naturale per il suo allontanamento dalla famiglia. Per alleviare questa pena, Publio le scrisse una lettera esortandola a non soffrire, a essere generosa e a donare a Dio ciò che gli appartiene per diritto d'amore. La sua vocazione si intrecciava con uno spiccato spirito missionario, poiché egli desiderava ardentemente partire per le missioni. Questo fervore seppe infonderlo anche nell'ambiente familiare, in particolare a sua sorella, che esercitava la professione di Maestra Statale. Nel corso degli anni di formazione, Publio lavorò duramente per ricondurre sulla buona strada due dei suoi fratelli che dissentivano dalle sue idee, pur rimanendo persone molto buone. Egli cercava il dialogo con loro scrivendo lettere dal seminario e parlandone direttamente durante i periodi di vacanza. Una memoria particolare di quel cammino emergeva nel ricordo della madre, la quale scrisse una lettera agli Oblati menzionando di averlo visto a Las Arenas durante il viaggio intrapreso verso il noviziato. Prima di separarsi definitivamente alla stazione di Bilbao, Publio le donò un piccolo crocifisso ricevuto a Urnieta. In quell'occasione le raccomandò di baciare spesso il crocifisso e di ricordare che qualsiasi sofferenza patita per Lui è poca cosa rispetto al suo immenso amore e alla sua Passione.

La prigionia e il martirio

Nel contesto drammatico del ventesimo secolo, Publio visse la persecuzione affrontando con forza e gioia la prigionia nel carcere di Madrid. All'interno della struttura detentiva, rinchiuso nella medesima cella insieme a Padre Mariano Martin e ad altri tre scolastici, egli seppe mantenere un animo sereno. I compagni lo definivano affettuosamente il giullare della comunità perché cantava, rideva, componeva versi e raccontava aneddoti arricchiti da proverbi e detti popolari. Per ingannare il tempo e rendere la dura realtà della prigione più sopportabile, Publio compose insieme ai confratelli una commedia in versi. Padre Mariano Martin descrisse il suo carattere come simpatico, aperto, combattivo, proselita, franco e buono. In un frangente in cui ottenne una liberazione temporanea, Publio svolse un ruolo prezioso facendo da legame tra i compagni di prigionia e i superiori, spostandosi con coraggio da un luogo all'altro. Dopo essere stato prelevato dal convento e liberato dalla prima prigionia, non avendo un rifugio sicuro, si rifugiò insieme a Padre Blanco e ad altri Oblati presso una famiglia conosciuta. Una notte Publio e gli altri cercarono riparo in una casa e i proprietari allestirono per loro una stanza sistemando dei materassi sul pavimento e predisponendo dei vestiti per consentire loro di riposare. Verso le tre del mattino dei miliziani armati di fucili e pistole bussarono alla porta fingendo di dover compiere un'ispezione. Il padrone di casa, che possedeva un negozio di alimentari, condusse i miliziani nel negozio nel tentativo di distrarli. I miliziani caricarono così tanta merce su un camion che questo non riusciva a partire, costringendoli a scaricarne una parte. La mattina successiva la madre della famiglia ospitante disse a Padre Blanco che gli Oblati avrebbero dovuto allontanarsi per evitare gravi pericoli ai bambini e alla famiglia stessa. Prima di lasciare l'abitazione, Publio disse alla donna di non preoccuparsi affatto, promettendole che sarebbe tornato o che l'avrebbe aiutata direttamente dal cielo qualora fosse stato ucciso. Egli nutriva infatti la profonda certezza interiore che la sua vita sarebbe stata stroncata. Tale certezza trovò compimento tragico quando fu nuovamente catturato e condotto a Paracuellos de Jarama, dove subì il martirio nel 1936.

Il ritrovamento della testimonianza

Terminata la guerra, la famiglia di Publio si recò a Madrid. La madre desiderava ardentemente visitare il carcere Modelo, dove sapeva che il figlio era stato trattenuto durante la prigionia. Nonostante l'opposizione iniziale del marito, che temeva i pericoli legati a quella zona segnata dal fronte, la donna insistette con fermezza e fu infine accompagnata dal marito e da due figlie tra le rovine del carcere. Mentre cercava con insistenza tra le celle e i corridoi desolati, la madre individuò un piccolo abitacolo le cui pareti erano interamente ricoperte di scritte. Su una parete, tracciata in rosso in un angolo, vi era una testimonianza firmata proprio da Publio. La frase diceva: Mamma, mi portano ad uccidermi, muoio per Dio, non piangere, vado via con Dio, Viva Cristo Re. Profondamente commossa, la madre si inginocchiò, baciò la parete e tagliò un pezzo di muro recante la scritta servendosi di un coltello. In quel drammatico istante la famiglia comprese con certezza che Publio era stato ucciso a Paracuellos de Jarama. Il padre era in realtà già a conoscenza della morte del figlio, ma aveva preferito custodire quel dolore in silenzio, evitando di parlarne davanti alle figlie per proteggerle.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Publio Rodríguez Moslares?

La sua ricorrenza si celebra il 28 novembre.