7 de agosto
Beato Vincenzo de L'Aquila
Religioso
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La vocazione e la vita nel convento di San Giuliano
Vincenzo nacque verso il quindicesimo secolo, approssimativamente nell'anno milletrecentotrentacinque. Spinto da una precoce ispirazione spirituale, entrò tra i Frati Minori verso i quattordici anni, venendo accolto nel convento di San Giuliano, situato presso le porte della città aquilana e fondato dal beato Giovanni da Stroncone. Ammesso subito al noviziato, Vincenzo lo compì con rigore, emettendo infine i voti solenni che suggellarono la sua totale consacrazione al Signore. Trascorsi i primi anni della vita conventuale, egli scelse di ritirarsi a vivere in una capanna isolata nella selva del convento. Da questo luogo di silenzio e solitudine, egli si allontanava soltanto per adempiere agli uffici che gli venivano affidati dai superiori. Svolgeva con particolare diligenza l'ufficio di calzolaio, che forse era stato il suo mestiere di origine prima di abbracciare la vita religiosa. La sua dedizione alla preghiera era così intensa da condurlo a stati di profondo raccoglimento; la tradizione riferisce che, secondo quanto scritto da fra' Marco da Lisbona, egli appariva talvolta talmente astratto ed elevato in aria che il suo corpo rimaneva privo di sensi, come se fosse morto. Nel tentativo di moderare la sua eccessiva mortificazione e vedendo in lui un modello di virtù, i superiori decisero di avviarlo all'ufficio della questua tra la popolazione.
Incontri, profezie e itinerari spirituali
La santità luminosa del Beato Vincenzo esercitò un influsso benefico sulle anime assetate di Dio. La giovinetta Mattia Ciccarelli di Lucoli si ispirò profondamente al suo esempio di perfezione evangelica, decidendo di consacrarsi a sua volta al Signore; ella divenne monaca agostiniana all'Aquila con il nome di suor Cristina ed è oggi venerata come beata. Nel corso della sua vita religiosa, Vincenzo fu inviato temporaneamente a svolgere la sua testimonianza nel convento di Penne, e successivamente visse per dieci anni nel convento di Sulmona, prima di fare il suo ritorno definitivo all'amata comunità di San Giuliano. La fama della sua saggezza e del suo spirito profetico valicò i confini del chiostro. Il principe di Capua si mise in relazione con lui per ricevere preziosi consigli spirituali. Analogamente, la regina Giovanna, seconda moglie di Ferdinando primo e sorella di Ferdinando il Cattolico re di Spagna, intrattenne rapporti con il religioso per affidarsi alla sua guida illuminata. Tra i doni concessi dal cielo a Vincenzo vi fu anche quello della profezia, attraverso cui predisse il reame al duca di Calabria, primogenito di Ferdinando primo d'Aragona.
Il transito e il culto liturgico
Negli ultimi anni della sua esistenza terrena, il Beato Vincenzo fu duramente provato dalla gotta, dagli stenti e dal peso dell'età avanzata. Concluse il suo pellegrinaggio terreno la sera del sette agosto milletrecentoquattro, all'età di sessantanove anni. Il Martirologio lo descrive come religioso dell'Ordine dei Minori, celebre per la sua profonda umiltà e per il dono dello spirito di profezia. La tradizione riferisce che, al momento della sua morte, la beata Cristina vide l'anima di Vincenzo portata dagli angeli ascendere al cielo. Nello stesso istante, la selva di San Giuliano fu rischiarata da una grande e prodigiosa luce. Questa visione miracolosa ha dato origine alla consuetudine annuale di illuminare il convento e parte della selva la sera del sei agosto, vigilia della sua festa liturgica. Le sue spoglie mortali furono accolte nella chiesetta di San Giuliano, dove il suo corpo incorrotto riposa tuttora all'interno di un'artistica urna. Il culto tributato al beato Vincenzo fin dalla sua morte fu confermato solennemente da papa Pio VI il diciannove settembre millesettecentottantasette.
La vita
Il cammino spirituale del Beato Vincenzo de L'Aquila ebbe inizio precocemente, quando a soli quattordici anni fece il suo ingresso nell'ordine dei Frati Minori presso il convento di San Giuliano. Fin dai primi passi nel chiostro, egli manifestò un desiderio ardente di contemplazione, scegliendo di trascorrere lunghi periodi in eremitaggio all'interno della selva annessa al convento. In quel luogo solitario, tra la preghiera e il silenzio della natura, Vincenzo temprò il proprio spirito, preparandosi alle sfide che l'obbedienza gli avrebbe in seguito richiesto.
Sebbene il suo cuore bramasse la solitudine, egli accettò con umiltà di uscire dal convento per svolgere l'attività di questuante, un incarico che i superiori gli affidarono e che egli adempì con spirito di servizio verso i fratelli e la comunità cittadina. La sua fama di uomo di Dio e di saggio consigliere superò presto le mura del monastero, rendendolo una guida ricercata da nobili e membri della famiglia reale aragonese. La sua autorevolezza spirituale era tale che, secondo le testimonianze dell'epoca, giunse a predire il regno al duca di Calabria. Il suo apostolato si estese anche in altre località, come Penne e Sulmona, dove la sua presenza portava conforto e orientamento spirituale. Fino al momento del suo transito, avvenuto a L'Aquila nel 1504, Vincenzo ha vissuto in costante armonia con la sua vocazione, lasciando un'impronta indelebile nella storia religiosa del suo tempo.
Il culto
Il ricordo del Beato Vincenzo de L'Aquila è custodito con particolare devozione dalla Chiesa e, in modo speciale, dalla comunità francescana de L'Aquila. Il riconoscimento ufficiale della sua santità avvenne il 19 settembre 1787, per opera di Papa Pio sesto. Da allora, la sua memoria liturgica viene celebrata il 7 agosto, giorno in cui i fedeli si riuniscono per onorare la sua figura.
Una delle espressioni più caratteristiche della venerazione verso il Beato Vincenzo riguarda la tradizione legata al convento di San Giuliano. La vigilia della sua festa è infatti segnata da una particolare forma di celebrazione che prevede l'illuminazione del convento, un gesto che simbolicamente richiama la luce che la vita del Beato ha irradiato nel cuore dei contemporanei e che continua a brillare per chiunque si affidi alla sua intercessione. Questo atto di devozione popolare testimonia quanto la sua figura sia ancora oggi profondamente radicata nel tessuto spirituale e storico della sua terra natale.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Vincenzo de L'Aquila?
Il Beato Vincenzo de L'Aquila si festeggia il sette agosto, giorno in cui si ricorda la sua memoria nel Martirologio Francescano e nel Martirologio Romano.
En L’Aquila, beato Vincenzo, religioso de la Orden de los Menores, célebre por su humildad y espíritu de profecía. — Martirologio Romano