San Delfino visse tra il quarto e il quinto secolo e guidò la Chiesa di Bordeaux come primo vescovo attestato con certezza dopo Orientale. La sua figura emerge con chiarezza attraverso le testimonianze della Cronaca di Sulpizio Severo, le lettere di Paolino di Nola, un biglietto di Ambrogio di Milano e l'Epitoma Chronicon di Prospero di Aquitania. L'inizio del suo episcopato fu profondamente turbato dalle controversie priscillianiste, un movimento eretico che trovò forti echi in Aquitania grazie alla protezione di Eucrozia e di sua figlia Procula. In quel periodo di forti tensioni, segnato anche da sommosse cruente causate da accese passioni religiose in coincidenza con il passaggio di Priscilliano e dei suoi discepoli Instanzio e Salviano, il vescovo si adoperò strenuamente per combattere l'eresia. La sua azione pastorale portò a progressi molto importanti nella cristianizzazione della diocesi, tanto che a partire dall'anno 400 quasi tutte le iscrizioni e i monumenti locali recavano formule e simboli cristiani. Delfino godette di un prestigio considerevole che sorpassava ampiamente i limiti della sua diocesi, cementando legami di intima familiarità con figure eminenti della Chiesa del tempo come il vecchio vescovo Febadio di Agen e Ambrogio di Milano, con cui mantenne una corrispondenza regolare.
Tra le opere spirituali più rilevanti del suo episcopato spicca il battesimo impartito a Paolino, futuro vescovo di Nola, avvenuto un po' prima dell'anno 389. San Delfino ispirò in Paolino l'amore per l'ascetismo e fu da lui considerato come un vero e proprio padre spirituale, legato da un affetto che rimase saldo anche dopo la partenza del discepolo da Bordeaux. Non ci è pervenuta alcuna opera scritta direttamente dal vescovo e le sue risposte epistolari a Paolino sono andate perdute, ma restano cinque lettere indirizzate da Paolino a Delfino, scritte tra il 393 e il 401, oltre ad altre andate perdute. San Delfino morì tra il quarto e il quinto secolo, precisamente tra il 401 e il 403, e già nel 404 era considerato un santo protettore, come testimoniano i versi scritti da Paolino per celebrarne il grande prestigio. Sebbene non si trovi alcuna menzione del suo nome nei martirologi antichi e non esistano leggende sul suo conto, la memoria liturgica di San Delfino si celebra attualmente il trenta dicembre nella diocesi di Bordeaux e il ventiquattro dicembre nel Martirologio Romano. Dopo la sua morte, la guida della comunità fu affidata al prete Amando, che era legato strettamente con Paolino di Nola, mentre oggi la cittadina di Saint Delphin presso Bordeaux, situata nel decanato di Pessac, conta più di ottomila anime.