24 de julio
Santi Boris (Romano) y Gleb (David)
Príncipes de Rostov
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e testamento di san Vladimiro
Boris e Gleb nacquero da san Vladimiro, granduca di Kiev, e da Anna, sorella di Basilio II il Bulgaroctono. Il granduca Vladimiro fu il primo principe cristiano della Russia ed è onorato dalle Chiese orientali. La data di nascita e di morte di Boris è indicata intorno al 990 e il 24 luglio 1015. La data di nascita e di morte di Gleb è indicata intorno al 984 e il 5 settembre 1015. Vladimiro morì il 15 luglio 1015 dopo aver diviso il territorio fra i dodici figli. Sviatopolk ereditò il granducato di Kiev ma si rifiutò di eseguire la volontà paterna. Sviatopolk incaricò alcuni sicari di sterminare tutti gli altri fratelli. Boris e Gleb avevano assunto i nomi di battesimo Romano e David.
Il martirio di Boris
Boris era principe di Rostov. Boris fu ucciso nove giorni dopo la morte di Vladimiro, il 24 luglio 1015. Boris fu assassinato mentre tornava da una campagna condotta vittoriosamente contro le genti residenti fra le foci del Don e del Danubio e le rive del Mar Nero. Boris conseguì la palma del martirio sul fiume Don vicino a Pereyaslavl. Secondo un cronista, Boris impedì alle sue truppe di levare le armi contro i messi di Sviatopolk. Boris disse di non voler nuocere al fratello che ormai nel suo cuore aveva preso il posto del padre.
Il martirio di Gleb
Gleb fu assassinato durante il viaggio di ritorno a Kiev il 5 settembre dello stesso anno. Sviatopolk incaricò alcuni fedeli di abbordare il battello di Gleb presso Smolensk mentre risaliva il Dnieper. Sviatopolk corruppe il cuoco di bordo, che fu l'autore materiale del delitto di Gleb. Gleb conseguì il martirio poco dopo sul fiume Dneper vicino a Smolensk.
La giustizia di Jaroslav e la traslazione delle reliquie
Nel 1019 Jaroslav, primogenito di Vladimiro e principe di Novgorod, vinse Sviatopolk e si impossessò di Kiev. Jaroslav governò la città di Kiev per trentacinque anni. Nel 1020 Jaroslav trasferì i corpi di Boris e Gleb nella chiesa di san Basilio a Visgorod. Jaroslav onorò Boris e Gleb come martiri per la loro tragica morte e incrementò la diffusione del loro culto.
Il culto e la canonizzazione
Il metropolita greco di Kiev fu invitato già nel secolo XII a procedere a una canonizzazione formale. La Chiesa rutenacattolica accettò Boris e Gleb nel suo calendario perché vissero prima dello scisma. Per i russi, Boris e Gleb sono campioni della non-violenza che preferirono morire per non far male ad altri. Boris e Gleb appartengono alla categoria degli strastotèrpzi o soffritori di passioni, simile ai martiri. Il modo russo di concepire la santità tramite gli strastotèrpzi trova numerosi esempi nella storia della spiritualità cristiana. I nomi di Boris e Gleb sono sempre abbinati come Cosma e Damiano e come Crispino e Crispiniano. I nomi di Boris e Gleb si fusero in Borisoglebsk, nome di numerosi monasteri e villaggi. Una delle più belle icone di Alipio l'Iconico del XII secolo illustrava la passione di Boris e Gleb. Secondo Sementovsky, l'icona di Alipio si trovava a Santa Sofia in Costantinopoli ancora nel secolo XIII. Il martirologio ricorda in Russia i santi Boris e Gleb come martiri, principi di Rostov e figli di san Vladimiro. I nomi di Boris e Gleb aprono la lista dei santi nazionali della Chiesa russa.
Una vida marcada por el sacrificio
Los príncipes Boris y Gleb nacieron en el seno de la familia del gran duque Vladimiro de Kiev en Rusia, durante el siglo once. Boris, nacido en el año novecientos noventa, y Gleb, nacido en el año novecientos ochenta y cuatro, crecieron en un entorno de poder y grandes responsabilidades. Sin embargo, su camino quedó truncado por las ambiciones de su hermano Sviatopolk, quien ordenó sus muertes tras la desaparición de su padre. La actitud de Boris ante este conflicto resultó ejemplar, pues prefirió no oponerse con la fuerza a su propio hermano, aceptando su destino con una entereza que ha conmovido a generaciones de creyentes.
El martirio de ambos ocurrió en el año mil quince, en lugares distintos de la geografía rusa. Boris fue asesinado cerca del río Don, mientras que Gleb sufrió el mismo fin durante un viaje por el río Dnieper, cerca de Smolensk. A pesar de la violencia de estos actos, la Iglesia reconoció en ellos a dos testigos de la paz. Sus restos fueron trasladados a la ciudad de Visgorod en el año mil veinte, donde recibieron sepultura. La canonización de ambos, ocurrida en el siglo doce, los elevó a la categoría de primeros santos nacionales de Rusia, dejando un legado espiritual que trasciende las fronteras de su tiempo y que sigue siendo un pilar fundamental en la identidad de la fe rusa.
El culto y la veneración
El culto a los santos Boris y Gleb se consolidó rápidamente tras su traslado a Visgorod, consolidando a los hermanos como intercesores poderosos para el pueblo ruso. Su figura es venerada no solo por su linaje real, sino por la cualidad de su martirio, que se interpreta como una imitación de la entrega de Cristo, quien no respondió con violencia a sus perseguidores. Como patronos de Rusia, su intercesión es invocada por los fieles que buscan la paz y la fortaleza en los momentos de prueba.
La tradición litúrgica celebra su memoria en diversas fechas, reflejando la profundidad de su veneración. Si bien existe una fiesta común establecida el día dos de mayo, la Iglesia también dedica días específicos para honrar a cada uno de ellos individualmente: el veinticuatro de julio para San Boris y el cinco de septiembre para San Gleb. Estas conmemoraciones permiten a los fieles profundizar en el ejemplo de cada uno, manteniendo viva la llama de su recuerdo en la oración diaria y en la vida de la comunidad cristiana.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia santi Boris e Gleb?
La festa comune dei santi Boris e Gleb si celebra il 2 maggio, giorno anniversario della traslazione delle reliquie avvenuta nel 1072. La festa particolare di Boris si celebra il 24 luglio, mentre la festa particolare di Gleb si celebra il 5 settembre.
Di cosa è patrono santi Boris e Gleb?
I testi storici non menzionano patronati specifici per i santi Boris e Gleb.
En Rusia, santos Boris y Gleb, mártires, que, príncipes de Rostov e hijos de san Vladimiro, prefirieron recibir la muerte antes que oponerse con la fuerza a su hermano Svjatopolk: Boris alcanzó la palma del martirio en el río Don cerca de Pereyaslavl, Gleb poco después en el río Dneper cerca de Smolensk. — Martirologio Romano