29 de mayo
San Paolo VI (Giovanni Battista Montini) **Translation:** Pablo VI (Giovanni Battista Montini)
The translation of "Papa" from Italian to Spanish is "Papa". So the answer is: Papa
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione
Giovanni Battista Montini nacque a Concesio, in provincia e diocesi di Brescia, il 26 settembre 1897. Venne battezzato nella pieve di Concesio il 30 settembre dello stesso anno. Era il secondogenito di tre fratelli. Il primo fratello era Lodovico, nato nel 1896 e morto nel 1990, il quale fu avvocato, antifascista, tra i fondatori delle ACLI, membro dell'Assemblea costituente, deputato e senatore. Il secondo fratello era Francesco, nato nel 1900 e morto nel 1971, che scelse la professione di medico, dedicandosi a numerose opere di carità. La famiglia visse in un contesto di grande fervore educativo, sociale e religioso dei cattolici bresciani. Il padre, Giorgio Montini, fu un esponente di primo piano del cattolicesimo sociale e politico italiano, impegnato attivamente a rompere l'isolamento dei cattolici dopo la proclamazione di Roma a capitale d'Italia. Giorgio fu avvocato, creò le Leghe bianche nelle campagne bresciane, l'Unione del Lavoro e il pensionato scolastico. Dal 1881 al 1911 Giorgio Montini diresse il quotidiano cattolico Il Cittadino di Brescia, fu fondatore della Casa Editrice La Scuola, presidente del Circolo della gioventù cattolica e dell'Unione elettorale cattolica, e servì come deputato per tre legislature. Aderì subito al Partito Popolare Italiano e ne fondò una sezione a Brescia, ricevendo nella propria casa personalità come don Luigi Sturzo e Alcide De Gasperi. La madre, Giuditta Alghisi, fu donna di spiccata pietà eucaristica e mariana, impegnata nell'Azione Cattolica e dedita a molteplici opere di carità. Da questa unione e dall'ambiente familiare Battista maturò un carattere riservato e sensibile, ereditando dal padre il coraggio e l'urgenza di non arrendersi al male, e dalla madre il senso di raccoglimento e della vita interiore.
La fanciullezza e la giovinezza di Battista furono segnate da una solida educazione cristiana e dalla frequentazione assidua del Santuario della Madonna delle Grazie insieme ai familiari. Ricevette la Prima Comunione il 6 giugno 1907 e la Cresima quindici giorni dopo. Nel 1907 compì il suo primo viaggio a Roma, dove fu ricevuto in udienza privata dal Papa san Pio X insieme ai familiari. Nel Collegio Arici fu prefetto della congregazione mariana e ottenne diversi premi per profitto, religione e condotta. Fino all'ordinazione sacerdotale frequentò le opere giovanili dei padri della Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri presso la chiesa di Santa Maria della Pace a Brescia, dove svolse il ruolo di catechista. Si legò in particolare ai padri Paolo Caresana e Giulio Bevilacqua, suoi confidenti e amici per tutta la vita. Svolse apostolato nella parrocchia di San Giovanni Evangelista e collaborò al periodico studentesco La Fionda e a diverse riviste cattoliche. La vocazione sacerdotale maturò tra il 1913 e il 1916, favorita dalla frequentazione del convento benedettino di San Bernardino, da ritiri spirituali nella casa filippina di Sant'Antonio e nell'eremo camaldolese di San Genesio a Lecco, guidato dai suoi referenti spirituali. A partire dall'ottobre 1916 frequentò da esterno il Seminario bresciano grazie a una speciale dispensa del vescovo. Il 30 novembre 1919 ricevette la tonsura e il 29 maggio 1920 ricevette l'ordinazione sacerdotale nel Duomo di Brescia per mano del vescovo monsignor Giacinto Gaggia. Il giorno successivo celebrò la sua Prima Messa nel Santuario della Madonna delle Grazie, manifestando il continuo stupore di trovarsi segnato da Dio.
Studi, Roma e il servizio diplomatico
Nel novembre 1920 si trasferì a Roma ed entrò al Pontificio Seminario lombardo, iscrivendosi alla facoltà di filosofia tomistica della Pontificia Università Gregoriana e alla facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università statale grazie a un permesso speciale del vescovo. L'anno successivo, in seguito a un intervento di monsignor Giuseppe Pizzardo, segretario di Stato, lasciò il seminario ed entrò alla Pontificia Accademia ecclesiastica, iscrivendosi al secondo anno di Diritto canonico presso l'Università Gregoriana e interrompendo gli studi all'università La Sapienza. Con umiltà e docile obbedienza accettò il cambio di prospettive, conseguendo la laurea in filosofia tomistica nel 1922 presso l'Accademia romana di San Tommaso d'Aquino, la laurea in diritto canonico nel 1922 presso la facoltà giuridica del Seminario di Milano, e la laurea in diritto civile nel 1924 presso l'Università Lateranense. Nel 1922 fu molto colpito dalla morte di Benedetto XV, che aveva conosciuto personalmente. Il nuovo Papa eletto, Pio XI, era amico della famiglia Montini. Nel 1923 fu addetto per quattro mesi alla segreteria del Nunzio di Polonia a Varsavia. Nell'ottobre 1924 entrò in Segreteria di Stato e sei mesi dopo divenne minutante, vivendo il lavoro d'ufficio con impegno assoluto e onorata povertà personale. Nel frattempo compì viaggi in Francia, Belgio, Austria, Germania e Gran Bretagna, perfezionando la conoscenza delle lingue. Al rientro da Varsavia fu nominato assistente ecclesiastico del circolo romano della Federazione universitaria cattolica italiana, diventandone nel 1925 assistente nazionale. Dal 1923 al 1924 ebbe anche un breve incarico come assistente degli scout del gruppo Roma XXIII. In un periodo difficile segnato dal controllo fascista sulla gioventù e dai Gruppi Universitari Fascisti, Montini operò per raccogliere le migliori intelligenze cattoliche, educandole a una fede cosciente e a mete sociali. Tra i giovani della Federazione vi furono futuri statisti e ministri della Repubblica come Aldo Moro, Guido Gonella, Giovanni Battista Scaglia, Amintore Fanfani e Giulio Andreotti. Nel 1933 fu costretto a lasciare l'incarico con grande rammarico. Nel 1925 ricevette il titolo di cameriere segreto soprannumerario nella Curia romana e divenne monsignore. Tra il 1930 e il 1937 insegnò storia della diplomazia pontificia presso l'Università Lateranense. Nel 1937, ad appena quaranta anni, venne nominato Sostituto per gli Affari Ordinari, ponendosi al cuore della diplomazia vaticana. Collaborò quotidianamente con Pio XI e poi per ventiquattro anni con il cardinal Eugenio Pacelli, eletto Papa nel 1939 con il nome di Pio XII. Durante la seconda guerra mondiale diresse l'Ufficio informazioni del Vaticano per la ricerca di prigionieri e dispersi, e collaborò al radiomessaggio di pace di Pio XII. Organizzò l'Anno Santo del 1950, appoggiò la fondazione delle ACLI e del Centro Italiano Femminile, e il 29 novembre 1952 fu nominato Pro-Segretario di Stato per gli Affari Ordinari.
Arcivescovo di Milano
Il 1 novembre 1954 fu nominato arcivescovo di Milano e venne consacrato vescovo il 12 dicembre 1954, succedendo al cardinal Alfredo Ildefonso Schuster. Scelse come motto In nomine Domini e, dopo trent'anni, lasciò la Segreteria di Stato per fare il suo ingresso ufficiale a Milano il 6 gennaio 1955. Trovò una diocesi in piena trasformazione, segnata dalla ricostruzione post-bellica e dalla massiccia immigrazione dal Sud Italia. Si presentò come pastore e padre di tutte le componenti sociali, ponendo al centro del suo ministero i poveri, i lavoratori e i lontani, guadagnandosi l'appellativo di arcivescovo dei lavoratori. Unì la difesa della tradizione cattolica ambrosiana con la necessità del rinnovamento per rispondere all'umanesimo della vita moderna. Dal 5 al 24 novembre 1957 indisse e celebrò la grande Missione di Milano sul tema Dio Padre, la più grande mai predicata nella Chiesa, incontrando moltissime categorie professionali. Creò nuovi istituti di formazione e uffici di curia, dimostrando grande disponibilità all'ascolto e scrivendo nove lettere pastorali. Promosse la costruzione di nuove chiese nelle periferie, portando a compimento centoventitré nuovi edifici di culto. Il 15 dicembre 1958 Papa Giovanni XXIII gli impose la berretta cardinalizia, assegnandogli il titolo dei Santi Silvestro e Martino ai Monti. Come cardinale compì viaggi apostolici intercontinentali nel 1960 negli Stati Uniti d'America e in Brasile, e nel 1962 in Africa per visitare le missioni in Rhodesia, Ghana e Sudafrica. Partecipò attivamente ai lavori del Concilio Vaticano II, che definì l'ora di Dio, pronunciando interventi fondamentali sulla liturgia e sulla Chiesa, e curando la ricezione conciliare nella sua diocesi attraverso sette lettere pastorali.
Il pontificato e il Concilio Vaticano II
Alla morte di Giovanni XXIII, avvenuta il 3 giugno 1963, il cardinale Montini fu eletto Papa il 21 giugno dello stesso anno, assumendo il nome di Paolo VI in onore dell'Apostolo missionario, e venne incoronato il 30 giugno 1963. Assunse il governo della Chiesa con la consapevolezza di dover soffrire per essa. Decise immediatamente di continuare il Concilio Vaticano II, che definì il catechismo del nostro tempo, e lo portò a termine l'8 dicembre 1965 superando con fermezza e pazienza difficoltà e contrasti tra i Padri conciliari. Guidò il rinnovamento della Chiesa nella fedeltà al Vangelo, indirizzando l'ultimo messaggio del Concilio ai giovani. Nel corso del suo pontificato scrisse encicliche di altissimo valore dottrinale e sociale: Ecclesiam suam nel 1964 sulla coscienza della Chiesa e il dialogo della salvezza; Mysterium fidei nel 1965 sull'Eucaristia; Populorum progressio nel 1967 sullo sviluppo dei popoli; Sacerdotalis caelibatus nel 1967 sulla natura del sacerdozio e il celibato; Humanae vitae nel 1968 sul matrimonio e la regolazione delle nascite, aspramente contestata anche da alcune conferenze episcopali; oltre alle encicliche mariane Mense Maio nel 1965 e Christi Matri nel 1966. Fu il primo Papa dopo secoli a uscire dall'Italia, compiendo lo storico pellegrinaggio in Terrasanta dal 4 al 6 gennaio 1964, dove incontrò il Patriarca Atenagora I dopo quattordici secoli di rottura, suggellando la riconciliazione con visite reciproche. Visitò l'India, l'ONU a New York come primo pontefice tribuno della pace, Fatima, la Colombia, Ginevra, l'Uganda e compì nel 1970 il lunghissimo viaggio in Iran, Pakistan, Filippine, Samoa, Australia, Indonesia, Hong Kong e Ceylon, scampando a un attentato a Manila. Pubblicò l'esortazione apostolica Evangelii nuntiandi nel 1975 sull'evangelizzazione e promosse il dialogo ecumenico e interreligioso.
Riforme ecclesiali e ultimi anni
Paolo VI attuò profonde riforme per rendere la Chiesa più conforme al Vangelo. Già all'incoronazione depose sull'altare la tiara donatagli da Milano, affinché fosse venduta per i poveri. Con il motu proprio Integrae servandae del 1965 riformò il Sant'Uffizio nella Congregazione per la dottrina della fede, abolì l'Indice dei libri proibiti nel 1966, riformò le indulgenze e le Congregazioni romane con la costituzione apostolica Regimini Ecclesiae universae nel 1967, e sciolse nel 1970 i Corpi armati pontifici eccetto la Guardia Svizzera. Approvò il nuovo rito della Messa con la costituzione apostolica Missale Romanum e rinnovò i libri liturgici. Introdusse limiti di età per gli incarichi ecclesiastici, chiedendo nel 1970 ai cardinali e ai vescovi le dimissioni a settantacinque anni e stabilendo con il motu proprio Ingravescentem Aetatem che i porporati oltre gli ottant'anni perdessero il diritto di voto in conclave, fissando poi a centoventi il numero massimo dei cardinali elettori nel 1975. Affrontò con coraggio la crisi dell'obbedienza e le contestazioni interne, indisse l'Anno della Fede nel 1967-1968 culminato nel Credo del Popolo di Dio, istituì la Giornata Mondiale della Pace nel 1968, e celebrò l'Anno Santo nel 1975, pubblicando l'esortazione Gaudete in Domino sulla gioia cristiana. Mantenne vivi i rapporti con la cultura e l'arte, inaugurando nel 1973 la Collezione d'arte religiosa moderna nei Musei Vaticani. Durante il suo pontificato visse il dramma del rapimento e dell'assassinio dell'amico Aldo Moro nel 1978, elevando per lui una commossa preghiera di suffragio. Negli ultimi anni, segnato dalla sofferenza fisica e dall'artrosi, intensificò la preghiera allo Spirito Santo, offrendo la sua vita come dono d'amore alla Chiesa. Spensero le sue forze la sera di domenica 6 agosto 1978, giorno della festa della Trasfigurazione, nella residenza di Castel Gandolfo. Per sua precisa disposizione i funerali furono semplici, con il Vangelo adagiato sulla bara posta direttamente a terra, prima della sepoltura nelle Grotte Vaticane.
Glorificazione e culto
La causa di beatificazione fu avviata il 28 novembre 1978 dal vescovo di Brescia Luigi Morstabilini e sostenuta dai successivi vescovi e conferenze episcopali. Dopo l'inchiesta diocesana e rogatoria a Roma e Milano, conclusa nel 1999, e la consegna della Positio super virtutibus, papa Benedetto XVI promulgò il decreto di Venerabile il 20 dicembre 2012. Il primo miracolo esaminato riguardava la guarigione inspiegabile nel 2001 negli Stati Uniti di un feto nel grembo di una madre che aveva rifiutato l'aborto consigliato dai medici. Dopo la convalida del 2006 e il parere favorevole della Consulta medica e dei teologi, papa Francesco autorizzò il decreto sul miracolo nel 2014, presiedendo la beatificazione il 19 ottobre 2014 al termine del Sinodo straordinario sulla famiglia, istituzione voluta proprio da Paolo VI. Il secondo miracolo, necessario per la canonizzazione, riguardò la guarigione prenatale di una bambina, Amanda Maria Paola, affetta da gravissima anidramniosi alla tredicesima settimana per la rottura delle membrane dopo una villocentesi. I genitori avevano invocato l'intercessione del Beato Paolo VI, recandosi anche al Santuario della Madonna delle Grazie a Brescia. La nascita avvenne il 25 dicembre 2014 e la Consulta medica riconobbe l'inspiegabilità scientifica del caso nel 2017, mentre papa Francesco promulgò il decreto sul miracolo il 6 marzo 2018. La canonizzazione fu celebrata da papa Francesco il 14 ottobre 2018. Le reliquie del santo, tra cui le maglie macchiate di sangue durante il fallito attentato all'aeroporto di Manila, sono conservate a Brescia e nel Duomo di Milano, mentre la tiara è custodita a Washington. La memoria liturgica fu fissata al 29 maggio nel calendario Romano Generale, giorno della sua ordinazione sacerdotale, mentre la diocesi di Milano continua a celebrarla il 30 maggio in memoria della sua Prima Messa.
Su camino ministerial
Giovanni Battista Montini nació en Concesio, Brescia, en el año 1897. Su vocación al servicio de Dios floreció en su tierra natal, donde fue ordenado sacerdote el 29 de mayo de 1920. A lo largo de las décadas siguientes, dedicó su vida al ministerio en diversos ámbitos, incluyendo su labor en Roma y su posterior servicio como arzobispo de Milán, cargo que asumió en el año 1954. Esta trayectoria le permitió conocer profundamente la realidad humana y las necesidades de la Iglesia en un mundo en constante transformación.
El 21 de junio de 1963, fue elegido Papa, iniciando una etapa decisiva para la comunidad de los creyentes. Su labor estuvo marcada por una incansable actividad pastoral y diplomática, destacando especialmente su compromiso con la conclusión del Concilio Vaticano II, hito que finalizó el 8 de diciembre de 1965. Bajo su guía, la Iglesia se abrió a nuevos horizontes, marcados por el deseo de unidad y la búsqueda de la fraternidad universal. Su ministerio se caracterizó por una sobriedad ejemplar y una voluntad de servicio que lo llevó a ser el primer Papa en viajar a la Tierra Santa y a dirigirse a la asamblea de las Naciones Unidas. San Pablo VI falleció en Castel Gandolfo en el año 1978, dejando tras de sí una huella de fidelidad inquebrantable a su llamado. Fue canonizado por el Papa Francisco en el año 2018, reconociendo su virtud y su entrega constante a la edificación de la paz y de la fe.
La memoria litúrgica
La Iglesia celebra la memoria litúrgica de San Pablo VI cada 29 de mayo. Esta fecha posee un significado profundamente espiritual, pues marca el día en que, en el año 1920, el joven Giovanni Battista Montini recibió el sacramento del orden sacerdotal en Brescia. Al elegir este día para su conmemoración, la liturgia nos invita a contemplar la raíz de su vida: el sacerdocio como servicio total a Dios y a los hermanos.
Esta celebración nos permite recordar su figura no solo como guía de la Iglesia universal, sino como un pastor que supo mantener la mirada puesta en el misterio de la salvación. A través de su intercesión, los fieles son llamados a renovar su propio compromiso con la fe y a trabajar por el bien común, manteniendo vivo aquel espíritu de apertura y diálogo que caracterizó toda su existencia. La memoria de San Pablo VI, canonizado en 2018, es un recordatorio de que la santidad se alcanza en la fidelidad cotidiana al deber y en el amor generoso hacia toda la humanidad.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Paolo VI?
La memoria liturgica di San Paolo VI si celebra il 29 maggio nel calendario Romano Generale e il 30 maggio nel calendario della diocesi di Milano.
Dove e quando è nato San Paolo VI?
San Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, è nato a Concesio, in provincia e diocesi di Brescia, il 26 settembre 1897.