25 de agosto
San Mena
Patriarca de Constantinopla
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
L'ascesa al patriarcato e il sinodo
Nel sesto secolo, il secondo giorno del mese di febbraio del cinquecentotrentasei, papa Agapito arrivò a Costantinopoli. Papa Agapito era stato incaricato dal re goto Teodato di dissuadere l'imperatore Giustiniano dal tentare la conquista d'Italia. Fallito il compito diplomatico, papa Agapito si dedicò ad questioni religiose. Agapito rifiutò di comunicare con il patriarca Antimo, noto come monofisita, finché non avesse riconosciuto il dogma delle due nature. Antimo scomparve e fu sostituito, con il consenso imperiale, da Mena. Mena era un prete originario di Alessandria ed era direttore dell'ospizio di Sansone. Papa Agapito consacrò personalmente Mena il tredici marzo. Secondo il Martirologio, Mena fu ordinato vescovo dal papa sant'Agapito. Dopo la morte di Agapito, Mena convocò un sinodo apertosi il secondo maggio per contrastare il movimento monofisita sostenuto dall'imperatrice Teodora. Antimo, che era irreperibile, fu deposto e i suoi sostenitori più noti furono condannati. L'imperatore Giustiniano approvò le decisioni del sinodo.
La lotta all'origenismo e la questione dei Tre Capitoli
Gli origenisti, che avevano precedentemente turbato i monasteri della Palestina durante il regno dell'imperatore Giustino, ripresero le loro attività. Il diacono Pelagio, apocrisario di Roma, e il patriarca Mena sollecitarono l'intervento di Giustiniano contro gli origenisti. Nel gennaio del cinquecentoquarantatré l'imperatore Giustiniano emanò un editto molto violento contro gli origenisti. Dopo la partenza di Pelagio, alcuni intriganti eterodossi convinsero l'imperatore a emanare disposizioni dogmatiche personali. Giustiniano pubblicò un editto di condanna contro i Tre Capitoli, ossia le opere dei teologi Teodoro di Mopsuestia, Teodoreto di Ciro e Iba di Edessa, accusati dai monofisiti di nestorianesimo. Mena firmò il decreto di condanna dei Tre Capitoli, ponendo la riserva di ritirare l'assenso in caso di mancata approvazione papale. Stefano, apocrisario del papa a Costantinopoli, interruppe i rapporti con Mena, ma quest'ultimo mantenne la sua firma.
I contrasti, la riconciliazione e la morte
Il quindici gennaio del cinquecentoquarantasette il papa Vigilio arrivò a Costantinopoli in condizioni di semi-cattività. Papa Vigilio rifiutò la comunione con Mena e con gli altri vescovi che avevano firmato l'editto. Mena reagì cancellando il nome del papa dai dittici liturgici. La riconciliazione tra il papa e Mena avvenne il ventinove giugno. Nel luglio del cinquecentocinquantuno papa Vigilio interruppe nuovamente i rapporti con Mena. Nel mese di agosto del cinquecentocinquantuno papa Vigilio scomunicò Mena. La scomunica spinse l'imperatore a moderare la sua intransigenza. Mena inviò al papa una lettera di riconoscimento dei primi quattro concili ecumenici senza aggiunte o omissioni. Mena chiese perdono al papa per aver intrattenuto contatti con persone scomunicate. Mena riconciliò la comunione con papa Vigilio dopo una temporanea sospensione. Mena dedicò alla Sapienza divina la grande chiesa edificata dall'imperatore Giustiniano a Costantinopoli. Mena morì il ventiquattro agosto del cinquecentocinquantadue. Mena fu venerato come santo.
Su ministerio
San Mena nació en la ciudad de Alejandría y desde allí se trasladó a Constantinopla, donde su trayectoria eclesiástica alcanzó su punto culminante. El trece de marzo del año quinientos treinta y seis, fue consagrado patriarca de Constantinopla por el papa Agapito, quien vio en él un pastor capaz de guiar a la comunidad cristiana en tiempos de incertidumbre. Poco después de su consagración, el dos de mayo del mismo año, San Mena mostró su firmeza doctrinal al convocar un importante sínodo destinado a combatir el monofisismo, una corriente que desafiaba la comprensión tradicional de la naturaleza de Cristo.
A lo largo de los años, su gobierno se vio envuelto en las complejas dinámicas políticas de su tiempo. San Mena firmó el edicto imperial que contenía la condena de los llamados Tres Capitulos, una decisión que tuvo repercusiones profundas en la estructura eclesiástica. La inestabilidad de aquel periodo llevó a que, en el año quinientos cincuenta y uno, el papa Vigilio dictara una sentencia de excomunión contra él. Sin embargo, el relato de su vida no termina en la separación. Hacia el final de su existencia, San Mena logró alcanzar una reconciliación necesaria con el pontífice, cerrando así un capítulo de conflicto con un gesto de paz. El veinticuatro de agosto del año quinientos cincuenta y dos, entregó su espíritu en la ciudad de Constantinopla, dejando tras de sí una historia de servicio marcada tanto por sus luchas doctrinales como por su búsqueda final de unidad.
El culto
La memoria de San Mena ha sido preservada con devoción a través de los siglos en ambas tradiciones, la oriental y la latina. Su testimonio es conmemorado con especial atención en la Iglesia bizantina, donde se le recuerda en los días veinticuatro o veinticinco de agosto. Por su parte, el Martirologio Romano ha fijado de manera definitiva la celebración de su fiesta el día veinticinco de agosto.
A través de esta fecha, la Iglesia invita a los fieles a elevar una oración por aquellos que tienen la difícil tarea de guiar al pueblo de Dios, reconociendo en la vida de este patriarca la fragilidad humana frente a las presiones del mundo y la necesidad constante de buscar la reconciliación con la sede de Pedro. Su culto es, en esencia, un recordatorio de que la santidad no es la ausencia de errores, sino la capacidad de reconocerlos y volver siempre hacia la comunión con la Iglesia universal.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Mena?
San Mena è celebrato il ventiquattro o il venticinque agosto nella Chiesa bizantina e il venticinque agosto nel Martirologio Romano.
Di cosa è patrono San Mena?
Non sono menzionati patronati specifici nelle fonti storiche relative a San Mena.
En Constantinopla, san Mena, obispo, que fue ordenado por el papa san Agapito y, reconciliada la comunión por algún tiempo suspendida con el papa Vigilio, dedicó a la Sabiduría divina la gran iglesia edificada por el emperador Justiniano. — Martirologio Romano