Sant'Esichio di Antiochia, odierna Turchia, visse nel quarto secolo e offrì la sua vita come martire durante la feroce persecuzione promossa dall'imperatore Diocleziano. Egli ricopriva il ruolo di funzionario di palazzo ed era un palatino in posizione di rilievo, circostanza che rese il suo arresto inevitabile dopo la sua pubblica presa di posizione contro i culti pagani. Quando udì l'editto di Massimiano Galerio, emanato verosimilmente nel tremila tre, che ordinava a quanti rifiutavano di sacrificare agli idoli di abbandonare la divisa militare, Esichio scelse senza esitazione l'amore di Cristo preferendolo alla gloria umana. Depose immediatamente le armi e fu condannato ad essere gettato nel fiume Oronte con una pesante pietra molaria legata alla mano destra e al braccio destro, trovando la morte intorno al tremila tre. La complessità della sua memoria liturgica ha generato nel corso dei secoli molteplici datazioni nelle antiche fonti della Chiesa.
Il santo è ricordato in diverse date a causa delle differenti tradizioni manoscritte che testimoniano la sua luminosa testimonianza di fede cristiana. Il Martirologio Siriaco del quarto secolo lo commemora al ventinove maggio e al ventisei agosto, mentre il Martirologio Geronimiano lo ricorda con varie forme del nome, tra cui Sicius, Istcius, Isucius ed Eusicius, distribuite in almeno dieci date diverse che comprendono il quindici febbraio, il tre e il quattro marzo, il ventinove, il trenta e il trentuno maggio, l'uno, il due, il tre e il dieci luglio, oltre al diciotto novembre. La data del ventinove maggio risulta condivisa sia dal Martirologio Siriaco sia dal Martirologio Geronimiano. Inoltre, i sinassari bizantini lo ricordano al quattro marzo e al dieci maggio attraverso una notizia quasi identica a una passio latina. Tali divergenze rendono molto difficile stabilire con certezza il reale dies natalis del santo martire, ma la critica storica, rappresentata da studiosi come Bollandus de Gaiffier, non dubita affatto né della sua esistenza storica né del suo martirio, pur ipotizzando che i particolari della passio mostrino una trasposizione ad Antiochia dei supplizi narrati da Eusebio di Cesarea e Lattanzio per i martiri di Nicomedia, tenuto conto che Massimiano non ebbe probabilmente l'occasione di recarsi fisicamente ad Antiochia nel tremila tre. Il Martirologio Romano colloca la sua memoria ufficiale al diciotto novembre insieme ad altri due martiri antiocheni, Romano e Barula, sebbene il diciotto novembre appaia storicamente come il vero dies natalis del celebre Romano, il quale potrebbe aver attratto a sé i due martiri meno celebri della stessa Chiesa locale secondo la consuetudine notata da Hippolyte Delehaye, per cui nei giorni di un martire illustre vengono spesso ricordati altri santi come degna scorta spirituale.