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23 de noviembre

San Gregorio II de Agrigento

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

I pellegrinaggi e la formazione

San Gregorio nacque ad Agrigento nel 559 e fu presto avviato alla carriera ecclesiastica. Animato da un grande entusiasmo per i continui pellegrinaggi organizzati per la Terra Santa, nel 578 partì per Cartagine all'insaputa dei genitori. Durante il suo cammino fu condotto a Gerusalemme da tre monaci romani, dove poté visitare i luoghi santi e ritirarsi per quattro anni in una profonda solitudine di studio e di preghiera. Nel 584 rientrò a Gerusalemme e, successivamente, da quella città si recò in Antiochia e a Costantinopoli. La sua fama giunse ben presto all'orecchio dell'imperatore Maurizio, il quale lo invitò a prendere parte a un concilio tenuto a Costantinopoli insieme a tutti i vescovi dell'Oriente per inquisire su alcune eresie, tra cui l'arianesimo. Durante questo percorso operò molte conversioni prima di ripartire alla volta di Roma.

L'episcopato ad Agrigento e le prove

A Roma san Gregorio fu consacrato vescovo e destinato alla chiesa agrigentina, facendo il suo ritorno ad Agrigento nel 591. Nella sua diocesi diede subito inizio a una grandiosa opera di apostolato in favore dei poveri e degli umili. Purtroppo fu ingiustamente e ignobilmente accusato per l'invidia di Sabino e Crescentino, che desideravano sostituirlo nel vescovado con un certo Lencio. A causa di ciò fu chiamato a Roma e messo in carcere, ma la tradizione riferisce che compì prodigi nel carcere che segnarono l'inizio delle prove in favore della sua innocenza. Il papa, riunito in un concilio di centocinquanta vescovi per discutere la causa di Gregorio, ne proclamò solennemente l'innocenza. Liberato da ogni accusa, fu restituito alla sua diocesi di Agrigento, dove poté continuare la sua missione apostolica. Nel 595 costruì nella sua diocesi un tempio ai Santi Pietro e Paolo e fondò parecchi collegi per l'istruzione delle donne agrigentine, avendo come preziosa collaboratrice e istitutrice nei collegi sua madre Teodata.

La dottrina, la scienza e la morte

Il santo vescovo era dottissimo nelle discipline teologiche e nelle scienze fisiche, lasciando molti scritti tra cui le Orazioni sui dommi della Fede degli Antiocheni, le Dommatiche, le Encomiastiche e le Orazioni sulla Quaresima e sull'apostolo Andrea. Molti dei suoi scritti furono pubblicati a Costantinopoli, e tra i più importanti si annoverano le Omelie, dettate in greco, che commentano il libro dell'Ecclesiaste rendendone intelligibili i concetti astrusi. Il Martirologio lo ricorda proprio come colui che si tramanda abbia commentato i libri sacri aprendo agli incolti i misteri divini. Era inoltre versatissimo nell'astronomia, sostenendo la teoria del movimento della terra attorno al sole e conciliando la scienza con l'interpretazione biblica dell'immobilità della terra, oltre ad aver studiato e risolto molti problemi di fisica. Essendo profondo conoscitore della medicina, operò guarigioni che avevano del miracoloso. Negli ultimi anni della sua vita si ritirò in solitudine. Per quanto riguarda la sua fine terrena, il Codice basiliano secondo tramanderebbe la sua morte in Ispagna durante una missione, mentre Leonzio, nella Vita di San Gregorio, afferma con certezza che morì ad Agrigento nel 630.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Gregorio secondo di Agrigento?

La sua memoria si celebra il 23 novembre, mentre nel calendario delle Chiese di Sicilia è celebrata il 25 novembre.

Di cosa è patrono San Gregorio secondo di Agrigento?

Nel 2005 la Congregazione per il Culto Divino lo ha proclamato patrono della conservazione dei beni archeologici, in particolare di quelli architettonici.

En Agrigento, san Gregorio, obispo, de quien se transmite que comentó los libros sagrados, abriendo a los incultos los misterios divinos. — Martirologio Romano