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martes 17 de noviembre 2026 · Santo del día

Sant' Isabel de Hungría

Religiosa

Sant' Isabel de Hungría

Santa Isabel de Hungría, nacida en Presburgo en el año 1207 y fallecida en Marburgo en 1231, vivió una existencia breve pero profundamente entregada al servicio de los demás. Hija de los reyes de Hungría, Andrea II y Gertrude, fue prometida en matrimonio a los cuatro años con Ludovico, hijo del landgravio de Turingia, trasladándose a vivir en aquella región alemana entre el castillo de Wartburg y Marburgo. Tras el matrimonio celebrado en 1221, la pareja asumió el gobierno y dio la bienvenida a sus tres hijos: Ermanno, Sofia y Gertrude.

La prematura muerte de su esposo en Otranto, mientras partía hacia la sexta crociata, la dejó viuda a los veinte años. Dueña de su destino, renunció a regresar a su patria y canalizó su dote y sus energías hacia la asistencia directa de los más necesitados, fundando un hospital y viviendo ella misma en la pobreza hasta su muerte a los veinticuatro años. Su profunda caridad y los prodigios atribuidos a su intercesión motivaron su pronta canonización en 1235 por parte de papa Gregorio IX, convirtiéndose en un modelo eterno de entrega cristiana y caridad evangélica.

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Los otros santos de hoy

San Florín

Sacerdote

San Florín fue un humilde y dedicado sacerdote que vivió durante el séptimo siglo. Originario de Matsch, consagró su existencia al servicio pastoral en la región de la Bassa Engadina, dejando una huella profunda en la fe de las comunidades que acompañó con entrega y sencillez. Su figura permanece en la memoria de los fieles como un ejemplo de fidelidad al ministerio sacerdotal y de cercanía con el pueblo de Dios.

Es recordado fundamentalmente por su labor como párroco en Ramosch, donde ejerció su ministerio tras haber sido formado por el curato Alessandro. La vida de San Florín destaca por la rectitud y la constancia, virtudes que lo han convertido en un referente espiritual para la región. Su legado perdura a través de los siglos, siendo venerado por su compromiso con la evangelización y su vida entregada al bien común de aquellos a quienes sirvió en las tierras de la Bassa Engadina.

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Sant’ Aniano de Orleans

Obispo

Sant' Aniano nacque a Vienne da una nobile famiglia nel quinto secolo e visse per un certo periodo come eremita, prima di trasferirsi a Orléans, in Francia, attratto dalla fama di santità del vescovo Evurzio. Ordinato sacerdote dallo stesso Evurzio, fu poi scelto come successore alla guida della diocesi attraverso un'apposita assemblea e la conferma delle pratiche del tempo. Durante il suo episcopato guidò la comunità cristiana con dedizione e coraggio, specialmente durante il drammatico assedio degli Unni guidati da Attila, distinguendosi per la sua ferma fiducia in Dio.

Ricordato con devozione nel Martirologio per aver liberato la città assediata grazie alle sue preghiere e lacrime, Sant' Aniano morì in età ormai avanzata nel 453 a Orléans, dove le sue reliquie sono ancora oggi oggetto di venerazione nella chiesa a lui dedicata. Di lui si tramandano ben due vite in lingua latina, sebbene entrambe le biografie siano tarde ed inattendibili, mentre la liberazione della città fu descritta abbastanza dettagliatamente da San Gregorio di Tours.

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San Tomás Hioji Kokuzayemon Nishi

Sacerdote dominico, mártir

San Tomás Hioji Kokuzayemon Nishi, sacerdote dominico y mártir del XVII secolo, nació en Hirado en 1590 y entregó su vida por la fe en Nagasaki el 17 de noviembre de 1634. Su testimonio luminoso se inserta en la compleja y dolorosa historia de la Iglesia en Japón, marcada por un florecimiento inicial de conversiones y por una posterior persecución implacable bajo el régimen de los shogunes.

Es recordado por su incansable labor apostólica en Formosa y en su patria japonesa, así como por su martirio heroico junto al padre Giordano Ansalone y otros compañeros. Canonizado por Papa Giovanni Paolo II el 18 de octubre de 1987 tras haber sido beatificado el 18 de febrero de 1981, su memoria litúrgica se celebra cada 17 de noviembre como testimonio supremo de fidelidad al Evangelio.

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San Lázaro

Monje en Constantinopla

San Lazzaro nacque in Armenia verso la fine dell'ottavo secolo, precisamente nell'anno 790, e trascorse gran parte della sua esistenza nel nono secolo. Arrivato a Costantinopoli quando era ancora giovane, abbracciò la vita monastica e apprese l'arte della pittura, raggiungendo una grande abilità che lo rese un celebre pittore di sacre icone. La sua vita e le sue vicende sono note principalmente attraverso il continuatore del cronista Teofane, citato da Giorgio Cedreno, il cui testo è servito come fonte per le notizie tramandate dai sinassari bizantini.

Il santo è ricordato per la sua straordinaria fermezza nella difesa delle immagini sacre durante il periodo delle persecuzioni. Per ordine dell'imperatore iconoclasta Teofilo, che regnò dal 829 al 843, San Lazzaro subì aspre torture e persecuzioni per aver rifiutato di distruggere le sue opere d'arte. Dopo aver superato le prove e la prigionia, visse per servire la Chiesa, fu ordinato sacerdote e fu persino inviato a Roma dall'imperatore Michele III per consegnare doni al papa recentemente eletto Benedetto III e rafforzare l'unità e la concordia della Chiesa. La sua memoria liturgica si celebra il 17 novembre nella Chiesa bizantina e nel Martirologio Romano.

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San Giordano Ansalone

Sacerdote dominico, mártir

San Giordano Ansalone, sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e martire del XVII secolo, nacque a Santo Stefano Quisquina, in provincia di Agrigento, il primo novembre 1598, ricevendo il nome di Giacinto. Vissuto in un'epoca di grandi traversie per la fede cattolica in estremo Oriente, spese la sua esistenza tra l'Europa, le Americhe, le Filippine e infine il Giappone, dove affrontò volontariamente il martirio in un'ottica di donazione totale e di configurazione a Gesù Cristo. La sua infaticabile opera apostolica, dapprima rivolta alle popolazioni locali e agli immigrati cinesi, si concluse con la testimonianza estrema del sangue a Nagasaki, suggellata da una crudele agonia durata sette giorni.

Il santo è ricordato con profonda venerazione liturgica per la sua straordinaria fermezza spirituale, sintetizzata dal motto Jordanus non est retrorsum, e per la dedizione eroica ai perseguitati. Beatificato da Giovanni Paolo II a Manila nel 1981, fu in seguito canonizzato dallo stesso pontefice a Roma nel 1987. La Chiesa ne celebra la memoria il 17 novembre di ogni anno, mentre in Sicilia viene solennemente ricordato il 19 novembre, a perenne memoria delle sue radici agrigentine e del suo luminoso esempio di fedeltà evangelica fino alla croce.

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San Gregorio Taumaturgo

Obispo

San Gregorio fu soprannominato Taumaturgo per i numerosi miracoli operati durante la sua vita al servizio della Chiesa e della fede. Nacque al principio del secolo III a Neocesarea del Ponto da genitori illustri per nobiltà e ricchezze ma idolatri. Abbracciò fin dall'adolescenza la fede cristiana e fu allevato assieme al fratello Atenodoro nelle pagane superstizioni, prima che la Provvidenza Divina disponesse che trovassero la verità e la vera religione. Dotato di grande penetrativa e di una sete inestinguibile di sapere, fu grande cultore delle scienze umane e divine, mettendosi a frequentare la scuola di filosofia del celebre Origene. La sua mente logica fu rischiarata dalle lezioni eloquenti di Origene, volle essere battezzato in breve tempo e si approfondì in modo particolare nello studio della Sacra Scrittura. Deliberò di consacrarsi interamente al divino servizio e di rinunziare a ogni vantaggio terreno, e mentre era ancora a Cesarea la morte gli rapì i genitori. Trovandosi padrone di molte ricchezze ne fece parte alle vedove e agli orfani, per poi ritirarsi in una solitudine dove la penitenza, la preghiera e lo studio della Sacra Bibbia furono i suoi mezzi per salire alla contemplazione e alla perfezione. La fama dei suoi consigli e delle sue virtù giunse agli orecchi del santo vescovo Fotino, il quale per speciale rivelazione dello Spirito Santo lo volle creare vescovo di Neocesarea. Ordinato vescovo, si mostrò insigne per dottrina, virtù e zelo apostolico.

Dopo aver tentato ripetutamente di sottrarsi al grave peso del vescovato e riconosciuta essere quella la volontà di Dio, fece l'ingresso nella sua popolatissima città dopo una conveniente preparazione. La città di Neocesarea non contava più di diciassette cristiani, ma la sua fama di uomo straordinario aveva preparato il popolo idolatra al culto del vero Dio. Il Santo non risparmiò sforzi, preghiere e miracoli per affrettare la conversione del popolo. Durante la costruzione del primo tempio cristiano, il fiume e la montagna rendevano il luogo angusto, perciò il Santo comandò al monte di scostarsi e il monte si spostò quanto necessario. Il popolo si lagnava inoltre di una palude causa di discordie e insalubre, ma Gregorio con il segno di croce fece divenire la palude una fertile campagna. In una piena il torrente di Casalmacco ruppe gli argini minacciando l'abitato, allora il Santo accorse e piantò in terra il suo bastone facendo ritirare le acque nel loro alveo, e il bastone piantato divenne una robustissima pianta. Subì la persecuzione di Decio e l'esilio, ma dall'esilio vigilava e pregava per la perseveranza del suo gregge nella fede. Conobbe per divina rivelazione l'ora della sua morte e comandò di fare una ricerca di quanti pagani rimanessero nella sua diocesi prima di morire. Saputo che i pagani rimasti erano diciassette, esclamò Deo gratias constatando che alla sua venuta aveva trovato diciassette cristiani. Morì dopo venticinque anni di episcopato placidamente nel Signore nell'anno 270, e il martirologio colloca la sua memoria a Neocesarea nel Ponto, nell'odierna Turchia.

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San Gregorio de Tours

Obispo

San Gregorio de Tours, nacido como Giorgio Fiorentino en el seno de una ilustre familia nobiliaria de la Galia Romana, desempeñó un papel fundamental como obispo en el siglo sexto. Su vida estuvo marcada por una profunda formación intelectual, la superación de graves enfermedades mediante la intercesión de los santos y un firme liderazgo pastoral en tiempos de extrema turbulencia política y guerras civiles entre los reinos francos.

Es recordado principalmente por su legado historiográfico, destacando su célebre historia de los Franchi redactada con un estilo claro y sencillo, así como por custodiar con celo espiritual el sepulcro de san Martín en Tours. Su figura encarna la transición providencial de la cultura romana al período bárbaro, guiando a la Iglesia con sabiduría y santidad hasta su piadoso tránsito el diecisiete de noviembre del año quinientos noventa y cuatro.

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Beata Salomea de Cracovia

Reina de Hungría, abadesa

La Beata Salomea de Cracovia, nacida en el año 1211, fue una figura fundamental en la historia religiosa del siglo trece. Hija de la nobleza polaca, su existencia estuvo marcada por una profunda entrega espiritual que trascendió las obligaciones de su tiempo. Desde muy joven, su vida se entrelazó con los destinos de Hungría, país al que fue prometida en matrimonio a la edad de tres años, estableciendo un vínculo duradero con la corte húngara bajo la figura de Colomanno de Hungría.

Es recordada principalmente por su renuncia a la vida cortesana y su firme compromiso con la fe cristiana. Tras quedar viuda, Salomea decidió abandonar los honores mundanos para fundar un convento de las Clarisas Pobres en Sandomierz. Su legado perdura como un testimonio de austeridad y servicio, siendo canonizada o reconocida en su culto por el Papa Clemente Décimo en el año 1672. Su memoria nos invita a reflexionar sobre la capacidad del alma para encontrar la paz en la entrega absoluta a Dios, incluso en medio de las pruebas más difíciles y las responsabilidades políticas de su época.

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Sant' Ilda

Abadesa

Sant' Ilda, nata in Northumbria nel corso del settimo secolo, rappresenta una figura luminosa della storia cristiana primitiva. Battezzata dal vescovo Paolino di Canterbury, scelse di lasciare la propria condizione principesca per dedicarsi interamente alla vita contemplativa, abbracciando con umiltà il servizio a Dio. Il suo cammino spirituale fu caratterizzato da una dedizione profonda che la portò a fondare numerosi monasteri in tutta l'Inghilterra, divenendo un punto di riferimento imprescindibile per la Chiesa del suo tempo.

La memoria di Sant' Ilda è legata indissolubilmente alla sua opera di guida spirituale, che esercitò con sapienza verso vescovi, sovrani e religiosi. Il suo lungo ministero come badessa del monastero di Whitby, dove rimase fino al termine dei suoi giorni, fu contraddistinto da un autentico rinnovamento della disciplina monastica e da una costante promozione della lettura biblica. Ella rimane un esempio di dedizione e di saggezza, ricordata per aver saputo coniugare la fermezza dell'autorità con la dolcezza di una guida che cercava la luce del Vangelo in ogni azione quotidiana.

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Sant' Hugo de Lincoln

Monje y obispo

Sant'Ugo di Lincoln nacque in Francia, ad Avalon vicino Grenoble in Borgogna, verso il 1140, e visse nel dodicesimo secolo come monaco certosino e vescovo. Rimasto orfano in giovane età, entrò dapprima in una casa degli Agostiniani dove divenne professo, e in seguito, all'età di venticinque anni e già diacono, entrò nella vicina Grande Chartreuse. La sua vita fu segnata da una dedizione profonda alla riforma monastica, al governo saggio della vasta diocesi inglese di Lincoln e alla difesa coraggiosa della libertà della Chiesa contro ogni potere secolare. Ugo morì a Londra la sera del sedici novembre 1200 e fu canonizzato nel 1220, divenendo il primo santo certosino formalmente dichiarato tale, ricordato per la sua giustizia incorrotta e la sua carità operosa.

La figura di Sant'Ugo è giustamente classificata come il più bel carattere sacerdotale conosciuto nella storia, capace di unire il rigore della vita contemplativa con l'azione pastorale più instancabile. Egli seppe soccorrere continuamente i lebbrosi, i bambini e gli oppressi, difendendo persino gli ebrei a rischio della propria vita, e mantenne sempre uno spirito umile, al punto da considerare il lavare i piatti nel monastero di Witham come il suo passatempo preferito. La sua memoria liturgica si celebra il diciassette novembre, data in cui la Chiesa fa memoria del suo luminoso magistero e della sua fedeltà al Vangelo.

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Beato Josafat Kocylovskyj

Obispo y mártir

El beato Josafat Kocylovskyj, nacido como Iosif en el siglo XX, dedicó su existencia sacerdotal y episcopal al servicio de Dios y de la Iglesia en tiempos de extrema prueba. Su ministerio como obispo estuvo marcado por la defensa firme de la fe católica, la atención constante a la formación del clero y la resistencia pacífica frente a los regímenes totalitarios que asolaron Europa central. Su fidelidad inquebrantable al sucesor de Pedro lo condujo por el camino del sufrimiento y de la prisión, culminando en el supremo testimonio del martirio en un campo de concentración soviético.

La Iglesia recuerda su memoria el 17 noviembre, celebrando la entrega de este pastor que prefirió perder la libertad antes que traicionar la comunión con la Sede Apostólica. Beatificado el 27 junio 2001, el beato Josafat Kocylovskyj permanece en la memoria de los fieles como un baluarte de fortaleza espiritual, un defensor de los derechos de la conciencia y un intercesor providencial para cuantos sufren por causa de la justicia y del Evangelio.

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San Juan del Castillo

Sacerdote jesuita, mártir

San Juan del Castillo fue un sacerdote jesuita del siglo diecisiete, nacido en Belmonte, España, cuya vida estuvo marcada por una profunda vocación misionera. Tras ingresar en la Compañía de Jesús en Madrid en el año mil seiscientos catorce, dedicó sus años de formación en Córdoba a prepararse para el servicio apostólico en tierras americanas, siendo ordenado sacerdote en el año mil seiscientos veinticinco. Su labor se extendió a través de España, Argentina, Paraguay y Brasil, lugares donde entregó su existencia al anuncio del Evangelio y al cuidado de las comunidades indígenas.

Es recordado hoy como un mártir ejemplar, cuya entrega culminó trágicamente en mil seiscientos veintiocho en Ijuí, Brasil. Su sacrificio, ocurrido mientras dirigía la reducción de la Asunción, es un testimonio de fidelidad hasta la muerte. Canonizado por el Papa Juan Pablo II el dieciséis de mayo de mil novecientos ochenta y ocho, San Juan del Castillo permanece en la memoria de la Iglesia como un valiente servidor que, junto a sus compañeros Roque González y Alonso Rodríguez, selló con su sangre el compromiso inquebrantable con la misión encomendada por Dios.

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Beato León Saisho Shichiemon Atsutomo

Laico japonés, mártir

Beato Pedro Nolasco

Mercedario

Beato Antonio Torino

Mártir mercedario

Beato Sixto Locatelli

Franciscano

Sant’ Aniano de Perigueux

Obispo

Santi Alfio y Zaqueo

Mártires

En Cesarea de Palestina, santos Alfeo y Zaqueo, mártires, que, en el primer año de la persecución del emperador Diocleciano, por haber confesado con firmeza la existencia de un solo Dios y la realeza de Cristo Jesús, después de muchos suplicios sufrieron la condena a muerte.

San Namasio de Vienne

Obispo

En Vienne en Borgoña, ahora en Francia, san Namasio, obispo, que gestionó con rectitud los compromisos civiles y, al mismo tiempo, rigió y honró la sede episcopal.

Sant' Hugo de Novara de Sicilia

Abad

En Novara de Sicilia, san Hugo, abad, quien, enviado por san Bernardo de Claraval, dio inicio en esta tierra y en Calabria a la Orden Cisterciense.

Beato Lupo Sebastiano Hunot

Mártir

En el brazo de mar frente a Rochefort en Francia, beato Lupo Sebastiano Hunot, sacerdote de Sens y mártir, que, arrojado como sacerdote en una sórdida galera anclada en el mar durante la Revolución Francesa, sufrió todas las durezas de la prisión y, consumido finalmente por la fiebre, llevó a término su martirio.

Sant' Eugenio de Florencia

Diácono

Santi Acisclo y Victoria

Mártires de Córdoba

En Córdoba en Andalucía en España, san Acisclo, mártir.

Del Martirologio Romano

Memoria de santa Isabel de Hungría, que, aún niña, fue dada en matrimonio a Luis, conde de Turingia, al que dio tres hijos; viuda, después de haber sostenido con fortaleza de ánimo graves tribulaciones, dedicada ya desde hacía tiempo a la meditación de las realidades celestiales, se retiró a Marburgo en Alemania en un hospital por ella fundado, abrazando la pobreza y dedicándose al cuidado de los enfermos y de los pobres hasta el último respiro exhalado a la edad de veinticinco años. — Martirologio Romano