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11 de enero

San Leucio de Brindisi

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini in Egitto e la formazione

San Leucio sarebbe nato ad Alessandria d'Egitto da Eudecius ed Euphrodisia, i quali gli avrebbero inizialmente imposto il nome di Eupressius. La prima formazione del santo avvenne in una comunità monacale egiziana dopo la morte della madre. Il titolo di questa comunità esprime un collegamento alla presenza o memoria di sant'Ermete. Quest'ultimo fu martirizzato con Efrem dagli ariani in un periodo di poco posteriore all'esilio atanasiano del 356 e visse in un monastero dell'alto Egitto, offrendo così un importante referente cronologico essendo seriore rispetto alla morte del santo. Atanasio morì nel 373 ed è perciò difficile pensare a un trasferimento di Leucio da Alessandria connesso a iniziative di Atanasio, vista l'assenza di riferimenti coevi. Negli scritti l'Egitto e Alessandria appaiono in preda al caos, con le forze del bene e del male che si fronteggiano ovunque. Un unico possibile riferimento diretto a Leucio in questo periodo potrebbe essere la partecipazione di un diacono omonimo al sinodo di Mariut. Questo diacono omonimo fu difensore dell'ortodossia nicena trionfata con l'editto di Tessalonica del 380. Successivamente, ricorrendo la festa dell'Assunzione della Vergine, una visione celeste fece mutare nome ad Eudecius in Eudechius e ad Eupressius in Leucius. Monaco vicino alle esperienze di Ermete ed Efrem e difensore dell'ortodossia a Mariut, Leucio potrebbe essere giunto nel Salento nei primi del quinto secolo come profugo o visitatore.

L'arrivo a Brindisi e l'evangelizzazione

Una visione avuta dopo essere stato ordinato vescovo mosse Leucio verso Brindisi per il suo apostolato missionario. Il santo desiderava restituire Brindisi all'ortodossia liberandola da errate interpretazioni cristologiche e dal paganesimo. Leucio salpò da Alessandria e si fermò ad Adrianopoli, forse da intendersi come Andria, per poi fermarsi ad Otranto e giungere infine a Brindisi grazie a una nave dalmata. Brindisi era allora un importante centro marittimo del mondo romano, porto per l'Oriente e sede di colonie e gruppi di orientali che diffondevano il Vangelo professato nelle loro terre di origine. Leucio sbarcò nel seno di ponente, non longe ab urbe. All'epoca di Leucio il cristianesimo poteva essere conosciuto a Brindisi ma non largamente condiviso, ed erano diffusi culti astrali riferibili al Sole e alla Luna, oltre al culto del dio Mitra, il sole invincibile, i cui misteri si celebravano in ipogei con una complessa iniziazione in sette gradi simile a quella gnostica. Giustino rilevò per tempo commistioni, somiglianze e analogie fra cristianesimo e mitraismo anche sul piano cultuale, e tali somiglianze potrebbero aver reso di maggiore efficacia l'azione evangelizzatrice del santo dalla cattedra brindisina. Leucio dovette conferire alla chiesa locale una strutturazione forse prima sconosciuta, e i documenti del quinto secolo lasciano intravedere la strutturazione ecclesiale conferita dal santo. Esiste una seriore convinzione secondo cui Leucio avrebbe fondato la sede episcopale di Brindisi, ed è comunque corretta la convinzione che a lui si dovesse la prima massiva evangelizzazione del Salento, trovandosi egli alle origini dell'esperienza cristiana nella regione.

I prodigi e la fondazione della comunità cristiana

Leucio si rese presto conto dell'esistenza di un forte partito pagano a Brindisi capeggiato da Antioco, i cui riferimenti cultuali essenziali erano il sole e la luna. Antioco chiese e ottenne per la conversione un segno, ossia la pioggia che non cadeva da due anni. Durante una siccità tipica della Puglia, Leucio ottenne infatti con le sue preghiere una pioggia abbondante e provvidenziale. A causa di questo miracolo della pioggia molti pagani si convertirono, sebbene la conversione legata al prodigio rimanga un topos ricorrente in molte vite di santi. Leucio aveva predicato poco fuori la porta occidentale della città, presso l'anfiteatro. Il santo poté promuovere l'edificazione in media civitate di una chiesa dedicata alla Vergine e a San Giovanni Battista. Le vicende di san Leucio sono trasmesse dalla Vita Leucii, opera di letteratura di edificazione spirituale utilizzabile solo con molta cautela come fonte storica, ma utile in particolare per i riferimenti alla topografia di Brindisi e dei suoi edifici di culto, una volta eliminati i topoi comuni. Leucio sarebbe morto l'11 gennaio sotto l'imperatore Teodosio I tra il 379 e il 385 o, più verosimilmente, sotto Teodosio II tra il 408 e il 450. Dopo la morte, Leucio fu sepolto nel cuore della necropoli pagana di Brindisi, nell'attuale quartiere Cappuccini, proprio nel luogo dove il santo primo appedavit et de navi descendit.

Il culto, le reliquie e le traslazioni

Leucio fu inizialmente considerato un martire, ma è stato poi classificato come confessore non essendoci alcuna testimonianza di un martirio. Il Martirologio Geronimiano conferma la classificazione come confessore riportandolo all'11 gennaio, mentre la tradizione brindisina lo classifica come vescovo di Brindisi morto in pace. Nel sesto secolo il corpo di Leucio era già meta d'intensi pellegrinaggi al suo martyrium, come informa Gregorio Magno. Dopo le invasioni longobarde del 768 gli abitanti di Trani s'impadronirono del corpo del santo portandolo nella loro città, dove fu riposto nel sacello sotto la Cattedrale di Trani. Il corpo di san Leucio fu successivamente trasferito a Benevento, centro del culto dei santi dell'Italia meridionale e sede del ducato longobardo. La conversione dei longobardi fu opera di san Barbato, morto nel 680, e della duchessa Teoderada, morta nel 706. Il ducato di Benevento fu compreso tra Brindisi dal tardo settimo secolo alla prima metà del nono. Il corpo di san Leucio si conserva ancora a Benevento, tranne un braccio che nel nono secolo fu riportato a Brindisi. La reliquia del braccio fu ottenuta dal vescovo Teodosio nel nono secolo perché fosse riposta nella grande basilica eretta allora, la quale fu edificata dove era stato il martyrium ad onore del santo. A Brindisi la presenza di Leucio nelle leggende di fondazione significa l'originario rapporto di filiazione con la cattedra di Brindisi, che fu primaziale nella regione nei primi secoli, e molte sedi episcopali di Terra d'Otranto esigono Leucio come protagonista. Il culto del santo si diffuse molto per tempo in tutta la Puglia e in Italia meridionale, coincidendo con la conversione al cristianesimo dei longobardi del ducato di Benevento. Il culto raggiunse anche Roma, dove esisteva un monastero sotto il titolo di san Leucio già nel sesto secolo. Ad Atessa è dedicata a san Leucio la chiesa episcopale, nella quale si conserva un fossile cui è legata una leggenda leuciana secondo cui il vescovo di Brindisi avrebbe ucciso un drago che da tempo terrorizzava la popolazione, donando poi alla popolazione la costola del drago a testimonianza della sua opera e venendo proclamato protettore della città. In onore di Leucio fu eretta la Cattedrale tra i due colli di Ate e Tixa, corrispondenti ai primitivi rioni di San Michele e Santa Croce, là dove dimorava il drago. Nella basilica Cattedrale di Brindisi gli fu dedicato nel 1771 l'altare che chiude la navata sinistra, e sull'altare il santo è rappresentato in una tela dipinta da Oronzo Tiso, vissuto tra il 1726 e il 1800.

Il Borgo di San Leucio e l'eredità sociale

Oltre che a Brindisi, di cui è protettore della diocesi, San Leucio è molto venerato anche a Trani, Lecce, Benevento, Caserta e Capua, e varie zone rurali portano il suo nome. A Canosa recenti scavi hanno portato alla luce una basilica del quinto secolo dedicata a san Leucio. Al nome del santo è intestato il Borgo in provincia di Caserta, sorto là dove vi era una chiesetta longobarda dedicata a san Leucio vescovo di Brindisi. Nel Settecento Ferdinando IV di Borbone creò nel borgo una manifattura della seta. L'iniziativa della manifattura ebbe una grande risonanza e le stoffe chiamate sete di San Leucio erano richieste in tutta Europa. Il borgo e la manifattura facevano parte del disegno di una città modello, con leggi e ordinamenti sociali ideali ispirate alle dottrine del Filangieri e di Bernardo Tanucci. In questo luogo l'educazione era fondamentale per la tranquillità sociale, la buona fede era la prima delle virtù, il merito era la sola distinzione fra le persone e vigerà l'obbligo dell'eguaglianza nel vestire. Il matrimonio nel borgo era consentito solo ai bravi nel lavoro, gli sposi avevano libera scelta del coniuge e furono aboliti testamenti e doti. Nel borgo furono inoltre istituite una cassa di previdenza e un fondo comune per gli orfani, l'istruzione fu resa obbligatoria dai sei anni e fu stabilita l'uguaglianza fra uomini e donne. La società del borgo nel Settecento era una grande innovazione sociale anticipatrice dei movimenti ideologici e sociali futuri in Italia e in Europa. Con la caduta dei Borboni e l'incameramento dei loro beni da parte dello Stato unitario italiano la celebre manifattura decadde, e con essa decadde anche l'ideale sociale del Borgo di San Leucio durato un secolo. Oggi il Borgo di San Leucio è meta di turisti che dalla vicina Reggia di Caserta si allungano a visitare ciò che è rimasto di un sogno, un luogo ancora tutto intestato al santo vescovo brindisino.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Leucio de Brindisi?

San Leucio si festeggia l'undici gennaio, data riportata anche nel Martirologio Geronimiano per ricordarne la memoria.

Di cosa è patrono San Leucio de Brindisi?

San Leucio è protettore della diocesi di Brindisi e della città di Atessa.

En Brindisi, san Leucio, venerado como primer obispo de esta ciudad. — Martirologio Romano