29 de mayo
Beato Tadeo Ku Han-seon
Joven monaguillo, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La testimonianza e la prigionia
Mentre si trovava rinchiuso nelle carceri di Jinju, Taddeo Ku Han-seon scrisse una lettera indirizzata alla moglie del magistrato locale, nella quale sintetizzava con chiarezza e profondità i contenuti essenziali della fede cattolica. La donna, dopo aver letto attentamente la missiva, rimase profondamente colpita e arrivò a chiedere al marito di rilasciare il giovane prigioniero. Di fronte a tale richiesta, il magistrato si infuriò violentemente e ordinò che il prigioniero fosse tratto fuori dalla cella per essere picchiato duramente. Nonostante la crudeltà delle percosse subite, Taddeo dimostrò una forza straordinaria, non emettendo alcun lamento per tutto il tempo delle sevizie. Questo silenzio incollerì ulteriormente il magistrato, il quale ordinò alle guardie di infierire sul giovane con tutta la loro forza. Le guardie, tuttavia, replicarono di averlo già percosso con grande energia e che un ulteriore atto di violenza avrebbe inevitabilmente causato la sua morte. Incuriosito da tanta resistenza, il magistrato domandò a Taddeo il motivo per cui non emettesse alcun gemito né facesse alcun rumore durante il tormento. Il giovane rispose con nobiltà d'animo che la sua anziana madre si trovava in piedi fuori dal cancello del carcere e che sarebbe svenuta se avesse udito i suoi lamenti di dolore. Interrogato sul motivo per cui credesse alla religione cattolica, Taddeo dichiarò apertamente che la Chiesa Cattolica insegna a praticare la devozione filiale verso i genitori e che proprio per questo motivo crede fermamente in Dio. Dopo essere stato ulteriormente percosso, il giovane fu infine rilasciato e poté fare ritorno alla propria abitazione.
Il martirio e la beatificazione
Il ritorno a casa non segnò la fine delle sofferenze per il giovane confessore della fede. A causa delle gravi ferite riportate e delle durissime torture subite durante la prigionia, Taddeo Ku Han-seon concluse la sua vita terrena appena sette giorni dopo la liberazione, offrendo la sua giovane vita nel corso del mille ottocentosessantasei all'età di ventidue anni. Il suo nome è indissolubilmente legato alla storia della Chiesa in Asia, in quanto egli fa parte del grande gruppo di centoventiquattro martiri uccisi in Corea tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo, un gruppo eroico che viene tradizionalmente capeggiato da Paolo Yun Ji-chung. La memoria liturgica di questi testimoni della fede viene celebrata ogni anno il ventinove maggio insieme a tutti i compagni di martirio. Il riconoscimento solenne della sua eroica testimonianza è giunto il sedicesimo giorno di agosto del duemilaquattordici, quando è stato beatificato da papa Francesco nel corso del suo memorabile viaggio apostolico compiuto nella Repubblica di Corea.
Una vida entregada
La trayectoria del Beato Tadeo Ku Han-seon comenzó en mil ochocientos cuarenta y cuatro, en la localidad de Minarigol, situada en Haman. Desde su juventud, su espíritu mostró una especial inclinación hacia la verdad, lo cual lo condujo a abrazar el catolicismo. Este paso fundamental en su vida fue marcado por el encuentro con el obispo Marie-Nicolas-Antoine Daveluy, quien le administró el bautismo, sellando así su pertenencia a la comunidad cristiana en una época de gran turbulencia para los fieles en Corea del Sur.
Su servicio a la Iglesia no se limitó a su vida personal, sino que se convirtió en un apostolado activo. Tadeo desempeñó con gran humildad y diligencia la labor de monaguillo, colaborando estrechamente con el misionero Félix-Clair Ridel. En sus viajes y estancias por lugares como la isla de Geoje y Jinju, el joven demostró una madurez espiritual poco común, sosteniendo con su oración y su presencia el trabajo de aquellos que anunciaban el Reino de Dios en tierras coreanas. Esta etapa de servicio fue el preludio de su donación final.
El año mil ochocientos sesenta y seis marcó el momento definitivo de su testimonio. Debido a su firme profesión de fe, Tadeo fue arrestado en Jinju. Durante su cautiverio, las autoridades intentaron, mediante el uso de la violencia, que renegara de sus creencias. Sin embargo, Tadeo enfrentó las torturas y las brutales percosas con una serenidad que solo nace de la fe profunda. Su cuerpo fue doblegado por el dolor, pero su espíritu permaneció libre y fiel. Tras ser liberado, su salud, gravemente deteriorada por los tormentos sufridos, no pudo recuperarse. Siete días después de su liberación, entregó su alma a Dios, culminando así su camino de mártir en su tierra natal de Haman.
La veneración de su memoria
La Iglesia celebra hoy la vida y el sacrificio de Tadeo Ku Han-seon con gratitud y esperanza. Su beatificación, proclamada por el Papa Francisco el dieciséis de agosto de dos mil catorce, constituye un reconocimiento oficial a la santidad de este joven que supo transformar su vida cotidiana en un acto de culto perfecto. Al recordar su figura, los fieles encuentran un modelo de valentía para afrontar las dificultades del tiempo presente, recordando que la fidelidad a la conciencia y a Dios es el tesoro más grande que un ser humano puede custodiar.
Su memoria litúrgica se celebra el veintinueve de mayo, fecha en la que se une al recuerdo de los ciento veinticuatro mártires coreanos. Este día es una invitación a reflexionar sobre la semilla de fe que, sembrada en el corazón de jóvenes como Tadeo, ha dado frutos abundantes en la historia de la cristiandad en Corea. La sobriedad de su vida y la radicalidad de su muerte continúan siendo una luz para la Iglesia, recordándonos que el servicio a Dios y al prójimo es el camino seguro hacia la paz verdadera.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Tadeo Ku Han-seon?
La memoria liturgica del Beato Tadeo Ku Han-seon si celebra il ventinove maggio, insieme a tutti i centoventiquattro martiri di Corea.
Di cosa è patrono il Beato Tadeo Ku Han-seon?
Nei dati storici forniti non vengono menzionati specifici patronati affidati alla sua intercessione.