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martes 25 de agosto 2026 · Santo del día

San Ludovico (Luis IX)

Rey de Francia

San Ludovico (Luis IX)

San Ludovico, conosciuto storicamente come il re Luigi IX di Francia, visse nel tredicesimo secolo e impiegò la sua esistenza terrena e il suo potere regale al servizio della fede attiva, della giustizia nel governo, dell'amore profondo per i poveri e di una straordinaria costanza nelle avversità. Nato a Poissy, ascese al trono in giovane età sotto la saggia e forte reggenza della madre Bianca di Castiglia, e seppe guidare la nazione attraverso un cammino di intenso rinnovamento morale, amministrativo e religioso, divenendo un punto di riferimento fondamentale per tutta la Cristianità.

Ricordato per la sua dedizione eroica alla Chiesa e per il culto appassionato delle reliquie della Passione, culminato nella costruzione della Sainte Chapelle, San Ludovico visse la propria vocazione regale come un impegno di santificazione personale e collettiva. Affrontò con coraggio le prove delle crociate e la prigionia, e concluse la sua vita terrena offrendo le proprie sofferenze nel campo di Tunisi. La Chiesa ne riconobbe la santità esemplare proclamandone la canonizzazione solenne, e la sua memoria liturgica si celebra il venticinque agosto.

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Los otros santos de hoy

San José de Calasanz

Sacerdote

San José de Calasanz, noto a Roma come Giuseppe Calasanzio, nacque a Peralta del Sal, in Aragona, il trentuno luglio 1558. Visse nel corso del diciassettesimo secolo e compì ottimi studi grazie al sostegno dei genitori facoltosi. Diventato sacerdote nel 1583, seppe farsi stimare dai vescovi che gli affidarono importanti incarichi. Nel 1592 ricevette il compito di recarsi a Roma per sbrigare alcune pratiche con la Santa Sede, un viaggio che si rivelò di sola andata e che segnò l'inizio della sua straordinaria missione dedicata ai più piccoli e bisognosi. Nei rioni popolari della città eterna, il sacerdote scoprì un universo giovanile segnato profondamente da miseria, ignoranza e criminalità. Di fronte a questa realtà, e ispirato anche dal Concilio di Trento che aveva favorito la nascita di scuole festive di catechismo, maturò in lui il progetto di salvare i giovani insegnando la fede, la morale e le scienze umane. Trasformando la scuola di Santa Dorotea nel 1597, diede vita alla prima vera scuola popolare d'Europa, introducendo un modello basato su lezioni quotidiane e gratuite, programmi graduati, classi successive ed esami.

La sua opera crebbe rapidamente e, per risolvere il problema degli insegnanti, fondò nel 1617 la Congregazione Paolina dei Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie, con l'approvazione di papa Paolo V. Nel 1622 papa Gregorio XV costituì gli Scolopi in Ordine Regolare con voti solenni e riconosciuta autorità. Nonostante le dure prove, le accuse e il momentaneo declassamento dell'Ordine, egli mantenne incrollabile la speranza, profetizzando la rinascita della sua opera. San José de Calasanz morì a Roma il 25 agosto 1648 all'età di novant'anni. I romani lo considerarono subito santo e la sua causa canonica portò alla canonizzazione nel 1767 da parte di papa Clemente XIII. Nel 1948 papa Pio XII lo proclamò Patrono davanti a Dio di tutte le scuole popolari cristiane del mondo, consacrando per sempre la sua dedizione all'educazione cristiana e civile dei giovani.

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San Severo de Agde

Abad

San Severo visse nel sesto secolo e compì un cammino di fede che lo condusse da Tiro, in Siria, fino alla Gallia narbonense, dove divenne il fondatore e primo abate del monastero di Agde. Nato in una famiglia benestante, lasciò la sua terra natale su una barca insieme ad alcuni servi, portando con sé tutte le ricchezze personali per compiere una missione evangelizzatrice e affidando interamente il viaggio alla Provvidenza. I venti guidarono la sua imbarcazione fino alla foce del fiume Hérault, in un luogo segnato dalle devastazioni di tre successive invasioni barbariche. Impietosito da tanta miseria, il santo decise di donare tutti i suoi averi al vescovo Betico affinché fossero impiegati per soccorrere i poveri e risollevare la città in rovina. La tradizione agiografica tramanda questi eventi attraverso un racconto tardivo, scritto forse nel sesto secolo da un monaco e caratterizzato da elementi leggendari.

Nel luogo in cui la barca era approdata, corrispondente all'attuale santuario della Madonna della Genouillade, San Severo fondò dapprima un eremo dedicato alla Vergine Maria e successivamente un convento nei pressi del quale sorge oggi la chiesa di Sant'Andrea. Sotto la sua guida come abate, la vita monastica fiorì e crebbe in modo straordinario, arrivando a raccogliere oltre trecentocinquanta monaci. Dopo la sua morte, avvenuta probabilmente nell'anno cinquecento tredici, le sue spoglie mortali trovarono accoglienza in un modesto edificio religioso anticamente noto come San Martino, sul sito dell'attuale chiesa dedicata al santo. Intorno alla metà del sesto secolo sorse un nuovo santuario che alimentò la devozione popolare. Nel corso dei secoli l'abbazia di Sant'Andrea conobbe importanti trasformazioni istituzionali, tra cui la cessione a San Vittore di Marsiglia e la successiva unione alla mensa capitolare di Sant'Etienne per volere di papa Adriano IV. Oggi la figura di San Severo continua a essere ricordata con profonda venerazione liturgica nei luoghi della sua missione.

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San Mena

Patriarca de Constantinopla

San Mena visse nel sesto secolo e svolse il suo ministero come vescovo e patriarca di Costantinopoli, guidando la Chiesa in un periodo di grandi complessità teologiche e politiche sotto l'impero di Giustiniano. Originario di Alessandria e già direttore dell'ospizio di Sansone, fu chiamato a reggere la sede patriarcale in un momento cruciale per la fede cristiana.

Il suo episcopato fu segnato da intensi eventi dottrinali, dal sinodo contro il monofisismo alla delicata questione dei Tre Capitoli, che lo portò a momenti di tensione e alla successiva riconciliazione con la Sede Apostolica. San Mena è ricordato per la sua dedizione alla Chiesa, per aver consacrato alla Sapienza divina la grande basilica edificata dall'imperatore a Costantinopoli e per la sua memoria liturgica celebrata il venticinque agosto.

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San Genesio de Arlés

Obispo y mártir

San Genesio di Arles è una figura luminosa della Chiesa antica, ricordata per la sua coraggiosa testimonianza di fede cristiana nel corso del quarto secolo. La recensione più antica degli Atti lo descrive come un indigeno della città di Arles, dove visse la sua giovinezza inserito nelle strutture della milizia civile e imperiale.

La sua memoria è giunta sino a noi attraverso preziose testimonianze letterarie e archeologiche che attestano un culto antichissimo e profondamente radicato nella Provenza. La sua vita fu segnata dalla decisione radicale di abbandonare l'incarico di notaio o stenografo allo scoppio della persecuzione, preferendo la fuga e il martirio al compromesso con l'ingiustizia.

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San Tomás Cantelupe

Obispo

San Tomás Cantelupe fue un insigne obispo, giurista y teólogo inglés del siglo XIII, recordado por su profunda piedad, su rigor intelectual y su firme defensa de los derechos de la Iglesia. Su vida estuvo marcada por una intensa actividad académica en Oxford y París, así como por importantes encargos políticos en una época de profundas turbulencias en Inglaterra, donde llegó a ser canciller del reino y del reino de Oxford.

Elegido obispo de Hereford, destacó como un pastor celoso y entregado a los pobres, combinando su alta posición en la corte del rey con una vida de austeridad y oración. Tras diversos conflictos eclesiásticos y un viaje a Italia para apelar ante el Papa, falleció en Montefiascone en 1282, siendo canonizado en 1317 por el papa Juan XXII tras numerosos milagros atribuidos a su intercesión.

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San Genesio de Brescello

San Genesio è profondamente venerato dalla comunità di Brescello, situata in provincia di Reggio Emilia, dove viene onorato come il primo e antico vescovo di quella terra. La tradizione legata alla sua figura si colloca storicamente tra la fine del quarto e gli inizi del quinto secolo, ponendolo spiritualmente accanto ad altri grandi vescovi santi dell'Emilia occidentale come Savino di Piacenza, Prospero di Reggio e Geminiano di Modena. Nonostante la fragilità delle fonti documentarie, la sua memoria riveste un significato spirituale duraturo per i fedeli locali, che continuano a riconoscerlo come guida celeste e protettore della propria comunità. La sua figura è indissolubilmente legata alle vicende storiche e religiose del territorio brescellese, dove la sua presenza spirituale ha segnato profondamente i secoli passati attraverso la costruzione di grandi monumenti di fede e la devozione popolare.

Il santo è ricordato in modo particolare per il ritrovamento delle sue reliquie, avvenuto in un'epoca di rinascita cittadina e celebrato con profonda devozione dai fedeli emiliani. Intorno alla sua figura sorsero imponenti istituzioni monastiche, sostenute da importanti figure storiche come la contessa Matilde e insignite dei privilegi dei pontefici romani. Sebbene la devozione non abbia varcato i confini territoriali di Brescello, essa si è conservata intatta nei secoli, tramandandosi di generazione in generazione fino ai giorni nostri. Oggi i fedeli si stringono attorno alla sua memoria liturgica con la medesima speranza che animava i costruttori della vecchia diocesi, affidandosi alla sua intercessione e custodendo con cura le sacre reliquie che testimoniano le radici cristiane di quella terra.

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San Genesio de Roma

Mártir

San Genesio de Roma fue un destacado actor teatral que vivió durante el tercer siglo. Su vida dio un giro definitivo cuando, mientras representaba una farsa sobre el sacramento del bautismo ante el público, experimentó una conversión profunda y sincera al cristianismo. Este acto marcó el inicio de un camino de fe que lo llevaría a dar testimonio de su amor por Dios ante las autoridades imperiales, enfrentando con valentía las consecuencias de su nueva convicción.

Es recordado hoy como un mártir que supo transformar su oficio en un acto de entrega total. Tras declarar públicamente su fe frente al emperador Diocleciano, sufrió diversos tormentos que culminaron en su ejecución por decapitación en Roma en el año trescientos tres. Su memoria permanece viva en la tradición de la Iglesia, especialmente entre aquellos que dedican su vida al arte dramático, quienes lo veneran como su protector y guía espiritual en la profesión.

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Beata María Troncatti

Religiosa

La Beata María Troncatti fue una insigne religiosa de la Congregación de las Hijas de María Auxiliadora cuya existencia se distinguió por una profunda y constante impronta de misionariedad vivida en total donación. Nacida en la provincia de Brescia y formada en el seno de una familia trabajadora y profundamente cristiana, supo responder desde temprana edad a la llamada del Señor con una fe viva y operante, superando con fortaleza los desafíos de su salud y los rigores de la formación religiosa.

Su ministerio se desplegó principalmente en las selvas de Ecuador, donde consagró cerca de medio siglo a la evangelización, a la promoción integral de la mujer shuar y a la asistencia médica y espiritual de indígenas y colonos. Conocida cariñosamente como madrecita o abuelita buena, entregó su vida como artífice de paz y reconciliación, culminando su fecunda trayectoria terrena con un trágico accidente aéreo tras haber ofrecido su propia vida por la concordia entre los pueblos.

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Santa Patricia de Constantinopla

Virgen

Santa Patrizia visse nel corso del settimo secolo ed è profondamente venerata dalla comunità cristiana, specialmente nella città di Napoli di cui è illustre compatrona. Le fonti storiche che riguardano la sua esistenza terrena risultano nel complesso scarse e intrise di elementi leggendari che tramandano la memoria di una donna interamente consacrata a Dio.

La sua figura spirituale continua a vivere attraverso la devozione dei fedeli, che nel corso dei secoli si sono raccolti in preghiera attorno alle sue reliquie. La tradizione custodisce il ricordo dei prodigi legati alla sua intercessione, rinnovando ogni settimana il legame di fede che unisce la santa alla cittadinanza.

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Beata María del Tránsito (Cabanillas) de Jesús Sacramentado

La Beata María del Tránsito, al secolo Maria del Transito Eugenia dei Dolori Cabanillas, nacque a Santa Leocadia, attuale Carlos Paz, nella provincia di Cordova in Argentina, il 15 agosto 1821. Vissuta nel corso del diciannovesimo secolo, si distinse profondamente per la sua intensa pietà, la particolare devozione verso l'Eucaristia e la generosa dedizione alle opere di misericordia a favore dei poveri, degli ammalati e dell'infanzia abbandonata.

Dopo aver percorso un complesso cammino di discernimento che la vide pellegrina in diversi istituti religiosi, fondò la Congregazione delle Suore Missionarie Francescane dell'Argentina, guidando il nuovo istituto con mirabile saggezza fino alla sua morte, avvenuta in Argentina il 25 agosto 1885. L'eroicità delle sue virtù è stata solennemente dichiarata da Papa Giovanni Paolo II il 28 giugno 1999.

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Beato Luis de la Consolata (Andrea Bordino)

Hermano cottolengo

Il Beato Luis de la Consolata, al secolo Andrea Bordino, nacque nel ventesimo secolo e visse un'intensa esistenza terrena durata cinquantacinque anni, segnata profondamente dalla drammatica esperienza della Seconda Guerra Mondiale in Russia e nella successiva prigionia in Siberia e in Uzbekistan. Uomo di fede incrollabile e di straordinaria umanità, seppe trasformare le sofferenze vissute accanto ai soldati morenti in una vocazione totale alla carità cristiana, consacrandosi interamente ai malati e ai disabili presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino.

Ricordato con profonda venerazione nel giorno della sua festa liturgica celebrata il venticinque agosto, fratel Luigi della Consolata è un luminoso esempio di dedizione silenziosa, operando come infermiere e pioniere tra i donatori di sangue. Affrontò la malattia terminale con esemplare serenità e spirito di benedizione, lasciando un'eredità di amore evangelico che fu solennemente riconosciuta con la beatificazione presieduta dal cardinale Angelo Amato in rappresentanza di Papa Francesco nello spazio antistante la chiesa del Santo Volto a Torino.

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Santi Julio y Hermete

Los santos Julio y Hermete son dos venerables mártires de los cuales existen poquísimas noticias históricas directas. Antiguamente, los fieles de la Diócesis Nomentana y de la ciudad sabina de Eretum rendían culto a su memoria, un testimonio que ha perdurado a través de los siglos gracias a la tradición manuscrita de la Iglesia.

Su recuerdo se conmemora litúrgicamente el día veinticinco de agosto, una fecha señalada en los antiguos testimonios litúrgicos. A pesar de la escasez de fuentes y de las confusiones en los textos antiguos, su figura permanece unida a los orígenes del cristianismo en la región romana y sabina.

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Sant' Eusebio de Roma

Mártir

Sant'Eusebio di Roma è un insigne martire della Chiesa antica, ricordato per la sua fedeltà incrollabile a Cristo insieme ai suoi compagni Ponziano, Vincenzo e Pellegrino. Vissuti a Roma nel secondo secolo, precisamente tra il 180 e il 192 al tempo dell'imperatore Commodo, essi scelsero di distribuire tutti i loro averi ai poveri per seguire rigorosamente i consigli evangelici. La loro testimonianza luminosa e il rifiuto del culto imposto dallo Stato segnarono profondamente la comunità cristiana dei primi tempi, lasciando un'eredità spirituale che attraversa i secoli attraverso la venerazione delle loro reliquie e la memoria liturgica fissata al venticinque agosto.

La tradizione e i resoconti storici ci restituiscono il profilo di uomini animati da una fede ferma, capaci di convertire chi li circondava persino durante le persecuzioni e le torture. La passio dei santi, pervenuta in varie redazioni e discussa nel corso del tempo dagli studiosi e dai Bollandisti, ha alimentato una devozione diffusa non solo a Roma, ma anche in diverse regioni d'Europa dove le reliquie furono traslate nel corso del Medioevo. La Chiesa continua a custodire la memoria di Sant'Eusebio come modello di coerenza evangelica e di suprema testimonianza di amore per Dio.

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Sant' Aredio de Limoges

Abad

Sant'Aredio de Limoges, conosciuto anche con i nomi di Aridio, Arigio e, in francese, come Yrièr, Yrieix, Héray, Ieairie e Séries, nacque nel primo quarto del sesto secolo, precisamente nel cinquecento venticinque, nella città di Limoges, nella Francia centrale. Era figlio dei nobili Giocondo e Pelagia. Ricevette la sua prima educazione dall'abate Sebastiano di Vigeois e, in gioventù, fu inviato presso la corte del re di Austrasia Teodeberto primo a Treviri, in Germania. In quel luogo ricoprì la carica di cancelliere e fu notato dal vescovo Nicezio, del quale divenne discepolo. Dopo la morte del re Teodeberto primo, avvenuta nel cinquecento quarantasette, e la successiva scomparsa del padre, Aredio scelse di dedicarsi alla vita ecclesiastica, ricevendo la tonsura e facendo ritorno a Limoges. Da quel momento impiegò la propria eredità per fondare chiese e ricercare reliquie, dando vita a un percorso di profonda dedizione spirituale che lo portò a fondare il monastero di Attane nella Haute-Vienne, nucleo originario della futura città di Saint-Yrieix.

L'abate Aredio è ricordato per la sua intensa opera di fondazione monastica, per la predicazione e per i numerosi pellegrinaggi compiuti a piedi verso le tombe dei santi, tra cui quella celebre di san Martino di Tours, documentata dagli scritti dello storico Gregorio di Tours. Durante la sua vita intrattenne legami significativi con importanti figure del suo tempo, come santa Radegonda e l'amico poeta Fortunato, morto nel cinquecento settantasei, oltre a prendere parte a una missione diplomatica presso il re d'Austrasia Gontrano Bosòne, morto nel cinquecento ottantasette. Sant'Aredio morì nel suo monastero di Attane il venticinque agosto del cinquecento novantuno. La sua opera è giunta sino a noi grazie alle preziose testimonianze dello storico Gregorio di Tours, vissuto tra il cinquecento trentotto e il cinquecento novantaquattro, e la sua memoria liturgica viene celebrata annualmente il venticinque agosto, come stabilito dal Martirologio Romano.

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Beato Miguel Carvalho

Sacerdote jesuita, fundador

El Beato Miguel Carvalho fue un distinguido sacerdote jesuita nacido en Braga, Portugal, en el año 1577. Su vida estuvo marcada por una profunda entrega misionera que lo llevó a recorrer diversos territorios, desde la India hasta tierras lejanas como la China, las Filipinas y finalmente el Japón, donde selló su testimonio de fe con el don supremo de su propia vida.

Es recordado hoy por su incansable labor evangelizadora y su valentía al enfrentar la persecución en tiempos difíciles para el cristianismo en el Extremo Oriente. Tras una vida dedicada a la enseñanza de la teología y al servicio pastoral, el Beato Miguel Carvalho es venerado como un modelo de fidelidad a la vocación sacerdotal, habiendo sido proclamado Beato por el Papa Pío Noveno en el año 1867, en reconocimiento a su firmeza frente al martirio.

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Beato Paolo Giovanni Charles

Sacerdote y mártir

El Beato Paolo Giovanni Charles fue un sacerdote ejemplar que vivió su ministerio durante los años turbulentos del siglo dieciocho. Su vida estuvo marcada por una profunda fidelidad a su vocación, desempeñándose como prior en la comunidad de Sept-Fons durante los momentos más difíciles de la Revolución francesa. Su testimonio de fe, firme y sereno, lo llevó a afrontar el sufrimiento con una entrega absoluta al servicio de Dios y de su Iglesia, convirtiéndose en un modelo de fortaleza para todos los creyentes.

Es recordado hoy como un mártir de la fe, habiendo entregado su vida tras un tiempo de dura cautividad por negarse a renunciar a sus convicciones religiosas. Su sacrificio fue reconocido oficialmente por la Iglesia cuando el Papa Juan Pablo Segundo procedió a su beatificación en el año mil novecientos noventa y cinco. Su historia nos invita a reflexionar sobre la importancia de la coherencia en la fe, incluso en medio de las pruebas más severas que el mundo pueda presentar a quienes siguen el camino del Evangelio.

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Beato Alessandro Dordi

Sacerdote misionero, mártir

Il Beato Alessandro Dordi, conosciuto affettuosamente come don Sandro, nacque a Gromo San Marino nel gennaio del 1931 ed è stato un sacerdote missionario e martire della fede. Cresciuto in una famiglia numerosa e profondamente credente tra le montagne della val Seriana, maturò presto la vocazione al sacerdozio ed entrò nella Comunità Missionaria del Paradiso, ricevendo l'ordinazione nel 1954 per l'imposizione delle mani del vescovo Adriano Bernareggi. La sua vita fu interamente spesa al servizio degli ultimi, dapprima nelle terre italiane colpite dalle difficoltà, poi tra gli emigrati in Svizzera e infine tra le popolazioni più povere e dimenticate del Perù.

Uomo generoso, sbrigativo e senza fronzoli, non temeva il lavoro manuale e viveva con estrema sobrietà, facendosi prossimo ai parrocchiani come servo e amico. Assegnato alla vasta parrocchia del Señor Crucificado nella diocesi di Chimbote, seppe unire l'annuncio del Vangelo a concrete opere di promozione umana, educativa e sanitaria, difendendo la dignità delle famiglie e delle donne. Consapevole dei gravi pericoli legati alla violenza dei guerriglieri di Sendero Luminoso, scelse di non abbandonare il suo gregge e fu ucciso in un agguato il 25 agosto 1991. Riconosciuto ufficialmente come martire della fede, è stato beatificato il 5 dicembre 2015, primo sacerdote diocesano fidei donum a ricevere tale riconoscimento.

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Beato Fermín Martorell Vies

Sacerdote y mártir

El beato Fermín Martorell Vies fue un sacerdote español del siglo veinte, cuya vida estuvo dedicada al servicio de la Iglesia y a la formación de las nuevas generaciones. Nacido en Margalef de Tarragona en el año 1879, consagró su existencia a la Congregación de los Hijos de la Sagrada Familia, institución a la que ingresó siendo un joven de dieciséis años. Su ministerio sacerdotal, iniciado en Vic en 1905, se desarrolló con entrega constante en diversas localidades, destacando especialmente su labor docente y pastoral en la escuela de San Pedro Apóstol en Reus.

Es recordado hoy como un mártir de la fe, quien sostuvo su integridad espiritual hasta el sacrificio supremo. Tras ser detenido en el convulso verano de 1936 y permanecer cautivo en la nave prisión Río Segre, fue ejecutado en Viladestami el 25 de agosto de ese mismo año. Su memoria permanece viva en la Iglesia como testimonio de fidelidad al Evangelio, siendo beatificado por el Papa Francisco el 13 de octubre de 2013, junto a otros mártires de la guerra civil española, como un modelo de fortaleza cristiana ante la adversidad.

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Beato Eduardo Cabanach Majem

Sacerdote y mártir

El beato Eduardo Cabanach Majem nació el treinta y uno de diciembre de 1908 en Bellmunt, en la provincia de Tarragona, y fue bautizado el seis de enero de 1909 en la iglesia parroquial de Santa Lucía. Creció con una sólida formación cristiana y consagró su vida a Dios como sacerdote de la congregación de los Religiosos Hijos de la Sacra Família, fundada por San José Manyanet en 1864 con el propósito de difundir la devoción a la Sagrada Familia y la formación cristiana mediante la educación católica de los jóvenes. Durante su juventud y ministerio, destacó por su entrega en la enseñanza, su profunda piedad personal, su ferviente devoción mariana y eucarística, y su constante labor en favor de las vocaciones sacerdotales y religiosas junto a su hermano padre Ramón.

Sorprendido por la guerra civil española en 1936 mientras se encontraba en la escuela de San Pedro Apóstol de Reus, fue arrestado llevando consigo únicamente su breviario y su rosario, objetos que utilizó para sostener su fe y la de sus compañeros durante el cautiverio en las prisiones de Reus, Tarragona y en Rio Segre. Fue martirizado en Pujada de Vilardida el veinticinco de agosto de 1936, a la edad de veintisiete años, entregando su vida junto a otras dieciséis personas, incluido su hermano Ramón. Su testimonio de fidelidad al Evangelio fue reconocido oficialmente cuando Papa Benedetto XVI autorizó el decreto del martirio y, posteriormente, fue beatificado el trece de octubre de 2013 en Tarragona en una ceremonia presidida por el Cardinale Angelo Amato, delegado de Papa Francesco, dentro de un grupo de quinientas veintidós personas martirizadas por odio a la fe.

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Beato Ramón Cabanach Majem

Sacerdote y mártir

El Beato Ramón Cabanach Majem nació en Barcellona el 22 septiembre 1911 y entregó su vida como sacerdote y mártir en el siglo XX, sellando su testimonio de fe en Villa-Rodona el 25 agosto 1936, a la edad de veinticinco años y con nueve de profesión religiosa. Su camino terrenal estuvo marcado por una profunda entrega a Dios, cultivada desde la infancia y desarrollada dentro de la Congregación de los Religiosos Hijos de la Sagrada Familia, fundada por San Giuseppe Manyanet en 1864 con el propósito de difundir la devoción a la Sagrada Familia y la formación cristiana mediante la educación católica de fanciullas, fanciulli y jóvenes. Ordenado sacerdote en 1934, vivió su ministerio con nobleza de ánimo, amor por la Eucaristía, intensa piedad, laboriosidad y sinceridad.

Es recordado y venerado en la Iglesia por haber permanecido firme en su fe durante la persecución religiosa desatada con la revolución, momento en el cual protegió el Santissimo Sacramento antes de sufrir la captura y el martirio junto a su hermano Eduardo y otras diecisiete personas. Su memoria luminosa fue reconocida oficialmente por la Iglesia cuando el 10 mayo 2012 Papa Benedetto XVI autorizó la promulgación del decreto del martirio, y posteriormente el 13 octubre 2013 se celebró el rito de la beatificación en Tarragona, presidido por el Cardenal Angelo Amato como delegado de Papa Francesco, dentro de un grupo de quinientas veintidós personas martirizadas en odio a la fe durante la guerra civil española.

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Santi Antoniano y Astanzio de Vigonzone

Mártires

Los santos Antoniano y Astanzio son dos venerados mártires cuyas vidas y testimonios han dejado una huella profunda en la historia de la Iglesia. La tradición sitúa el nacimiento de ambos en el año 1000 en Vigonzone, una localidad que antiguamente pertenecía al territorio y a la diócesis de Milán y que hoy se encuentra en la provincia de Pavía. Aunque no existe certeza de que fueran hermanos de sangre, las fuentes destacan que eran indudablemente hermanos en la fe y en la caridade, educados en familias caracterizadas por una profunda convicción religiosa, comparable a la de los santos Gervasio y Protasio. Su camino espiritual y su compromiso eclesial los llevaron a formar parte del ejército del arzobispo de Milán, Ariberto, participando activamente en la lucha contra las herejías que amenazaban a la comunidad cristiana. Tras la muerte de Ariberto y la llegada de su sucesor Giudone, quien favoreció las represalias heréticas, los santos mantuvieron firme su testimonio hasta el martirio, socorriendo a dos amigos en Porta Romana para defender una iglesia de la profanación.

A lo largo de los siglos, la memoria de su entrega ha sido recordada con devoción, atravesando periodos de olvido y posteriores renacimientos cultuales, como el impulso vivido en el año 1151 y el posterior reconocimiento oficial otorgado por Papa Eugenio III en 1185. Sus sagrados restos recorrieron un camino itinerante entre la iglesia de San Dionigi, Vigonzone, la iglesia de San Satiro en Milán y un regreso definitivo a su tierra natal en 1802. Hoy en día, los fieles los recuerdan litúrgicamente el 25 agosto, honrándolos como insignes protectores y modelos de solidaridad cristiana, especialmente invocados para custodiar la saldezza de las amistades y llevar la concordia y la paz al seno de las familias.

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San Geroncio

Obispo

En Santiponce, cerca de Sevilla, en Andalucía, España, san Geroncio, obispo, de quien se dice que murió en la cárcel.

San Gregorio de Utrecht

Abad

En Utrecht, en Austrasia, en el territorio de la actual Holanda, san Gregorio, abad, que, aún adolescente, siguió desde el principio a san Bonifacio en su camino para la conversión de Hesse y Turingia y, precisamente por su mandato, rigió después como abad el monasterio de San Martín y gobernó la Iglesia de Utrecht.

Sant' Erminia (Ermina)

Venerada en Reims

San Peregrino

Mártir

En Roma, en el sexto miglio de la vía Aurelia, deposición de los santos Eusebio, Ponciano, Vicente y Peregrino, mártires.

Beato Pedro Vázquez

Mártir

En Shimabara, Japón, beatos mártires Miguel Carvalho, de la Compañía de Jesús, Pedro Vázquez de la Orden de los Predicadores, Ludovico Sotelo y Ludovico Sasanda, sacerdotes, y Ludovico Baba, religioso de la Orden de los Hermanos Menores, quemados vivos por su fe en Cristo.

Sant' Ebba de Coldingham

Princesa, abadesa

Beato Luigi Urbano Lanaspa

Sacerdote dominico, mártir

En Valencia en España, beato Luigi Urbano Lanaspa, sacerdote de la Orden de Predicadores y mártir, que afrontó la gloriosa prueba por Cristo.

Sant' Edberto (Egberto)

Rey de Northumberland

Beato Pedro de Calidis

Mercedario

Beato Francisco Llach Candell

Sacerdote y mártir

Beato Luis Almécija Lázaro

Sacerdote y mártir

Del Martirologio Romano

San Luis IX, rey de Francia, que la fe activa sea en tiempo de paz sea en el curso de las guerras emprendidas para la defensa de los cristianos, la justicia en el gobierno, el amor hacia los pobres y la constancia en las adversidades lo hicieron célebre. Unido en matrimonio, tuvo once hijos que educó óptimamente y en la piedad. Para honrar la cruz, la corona de espinas y el sepulcro del Señor empeñó medios, fuerzas y la vida misma. Murió cerca de Túnez sobre la costa de África septentrional golpeado por la peste en su acampamento. — Martirologio Romano