24 de diciembre
San Gregorio de Spoleto
Mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La passio e il martirio a Spoleto
Una passio racconta che Gregorio, sacerdote di Spoleto, fu denunziato per la sua fede e per il suo proselitismo. Gregorio subì il martirio nella propria città di Spoleto sotto Diocleziano. Nella narrazione della passio si susseguono interrogatori, vari supplizi, miracoli e visioni. Il santo fu sepolto il ventitré dicembre vicino alle mura della città presso un ponte di pietra. La sepoltura fu operata da una pia donna di nome Abbondanza.
Analisi critica e ipotesi di identificazione
La passio di Gregorio di Spoleto è giudicata priva di ogni valore storico per via dei nomi inventati, dei luoghi comuni dell'interrogatorio, dei supplizi classici, del meraviglioso e dello stile affettato. Il santo è sconosciuto a tutte le fonti agiografiche anteriori ad Adone. Adone conosce il santo esclusivamente attraverso la passio. Delehaye, seguito da Lanzoni, avanzò l'ipotesi che Gregorio di Spoleto debba identificarsi con Gregorio di Lilibeo. L'unico argomento a favore di questa identificazione è che sia il martire di Lilibeo sia quello di Spoleto furono uccisi sotto un tiranno di nome Tircano. Nella Vita di san Gregorio di Agrigento, unica fonte per Gregorio di Lilibeo scritta da Leonzio abate di San Saba di Roma verso la fine del settimo secolo, si narra che un santo fu gettato nella prigione dove era stato rinchiuso Gregorio di Lilibeo, il quale vi aveva subito il martirio per opera del tiranno Tircano. L'autore della passio di Gregorio di Spoleto voleva celebrare san Gregorio di Lilibeo trasportandolo a Spoleto, secondo i metodi arbitrari degli agiografi del tempo. Lanzoni sostiene che la passio di Gregorio di Spoleto fu composta tra la fine del quinto e il principio del sesto secolo. Il preteso plagio diventa problematico se la Vita di Gregorio di Agrigento fu composta alla fine del settimo secolo. I commentatori del Martirologio Romano scrivono che si tratta di una congettura che richiede prove più certe e che questo Gregorio non sarebbe altro che il vescovo Gregorio di Lilibaceo venerato dai spoletani.
Diffusione del culto e riscontri nei martirologi
Delehaye studiò una passio di san Giorgio di Lydda conservata nel manoscritto tremila settecentottantanove della Biblioteca Nazionale di Parigi in cui l'agiografo copiò la passio di san Gregorio di Spoleto cambiando i nomi e la data. Gregorio di Spoleto fu accolto da Adone nel suo martirologio al ventiquattro dicembre. Dal martirologio di Adone il santo passò in Usuardo e tramite questi nel Martirologio Romano sempre alla data del ventiquattro dicembre. Nel Sacramentario Leoniano alle date del ventitré aprile e del ventiquattro novembre è ricordato un martire di nome Gregorio venerato a Roma. Alcuni studiosi pensarono che il martire del Sacramentario Leoniano fosse Gregorio di Spoleto. In realtà il martire ricordato in quei giorni nel Sacramentario Leoniano è san Giorgio di Lydda, festeggiato a Roma in quei giorni da alcuni codici del Geronimiano.
La traslazione delle reliquie e l'iconografia a Colonia
Nel secolo decimo san Bruno, arcivescovo di Colonia, trasferì le reliquie di Gregorio nel duomo della sua città. Il trasferimento delle reliquie a Colonia diede origine a una iconografia esclusivamente locale. Nelle scarse figure del santo, come la vetrata trecentesca del duomo e il frontespizio del Messale di Colonia, Gregorio è raffigurato in abiti sacerdotali. Nelle rappresentazioni artistiche di Colonia il santo reca in mano un libro, la palma del martirio e la spada con la quale venne decapitato.
La vida y el testimonio
La trayectoria de San Gregorio de Spoleto se sitúa en el marco de una época marcada por desafíos significativos para la Iglesia. Como sacerdote, dedicó su vida al ministerio y a la difusión del mensaje cristiano. Su labor pastoral, caracterizada por el proselitismo activo y la defensa de su fe, lo llevó a ser denunciado bajo el mandato del emperador Diocleciano, periodo en el cual los cristianos sufrieron una intensa persecución. A pesar de las presiones recibidas, se mantuvo firme en sus convicciones, demostrando una entereza espiritual que desafió las estructuras de su tiempo.
El desenlace de su vida terrenal ocurrió en la ciudad de Spoleto, donde sufrió el martirio por decapitación. Tras el suceso, su cuerpo fue acogido y sepultado con devoción cerca de las murallas de la ciudad por una mujer llamada Abbondanza, quien aseguró que sus restos descansaran en un lugar digno. Este gesto de piedad permitió que, con el paso del tiempo, el recuerdo de su sacrificio fuera transmitido de generación en generación. La historia de San Gregorio es un testimonio elocuente de cómo la entrega de un solo hombre puede trascender las fronteras del tiempo, inspirando a la comunidad creyente a mantener viva la llama de la esperanza y el compromiso con el Evangelio, incluso en los contextos más hostiles.
El culto y la memoria
La veneración a San Gregorio de Spoleto ha perdurado a lo largo de los siglos, encontrando un lugar destacado en el Martirologio Romano. Su memoria se mantiene presente no solo en la ciudad donde entregó su vida, sino también en otros lugares donde su legado ha llegado a través de la tradición de sus reliquias. Un episodio significativo en la historia de su culto ocurrió en el décimo siglo, cuando Bruno, arzobispo de Colonia, realizó el traslado de las sagradas reliquias hacia Colonia. Este acontecimiento permitió que el culto al mártir se extendiera geográficamente, consolidando su figura como un modelo de santidad reconocido más allá de sus tierras originales.
Hoy en día, su legado se honra con sencillez y sobriedad, recordando su sacrificio como una ofrenda de amor a Dios. Los fieles encuentran en San Gregorio un intercesor que, desde la luz de la vida eterna, acompaña el camino de quienes buscan vivir su fe con autenticidad y valentía. Su historia es una invitación constante a recordar que el testimonio de vida es el lenguaje más elocuente del amor cristiano.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Gregorio de Spoleto?
La sepoltura del santo è ricordata il ventitré dicembre, mentre nei martirologi la sua memoria liturgica si celebra il ventiquattro dicembre.