17 de noviembre
San Lázaro
Monje en Constantinopla
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza a Costantinopoli
San Lazzaro nacque in Armenia verso la fine dell'ottavo secolo, nell'anno 790. Ancora giovane, intraprese il viaggio che lo condusse a Costantinopoli. In questa grande metropoli bizantina entrò a far parte della comunità monastica, consacrando la sua esistenza al Signore. Con il passare del tempo, Lazzaro imparò la pittura e raggiunse una grande abilità in quest'arte sacra, divenendo un celebre pittore di sante icone. La fama delle sue opere e del suo talento varcò i confini del monastero, attirando però su di lui l'attenzione delle autorità e causando la persecuzione contro di lui.
La persecuzione e le torture sotto Teofilo
L'imperatore Teofilo, che regnò dal 829 al 843, pubblicò un editto all'inizio del suo regno che condannava a morte i pittori che rifiutavano di distruggere le immagini dei santi. A causa di questo decreto, Lazzaro fu convocato davanti all'imperatore Teofilo. Sovrano e monaco si trovarono faccia a faccia, e l'imperatore cercò invano di convincere Lazzaro a obbedire al decreto contro le icone. Di fronte al rifiuto costante del monaco, Lazzaro fu gettato in una cloaca dove quasi morì asfissiato. Dopo essere uscito da quel luogo di sofferenza, Lazzaro riprese le forze e ricominciò coraggiosamente a dipingere icone. Per reprimere nuovamente la sua fede e la sua arte, l'imperatore Teofilo ordinò di bruciare le palme delle mani di Lazzaro con sbarre di ferro arroventato fino a carbonizzare la carne fino all'osso.
Liberazione e ritorno alla pittura sacra
L'imperatrice Teodora riuscì a fare liberare Lazzaro dalla prigione. Subito dopo la scarcerazione, l'imperatrice fece curare Lazzaro e lo inviò nel monastero di San Giovanni Battista del Phoberon, situato sulla costa asiatica del Bosforo. In segno di profonda gratitudine per l'ospitalità e la guarigione, Lazzaro dipinse un'icona del santo Precursore nel monastero. Il quadro di San Giovanni dipinto da Lazzaro divenne ben presto fonte di miracoli per i fedeli che vi si accostavano con devozione. Dopo la morte dell'imperatore Teofilo, terminata la controversia sulle immagini sacre, Lazzaro dipinse la grande immagine di Cristo collocata sopra la porta della Calcide nel palazzo imperiale. Terminata la pittura di questa grande immagine di Cristo, Lazzaro si dedicò completamente alla vita religiosa e ricevette gli ordini sacerdotali. In seguito, l'imperatrice Teodora affidò a Lazzaro l'anima del defunto marito Teofilo, chiedendogli di perdonarlo per le sofferenze inflitte. Con grande rigore spirituale, Lazzaro rispose all'imperatrice che non era più il momento di alterare la giustizia divina.
La missione a Roma e il transito terreno
Nel 856 l'imperatore Michele III inviò Lazzaro a Roma per consegnare doni al papa recentemente eletto Benedetto III. Durante questo viaggio a Roma, Lazzaro parlò con il pontefice sui metodi per ristabilire la pace nella Chiesa, lavorando instancabilmente per rafforzare l'unità e la concordia della comunità cristiana. Esiste inoltre una tradizione non comprovata secondo cui Lazzaro fu mandato a Roma una seconda volta e morì a metà del viaggio intorno all'anno 867. Secondo i venerabili sinassari, Lazzaro fu sepolto nel monastero di Evandro a Galata, concludendo il suo pellegrinaggio terreno nell'anno 867.
Su vida y testimonio
Originario de Armenia, San Lázaro abrazó la vida monástica en Constantinopla, donde también perfeccionó el noble oficio de la pintura de iconos. En un periodo de agitación teológica y persecución, su defensa de las imágenes sagradas le valió ser víctima de crueles torturas bajo el mandato del emperador Teofilo. A pesar de la severidad de los castigos recibidos, su espíritu no flaqueó, manteniendo intacta su fidelidad a la tradición de la Iglesia.
La providencia permitió que fuera liberado gracias a la intervención de la emperatriz Teodora. Tras su liberación, encontró refugio y cuidados en el Monasterio del Phoberon, donde pudo recuperarse de las heridas sufridas por su fe. Con el tiempo, San Lázaro retomó su pincel y su oración, logrando realizar obras de gran significado espiritual, entre las que destaca la imagen de Cristo pintada sobre la puerta de la Calcide. Su prestigio y sabiduría le permitieron servir a la Iglesia y al imperio incluso en el ámbito diplomático, siendo enviado por el emperador Miguel tercero en una misión oficial con destino a Roma. Fue precisamente durante este último viaje, mientras se dirigía a la Ciudad Eterna, donde entregó su alma a Dios en el año ochocientos sesenta y siete, habiendo pasado también parte de su vida en el Monasterio de Evandro.
El culto
San Lázaro es recordado con profunda veneración por su integridad y por su arte dedicado a la gloria de Dios. La Iglesia bizantina y el Martirologio Romano celebran su memoria cada diecisiete de noviembre, fecha en la que los fieles recuerdan su valentía frente a la adversidad. Su figura es especialmente cercana a quienes dedican sus manos y su creatividad al servicio de la belleza sacra, siendo reconocido como patrono de los pintores.
Su historia, que atraviesa Armenia, Constantinopla y el camino hacia Roma, es un recordatorio de que la santidad no es ajena al dolor, sino que se purifica a través de él. La vida de este monje, marcada por la oración y la pintura, invita a los creyentes a contemplar la presencia de Cristo en los iconos y a mantener una firme esperanza en medio de las dificultades del mundo. Su legado artístico y espiritual continúa siendo una luz para la comunidad cristiana, que honra en él a un testigo incansable de la verdad.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Lazzaro?
La memoria liturgica di San Lazzaro si celebra il 17 novembre nella Chiesa bizantina e nel Martirologio Romano.
En Constantinopla, san Lázaro, monje, que, nacido en Armenia, fue insigne pintor de sagrados iconos; habiéndose negado a destruir sus obras, por orden del emperador iconoclasta Teófilo fue sometido a atroces torturas y, recompuesta después la controversia sobre el recto culto de las imágenes, fue enviado a Roma por el emperador Miguel III para consolidar la concordia y la unidad de toda la Iglesia. — Martirologio Romano