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jueves 24 de diciembre 2026 · Santo del día

San Delfín de Burdeos

Obispo

San Delfín de Burdeos

San Delfino visse tra il quarto e il quinto secolo e guidò la Chiesa di Bordeaux come primo vescovo attestato con certezza dopo Orientale. La sua figura emerge con chiarezza attraverso le testimonianze della Cronaca di Sulpizio Severo, le lettere di Paolino di Nola, un biglietto di Ambrogio di Milano e l'Epitoma Chronicon di Prospero di Aquitania. L'inizio del suo episcopato fu profondamente turbato dalle controversie priscillianiste, un movimento eretico che trovò forti echi in Aquitania grazie alla protezione di Eucrozia e di sua figlia Procula. In quel periodo di forti tensioni, segnato anche da sommosse cruente causate da accese passioni religiose in coincidenza con il passaggio di Priscilliano e dei suoi discepoli Instanzio e Salviano, il vescovo si adoperò strenuamente per combattere l'eresia. La sua azione pastorale portò a progressi molto importanti nella cristianizzazione della diocesi, tanto che a partire dall'anno 400 quasi tutte le iscrizioni e i monumenti locali recavano formule e simboli cristiani. Delfino godette di un prestigio considerevole che sorpassava ampiamente i limiti della sua diocesi, cementando legami di intima familiarità con figure eminenti della Chiesa del tempo come il vecchio vescovo Febadio di Agen e Ambrogio di Milano, con cui mantenne una corrispondenza regolare.

Tra le opere spirituali più rilevanti del suo episcopato spicca il battesimo impartito a Paolino, futuro vescovo di Nola, avvenuto un po' prima dell'anno 389. San Delfino ispirò in Paolino l'amore per l'ascetismo e fu da lui considerato come un vero e proprio padre spirituale, legato da un affetto che rimase saldo anche dopo la partenza del discepolo da Bordeaux. Non ci è pervenuta alcuna opera scritta direttamente dal vescovo e le sue risposte epistolari a Paolino sono andate perdute, ma restano cinque lettere indirizzate da Paolino a Delfino, scritte tra il 393 e il 401, oltre ad altre andate perdute. San Delfino morì tra il quarto e il quinto secolo, precisamente tra il 401 e il 403, e già nel 404 era considerato un santo protettore, come testimoniano i versi scritti da Paolino per celebrarne il grande prestigio. Sebbene non si trovi alcuna menzione del suo nome nei martirologi antichi e non esistano leggende sul suo conto, la memoria liturgica di San Delfino si celebra attualmente il trenta dicembre nella diocesi di Bordeaux e il ventiquattro dicembre nel Martirologio Romano. Dopo la sua morte, la guida della comunità fu affidata al prete Amando, che era legato strettamente con Paolino di Nola, mentre oggi la cittadina di Saint Delphin presso Bordeaux, situata nel decanato di Pessac, conta più di ottomila anime.

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Los otros santos de hoy

Beato Bartolomé María Dal Monte

Sacerdote y fundador

El Beato Bartolomé María Dal Monte fue un sacerdote ejemplar nacido en Bolonia en el siglo dieciocho. Su vida estuvo marcada por una profunda entrega a la evangelización, dedicando sus años a llevar la palabra de Dios a numerosos rincones de Italia. Su legado principal es la fundación de la Pia Opera delle Missioni, una institución concebida para fortalecer la fe del pueblo a través de la predicación constante y el celo apostólico.

Es recordado hoy con gratitud por su incansable labor misionera, que se extendió a lo largo de veintiséis años de ininterrumpido servicio. El Beato Bartolomé María Dal Monte no solo se preocupó por la formación espiritual de los fieles, sino que también dedicó su sabiduría a la guía del clero, dejando una huella indeleble en la Iglesia de su tiempo. Su beatificación, proclamada por el Papa Juan Pablo Segundo, confirma la santidad de un hombre que consumió su existencia en la misión de anunciar el Evangelio con humildad y perseverancia.

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Santi Antepasados de Jesús

La Chiesa celebra con profonda devozione la memoria dei Santi Antepasados de Jesús nel giorno della vigilia del Natale. Questa ricorrenza solenne non si riferisce a una singola figura storica, bensì all'intera stirpe di uomini e donne che, attraverso le generazioni, hanno preparato il cammino verso l'incarnazione del Verbo. È un momento di riflessione sulla storia della salvezza che si intreccia con le vicende umane, riconoscendo in ogni nome elencato nelle Scritture un anello fondamentale di una catena che giunge fino a Giuseppe, lo sposo di Maria.

Siamo chiamati a ricordare questa genealogia biblica che parte da Abramo per giungere al compimento della promessa. Tale memoria è profondamente radicata nella tradizione cristiana, dove l'albero di Iesse ne costituisce la rappresentazione artistica più luminosa: un tronco che si eleva attraverso i secoli per offrire, alla sua sommità, il frutto benedetto che è Cristo. Celebrare questi antenati significa accogliere con gratitudine la fedeltà di Dio, che ha guidato il suo popolo attraverso la storia, preparando il cuore dell'umanità ad accogliere il Salvatore che nasce per noi.

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Sant' Adela de Pfalzel

Abadesa benedictina

Sant'Adela de Pfalzel visse durante l'ottavo secolo e il suo nome si lega profondamente alla storia monastica della Renania e alla diffusione del cristianesimo. La tradizione narra che fosse rimasta vedova prima di compiere la scelta di consacrazione che la condusse a fondare il monastero benedettino di Pfalzel presso Treviri, struttura che seguiva la stessa regola dei monasteri di Ohren e di Nivelles. La sua figura è stata oggetto di complesse identificazioni storiche: gli studiosi la riconoscono nell'abbadessa Adola, destinataria di una lettera dell'abbadessa Elfled di Streaneshalch, e in Adula, definita religiosa matrona nobilis, la cui presenza a Nivelles è documentata al diciassette marzo del seicentonovanduno, occasione in cui il figlioletto fu salvato da un prodigioso annegamento. Rimangono invece prive di riscontri certi o smentite le ipotesi che la vorrebbero figlia di Dagoberto II e sorella di santa Irmina, così come non è ritenuto genuino il documento denominato testamentum Adulae, e resta poco sicura l'identificazione con Attala, figlia di santa Irmina. Nonostante Mabillon nutrisse alcune riserve sulla sua santità, la memoria di sant'Adela possiede antichissime attestazioni ed è celebrata con un radicato culto locale e popolare il diciotto e soprattutto il ventiquattro dicembre, spesso insieme a santa Irmina, con la quale condivide la luminosità della testimonianza cristiana a prescindere dal legame di parentela.

La sua opera di educatrice e fondatrice si intrecciò con il cammino del grande apostolo della Germania, il missionario inglese san Bonifacio, il quale predicò il vangelo in Frisia nella prima metà dell'ottavo secolo. Durante un viaggio dalla Frisia alla Renania, san Bonifacio fu accolto come ospite nel monastero di Pfalzel, retto proprio da sant'Adela, la quale portò con sé il nipotino san Gregorio di Utrecht, da lei educato. Ascoltando le parole ammirevoli con cui il santo missionario espose le verità evangeliche, il giovane Gregorio decise di seguirlo, divenendo in seguito uno dei suoi discepoli più zelanti. La morte di sant'Adela avvenne intorno al settecentotrenta e la sua sepoltura ebbe luogo nel proprio monastero, come tramandato da un lezionario medievale proveniente da Schorn nel quale si legge che la santissima Adela, piena di giorni, migrò verso Cristo. Le sue reliquie furono oggetto di successive vicende conservative: nel diciottocentonove il sepolcro fu rimosso e la cassa portata nella chiesa parrocchiale di San Martino, mentre nell'apertura avvenuta nel diciottocento sessantotto vi furono rinvenuti soltanto una copia del testamento e un verbale dell'epoca precedente. Ulteriori scoperte si verificarono nel diciannovestrecentotre con il ritrovamento della tavola di piombo della traslazione del milleduecentosette e del coperchio originario dietro l'altare maggiore, e nel diciannovestrecentotrentatré, quando vennero alla luce la testa e le ossa della santa, nascoste sotto lo stesso altare.

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Santa Tarsilia (o Tarsilla)

Santa Tarsilia fu una figura di esemplare dedizione spirituale vissuta a Roma durante il sesto secolo. Nata in una nobile famiglia romana, è ricordata dalla tradizione cristiana come zia paterna di Papa Gregorio Magno, al quale trasmise, insieme alla sorella Emiliana, l'esempio di una vita interamente consacrata al Signore. La sua esistenza si distinse per la scelta consapevole della verginità e per un profondo impegno nella vita monastica comunitaria, vissuta nel cuore della città eterna con sobrietà e fermezza.

La memoria di Santa Tarsilia rimane viva nel Martirologio Romano come testimonianza di una fede vissuta nell'umiltà e nel silenzio. La sua vita, giunta al termine poco prima della solennità del Natale, continua a essere un punto di riferimento per chi ricerca la santità nella quotidianità. La sua eredità spirituale è indissolubilmente legata a quella della sorella Emiliana, con la quale condivise il cammino di perfezione cristiana, lasciando un'impronta indelebile nella storia della Chiesa romana di quel tempo.

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San Gregorio de Spoleto

Mártir

San Gregorio de Spoleto è ricordato nella tradizione cristiana come un sacerdote che visse la sua dedizione alla fede fino alla testimonianza suprema del martirio nella città umbra. La sua figura è giunta ai posteri attraverso una passio antica, un testo letterario che intreccia interrogatori, visioni e prodigi, inserito poi nei martirologi storici d'Occidente e celebrato il ventiquattro dicembre. Sebbene la critica agiografica moderna ne ridimensioni il valore strettamente storico, il culto di San Gregorio ha lasciato tracce profonde nella devozione e nell'arte sacra, estendendosi fino alla città di Colonia, dove le sue reliquie furono solennemente traslate nel secolo X.

La memoria di questo sacerdote spoletino invita i fedeli a riflettere sulla costanza nella fede e sulla trasmissione della testimonianza cristiana attraverso i secoli. Attraverso le complesse vicende delle fonti agiografiche e la successiva fioritura di una specifica iconografia locale nel duomo di Colonia, la figura di San Gregorio continua a parlare alle comunità ecclesiali. La sua memoria liturgica, radicata nella tradizione della Chiesa, offre l'occasione per rinnovare l'affidamento alla protezione dei santi e per meditare sul mistero della testimonianza resa nel nome del Signore.

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Santa Paola Elisabetta (Costanza) Cerioli

Viuda y fundadora

Santa Paola Elisabetta Cerioli, nata Costanza Cerioli, è una figura luminosa del diciannovesimo secolo, ricordata per aver trasformato il dolore personale in un dono fecondo per la Chiesa e per i più bisognosi. Nata a Soncino nel 1816, visse un percorso esistenziale segnato da prove profonde, tra cui la prematura scomparsa dei suoi quattro figli e la perdita del marito Gaetano Busecchi, sposato nel 1835. Nonostante la sofferenza, seppe accogliere la volontà divina con fede incrollabile, dedicando la propria esistenza alla cura degli ultimi e alla formazione cristiana dei giovani.

La sua memoria è oggi venerata per il coraggio profetico dimostrato nel fondare, nel 1856, l'Istituto delle Suore della Sacra Famiglia e, nel 1863, la Congregazione dei Padri della Sacra Famiglia. Queste realtà apostoliche, nate tra Alzano Lombardo, Bergamo e Comonte di Seriate, continuano ancora oggi a testimoniare il suo impegno per le famiglie e per l'educazione. Canonizzata da San Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004, Santa Paola Elisabetta rimane un modello di carità operosa, capace di trasformare il lutto in una sorgente di speranza per gli orfani e per i figli dei contadini, consegnando al mondo una eredità spirituale di straordinaria attualità.

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San Metrobio venerado en Malesco

Mártir

San Metrobio è una figura di fede antica, la cui memoria attraversa i secoli unendo la città di Roma alla comunità di Malesco. Vissuto nel corso del terzo secolo, questo giovane laico ha testimoniato la propria dedizione cristiana fino al sacrificio estremo, concludendo il suo cammino terreno a Roma all'età di ventisette anni. La sua figura è avvolta nel silenzio dei martiri della Chiesa primitiva, la cui esistenza rimane inscritta nel mistero della comunione dei santi.

La memoria di San Metrobio è oggi particolarmente viva nel piccolo centro di Malesco, dove le sue reliquie furono solennemente traslate nel milleseicentosettantatré. Sebbene in passato sia stato erroneamente identificato come un martire di Tripoli, la tradizione locale lo custodisce come un protettore caro e familiare. Egli viene ricordato come un esempio di giovinezza spesa con integrità, la cui presenza spirituale continua a invitare i fedeli alla riflessione sulla fedeltà ai propri ideali, rendendolo un punto di riferimento saldo per la comunità che ne custodisce le spoglie con devozione.

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San Jacobo

Patriarca

San Jacobo, conocido en las Sagradas Escrituras como el patriarca Giacobbe, fue uno de los grandes pilares de la historia sagrada en el segundo milenio antes de Cristo. Su nombre deriva de una expresión que significa aferrar por el calcagno o soppiantare, debido al gesto con el que nació tomando el talón de su hermano gemelo Esaù. La tradición y el relato bíblico contenido en la Genesi narran su compleja existencia, marcada por tensiones familiares, astucias humanas y profundas experiencias de encuentro con Dios.

A lo largo de su vida en la Terra di Canaan, en Paddan-Aram y finalmente en Egipto, San Jacobo experimentó la misericordia divina y cumplió un destino fundamental para la historia de la salvación. Es recordado con profunda devoción en las Iglesias cristianas durante el periodo de l'Avvento y especialmente el ventiquattro de diciembre en el Martirologio Romano, como uno de los santos y justos antecesores de Cristo.

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San Jesé

Patriarca, padre del rey David

San Jesé, figura eminente dell'undicesimo secolo avanti Cristo, è ricordato nella tradizione biblica come un uomo laico di Betlemme, la cui vita si intreccia profondamente con la storia della salvezza. Egli è noto principalmente per essere stato il padre di otto figli, tra i quali spicca il re Davide, figura centrale della regalità in Israele e antenato terreno di Gesù Cristo.

La memoria di San Jesé non è legata a gesta di potere, ma alla sua dedizione familiare e alla sua obbedienza ai disegni divini. Egli fu testimone dell'unzione di suo figlio Davide da parte del profeta Samuele, un evento che segnò il destino di Israele. La sua sollecitudine di padre si manifestò con chiarezza quando, per sottrarre il giovane Davide alle minacce del re Saul, non esitò a condurlo presso il re di Moab, cercando per lui un rifugio sicuro. La sua presenza nelle genealogie di Gesù, riportate dai vangeli di Matteo e di Luca, lo consacra come un anello essenziale nella stirpe messianica, celebrato ancora oggi con devozione nella commemorazione degli antenati del Signore.

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Sant' Irmina de Tréveris

Virgen

En Tréveris, en Austrasia, en Alemania, santa Irmina, abadesa del monasterio de Öhren, que, matrona consagrada a Dios, donó a san Villibrordo un pequeño monasterio fundado por ella en su villa de Echternach y fue generosa dispensadora de sus propios bienes.

Beate 6 Monjas Mercedarias de Merriz

Beati Dionisio Roneo, Filippo Claro, Giulio Pons y Pietro da Valladolid

Mercedarios

Beato Pedro de Solanes

Mercedario

Sant’ Anón de Worms

Obispo

Beata Angelina de Terni

Clarisa

Beato Andrés de Borgoña

Franciscano

San Zoilo

Mártir

Del Martirologio Romano

En Burdeos, en Aquitania, en Francia, san Delfín, obispo, que estuvo unido a san Paulino de Nola por íntima familiaridad y se esforzó strenuamente para combatir la herejía priscilianista. — Martirologio Romano