13 de noviembre
Beato Veremundo (Varmondo) Arborio de Ivrea
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione
Il Beato Veremondo nacque intorno al 930 e apparteneva alla nobile famiglia vercellese degli Arborio. Nel corso della sua giovinezza studiò a Pavia, dove sembra abbia conseguito il titolo di avvocato, acquisendo le competenze necessarie per affrontare le future sfide di governo ecclesiale e civile. La sua statura spirituale e intellettuale emerse chiaramente quando la sua presenza fu documentata al sinodo di Milano del 969. Tale importante assemblea fu convocata per la riorganizzazione delle diocesi del Piemonte meridionale che erano state profondamente devastate dalle incursioni saracene.
Il ministero episcopale a Ivrea
Tra il 983 e il 984, Veremondo fu scelto come guida della diocesi di Ivrea su indicazione dell'imperatore Ottone I. La città di Ivrea era all'epoca sede di un importante marchesato. Svolse il ruolo di pastore e guida civile unendo la carità evangelica e la fermezza di giustizia. Le sue doti furono cruciali nella delicata questione riguardante il marchese Arduino. Il marchese Arduino era appoggiato dai feudatari laici e mirava a un regno d'Italia libero dalle ingerenze di Chiesa e Impero. Per difendere la giurisdizione ecclesiale, il vescovo lanciò una scomunica contro Arduino, che fu confermata successivamente dal pontefice. Questa coraggiosa decisione ecclesiastica servì a ribadire la piena e legittima libertà della Chiesa.
Opere culturali e pastorali
Durante il suo episcopato, Veremondo impresse un forte dinamismo spirituale e culturale alla sua comunità. Promosse un rinnovato impulso culturale e didattico, facendo aprire una scuola vescovile che includeva attività di copiatura e decorazione di testi. Dal punto di vista architettonico e liturgico, riedificò l'antica cattedrale di Santa Maria. All'interno di questo edificio sacro fece collocare le reliquie del presunto martire tebeo San Tegolo, che erano state rinvenute nei pressi della città. Inoltre, dimostrò grande attenzione alla vita contemplativa concedendo importanti privilegi alla fondazione monastica di Fruttuaria, che era retta dal primo abate Guglielmo da Volpino.
Transito, culto e reliquie
Veremondo morì in un anno imprecisato tra il 1010 e il 1014. Sulla sua tomba fu posto un cenotafio preparato da lui stesso in vita. Il popolo iniziò a venerarne la santa memoria subito dopo la morte. La conferma ufficiale del culto avvenne nel 1857 da Pio IX. Il martirologio lo commemora come beato Varmondo vescovo insigne per fede, pietà e umiltà, ricordando che rivendicò la libertà della Chiesa dai potenti, costruì la cattedrale, promosse la vita monastica e istituì la scuola episcopale. Le sue reliquie sono custodite nella cattedrale di Ivrea, dove sono visibili anche esempi della sua iconografia classica dei santi vescovi.
La vita e il ministero
Il Beato Veremundo Arborio nacque a Vercelli nel novecento trenta e, nel corso della sua vita, fu chiamato a servire la Chiesa in ruoli di grande responsabilità. La sua elevazione all'episcopato di Ivrea avvenne per specifica indicazione dell'imperatore Ottone Primo, segnando l'inizio di un fecondo apostolato che lo portò a operare tra Vercelli, Pavia, Milano e Ivrea. Partecipò attivamente alla vita della Chiesa del suo tempo, presenziando con autorevolezza al sinodo di Milano del novecento sessantanove.
Il suo zelo pastorale si manifestò con particolare vigore nella difesa della libertà della Chiesa, che egli volle preservare da ogni indebita pressione. Celebre rimane il suo atto di scomunica nei confronti del marchese Arduino, un gesto dettato dal fermo desiderio di tutelare l'integrità dell'istituzione ecclesiastica. Oltre all'impegno di governo, Veremundo fu un grande promotore della cultura spirituale e intellettuale: egli fondò una scuola vescovile dedicata alla copiatura dei testi, garantendo così la conservazione e la trasmissione del sapere sacro. Il suo zelo si espresse anche nel concreto rinnovamento degli spazi sacri, promuovendo la riedificazione della cattedrale di Santa Maria a Ivrea e sostenendo con dedizione la fondazione monastica di Fruttuaria. Concluse il suo cammino terreno a Ivrea nel mille undici, lasciando un'eredità di fede e di impegno che il papa Pio Nono volle solennemente riconoscere con la beatificazione nel diciotto cento cinquantasette.
Il culto e la memoria
La figura del Beato Veremundo Arborio è custodita nella preghiera della Chiesa con profonda devozione. Il riconoscimento ufficiale della sua santità, avvenuto nel diciannovesimo secolo, ha consolidato il ricordo di un uomo che ha saputo coniugare la fermezza del governo con la cura per la bellezza e la conoscenza. I fedeli guardano a lui come a un modello di integrità e di fedeltà al proprio ministero, capace di agire con coraggio in difesa dei valori cristiani.
Attualmente, la memoria liturgica del Beato Veremundo viene celebrata il tredici novembre. Sebbene in passato il ricordo del santo fosse fissato al nove agosto, la data odierna invita la comunità a riflettere sulla stabilità e sulla pace che egli seppe infondere nella sua diocesi. Il suo esempio rimane un richiamo costante all'importanza dell'istruzione religiosa e al rispetto profondo per i luoghi del culto, elementi che egli curò personalmente durante tutto il suo episcopato, rendendo la sua terra un centro di vita spirituale e culturale di grande rilievo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Veremondo?
La sua memoria è celebrata il 13 novembre, data attualmente fissata dopo che in origine era ricordato il 9 agosto.
Quali furono le opere principali del Beato Veremondo a Ivrea?
Il vescovo riedificò l'antica cattedrale di Santa Maria, istituì una scuola vescovile con attività di copiatura e decorazione di testi, promosse la vita monastica sostenendo l'abbazia di Fruttuaria e difese la libertà della Chiesa.
En Ivrea en Piamonte, conmemoración del beato Varmondo, obispo, que fue insigne por su viva fe, la piedad y la humildad, reivindicó la libertad de la Iglesia de las insidias de los potentes, construyó la catedral y promovió la vida monástica e instituyó una escuela episcopal. — Martirologio Romano