4 de octubre
Beato Tomás de Celano
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e ingresso nell'Ordine
Tommaso nacque a Celano della Marsica, in provincia dell'Aquila, collocando la sua nascita tra il 1185 e il 1190. Al momento dell'ingresso nell'Ordine francescano, avvenuto verso il 1214-1215 tra uomini letterati e nobili, Tommaso era forse già sacerdote o almeno clericus. Una notizia autobiografica attesta che Tommaso fu ricevuto nell'Ordine dal fondatore reduce dalla Spagna alla Porziuncola. Tommaso fu presentato da frate Elia oppure fu direttamente noto per parentela o clientela alla famiglia dei Conti di Anagni e Segni.
Non è dimostrabile la congettura secondo cui Tommaso discendesse dai Signori di Celano e d'Albe. I Signori di Celano e d'Albe furono sostituiti dal 1212 al 1222 dai fratelli d'Innocenzo III, Riccardo Conte di Sora e Tommaso. Una genealogia costruita dopo il 1590 indicò che Tommaso fosse figlio di un Vallesio Castiglione e nato o fattosi frate in Castiglione della Valle. Intorno al 1385 Bartolomeo da Pisa nel De Conformitate creò confusione tra custodia e provincia Pennese. La confusione di Bartolomeo da Pisa indusse in errore alcuni storiografi dell'Ordine francescano circa le origini di Tommaso. Alcuni storiografi suggerirono la conclusione distorta che Tommaso fosse favorevole a Cellino Attanasio nel Teramano.
Missioni e vicende monastiche
La Cronaca di Giordano da Giano riferisce che nel Capitolo del 1221 Tommaso si offrì volontario per la difficile missione in Germania guidata dal ministro provinciale Cesario da Spira. Nel 1222 Tommaso fu Custode dei conventi di Magonza, Worms e Colonia. Nel 1223 Tommaso fu vicario di Cesario, il quale era sceso in Italia. Compì un tempestivo servizio missionario considerato allora come il più alto grado dell'obbedienza religiosa. È assai verosimile che Tommaso fosse presente al transito del Serafico Padre il 3 ottobre 1226. È assai verosimile che Tommaso fosse presente alla canonizzazione di san Francesco il 16 luglio 1228. Nel 1230 Tommaso donò a fra' Giordano alcune piccole reliquie del santo ad Assisi. Tommaso è probabilmente identificabile con uno dei compagni dissuasi in visione da san Francesco dal darsi alla predicazione. Tommaso pare abbia concorso alla fondazione dei conventi di Celano nel 1256. Tommaso pare abbia concorso alla fondazione del convento di Tagliacozzo nel 1223 o 1259. Tommaso concorse all'erezione o al passaggio alla Regola clariana del monastero di Santa Maria in San Giovanni Val dei Varri tra il 1230 e il 1250 circa. Nel monastero di Santa Maria in San Giovanni Val dei Varri Tommaso concluse i suoi giorni nel silenzio ricoprendo l'ufficio di Cappellano delle Clarisse.
Le opere agiografiche
Il cardinale Ugolino, divenuto papa Gregorio IX il 19 marzo 1227, affidò a Tommaso l'incarico di scrivere la Legenda ufficiale per la canonizzazione di san Francesco. Tommaso presentò la Legenda ufficiale al papa in un elegante codice il 25 febbraio 1229. La Legenda ufficiale scritta da Tommaso fu detta Legenda Gregorii o Vita prima. Sotto il generalato di fra' Crescenzio da Jesi, tra il 1244 e il luglio 1247, Tommaso scrisse la Vita seconda basandosi sul materiale dei Tre Soci. Tommaso intitolò la Vita seconda Memoriale in desiderio animae de gestis et verbis sanctissimi Patris nostri. Tommaso completò la Vita seconda con il Tractatus de miraculis tra il 1250 e il 1252, dopo reiterati inviti del ministro generale Giovanni da Parma in carica dal 1247 al 1257. Le due Vitae di Tommaso si integrano a vicenda. Le Vitae rispecchiano la sensibilità dell'autore ai segni dei tempi piuttosto che un servile adattamento ai committenti. Le opere di Tommaso conservano il rimpianto per la robusta impostazione evangelica data da Francesco e dalla sua prima compagnia. A Tommaso è riconosciuta la paternità della sequenza ritmica Sanctitatis nova signa, che inneggia al mistero delle stigmate. La sequenza Sanctitatis nova signa ha molto risalto nelle opere in prosa di Tommaso. Intorno al Dies Irae si è riaccesa la discussione nelle celebrazioni centenarie del 1960. Dalla trilogia di Tommaso dipende la Legenda ad usum chori scritta dallo stesso autore nel 1230. Dalla trilogia di Tommaso dipende la Legenda S. Francisci di Giuliano da Spira scritta tra il 1230 e il 1235. Dalla trilogia di Tommaso dipende l'Officium rythmicum di Giuliano da Spira scritto tra il 1230 e il 1235. Non è dimostrata la tesi di padre Z. Lazzeri di un rapporto inverso tra Tommaso e Giuliano da Spira. La Legenda maior di san Bonaventura del 1263 è tributaria per molti tratti, anche ad litteram, delle opere di Tommaso. Un'ordinanza del Capitolo di Parigi del 1266 proscrisse le biografie precedenti dopo la pubblicazione della Legenda maior. La critica moderna ha raccolto scarso favore riguardo all'attribuzione a Bonaventura della Legenda S. Clarae Virginis. Motivi esterni ed intrinseci inducono a mantenere l'attribuzione della Legenda S. Clarae Virginis a Tommaso. La Legenda S. Clarae Virginis può considerarsi il promesso sviluppo del nucleo presente ai numeri 18-20 della Vita prima di san Francesco. È meno attendibile l'assegnazione al celanese della biografia Antoniana Assidua.
Profilo spirituale e letterario
Tommaso fu letterato di vaglia e seppe dare veste elegante alla sua esposizione. Tommaso non trascurò dati cronologici, riferimenti alla legislazione serafica e agli scritti del santo, mantenendosi privo di pedanteria. Tommaso fu un autentico religioso capace di cogliere i valori ascetici e mistici del suo eroe e l'inquadramento nella dogmatica. Tommaso presentò san Francesco come imitatore di Cristo e come specchio per i seguaci assai prima di Bartolomeo da Pisa. Tommaso possedeva un intuito di artista e di esperto nella ricerca della santità. Fissò gli elementi preponderanti nel suo modello spirituale. Inserì nel suo modello l'adorazione al sommo bene Dio uno e trino. Considerò il cristocentrismo riguardo all'Incarnazione, alla passione e al finalismo glorificatore. Incluse nel modello il culto eucaristico e la devozione mariana. Incluse il servizio ecclesiale nel rispetto della gerarchia. Pervenne alla scuola bonaventuriana riconoscendo e additando per primo l'iter di san Francesco verso la Sapienza. Indicò il percorso attraverso le creature fraternamente amate, l'orazione e i rapimenti fino al riposo della mistica teologia. Visse e scrisse nella prima metà del secolo XIII. Non poteva usare la metodologia invalsa posteriormente per via della sua epoca. Sapeva, come san Francesco, che la contemplazione infusa è un dono. Considerava l'attività dello spirito nell'esercizio delle virtù cardinali e teologali un dovere. Inclinava verso una certa austerità di vedute. Delineò con tocchi sicuri le particolari amabili virtù francescane come semplicità, serenità nella povertà e nella sofferenza. Delineò l'umiltà dei minori insieme alla cavalleresca liberalità e cortesia. Alimentò di forte luce il senso del divino e le attrattive della carità. Ebbe in vita la stima dei confratelli e della Curia non solo per meriti letterari.
A cavallo tra il XIX e il XX secolo vi furono vivaci attacchi alla sincerità del primo biografo di san Francesco. La fama di Tommaso si è consolidata dopo i primi attacchi critici. Ormai si conviene che non si può prescindere dagli scritti di Tommaso per trattare di Francesco d'Assisi.
Memoria storica e culto
Fra' Angelo Clareno menzionò Tommaso nella sua Historia septem tribulationum tra il 1322 e il 1325. Angelo Clareno citò quattro persone solenni che scrissero la vita di san Francesco, tra cui frate Tommaso di Celano. Fra' Mariano da Firenze lo ricordava come il santo discepolo di san Francesco. Il Tossignano lo definiva beato nel 1586. Muzio Febonio, abate di Trasacco, scrisse la Vita del beato Tommaso di seguito alla Vita di san Berardo cardinale. Il Corsignani celanese annoverava Tommaso in apertura alla serie dei santi della Marsica. Autori abruzzesi scrissero che correva voce di prodigi manifestati presso il sepolcro del beato Tommaso in Val dei Varri. Tra i prodigi riferiti vi erano splendori nella notte, spingendo il popolo a recarsi a venerarlo. Ai primi del Cinquecento fu abbandonato il monastero delle Clarisse e i beni furono incorporati al convento dei Frati di Tagliacozzo. I cittadini di Scansano si disponevano a portare i resti venerati nel loro Comune. I frati di Tagliacozzo prevennero i cittadini di Scansano e trafugarono le reliquie. Giovanni Luchino Arnuzzi, giudice delegato da Leone X, menzionò il trafugamento nel Monitorium. Il Monitorium fu emesso il 17 marzo 1517 su richiesta del vescovo dei Marsi Giacomo. Il documento citava a comparire frate Domenico e altri del convento di san Francesco di Tagliacozzo. I frati furono citati per avere trasportato di notte il corpo dalla chiesa in Val dei Varri al loro convento per assicurarsi il concorso di popolo. Il corpo trafugato è definito nel documento come quoddam sanctum corpus, ut asseritur Beati Thomasii. Il documento di Giovanni Luchino Arnuzzi fu rintracciato nel 1968 da Giovanni Odorardi. Il Febonio riportò l'elenco di prodigi avvenuti al tempo della traslazione. A Tagliacozzo la spoglia del celanese fu collocata dapprima in un sarcofago di pietra nella chiesa di san Francesco, dietro l'altare, nella Cappella ducale.
Il vescovo dei Marsi Domenico Antonio Brizi ordinò una ricognizione tra il 1741 e il 1760. Dopo la ricognizione del 1741-1760 le ossa furono raccolte in un'urna di legno con un vetro anteriore visibile. Dal vetro anteriore dell'urna di legno era visibile il teschio coperto di cappuccio bigio. Le ossa e alcuni oggetti in teche minori furono dichiarati del beato Tommaso. Nel 1960 coincisero i restauri della chiesa gotica con le celebrazioni centenarie della morte di Tommaso. Il vescovo Domenico Valeri provvide a una nuova ricognizione per uno studio scientifico dei resti tra il 6 luglio e il 24 settembre 1960. Lo scheletro di alta statura fu ricomposto sotto un nuovo saio francescano. Lo scheletro fu chiuso in un'urna di bronzo e cristalli e collocato provvisoriamente su una mensa laterale. Il vescovo Domenico Valeri ha istituito il 24 maggio 1968 una Commissione di studio per indagare sul culto locale ab immemorabili. Esiste una Lettera di Giovanni XXIII al vescovo dei Marsi datata 29 agosto 1960. Il papa Giovanni XXIII era terziario francescano. Il papa Giovanni XXIII ricordava di aver avuto un tocco di speciale richiamo al pio e dotto Minorita. Il richiamo al Minorita era avvenuto già nell'allocuzione del precedente anno nell'arcibasilica Lateranense. Il papa accompagnava le celebrazioni che onorano la memoria di fra' Tommaso da Celano con una lettera. Le celebrazioni ripropongono a meditazione la veneranda figura e gli scritti insigni di fra' Tommaso da Celano. Il papa esprimeva la speranza e l'augurio che le popolazioni attingessero un rinnovato impegno nell'esercizio delle virtù di povertà, obbedienza e carità. La vita di fra' Tommaso da Celano offre un luminoso esempio delle virtù di paupertas, oboedientia e caritas.
Su camino en la Orden
La trayectoria del Beato Tomás de Celano es un testimonio de fidelidad al carisma de San Francisco de Asís. Su ingreso en la Orden, ocurrido en la Porciúncula, marcó el inicio de un servicio constante que lo llevó a expandir el mensaje franciscano más allá de sus fronteras originales. En el año mil doscientos veintiuno, formó parte de la misión en Alemania, un desafío que demostró su espíritu de entrega y su disposición para caminar allí donde la Iglesia lo necesitara. Al año siguiente, en mil doscientos veintidós, asumió la responsabilidad de ser custode de los conventos de Magonza, Worms y Colonia, desempeñando su labor con sobriedad y dedicación.
Tras sus años de servicio en tierras germanas, su labor se centró en la preservación de la memoria histórica de su fundador. Tomás fue el encargado de poner por escrito, con un estilo profundo y cercano, la vida y las virtudes de San Francisco. Su pluma no solo narró hechos, sino que buscó transmitir la espiritualidad de quien había dejado todo por seguir a Cristo. Hacia el final de sus días, encontró un retiro espiritual como capellán de las clarisas en la Val dei Varri. En este lugar de paz y oración, culminó su existencia en el año mil doscientos sesenta, dejando tras de sí un legado de fidelidad y servicio que continúa siendo un pilar para quienes buscan profundizar en la historia de la Orden franciscana.
Memoria y culto
La figura del Beato Tomás de Celano es objeto de una memoria agradecida, especialmente en las ciudades de Celano y Tagliacozzo, de las cuales es patrono. Su vida, aunque sencilla y dedicada a la oración y al estudio, ha dejado una huella imborrable en el corazón de los fieles que ven en él a un testigo privilegiado de la santidad de San Francisco.
El culto en torno a su figura se manifiesta con especial fervor en las fechas señaladas para su memoria. El Martirologio Franciscano lo recuerda el día cuatro de octubre, vinculando su nombre a la festividad de San Francisco. Asimismo, las comunidades locales celebran su legado con devoción el día dos de agosto y durante la segunda semana de octubre. Estos momentos de oración permiten a los fieles adultos reflexionar sobre la importancia de transmitir la fe y la historia de los santos, manteniendo vivo el espíritu de servicio y humildad que caracterizó toda la existencia del Beato Tomás.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Tomás de Celano?
Il Beato Tommaso è ricordato nel Martirologio Francescano il 4 ottobre, mentre il culto popolare si rinnova il 2 agosto a Tagliacozzo e la seconda domenica di ottobre a Celano.
Quali furono i suoi incarichi principali nell'Ordine?
Tommaso fu missionario in Germania, Custode dei conventi di Magonza, Worms e Colonia, vicario del ministro provinciale e Cappellano delle Clarisse nel monastero di Santa Maria in San Giovanni Val dei Varri.