28 de marzo
San Cono (Conón) de Naso
Monje basiliano
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e la vita monastica
Mancano documenti antichi che informino direttamente sulla vita di san Cono, sebbene alcuni studiosi ipotizzino che la leggenda a lui legata possa riallacciarsi a scritti anteriori. La tradizione leggendaria colloca la nascita del santo nella cittadina di Naso al tempo di Ruggero secondo, re di Sicilia dal millecentotrenta al millecentocinquantaquattro. Seguendo la sua vocazione spirituale, san Cono divenne monaco basiliano, conformando la propria esistenza agli insegnamenti e alla disciplina della tradizione orientale. In seguito, il monaco compì un pellegrinaggio a Gerusalemme per visitare i luoghi santi della fede cristiana. Al ritorno dal pellegrinaggio, san Cono trovò i genitori morti nella propria casa natale. Profondamente segnato da questo lutto, san Cono diede tutti i suoi beni ai poveri e scelse di vivere il resto dei suoi giorni come anacoreta, ritirandosi in solitudine e preghiera. Questi episodi fondamentali della sua giovinezza trovano conferma anche nel martirologio, che attesta il suo ritorno dai luoghi santi, la scoperta della morte dei genitori, la distribuzione del patrimonio ai bisognosi e la scelta della vita eremitica, collocando la sua presenza nel borgo siciliano di Naso.
Il transito e la diffusione della memoria
La vita terrena del pio anacoreta si concluse il ventotto marzo milleduecentotrenta sei, data che segna il suo transito al cielo. La tradizione attribuisce a Cono molti miracoli, parte dei quali sono considerati dalla critica storica come invenzioni fantastiche nate dalla fervida devozione popolare. La leggenda e le vicende del santo si divulgarono ampiamente anche per mezzo di stampe popolari, tra cui la celebre opera intitolata Vita, miracoli et morti dello beato Cono da Naso. Tale opera fu redatta nel milletrecento quarantanove e di essa si conosce anche una successiva edizione stampata nel milletrecento cinquantasei. Il culto tributato al monaco nel corso dei secoli fu infine confermato ufficialmente da papa Urbano Ottavo, consolidandone la memoria liturgica nella Chiesa universale.
Le feste e le tradizioni popolari
San Cono è festeggiato nel giorno del suo transito, il ventotto marzo, e in via apparentemente insolita anche il tre giugno e il primo settembre, per motivi non ancora ben chiariti dagli studiosi. A Naso si celebrano solenni feste in onore del santo, di cui la più importante ricorre proprio nel mese di settembre. La festa di settembre è allestita con i denari versati dai devoti nel caratteristico recipiente noto come coppu. Durante questa ricorrenza, il busto di san Cono viene montato su una pesante macchina processionale e portato in spalla attraverso il paese. Per l'occasione della festa, il borgo si orna festosamente di archi, piramidi di edera e lampioni variopinti. Alla macchina processionale si usano legare le spighe di grano che dovranno successivamente essere mescolate al seme per la nuova semina dei campi. Il simulacro del santo presenta un aspetto singolarmente sgradevole, caratterizzato da occhi grandi e spaccati, naso aquilino, labbra grosse e una faccia bronzina e larghissima. Tale fisionomia è divenuta nel tempo un termine di paragone popolare per indicare la bruttezza delle persone, dando origine al proverbio locale che recita Ave la faccia di san Cono. La leggenda popolare narra inoltre che san Cono protesse miracolosamente il paese da un'incursione nemica, circondandolo con graticciate di ferro incandescente.
Il patronato e i simboli
San Cono è il patrono principale della comunità di Naso ed è tradizionalmente invocato dai fedeli contro i mali degli orecchi e del naso. In passato, proprio in collegamento con questo protettorato celeste, nello stemma ufficiale del paese fu aggiunta la rappresentazione di un naso posto fra due orecchi. Il popolo interpretò questa particolare raffoniguratione araldica come un saggio ammonimento del santo a possedere buon naso, ascoltare molto e parlar poco.
Il cammino spirituale
Nato in Sicilia nel tredicesimo secolo, San Cono intraprese fin dalla giovinezza un percorso di fede autentica e rigorosa. La morte dei genitori segnò per lui un momento di svolta radicale: comprese che il possesso dei beni materiali era un ostacolo al servizio di Dio e decise di donare ogni sua ricchezza ai poveri. Questo gesto di carità non fu solo un atto di generosità, ma l'inizio di una consacrazione totale alla vita monastica. Egli scelse di entrare nell'ordine dei monaci basiliani, abbracciando una disciplina che univa la preghiera costante al lavoro silenzioso.
Il suo desiderio di approfondire il legame con le radici della cristianità lo spinse a compiere un lungo e faticoso pellegrinaggio a Gerusalemme. Questa esperienza fu determinante per la sua crescita interiore, portandolo a maturare la scelta di ritirarsi in solitudine. Visse dunque come anacoreta, lontano dalle distrazioni del mondo, concentrandosi unicamente sulla comunione con il Signore. La sua esistenza si concluse a Naso, nel mille duecentotrentasei, dove la sua memoria è rimasta viva nel tempo. La sua vita, trascorsa in un silenzio operoso, rimane una testimonianza di come la preghiera e l'ascesi possano trasformare un uomo in un faro di luce per la comunità cristiana, capace di indicare la via verso l'essenziale attraverso la semplicità e il distacco.
Il culto e la memoria
La figura di San Cono è profondamente radicata nella terra di Sicilia, in particolare a Naso, dove il suo corpo riposa. La canonizzazione solenne, avvenuta per opera di papa Urbano Ottavo, ha sancito il riconoscimento universale della sua vita santa. Il culto verso questo monaco basiliano si è diffuso nel corso dei secoli, superando i confini locali e trovando espressione nel calendario liturgico.
La memoria del santo è celebrata con particolare intensità il ventotto di marzo, data del suo transito, ma il calendario prevede anche altre ricorrenze, il tre di giugno e il primo di settembre, che testimoniano la vitalità della sua venerazione. Molti fedeli si rivolgono a lui con fiducia, invocando il suo aiuto nelle necessità quotidiane. La sua intercessione è particolarmente ricercata da chi soffre per i mali dell'orecchio e del naso, affidando alla preghiera del santo le proprie sofferenze fisiche, nel ricordo costante della sua dedizione verso il prossimo e della sua vicinanza agli ultimi.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Cono di Naso?
San Cono si festeggia il ventotto marzo, il tre giugno e il primo settembre, con solenni celebrazioni in cui la festa principale si svolge nel mese di settembre.
Di cosa è patrono San Cono di Naso?
San Cono è il patrono della cittadina di Naso, in Sicilia, ed è tradizionalmente invocato dai fedeli come protettore contro i mali degli orecchi e del naso.
En Naso, en Sicilia, san Conón, monje según la disciplina de los Padres orientales, que, de regreso de una peregrinación a los lugares santos, habiendo encontrado difuntos a sus padres, distribuyó todo su patrimonio a los pobres y abrazó la vida eremítica. — Martirologio Romano