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24 de julio

San José Fernández

Sacerdote dominico, mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Orígenes y vocación

San José Fernández nació el 3 de diciembre de 1775 en Ventosa de la Cueva, situada en la provincia española de Ávila. La región española de Ávila ha dado a la Iglesia diversos grandes santi. En el fiore degli anni, el joven respondió a una profunda llamada interior ingresando en el convento dominicano de San Paolo en Valladolid en el año 1796. Conquistato dagli ideali missionari, si preparò all'apostolato tra gli infedeli nel collegio di Ocaña. Su preparación culminó con su ordenación sacerdotal en el año 1805. Pochi mesi dopo l'ordinazione, il sacerdote ricevette il mandato di partire per le Missioni del Tonchino Orientale. Tras acometer duras peripezie tanto por mar como por tierra, pose piede nel Tonchino Orientale nel giugno dell'anno successivo al suo invio.

El ministerio en el Tonchino

Durante su dilatada estancia, el misionero ejerció el sacro ministero per trentadue anni, arraigando profundamente la fe en aquellas regiones asiáticas. Rimase quasi sempre fisso nel villaggio di Kien-Lao, un centro abitato da circa cinquemila cattolici e pochi pagani. Tra quella laboriosa comunità, raccolse frutti spirituali abbondanti grazie alla sua costante dedizione alla cura delle anime. La laboriosidad y el celo pastoral del religioso fueron oportunamente reconocidos por la jerarquía eclesiástica. El Priore della Provincia domenicana del SS. Rosario nelle Filippine lo nominò suo Vicario per quella regione, poiché i missionari del Tonchino dipendevano strettamente da quella Provincia domenicana del SS. Rosario nelle Filippine. Con una straordinaria coincidencia providencial, la lettera di nomina a Vicario giunse al santo mentre attendeva il momento di ricevere il martirio.

La persecución y el camino del sufrimiento

La situación política y religiosa cambió drásticamente con la intensificación de las medidas represivas. La persecución fu inasprita dal re Minh-Manh, il cui regno si estese dal 1820 al 1840. Il re del Tonchino in quel periodo era noto ed era descritto come intelligente ma crudele e xenofobo, deciso a sbarazzarsi di tutti i missionari europei, ad abbattere le loro chiese e a far calpestare la croce a tutti i cristiani. A causa di tale clima ostile, il padre Fernández fu costretto ad andare ramingo per terre sconosciute nonostante la malferma salute e gli acciacchi dell'età. Giunse nel villaggio di Ninh-Choung letteralmente prostrato dalla dissenteria. In quel frangente si trovava Monsignor Clemente Delgado, che svolgeva l'ufficio di Vicario Apostolico. Tra le figure di rilievo della comunità spiccava San Pietro Tuàn, che era stato ordinato sacerdote da Monsignor Clemente Delgado per il buon spirito notato in lui.

Fuga y refugio en tiempo de prueba

Appena seppe delle gravi condizioni di salute del Vicario dei Domenicani, San Pietro Tuàn gli offrì i suoi servigi con generosità. San Pietro Tuàn decise di non abbandonare l'infermo nonostante i persecutori lo incalzassero da tutte le parti, e il Signore ricompensò San Pietro Tuàn rendendolo partecipe della stessa corona del martirio. Nel frattempo, si sparse la notizia che il Vicario Apostolico era stato imprigionato dalle autorità locali. Temendo conseguenze peggiori, i cristiani di Ninh-Chuong atterrarono con le proprie mani la casa della missione per evitare terribili rappresaglie dei mandarini e costringere i missionari a cercare rifugio altrove. I due missionari fecero due involti delle sacre suppellettili e dei libri liturgici e presero soldi e cibarie per il viaggio. In compagnia di due servi, si recarono presso Quan-Lieu al guado del fiume. Trovarono una barchetta, vi salirono e si nascosero tra i canneti della riva opposta, sebbene prendere terra fosse pericoloso perché le rive del fiume erano rigorosamente sorvegliate.

Nuevos peligros y el arresto

La dramática coyuntura se agravó cuando el 9 de junio de 1838 fue arrestado Monseñor Domenico Henares, coadjutor del Vicario Apostolico Monseñor Delgado, el cual entregó su vida poco después, el 25 de junio de 1838. Resasi la vita peggiore della morte, i fuggiaschi si trasferirono nel villaggio di Qui-Han, situato nel Vicariato del Tonchino occidentale, che era affidato ai Padri delle Missioni estere di Parigi. I Padri delle Missioni estere di Parigi accolsero i fuggiaschi e li occultarono in casa di un cristiano. Tuttavia, i mandarini furono subito informati della loro presenza, costringendo i due perseguitati a fuggire nuovamente in barca. Dopo due giorni di stenti trovarono rifugio nella casa di un pagano che sembrava offrire garanzie di sicurezza. Trascorsi quattro o cinque giorni, per avidità di guadagno, il padrone di casa disse loro di andarsene, avvisando che correvano cattive notizie e non erano più sicuri in casa sua. I due fuggiaschi si erano fidati delle promesse del pagano e non sospettavano fosse un delatore. Non si erano ancora allontanati dalla riva del fiume quando videro un gran numero di soldati correre verso di loro. La fuga era ormai impossibile e la barchetta era stata avvistata dalle forze nemiche. Il padre Fernández, malato e semiparalizzato, non poteva muoversi con facilità, mentre San Pietro Tuàn con i due servi si nascose tra le alte erbe della riva. Poco dopo, il 18 giugno 1838, San Pietro Tuàn fu catturato e condotto con una pesante canga al collo a Namh-Dinh, la capitale della provincia meridionale. Benché il giudice lo condannasse alla decapitazione per essersi energicamente rifiutato di calpestare la croce, San Pietro Tuàn morì a causa dei tormenti e della fame il 15 luglio, prima che giungesse la conferma reale della condanna a morte. Nel frattempo, i soldati catturarono il missionario insieme ai rosari, ai libri liturgici e alle sacre suppellettili per la Messa. Il prigioniero fu tradotto immediatamente a Ninh-Binh. Il giorno seguente all'arrivo a Ninh-Binh, il missionario fu rinchiuso in una gabbia, e il 22 del mese fu trasportato a Namh-Dinh. Il prigioniero avrebbe rischiato di morire di fame se un cristiano non avesse pagato un soldato per nutrirlo due volte al giorno.

El cautiverio y el interrogatorio

Il martire subì gravi strapazzi e umiliazioni durante la sua detenzione. Le membra del martire erano talmente paralizzate da impedirgli di portare il cibo alla bocca da solo. Nonostante la sua condizione pietosa, i giudici tentarono invano di estorcere confessioni compromettenti approfittando dello stato miserando del prigioniero. Fin dalla prima comparsa in tribunale, il santo fu invitato ad apostatare. Il santo dichiarò con grande energia di essere venuto nel Tonchino esclusivamente per predicare la fede di Cristo. Il santo affermò di aver corso molti pericoli, di essere vissuto in molte case e di aver convertito molte persone nel Tonchino. Nelle sue risposte, il missionario evitò di rispondere a determinate domande capziose per non tradire i propri confratelli o si limitò a ripetere quanto già noto ai giudici. I giudici, stanchi di non riuscire a ottenere le informazioni desiderate, misero il prigioniero a confronto con Monseñor Clemente Delgado, Monseñor Domenico Henares e il catechista Francesco Chièu. Monseñor Clemente Delgado, Monseñor Domenico Henares e Francesco Chièu erano ancora vivi al momento del confronto avvenuto il 18 giugno 1833. I martiri provarono grande consolazione nel potersi scambiare liberamente impressioni in lingua spagnuola e nell'animarsi alla prova di fedeltà al vangelo. I mandarini chiesero ai prelati se il malfattore padre Fernández fosse veramente europeo e se le sue deposizioni fossero veritiere, ottenendo una risposta affermativa da parte di Monsignor Delgado, Monsignor Henares e Francesco Chièu.

La condanna e il martirio

Il 23 luglio 1838 giunse la ratifica della sentenza di morte da parte del re Mingh-Manh. Il giorno successivo la sentenza fu letta pubblicamente davanti ai giudici, a una grande moltitudine di cristiani e di pagani. Il governatore della provincia offrì al missionario la salvezza e il ritorno in Europa in cambio del calpestamento della croce, minacciandone altrimenti la decapitazione. Il martire rifiutò firmamente di profanare il segno di salute e chiese di ricevere la morte. Il santo fu condotto al supplizio nel pomeriggio dello stesso giorno della lettura della sentenza. La gabbia in cui padre Fernández aveva sofferto per oltre un mese fu deposta nell'atrio del pretorio in attesa dei preparativi nel campo dei sette iugeri, un luogo che era già stato santificato dal sangue dei Santi Henares, Delgado e Chièu. Ai monelli di strada fu concessa ogni licenza contro il prigioniero nell'atrio del pretorio; i monelli pronunciarono parole e compierono azioni invereconde e arrivarono a strappare i peli della barba fluente del vegliardo. Il 24 luglio 1838 la gabbia del missionario fu segata sul campo dei sette iugeri. Il missionario fu estratto dalla gabbia e adagiato su una stuoia a causa della sua paralisi. Il santo si pose in ginocchio per invocare l'aiuto di Dio e si lasciò legare al palo mite come un agnello. Il carnefice tagliò la testa al santo con un colpo di spada e scagliò la testa lontano quindici passi per dimostrare l'avvenuta esecuzione della sentenza. I presenti si precipitarono sul martire per raccoglierne il sangue e fare a brandelli le vesti, spingendo i mandarini indignati a ordinare l'immediata sepoltura del giustiziato. La testa del martire rimase esposta al pubblico per tre giorni prima di essere gettata nel fiume, mentre il corpo fu trasportato a Bùi-Chu accanto a quelli dei confratelli.

Glorificación

El testimonio heroico de San José Fernández dejó una huella imborrable en la historia de las misiones católicas. Leone XIII beatificò il santo il 7 maggio 1900 insieme ad altri 76 martiri, riconoscendo la veridicità e l'eroismo della sua testimonianza di fede. Successivamente, Giovanni Paolo II canonizzò il santo insieme ad altri 116 testimoni della fede nel Vietnam, elevandolo agli onori degli altari della Chiesa universale. San Giuseppe Fernández era un sacerdote dell'Ordine dei Predicatori che visse santamente la sua vocazione, e fu decapitato per Cristo sotto l'imperatore Minh Mạng a Nam Định nel Tonchino, coronando la sua esistenza terrena il 24 luglio 1838.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San José Fernández?

La festività liturgica di San José Fernández si celebra il 24 luglio, giorno della sua gloriosa nascita al cielo.

Di cosa è patrono San José Fernández?

La documentazione fornita non menziona specifici titoli di patronato per questo santo.

En la ciudad de Nam Định en Tonkín, ahora Viet Nam, san José Fernández, sacerdote de la Orden de los Predicadores y mártir, decapitado por Cristo bajo el emperador Minh Mạng. — Martirologio Romano