22 de septiembre
San Fortunato
Venerado en Lonate Pozzolo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e il martirio
Le origini di San Fortunato affondano le radici nel terzo secolo e nella testimonianza eroica della Legione Tebea. Non si possiedono notizie certe sulla vita personale di San Fortunato, se non la sua sicura appartenenza a quel reparto militare. La legione contava seimila seicentosessantasei soldati provenienti dall'Egitto, guidati dal comandante San Maurizio. Dopo aver servito ai confini orientali, i soldati furono richiamati da Diocleziano per sostenere Massimiano contro i Bagaudi in Gallia. Giunti ad Ottoduro nel Vallese per riposare, i legionari ricevettero un ordine inaccettabile per la loro fede. La tradizione indica due possibili cause del rifiuto: il giuramento sugli dèi pagani o l'ordine di perseguitare i cristiani. Essendo quasi tutti cristiani, i soldati opposero un rifiuto totale. Massimiano ordinò la decimazione e poi lo sterminio totale. Tra i pochissimi sopravvissuti fuggiti in Italia vi furono Alessandro, Cassio, Severino, Secondo e Licinio. San Fortunato potrebbe essere stato uno di questi superstiti. Secondo alcune fonti, Fortunato fu poi arrestato e martirizzato sotto Diocleziano. La tradizione riferisce che fu gettato nudo in un fiume ghiacciato insieme ad altri compagni. Il corpo fu sepolto a Roma nel Cimitero di Santa Priscilla fuori di Porta Salaria.
La storia delle reliquie e il culto
Il cammino delle reliquie di San Fortunato attraversa i secoli tra Roma, il Milanese e Lonate Pozzolo. La chiesa di Turbigo, in provincia di Milano, fu ricostruita verso la fine del 1600 per interessamento degli Agostiniani Scalzi. Nel 1605 Paolo V della famiglia Borghese divenne papa. Donna Ortensia di Santacroce, moglie del fratello del papa Francesco Borghese, avanzò una specifica richiesta per ottenere le sacre spoglie. Papa Paolo V emise una regolare bolla in data 9 gennaio 1614. La bolla concedeva alla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta di Turbigo i corpi di San Fortunato martire, di Santa Felicita martire e di altri tre corpi di martiri. I corpi dei martiri furono trasferiti a Turbigo. Il 29 ottobre 1616 il vicario generale della Diocesi di Milano, monsignor Mario Antonino, effettuò la solenne ricognizione e conferma dei corpi. La traslazione delle reliquie a Lonate Pozzolo è avvenuta il 22 settembre 1950. Il 27 settembre 1951 il cardinale di Milano, il beato Alfredo Ildefonso Schuster, autorizzò la traslazione delle ossa di San Fortunato nella chiesa parrocchiale di Lonate Pozzolo. Le ossa di San Fortunato riposano nella Chiesa Parrocchiale di Lonate Pozzolo in provincia di Varese. Le ossa di San Fortunato si trovano tuttora nella chiesa di Lonate Pozzolo. Le reliquie sono ricoperte di cera ed esposte in un'urna di vetro incassata all'interno dell'altare.
La vita e il sacrificio
San Fortunato fu un soldato egiziano, membro della celebre Legione Tebea, un corpo militare noto per la sua disciplina e, successivamente, per la fede salda dei suoi componenti. Durante il terzo secolo, si trovò al centro di un drammatico conflitto di coscienza quando l'imperatore Massimiano impose ordini che contrastavano con la morale cristiana. Insieme ai suoi compagni, Fortunato scelse la via dell'obbedienza a Dio piuttosto che agli uomini, rifiutando di eseguire le direttive imperiali. Questo atto di resistenza spirituale lo portò ad affrontare la dura prova della decimazione, da cui uscì miracolosamente sopravvissuto.
Tuttavia, il suo percorso di testimonianza non terminò in quel momento. Sotto il regno dell'imperatore Diocleziano, San Fortunato affrontò infine il martirio, offrendo la propria esistenza per la causa del Vangelo. Il suo cammino, che si snoda tra le terre d'Egitto, Roma e la località di Ottoduro, è parte di una memoria storica che celebra la fermezza dei martiri tebei. La sua figura non è soltanto un simbolo di valore militare, ma un segno indelebile di quella forza interiore che deriva dalla grazia divina. Nel corso dei secoli, la memoria di questo martire è stata custodita con cura, trasformandosi in una presenza viva per le comunità che ne hanno accolto le reliquie, riconoscendo in lui un esempio luminoso di dedizione totale e di fedeltà incondizionata al Signore.
Il culto e la devozione
Il culto di San Fortunato si è radicato profondamente nella tradizione della Chiesa attraverso il riconoscimento del suo martirio. Il legame tra il santo e il territorio lombardo si è consolidato attraverso il traslato delle sue sacre reliquie. Un momento significativo di questa storia avvenne nel milleseicentoquattordici, quando i resti del martire furono traslati a Turbigo. Successivamente, nel millenovecentocinquantuno, le reliquie trovarono la loro collocazione definitiva nella chiesa parrocchiale di Lonate Pozzolo.
Ancora oggi, le reliquie sono conservate con solennità in un'urna posta all'interno del tempio, divenendo meta di preghiera per i fedeli locali. San Fortunato è venerato come patrono di Lonate Pozzolo, un ruolo che egli continua a esercitare come protettore celeste della comunità. La sua memoria liturgica, celebrata il ventidue settembre, è un'occasione per rinnovare la fede e per riflettere sul significato del sacrificio cristiano. Il culto tradizionale che circonda la sua figura testimonia come la vita di un martire del terzo secolo possa ancora oggi parlare al cuore dei fedeli, offrendo conforto e ispirazione nel cammino quotidiano verso la santità.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Fortunato?
La ricorrenza di San Fortunato si celebra il 22 settembre.
Di cosa è patrono San Fortunato?
San Fortunato è patrono di Lonate Pozzolo insieme a Sant'Ambrogio.