11 de noviembre
San Bartolomeo el Joven de Grottaferrata (o de Rossano)
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Dalle origini calabresi all'incontro con san Nilo
San Bartolomeo el Joven nacque a Rossano intorno al 980 da una nobile famiglia discendente da Costantinopoli e visse indicativamente tra il 980 e il 1055 tra Rossano e la Calabria. Al momento del battesimo gli fu imposto il nome di Basilio. Manifestò fin da piccolo un grande interesse per la vita religiosa, dimostrando una vocazione precoce che avrebbe segnato tutto il suo cammino terreno. A sette anni fu affidato dai genitori ai monaci del monastero di san Giovanni Calibita di Caloveto, dove ricevette un'istruzione così profonda da superare i suoi compagni di studio. Dopo cinque anni si trasferì a Vallelucio, vicino a Montecassino. Nel monastero di Vallelucio incontrò san Nilo, dal quale non si allontanò più, suggellando un legame spirituale e di discepolato che avrebbe guidato i suoi passi per tutta la vita.
Nel 994 seguì san Nilo a Serperi, in provincia di Gaeta. A Serperi dimorò per dieci anni praticando digiuni, astinenze e riducendo il sonno in favore della preghiera e della contemplazione. Sei anni dopo, Bartolomeo e Nilo si recarono a Roma per chiedere clemenza al papa Gregorio V per Giovanni XVI, antipapa nato a Rossano. La missione non ebbe successo poiché Filogato, dopo aver subito atroci torture, morì in carcere. Nel 1004 morì san Nilo a Grottaferrata, dove entrambi si erano stabiliti. Bartolomeo fu accanto a san Nilo durante la fondazione del monastero a Frascati, organizzato secondo la disciplina ascetica dei Padri orientali, e fece costruire a Grottaferrata il monastero e la chiesa dedicata alla Madonna.
Governo, diplomazia e opere letterarie
La chiesa di Grottaferrata fu consacrata da papa Giovanni XIX nel 1024. Sotto la guida di Bartolomeo, il monastero fu consolidato e trasformato in una scuola di scienza e arte. Egli partecipò ai Sinodi romani del 1036 e del 1044, dimostrando un costante impegno per il bene della comunità ecclesiale. Diede prova di ottime capacità diplomatiche riuscendo a placare i conflitti tra il duca Adenolfo e il principe di Salerno. Fu grande amico dei pontefici Benedetto VIII e Benedetto IX, e riuscì a convincere Benedetto IX ad abdicare. Dopo l'abdicazione, Benedetto IX si ritirò nel monastero di Grottaferrata, trovando rifugio e accoglienza nella comunità guidata dall'abate.
Accanto all'azione di governo, Bartolomeo si distinse come copista di molti codici ed è considerato il più grande innografo dell'undicesimo secolo. Tra le sue opere figura il Typicon, codice liturgico-disciplinare per il monastero, mentre la sua opera principale è considerata la biografia di san Nilo. La sua intera produzione letteraria manoscritta è conservata a Grottaferrata. Anni dopo la sua morte, si verificò un miracolo che testimonia il suo amore per i poveri. Il protagonista del miracolo fu un monaco di nome Franco, che in fin di vita e incapace di parlare guarì improvvisamente. Il monaco Franco raccontò ai confratelli di aver visto in sogno due colombe, una bianca e una nera, che lo guidavano in un campo luminoso, dove vide Bartolomeo che distribuiva pane a una moltitudine di poveri. Bartolomeo entrò poi in un bellissimo palazzo dove si trovava la Vergine Maria e raccomandò al monaco Franco di esortare i monaci di Grottaferrata a essere misericordiosi verso i poveri.
Transito, reliquie e memorie scritte
San Bartolomeo morì probabilmente nel 1055. Fu sepolto accanto a san Nilo nella cappella a loro dedicata nel monastero laziale. Le reliquie di Bartolomeo e san Nilo rimasero a Grottaferrata fino al 1300, ma dopo il 1300 ogni traccia delle loro reliquie è scomparsa. Il martirologio ricorda san Bartolomeo come abate nel monastero di Grottaferrata presso Frascati. Nel corso dei secoli la sua memoria è stata tramandata attraverso testi scritti: esiste una biografia di san Bartolomeo di modeste proporzioni, probabilmente scritta da un monaco suo discepolo. Questa biografia fu tradotta in latino e greco e pubblicata nel 1684 da Possin. Una seconda versione latina e greca fu pubblicata dai padri Maurini nel 1729, mentre nel 1864 fu pubblicata la terza biografia del santo a cura del cardinale Mai.
La biografia curata dal cardinale Mai evidenzia l'opera di Bartolomeo per la riforma della Chiesa insieme ad altre figure come Lorenzo di Amalfi, Ugo di Farfa, Pietro di Silvacandida e Ildebrando di Soana, futuro papa Gregorio VII. Papa Pio XII, in occasione del nono centenario della morte dell'abate, inviò un messaggio definendolo luminare della Chiesa ed ornamento della sede apostolica. La festa di san Bartolomeo si celebra l'undici novembre a Rossano e a Grottaferrata, e nel 1858 la celebrazione fu estesa a tutta la Calabria, confermando il profondo legame di questa terra con il suo illustre figlio.
Su vida y camino monástico
La trayectoria de San Bartolomé comenzó en su natal Rossano, donde a la edad de siete años ingresó en el monasterio de San Giovanni Calibita, dando inicio a un camino de entrega absoluta a Dios. Su formación estuvo marcada por el encuentro con San Nilo, a quien acompañó con devoción a lo largo de diversas etapas en lugares como Serperi y finalmente en Grottaferrata. Tras el fallecimiento de su maestro, San Bartolomé asumió la responsabilidad de consolidar la comunidad, convirtiéndose en el artífice principal de la fundación del monasterio de Grottaferrata, que bajo su guía se transformó en un faro de espiritualidad y saber.
Su influencia trascendió los muros del monasterio, proyectándose en la vida de la Iglesia mediante su presencia activa en los sínodos romanos celebrados en los años 1036 y 1044. En un momento de gran complejidad institucional, su mediación fue determinante para obtener la abdicación del papa Benedicto noveno, demostrando así su integridad y compromiso con la rectitud dentro de la cristiandad. Además de su labor como abad y mediador, San Bartolomé dedicó tiempo al estudio y la escritura. Es el autor del Typicon, el reglamento que rigió la vida de sus monjes, y de la biografía de San Nilo, un texto fundamental que permite conocer la vida y las virtudes de su mentor. San Bartolomé el Joven entregó su alma a Dios en el año 1055, dejando tras de sí un ejemplo de fidelidad y servicio que sigue inspirando a quienes buscan la paz en la vida contemplativa.
El culto y la memoria
La figura de San Bartolomé el Joven es objeto de una profunda veneración, especialmente en las tierras de Rossano y Grottaferrata, donde su legado permanece vivo en el corazón de los fieles. Su santidad fue reconocida mediante la confirmación de su culto, consolidando su lugar en la tradición de la Iglesia como un intercesor cercano y un modelo de vida consagrada.
La memoria de su tránsito al cielo se celebra cada once de noviembre, una fecha en la que las comunidades locales se reúnen para honrar su recuerdo. Esta devoción, arraigada fuertemente en su lugar de nacimiento y en el monasterio que fundó, vio su alcance ampliado en el año 1858, cuando su conmemoración fue extendida a toda la región de Calabria. A través de los siglos, los fieles continúan acudiendo a su intercesión, reconociendo en él a un guía que supo unir la sabiduría de los antiguos con una entrega humilde y constante a las necesidades de su tiempo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Bartolomeo el Joven?
La festa di san Bartolomeo el Joven si celebra l'undici novembre a Rossano e a Grottaferrata.
Quali furono le opere principali di San Bartolomeo el Joven?
Fu un celebre copista, il maggiore innografo dell'undicesimo secolo, autore del Typicon e della biografia di san Nilo.
En el monasterio de Grottaferrata cerca de Frascati, cerca de Roma, san Bartolomeo, abad, que, nacido en Calabria, fue compañero de san Nilo, del cual habría en seguido compuesto la Vida, y estuvo a su lado cuando, ya próximo a la muerte, fundó en el territorio de Frascati un monasterio organizado según la disciplina ascética de los Padres orientales, que él consolidó durante su gobierno haciendo de él una escuela de ciencia y arte. — Martirologio Romano