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29 de junio

San Pedro

Apóstol

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e chiamata

Il santo nacque a Bethsaida in Galilea e il suo nome originario era Simone, che in ebraico significava Dio ha ascoltato. Egli era figlio di Giona e aveva un fratello di nome Andrea. Lavorava come pescatore sul lago di Tiberiade e viveva a Cafarnao. Era sposato e forse vedovo, poiché nel Vangelo viene citata soltanto sua suocera, mentre nei Vangeli apocrifi è riportato che aveva una figlia, identificata con la leggendaria santa Petronilla. Il fratello Andrea ascoltò l'esclamazione di Giovanni Battista che indicava Gesù come l'Agnello di Dio e andò a conoscere e ad ascoltare il Maestro. Convinto, Andrea disse a Simone di aver trovato il Messia e lo condusse da Gesù. Cristo chiamò Simone a seguirlo dicendogli che era Simone figlio di Giovanni e che si sarebbe chiamato Cefa, tradotto in latino come Petrus. In seguito alla pesca miracolosa, ricevette da Cristo la promessa che sarebbe diventato pescatore di anime.

Al fianco del Maestro

Nel suo cammino al fianco del Messia, Pietro emerge come un uomo semplice, schietto e a volte impulsivo, non un asceta né un diplomatico, ma una persona che affermava drasticamente le cose e agiva d'impeto. Spesso parlava e agiva a nome degli apostoli, non esitando a chiedere spiegazioni e chiarimenti a Gesù circa la predicazione o le parabole e interrogandolo su varie questioni. Insieme a Giacomo e Giovanni, fu reso testimone di fatti importanti come la risurrezione della figlia di Giairo, la trasfigurazione e l'agonia nell'orto degli ulivi. Fu tra i più intraprendenti e il più impulsivo degli Apostoli, divenendo il portavoce e il capo riconosciuto del gruppo. Fu il primo a rispondere quando il Maestro si rivolse ai dodici dopo il discorso nella sinagoga di Cafarnao, dicendo che solo lui ha parole di vita eterna. A Cesarea di Filippo fu il primo tra i discepoli a professare che Gesù era il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Ricevette da Gesù la celebre promessa del primato, ovvero che su di lui edificherà la sua Chiesa, che le porte dell'inferno e le potenze degli inferi non avranno né prevarranno contro di essa, e le chiavi del regno dei cieli con il potere di legare e sciogliere sia sulla terra sia nei cieli, ricevendo inoltre l'incarico di governare la Chiesa.

Umanità e fragilità

I Vangeli lo descrivono come un pescatore poco istruito, talvolta incapace di vedere la volontà di Dio e istintivo. Protestò quando il Maestro preannunciò la sua imminente morte, definendola assurda, e protestò anche quando Gesù rivelò della sua Passione. Si rifiutò decisamente di farsi lavare i piedi da Gesù durante l'ultima cena, volendosi sottrarre a quel gesto. In varie occasioni ricevette i rimproveri del Maestro ma, pur non comprendendo, accettava sempre perché sapeva o aveva intuito di trovarsi davanti alla Verità. Durante l'arresto e il supplizio di Gesù fu preso da grande timore, cercò di opporsi alla cattura usando la spada e fu ripreso da Gesù per le sue reazioni umane non ancora conscie del grande evento della Redenzione. Privato delle sue forze puramente umane, fuggì e assistette impotente e angosciato agli episodi della Passione di Cristo. Nega per tre volte di conoscere Gesù dopo il suo arresto a causa del grande timore, ma si pentì subito del rinnegamento e pianse lacrime amare di rimorso.

La Risurrezione e la prima comunità

Dopo la crocifissione e la Resurrezione, convinto della missione salvifica del Maestro, riprese coraggio. La mattina di Pasqua, informato da Maria Maddalena della scomparsa del corpo del Maestro, si precipita al sepolcro insieme ad un altro discepolo ed entra per primo nel sepolcro vuoto grazie al rispetto dell'altro discepolo che lo aveva preceduto nella corsa. Dopo la risurrezione, torna sulla sua barca e alle sue reti e, dopo una notte trascorsa a pescare, il Maestro gli appare ancora una volta. Il Maestro gli chiede di pascere il proprio gregge e gli predice la sua morte. Dopo l'ascensione di Gesù, tornò a radunare gli Apostoli e i discepoli dispersi infondendo coraggio a tutti, ponendosi come punto di riferimento degli apostoli e dei primi seguaci di Cristo. Partecipò alla riunione nel Cenacolo alla quale prese parte anche Maria. Nel Cenacolo ricevettero lo Spirito Santo e la forza di affrontare i nemici del nascente cristianesimo. Uscirono a predicare le Verità della nuova Fede grazie al miracolo della comprensione delle lingue.

Il ministero e le opere

Dopo dodici anni trascorsi a Gerusalemme, gli Apostoli si sparsero per il mondo conosciuto per propagare il Cristianesimo a tutte le genti e non solo agli israeliti. Cominciò a parlare in pubblico, a predicare e ad operare guarigioni, avendo ricevuto il dono di operare miracoli. Guarì un povero storpio alla porta del tempio, suscitando entusiasmo tra il popolo e preoccupazione nel Sinedrio. Anania e Zaffira caddero stecchiti ai suoi piedi per aver mentito. Rivolse parole durissime a Simon Mago, il quale voleva comprare con il denaro il potere di fare miracoli, e lo vide cadere rovinosamente in un tentativo di compierne uno da solo. Risuscitò Tabita a Giaffa, portando gioia in quella comunità fuori Gerusalemme. Ammise al battesimo il centurione romano Cornelio e la sua famiglia, stabilendo che potevano essere cristiani anche i pagani e coloro che non erano circoncisi, superando la prescrizione della legge ebraica di Mosè. Fu arrestato, convocato e rilasciato più volte dal Sinedrio, che prese atto della sua autorità e dell'entusiasmo crescente della gente intorno a lui. Subì il carcere e fu miracolosamente liberato. Lasciò Gerusalemme a causa della persecuzione di Erode Antipa che rendeva la vita molto rischiosa. Inizia a spostarsi di città in città per raccontare la Buona Novella, tornando spesso a Gerusalemme, dove si presenta insieme agli altri apostoli a Paolo che racconta la sua conversione. Pietro e Paolo intrapresero strade diverse con svariati viaggi, pur incrociandosi spesso a Gerusalemme. Pietro si confrontò più volte con Paolo, ne accettò osservazioni e discusse con lui per decidere gli orientamenti della Chiesa nascente. Intraprese vari viaggi, recandosi ad Antiochia nell'anno quarantadue dell'era cristiana.

Il periodo romano e il martirio

I due apostoli si ritrovano infine a Roma, caput mundi e centro dell'Impero Romano. A Roma rafforza la comunità cristiana e ne è la guida, operando come vescovo di Roma e primo papa per venticinque anni, sebbene interrotti da qualche viaggio apostolico. A causa dell'incendio di Roma dell'anno sessantaquattro, di cui furono incolpati i cristiani, si verificò la prima persecuzione voluta da Nerone. Tra le migliaia di vittime della persecuzione vi fu anche Pietro, che finì rinchiuso nel carcere Mamertino. Viene imprigionato durante la persecuzione di Nerone e, nel sessantasette o secondo alcuni studiosi nel sessantaquattro, viene crocifisso nel circo Neroniano sul colle Vaticano. La tradizione antichissima, fatta risalire allo storico cristiano Origene, tramanda la notizia che fu crocifisso per sua volontà con la testa in giù. Nello stesso anno san Paolo fu decollato a Roma fuori le mura, trafitto con la spada e sepolto sulla via Ostiense. Il corpo di Pietro fu sepolto a destra della via Cornelia, presso la via Trionfale. Nel luogo della sepoltura fu innalzata prima la Basilica Costantiniana e successivamente l'attuale Basilica di San Pietro. Il mondo intero celebra il trionfo di Pietro e Paolo con uguale onore e venerazione.

L'eredità e il primato petrino

La grandezza di Pietro consiste principalmente nella dignità di cui fu rivestito, che trascende la sua persona e si perpetua nell'istituzione del papato. Egli è il primo papa, il Vicario di Cristo, il capo visibile della Chiesa e il capolista di una gerarchia che da venti secoli guida i credenti. Si trovò a guidare la nascente Chiesa in un periodo cruciale per l'affermazione del Cristianesimo nel mondo pagano. Pietro istituì il primo ordinamento ecclesiastico, istituì la recita del Pater noster, indisse il primo Concilio di Gerusalemme, fu l'ispiratore del Vangelo di Marco, fu autore di due lettere apostoliche nonostante la sua scarsa cultura e nominò apostolo il discepolo Mattia al posto del suicida Giuda Iscariota. Il primo simbolo che caratterizza la figura di Pietro e dei suoi successori è la Cattedra, segno della potestà di insegnare, confermare, guidare e governare il popolo cristiano. La Cattedra è inserita nel capolavoro della Gloria del Bernini che sovrasta l'altare maggiore della Basilica Vaticana, a sua volta sovrastato dall'allegoria della colomba che raffigura lo Spirito Santo che assiste e guida la Cattedra. Il secondo simbolo di Pietro è lo stemma pontificio, che comprende una tiara e le chiavi incrociate. La tiara è il copricapo esclusivo del papa e porta tre corone sovrapposte come simbolo dell'immensa potestà del pontefice. Nel pontificale romano del quindici novantasei la tiara indicava il papa come padre dei principi e dei re, rettore del mondo cattolico e Vicario di Cristo, ed è stata perpetuata e arricchita nei secoli da artisti insigni. La tiara oggi non è più usata nelle cerimonie d'incoronazione ed è stata sostituita dalla mitria vescovile, che indica che il papa è vescovo tra i vescovi e che il suo primato deriva dall'essere vescovo di Roma. La tradizione apostolica millenaria aveva affidato al vescovo di Roma il compito del primato. Le chiavi simboleggiano la potestà di aprire e chiudere il regno dei cieli come detto da Gesù a Pietro. San Pietro rimase fino al mille ottocento quarantasei il papa che aveva governato più a lungo con i suoi venticinque anni di regno, superato poi da Pio IX con trentidue anni di governo, mentre Giovanni Paolo II ha raggiunto anch'egli il quarto di secolo di governo come san Pietro. Per rispetto, nessun successore ha voluto chiamarsi Pietro.

Le reliquie, il culto e le festività

Nella cripta della Basilica Vaticana, sotto l'altare della Confessione, vi sono le reliquie di san Pietro, venute alla luce durante i lavori di restauro e consolidamento archeologico eseguiti da papa Pio XII negli anni cinquanta. Sulla destra della navata centrale della Basilica vi è una statua bronzea raffigurante l'Apostolo assiso in cattedra, opera attribuita ad Arnolfo di Cambio. La statua si trovava originariamente nel mausoleo fatto costruire dall'imperatore Onorio all'inizio del quinto secolo sul lato sinistro della basilica, costruito per stare accanto alla tomba del martire. Durante le cerimonie pontificie la statua viene rivestita con i paramenti papali e il suo piede sporgente dal basamento è consumato dallo strofinio delle mani e dal bacio dei fedeli. La festa dei santi Pietro e Paolo si celebra il ventinove giugno ed è una delle più antiche e solenni, inserita nel messale ben prima della festa del Natale. Nel quarto secolo vi era l'usanza di celebrare tre sante Messe il ventinove giugno: la prima in San Pietro in Vaticano, la seconda a San Paolo fuori le mura e la terza nelle catacombe di san Sebastiano, dove le reliquie dei due apostoli furono nascoste per sottrarle alle profanazioni barbariche. Il ventinove giugno sembrerebbe essere la cristianizzazione di una ricorrenza pagana che esaltava Romolo e Remo. Romolo e Remo sono considerati i mitici fondatori di Roma, mentre Pietro e Paolo sono i fondatori della Roma cristiana, avendo annunciato il Vangelo a Roma nella fede e nell'amore di Gesù Cristo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Pedro?

La festa di San Pedro si celebra il ventinove giugno con una solennità liturgica molto antica.

Di cosa è patrono San Pedro?

San Pedro è patrono della Roma cristiana e della Chiesa cattolica.

Solemnidad de los santos Pedro y Pablo Apóstoles. Simón, hijo de Jonás y hermano de Andrés, primero entre los discípulos profesó que Jesús era el Cristo, Hijo del Dios viviente, del cual fue llamado Pedro. Pablo, Apóstol de las gentes, predicó a los Judíos y a los Griegos a Cristo crucificado. Ambos en la fe y en el amor de Jesucristo anunciaron el Evangelio en la ciudad de Roma y murieron mártires bajo el emperador Nerón: el primero, como dice la tradición, crucificado cabeza abajo y sepultado en el Vaticano junto a la vía Triunfal, el segundo herido con la espada y sepultado en la vía Ostiense. En este día todo el mundo con igual honor y veneración celebra su triunfo. — Martirologio Romano