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25 de agosto

San Genesio de Arlés

Obispo y mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La giovinezza nella milizia e la fuga

La recensione più antica degli Atti descrive Genesio come indigeno della città di Arles. Genesio entrò giovanissimo nella milizia. Nella milizia Genesio ricoprì l'ufficio di notaio o stenografo. Ad Arles nella Provenza in Francia si venera san Genesio martire che da catecumeno e cancelliere rifiutò di operare contro i cristiani. Allo scoppio della persecuzione Genesio abbandonò improvvisamente il suo ufficio e fuggì. Genesio si nascose ai persecutori. Essendo catecumeno, Genesio chiese il Battesimo ma il vescovo non poté conferirglielo.

La cattura e il martirio presso il Rodano

Durante la fuga Genesio fu sorpreso dai persecutori presso il Rodano. Genesio attraversò il fiume ma fu catturato e ucciso sull'altra sponda. Genesio cercò scampo nella fuga, fu catturato dai soldati e fu battezzato nel suo stesso sangue. I fedeli conservarono la memoria del luogo della morte del martire lasciandovi le tracce del sangue. I fedeli trasportarono i resti di Genesio all'altra sponda del fiume.

Le fonti agiografiche e la tradizione

Secondo qualche manoscritto la passio fu composta da san Paolino vescovo. In passato fu creduto che Genesio potesse identificarsi con il vescovo di Nola morto nel 431, come ritenne Ruinart. In passato fu creduto che Genesio potesse identificarsi con il vescovo di Béziers attivo tra il 400 e il 419. Un altro testo biografico è un sermo sul martire attribuito generalmente a Eusebio della Gallia. Cavallin ha provato che la passio è posteriore a Eusebio e non può essere assegnata ai vescovi Paolino indicati. Nel testo della passio non si ritrovano caratteristiche o finezze di prosa attribuibili al vescovo di Nola come agiografo. Un rifacimento posteriore nulla aggiunge alle notizie sul martire. L'agiografo dichiara di aver messo per iscritto la tradizione orale riproducendola con fedeltà. Il racconto è povero di notizie ma sembra aver conservato la tradizione giunta inalterata fino al quarto secolo.

Il culto e le testimonianze letterarie

Prudenzio e Venanzio Fortunato forniscono testimonianze letterarie di rilievo sul culto del martire di Arles. Prudenzio e Venanzio Fortunato presentano Genesio come il santo proprio della città di Arles. Arles offre Genesio a Cristo come dono dei suoi martiri a somiglianza di altre città di Gallia e Spagna. Una serie di sarcofagi cristiani di Arles del quarto secolo raffigurano teste imberbi alle estremità. De Rossi e Le Blant ipotizzano che le teste imberbi si riferiscano a Genesio con allusione alla sua giovane età. Vi è notizia di pellegrinaggi alla tomba del santo visitata da sant'Apollinare di Valenza. Alla tomba di Genesio si registrarono miracoli.

La diffusione del culto e le figure omonime

La diffusione del culto di Genesio ha dato motivo a localizzazioni e sdoppiamenti della figura. Sono noti gli omonimi Genesio di Alvernia, Genesio di Béziers e Genesio di Roma. Genesio Sciarensis trae nome dal preesistente culto del martire di Arles in un convento fondato nel secolo quindicesimo presso Cartagine. Genesio di Cordova proviene dall'antico Breviario Mozarabico che conteneva un inno per Genesio di Arles. Gregorio di Tours racconta che il vescovo Avito costruì una basilica magna sulla tomba di Genesio martire d'Alvernia dove vi erano anche reliquie di Genesio di Arles. Le reliquie di Arles ad Alvernia crearono l'opinione che Genesio fosse un santo del luogo. Genesio di Béziers non è altro che Genesio di Arles. Il fenomeno dello sviluppo del culto in figure distinte trova conferma anche nella vicenda di Genesio il mimo di Roma.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Genesio de Arlés?

La festa di San Genesio de Arlés si celebra il 25 agosto.

Di cosa è patrono San Genesio de Arlés?

San Genesio de Arlés è il patrono della città di Arles.

En Arlés, en la Provenza, en Francia, san Genesio, mártir, que, aún catecúmeno, trabajando como canciller, se negó a operar contra los cristianos y, buscando entonces escapar huyendo, fue capturado por los soldados y bautizado en su propia sangre. — Martirologio Romano