28 de noviembre
Beato Vicente Blanco Gaudilla
Sacerdote y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione
Il Beato Vicente Blanco Gaudilla nacque a Frómista, nella provincia e diocesi di Palencia, in Spagna, il 5 aprile 1882. I suoi genitori si chiamavano Ilario e Lucia ed appartenevano a una famiglia di umili lavoratori, molto religiosa, caratterizzata da sani principi e da una condotta impeccabile. Fin da piccolo ebbe molti contatti con il parroco e con il cappellano della chiesa della Sacra Famiglia di Bordeaux. La sua vocazione nacque probabilmente in quel periodo, grazie all'amicizia con il cappellano e al legame delle religiose con i Missionari Oblati. Nel 1895 entrò nel seminario di Nostra Signora del Soto, una piccola casa di formazione aperta di recente dagli Oblati nella provincia di Santander. Due anni più tardi il seminario si trasferì a Urnieta, in Guipúzcoa. A Urnieta, Vicente terminò la scuola superiore. I testimoni dell'epoca assicurano che si faceva notare per rettitudine, fermezza e per il desiderio di diventare religioso e missionario. A Urnieta incrementò la sua devozione mariana recitando il rosario, pratica già inculcata dalla madre in famiglia. Durante le vacanze mostrava interesse nell'aiutare gli altri. Durante le vacanze si preoccupava della situazione dei suoi genitori, che avevano bisogno di mezzi per sopravvivere. Il 14 agosto 1900, all'età di diciotto anni, fu mandato in Francia per iniziare il noviziato presso Notre Dame de L'Osier. Il 15 agosto 1901 fece i primi voti a Notre Dame de L'Osier. Successivamente fu trasferito a Roma per completare gli studi ecclesiastici. Nella Città Eterna emise i voti perpetui. Fu ordinato sacerdote il 14 aprile 1906 a Roma, nella Basilica del Salvatore, conosciuta come San Giovanni in Laterano e definita Madre e Capa di tutte le chiese del mondo.
Ministero e formazione dei giovani
Dopo alcuni anni trascorsi nel Juniorato di Urnieta, ottenne l'incarico di Superiore in quella sede. Fu maestro di novizi per ben otto anni a Urnieta e a Las Arenas, in Vizcaya. Molti dei suoi novizi degli ultimi anni furono nuovamente suoi alunni e membri della sua comunità nello scolasticato di Pozuelo. Nel 1932 fu destinato alla casa di Pozuelo in qualità di Superiore. Oltre ai compiti di superiore e professore, si dedicava a lavori pastorali aiutando nella parrocchia del paese, confessando e predicando nei conventi di religiose della comunità. I superiori del noviziato lo descrissero come un giovane molto docile, generoso, impegnato, modesto, semplice, equilibrato, convinto della sua vocazione e molto legato alla famiglia religiosa. Quando ricevette la prima obbedienza da sacerdote, i formatori parlarono della sua regolarità perfetta, del grande spirito religioso, della solida pietà, del giudizio retto leggermente incline alla severità, della volontà ferma e flessibile, e del carattere buono e impegnato. Gli Oblati che lo conobbero come superiore e professore testimoniarono la sua grande qualità spirituale. Otto generazioni di novizi passarono attraverso la sua scuola di formazione religiosa. I testimoni affermavano che non c'era stato nessuno che non gli avesse professato venerazione, rispetto e stima. Non era un religioso volgare, bensì un uomo di grande virtù, specialmente di notevole prudenza, solida pietà, zelante, dedito agli interessi della Congregazione, amante della Chiesa, austero ma di grande cuore. Era profondamente umile, rigido con se stesso e al tempo stesso comprensivo e indulgente con gli altri. Si distingueva per l'osservanza religiosa che stimolava tutta la comunità. Per le sue preclare virtù viene comunemente chiamato Il Santo Padre Blanco.
La tempesta della persecuzione
Il 18 luglio 1936 tornò alla comunità di Pozuelo dopo aver predicato il ritiro di preparazione per i primi voti a un gruppo di giovani che aveva terminato l'anno di noviziato due giorni prima. La guerra civile era sul punto di iniziare. Nei giorni successivi al 18 luglio fu visto predicare a Bilbao, secondo le informazioni disponibili. Arrivò a Madrid con l'ultimo treno proveniente dal Nord giunto nella capitale. Raccontò ciò che aveva vissuto nel Nord e durante il viaggio. Il giorno seguente subì la prima persecuzione dei miliziani di Pozuelo insieme a tutti i membri della sua comunità. I miliziani perquisirono violentemente la casa alla ricerca di armi inesistenti. Il 22 luglio il Comitato Rivoluzionario di Pozuelo si appropriò del convento trasformandolo in prigione. Il Padre Blanco e tutti i membri della comunità furono i primi prigionieri nella propria casa. I prigionieri furono sottomessi a ogni tipo di minaccia e perquisizione. All'alba del 23 luglio ai religiosi fu permesso di recarsi brevemente all'oratorio. Il tempo concesso non era sufficiente per celebrare la Messa. I religiosi fecero una breve preghiera e ricevettero la comunione ritenendola il viatico. Il Padre Superiore aprì il tabernacolo e iniziò a distribuire la comunione. Il Padre Superiore si emozionò a tal punto da non riuscire a continuare. I padri Monje e Vega continuarono a distribuire la comunione fino a svuotare il tabernacolo. Il Padre Blanco pianse disperatamente in sacrestia chiedendosi cosa sarebbe stato della casa senza il Signore. Il 22 luglio 1936 era stato arrestato insieme a tutta la comunità nella propria casa. Fu portato alla Direzione Generale di Sicurezza a Madrid. Il 25 luglio dello stesso anno fu rimesso in libertà. Visse in clandestinità per quasi tre mesi. Padre Blanco affrontò altre tappe di una via Crucis a Madrid cercando rifugio in varie case, visitando i confratelli, dando loro coraggio e l'assoluzione.
L'arresto definitivo e il martirio
Il 15 ottobre fu arrestato di nuovo. Padre Blanco si trovò successivamente presso il Carcere Modello e il Carcere di San Antonio. Durante il periodo in carcere Padre Blanco si mostrò sempre coraggioso e ottimista. Il 27 novembre alle sei del pomeriggio iniziò a circolare voce riguardo alla prima lista di deportati. Padre Delfín Monje era il penultimo della lista dei deportati. I deportati uscirono dal carcere di San Antonio alle otto e mezza di sera del 27 novembre. I compagni rimasti in carcere avevano solo il sospetto di ciò che attendeva i deportati. Prima della separazione, Padre Blanco disse a Padre Monje di credere che sarebbe stato rimesso in libertà e di scrivergli per informarlo. Queste furono le ultime parole udite da Padre Monje pronunciate da Padre Blanco. In un successivo sequestro, Padre Blanco fu portato a Paracuellos in compagnia del Provinciale e di undici Oblati per essere fucilati. Il martirio di Padre Blanco avvenne il 28 novembre 1936. Padre Blanco è nato a Frómista in Spagna il 5 aprile 1882. Padre Blanco è morto a Paracuellos de Jarama in Spagna il 28 novembre 1936.
Su camino sacerdotal
El camino de Vicente Blanco Gaudilla comenzó en el siglo diecinueve, cuando ingresó en el seminario de los Oblatos en el año mil ochocientos noventa y cinco. Desde su juventud, mostró una clara vocación hacia la vida consagrada, la cual lo llevó a formarse con dedicación y esmero en distintas regiones de Europa. Su itinerario vital es un testimonio de obediencia y disponibilidad apostólica, pues transitó por ciudades como Santander, Urnieta, Notre Dame de L'Osier y Roma, lugares que fueron forjando su espíritu misionero.
El momento culminante de su formación ocurrió el catorce de abril de mil novecientos seis en la ciudad de Roma, donde recibió la ordenación sacerdotal. A partir de entonces, ejerció su ministerio con un profundo sentido de responsabilidad y caridad. Su labor pastoral fue constante y diversa, siempre buscando el bien de las almas. En el año mil novecientos treinta y dos, asumió el cargo de superior de la comunidad de Pozuelo, en Madrid, donde se destacó por su capacidad de guía y su dedicación al servicio de su congregación. Su vida fue un reflejo de la sencillez y la rectitud propias de quien ha puesto toda su confianza en el Señor, trabajando incansablemente hasta que los acontecimientos de la guerra civil española interrumpieron su labor terrenal. Su entrega final en Paracuellos de Jarama, el veintiocho de noviembre de mil novecientos treinta y seis, sella una existencia dedicada plenamente a la Iglesia y a la misión que le fue encomendada desde su juventud.
Memoria y testimonio
La figura del beato Vicente Blanco Gaudilla es venerada hoy como la de un mártir de la guerra civil española. Su memoria no se limita únicamente al recuerdo de su muerte, sino que es una invitación a reflexionar sobre la fidelidad al propio estado de vida y a las promesas realizadas ante el altar. La Iglesia lo honra como un modelo de sacerdote que, en un momento de gran convulsión social y política, supo mantener la paz interior y la entrega a sus hermanos.
Su culto es un recordatorio constante para los fieles de que la santidad es posible en la cotidianidad del deber cumplido. Al conmemorar su vida cada veintiocho de noviembre, la comunidad cristiana encuentra en él un intercesor que comprendió el valor del sacrificio por amor a Cristo. Su testimonio nos alienta a vivir nuestra propia vocación con la misma valentía y esperanza, confiando en que el amor de Dios es más fuerte que cualquier adversidad.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Vicente Blanco Gaudilla?
La sua ricorrenza si celebra il 28 novembre.