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14 de febrero

San Nostriano de Nápoles

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Il ministero episcopale e l'accoglienza dei profughi

San Nostriano resse la diocesi partenopea per diciassette anni, secondo quanto viene attribuito dalla Cronaca dei vescovi. Egli si distinse con particolare vigore nella difesa del suo gregge contro l'eresia che premeva alle porte di Napoli. Nel mese di ottobre dell'anno 439, la città di Cartagine cadde inesorabilmente in mano ai Vandali guidati da Genserico. A causa di tale drammatico evento, una grandissima moltitudine di ecclesiastici fu costretta a lasciare la propria terra natale. Gli ecclesiastici furono spogliati di ogni bene e costretti a salire su imbarcazioni molto precarie per affrontare la traversata. Lo storico Vittore di Vita scrisse dettagliatamente di questi dolorosi eventi nella sua nota opera intitolata Historia persecutionis Africanae provinciae. Alcuni di quei profughi si salvarono miracolosamente dopo il viaggio e approdarono felicemente sulla costa napoletana. Il vescovo Nostriano accolse i profughi con premurosa sollecitudine fraterna. Tra le persone accolte vi erano i santi vescovi Gaudioso di Abitine e Quodvultdeus di Cartagine.

La lotta contro l'eresia e le opere materiali

Il vescovo Quodvultdeus visse stabilmente a Napoli e durante il suo soggiorno smascherò la propaganda pelagiana portata avanti da Floro non lontano dalla città. Floro era un personaggio ambiguo, eretico e imbevuto anche di manicheismo. Tale Floro è quasi certamente lo stesso vescovo pelagiano che era stato condannato nel concilio di Efeso nel 431 insieme a Celestio, Pelagio e Giuliano d'Eclano. Lo stesso Floro aveva chiesto in precedenza a Giuliano d'Eclano di riprendere la penna contro sant'Agostino allo scopo di confutare il secondo libro del trattato De Nuptiis et concupiscentia. Floro si stabilì probabilmente nella vicina Miseno, dove predicava e praticava cose illecite attribuendosi falsamente il merito e la virtù di san Sosso, martire venerato in quella cittadina flegrea. Nel primo libro del De promissionibus et praedictionibus Dei, opera tradizionalmente attribuita a Quodvultdeus, si narra chiaramente che il vescovo di Napoli mandò il proprio germano, che esercitava l'ufficio di magistrato della città, insieme al prete Herio e ad altri chierici, con il compito preciso di arrestare ed espellere il pericoloso predicatore eretico. Per il bene della comunità, san Nostriano costruì anche delle terme ad uso del clero e dei fedeli nella regione augustale, nelle immediate adiacenze del Foro cittadino. Tali terme furono edificate in una via che nei documenti dei secoli dal decimo al tredicesimo veniva chiamata vicus Nostrianus e platea Nostriana, per poi assumere la denominazione di San Ianuarii ad diaconiam in epoca successiva.

Il transito e la storia delle reliquie

Nostriano concluse la sua vita terrena tra il 452 e il 465. I suoi resti mortali ebbero una prima e duratura sepoltura nella catacomba di San Gaudioso, dove rimasero almeno fino al secolo decimo. Successivamente, le spoglie furono trasferite nella chiesa di San Gennaro all'Olmo, la quale era nota anche con il nome di San Gennaro ad diaconiam. Per lunghi secoli la memoria del santo rimase quasi dimenticata, al punto che Nostriano risultava totalmente sconosciuto agli antichi calendari napoletani. La svolta avvenne il 16 agosto del 1612, quando fu scoperta casualmente un'antica urna di marmo posta sotto l'altare maggiore della chiesa di San Gennaro all'Olmo. Sul bordo dell'urna rinvenuta vi erano chiaramente incise le parole Corpus Sancti Nostriani Episcopi. Il culto ufficiale del santo ebbe inizio proprio dopo questa providente invenzione delle reliquie. Il Calendario curato dal cardinale arcivescovo Decio Carafa nel 1619 fissava inizialmente la festa liturgica di Nostriano alla data del 16 agosto. Tuttavia, le vicende calendariali furono alterate e nel 1633 il nome di Nostriano era già completamente scomparso dal calendario diocesano. Nel luglio del 1945, l'urna che custodiva i resti fu trasferita e definitivamente sistemata all'interno della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo. Infine, la festa di Nostriano fu solennemente ripristinata al 14 febbraio per la sola diocesi di Napoli mediante un apposito decreto emesso dalla Sacra Congregazione dei Riti in data 2 maggio 1878. Nello stesso periodo, il santo fu iscritto ufficialmente nel Martirologio Romano, comparendovi alla data del 2 maggio 1878, documento che oggi lo commemora con devozione come illustre vescovo di Napoli.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Nostriano de Nápoles?

La festività liturgica è fissata al 14 febbraio per la diocesi di Napoli.

Di cosa è patrono San Nostriano de Nápoles?

Non risultano patronati specifici attribuiti nei dati storici disponibili.

Conmemoración de san Nostriano, obispo de Nápoles. — Martirologio Romano