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21 de agosto

San Pío X (Giuseppe Sarto)

Papa

San Pío X (Giuseppe Sarto)

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione

Giuseppe Melchiorre Sarto nacque a Riese, in provincia di Treviso, il 2 giugno 1835. Il comune di Riese ha assunto la denominazione di Riese Pio X a partire dal 1952. Era il secondo dei dieci figli di Giovanni Battista Sarto e Margherita Sanson. Suo padre Giovanni Battista, vissuto tra il mille settecentosettantadue e il mille ottocentocinquantadue, svolgeva la professione di fattore e nel tempo libero coltivava un piccolo terreno, mentre sua madre Margherita Sanson, vissuta tra il mille ottotredici e il mille ottocentonovantaquattro, svolgeva la professione di sarta.

Sin da ragazzo dimostrò forza di carattere e tenace volontà, sopportando serenamente i sacrifici causati dalla povertà della sua famiglia. Per anni percorse ogni giorno a piedi, spesso scalzo, la strada da Riese a Castelfranco per frequentare la scuola. Era dotato di una forte predisposizione allo studio e fu aiutato da alcuni sacerdoti e poi dal patriarca di Venezia, originario anch'egli di Riese. Il patriarca gli offrì un posto gratuito nel Seminario di Padova, considerato all'epoca uno dei migliori d'Italia, dove dimostrò una grande ricchezza d'indole e un notevole equilibrio.

Nel 1852, all'età di diciassette anni, morì suo padre. Gli amministratori del Comune di Riese offrirono a Giuseppe l'impiego del defunto padre per aiutare la famiglia numerosa. La madre Margherita rifiutò eroicamente l'offerta affinché Giuseppe potesse seguire la sua vocazione sacerdotale, decidendo di mantenere la famiglia lavorando giorno e notte come sarta. Fu ordinato prete nel 1858 dal vescovo di Treviso Giovanni Antonio Farina.

Il ministero pastorale

Fu immediatamente nominato cappellano a Tombolo, in provincia di Padova, una piccola parrocchia di campagna. Giunse a Tombolo il 29 novembre 1858 e profuse le sue giovani forze nell'apostolato e nel ministero sacerdotale per ben nove anni. Risultò primo al concorso per la nomina a parroco di Salzano, un grosso borgo della provincia veneziana, dove fu nominato nel 1867 e rimase per circa nove anni. Aveva una salute di ferro, un'energia inesauribile e una sorprendente capacità di relazionarsi con gli altri, dedicandosi anima e corpo all'attività parrocchiale e guadagnandosi l'ammirazione dei parrocchiani e dei confratelli.

Nel novembre 1875 il vescovo di Treviso lo chiamò nominandolo Canonico della Cattedrale, Cancelliere della Curia Vescovile e Direttore spirituale del Seminario. Assunse questi prestigiosi incarichi all'età di quarant'anni. Trascorreva la mattina al vescovado e il pomeriggio in seminario, adempiendo ai suoi compiti con dedizione e competenza. Portava a casa le pratiche non evase per sbrigarle durante le ore notturne, mentre la sua buona salute gli permetteva di recuperare le energie dormendo solo quattro o cinque ore per notte. Il suo modo di agire comprensivo e il suo amore per i poveri gli guadagnarono l'affetto e la stima di tutti, conservando sempre un ottimo ricordo dell'esperienza di direttore spirituale nel seminario diocesano di Treviso.

L'episcopato a Mantova

Nel settembre 1884 papa Leone XIII lo nominò vescovo di Mantova, incarico che assunse ufficialmente il 10 novembre 1884. La diocesi di Mantova attraversava un periodo molto difficile sia internamente sia nei rapporti con il potere civile. Giuseppe Sarto era conosciuto per la fama di oratore brillante e per la sua grande carità. A Mantova si rivelò un capo dotato di spirito realistico, capace di cogliere i problemi e trovare soluzioni pratiche, unendo una bonarietà sorridente a una fermezza innata quando necessario.

Seppe pacificare gli animi e avviò un profondo rinnovamento della vita cristiana nell'intera diocesi. Incoraggiò la nascita e l'affermazione delle cooperative operaie. Partecipò al primo Congresso catechistico nazionale tenutosi a Piacenza tra il 24 e il 26 settembre 1889. A Piacenza invocò un catechismo popolare storico-dogmatico-morale in domande brevi e risposte brevissime comune a tutta Italia, poiché riteneva che il catechismo del Bellarmino fosse molto difficile per le menti rozze dei bambini e degli adulti definiti quasi geniti infantes.

Il patriarcato di Venezia

Papa Leone XIII, apprezzando il suo operato, lo elevò alla dignità cardinalizia il 12 giugno 1893 con il titolo di San Bernardo alle Terme, e il 15 giugno 1893 lo destinò alla sede patriarcale di Venezia, che si trovava anch'essa in una situazione difficile. Giunto a Venezia, rifiutò una nuova porpora cardinalizia e fece riadattare dalle sorelle la vecchia porpora del suo predecessore, donando ai poveri la somma equivalente all'acquisto di una porpora nuova. Il suo ingresso a Venezia poté avvenire solo il 24 novembre 1894 a causa della mancanza del beneplacito del Governo Italiano. Il re d'Italia Umberto I sosteneva di avere il diritto di scegliere il patriarca in base a un antico privilegio della Repubblica Veneta. Il governo italiano rifiutò inizialmente l'avallo exequatur per la nomina a patriarca, sostenendo che spettasse al Re e che Sarto fosse stato scelto su pressione dell'Impero austro-ungarico. Dopo diciotto mesi si giunse a un compromesso per la sua nomina.

Si era formato sotto papa Pio IX e nel clima reazionario della monarchia asburgica, a cui il Veneto era soggetto fino al 1866, e conservava un certo attaccamento sentimentale per l'imperatore austriaco Francesco Giuseppe, sovrano dei suoi primi trent'anni. Monsignor Sarto era considerato in un primo momento un intransigente che condannava il liberalismo e l'apertura alla mentalità moderna. Tuttavia, a differenza dell'ambiente di curia, il patriarca Sarto mostrò un atteggiamento più conciliante verso la Casa Savoia e il Regno d'Italia, essendo ormai convinto che non si potesse più tornare indietro rispetto all'unità d'Italia. Riteneva necessario preparare un progressivo riavvicinamento tra la nuova Italia e la Santa Sede per risolvere la Questione Romana salvaguardando gli aspetti spirituali essenziali, e voleva abbandonare gli elementi transitori delle posizioni di papa Pio IX e di papa Leone XIII.

Agiva incurante delle critiche e dello stupore di alcuni. Indusse i cattolici veneziani ad allearsi con i liberali moderati, servendo l'alleanza a far cadere l'amministrazione comunale massonica che aveva soppresso il catechismo nelle scuole e rimosso il crocifisso dagli ospedali. Mobilitò i parroci e i gruppi di Azione Cattolica, moltiplicò le riunioni dei comitati e governò la stampa cattolica. Il suo avvicinamento all'Italia ufficiale era dettato da realismo pastorale, sebbene non nutrisse simpatia per l'ideologia liberale e modernista, che rifiutò sempre. A Venezia si registrò una fioritura della vita religiosa: gli adulti venivano istruiti nella fede e organizzati in associazioni religiose, mentre i bambini venivano preparati alla Prima Comunione e alla Cresima con particolare impegno. Le celebrazioni liturgiche acquisirono nuovo decoro grazie alla solennità dei canti sacri. A Venezia conobbe il giovane Lorenzo Perosi, ne ammirò il talento musicale, lo aiutò a diventare sacerdote e gli affidò la riforma del canto liturgico prima a Venezia e poi a Roma. Amava i poveri e donava loro tutto ciò che possedeva. Si preoccupò di migliorare le condizioni di vita degli operai, incoraggiando le Casse Operaie parrocchiali, le Società di Mutuo Soccorso e gli uffici di collocamento popolare. Istituì nel 1895 una cattedra di scienze economiche e sociali nel Seminario per indirizzare il clero in tal senso. A Venezia amava tutti ed era amato da tutti.

Il 15 ottobre 1893 si recò al capezzale dell'anziana madre morente, la quale aveva espresso il desiderio di vedere il figlio vestito con gli abiti cardinalizi. Si presentò all'improvviso quella mattina per accontentare la madre. La madre, vedendolo, esclamò con stupore 'Ah Bepi, sè tutto rosso!' ed egli rispose 'E vu mare, sè tutta bianca!'

L'elezione al pontificato

Il 20 luglio 1903 morì papa Leone XIII a oltre novantatré anni, dopo aver governato la Chiesa per oltre venticinque anni. Il patriarca di Venezia cardinale Sarto partì alla volta di Roma per il Conclave. Alla stazione ferroviaria una gran folla lo circondò per salutarlo. Commosso, rassicurò la folla dicendo 'Vivo o morto ritornerò'. Il biglietto del treno che gli era stato offerto era di andata e ritorno. Le sue parole alla stazione furono profetiche poiché non fece più ritorno a Venezia come patriarca, sebbene papa Giovanni XXIII autorizzò successivamente il ritorno dell'urna con il corpo di Pio X a Venezia, avvenuto trionfalmente il dodici aprile 1959 e con l'esposizione nella Basilica di San Marco per un mese fino al dieci maggio per ricevere il saluto e la venerazione dei veneziani.

Il Conclave successivo fu uno dei più drammatici della storia e l'ultimo in cui venne esercitata l'esclusiva di un governo cattolico contro un papabile sgradito. Il candidato considerato più probabile al soglio di Pietro era il Segretario di Stato cardinale Mariano Rampolla del Tindaro. Il governo asburgico riteneva Rampolla favorevole ai cristiano-sociali in Austria-Ungheria e agli indipendentisti slavi nei Balcani, e i motivi del veto erano anche personali legati alla negazione della sepoltura cristiana all'arciduca Rodolfo d'Asburgo-Lorena suicidatosi nei fatti di Mayerling. Il cardinale Puzyna, arcivescovo di Cracovia, annunciò che l'imperatore d'Austria-Ungheria Francesco Giuseppe poneva il veto all'elezione di Rampolla sfruttando un antico privilegio. Il veto provocò le proteste del Decano del Sacro Collegio e di altri cardinali contro l'ingerenza civile. Nonostante l'indignazione, il Conclave obbedì e i voti si orientarono sul patriarca di Venezia. Il Conclave durò quattro giorni, aprendosi il primo agosto e designando il patriarca di Venezia come nuovo pontefice il tre agosto 1903. Accettò il pontificato nonostante le sue implorazioni a non votarlo, assumendo il nome di Pio X in onore dei suoi immediati predecessori Pio VI, Pio VII, Pio VIII e Pio IX. Fu Papa dal 9 agosto 1903 al 20 agosto 1914. Aveva sessantotto anni quando salì al soglio pontificio. Scelse come motto del pontificato Instaurare omnia in Christo tratto dalla Lettera agli Efesini, attuandolo con coraggio e fermezza.

Il pontificato e le riforme

Il suo pontificato durò undici anni. Ruppe la sua personale cadenza di incarichi della durata esatta di nove anni, avuta nei ruoli di seminarista, cappellano a Tombolo, parroco a Salzano, canonico e direttore del Seminario a Treviso, vescovo di Mantova e patriarca di Venezia. Instaurò una linea di condotta di continuità politica con i pontificati di Pio IX e Leone XIII, ma operò una rottura con schemi consolidati rifiutando di elargire benefici alla propria famiglia. Rifiutò il nepotismo e i favoritismi praticati fino ad allora nonostante le sue umili origini, vivendo parcamente in Vaticano, assistito dalle sorelle, in un appartamento allestito appositamente. Consapevole della propria assenza di esperienza diplomatica e formazione universitaria, seppe scegliere collaboratori competenti, nominando segretario di Stato il giovane cardinale trentottenne Rafael Merry del Val y Zulueta, poliglotta e direttore della Pontificia accademia ecclesiastica, a cui lasciò campo libero nella conduzione della diplomazia vaticana.

Tra le prime decisioni di Pio X vi fu l'abolizione del veto laicale tramite la costituzione apostolica Commissum nobis. Il venti gennaio 1904 papa Pio X stabilì che nessun potere laico esterno potesse opporre un veto nell'elezione del pontefice, colpendo con la scomunica i cardinali che avessero fatto da portavoce a desideri o indicazioni di uno Stato nell'elezione papale, reduci dal drammatico conclave che lo aveva eletto. Pio X riformò profondamente la Curia Romana e le varie Congregazioni con la costituzione Sapienti consilio del 29 giugno 1908, sopprimendo vari dicasteri divenuti inutili. Unificò sul piano della gestione patrimoniale i redditi dell'obolo di San Pietro con quelli del patrimonio del Vaticano. Fece redigere un nuovo Codice di Diritto Canonico, avviando una riforma culminata nel 1917 con la promulgazione. Riformò la Liturgia rimuovendo parti inutili dal Messale e ripristinando il primato del ciclo delle domeniche rispetto a quello dei Santi. Impose il canto gregoriano nella liturgia tramite il Motu proprio Tra le sollecitudini del 22 novembre 1903, fornendo precise istruzioni sull'uso della musica nelle cerimonie religiose, e creò il primo cardinale sudamericano della storia della Chiesa l'undici dicembre 1905, elevando a cardinale il vescovo brasiliano Joaquim Arcoverde Cavalcanti.

Dottrina, lotta al modernismo e vita cristiana

Pio X avvertì la necessità di erigere il papato contro la modernità a causa del progresso del liberalismo antireligioso, del socialismo materialista e dello scientismo presuntuoso, in un contesto in cui si stavano diffondendo nel mondo cattolico una rivisitazione filosofica della teologia e un'inquietudine culturale. Il papa spezzò ogni tentativo di compromesso tra i cattolici e la nuova cultura, dando alla Chiesa cattolica un indirizzo teologico tradizionalista. Nel 1907 Pio X condannò il modernismo con l'enciclica Pascendi Dominici Gregis e il decreto Lamentabili Sane Exitu. Approvò personalmente il Sodalitium Pianum, una rete di informazione per indagare su teologi e docenti sospettati di modernismo. Introdusse dal primo settembre 1910 il giuramento di fede per tutti i membri del clero come risposta al modernismo teologico. In campo politico riprese la linea intransigente di Pio IX, considerando la separazione tra Chiesa e Stato come un sacrilegio gravemente ingiurioso nei confronti di Dio e ritenendo che a Dio si dovesse rendere sia un culto privato che pubblico. Il pensiero di Pio X portò a identificare l'istituzione papale con la Chiesa intera e la Santa Sede con il popolo di Dio dopo la caduta dello Stato Pontificio.

Con l'enciclica Il Fermo Proposito dell'undici giugno 1905, Pio X allentò le restrizioni del Non expedit di papa Pio IX, il fermo divieto per tutti i cattolici italiani di partecipare alla vita politica. Gli storici sostengono che Pio X allentò il Non expedit soprattutto per arginare i consensi verso le forze socialiste. Nel testo dell'enciclica il Papa concesse la dispensa dal divieto di partecipazione politica per i casi di stretta necessità per il bene delle anime e la salvezza delle chiese, invitando i cattolici a perseguire l'attività organizzata per la vita amministrativa dei Comuni e dei Consigli provinciali per disciplinare le moltitudini contro l'invadenza del socialismo. L'otto agosto 1910 il Pontefice emanò il decreto Quam singulari Christus amore, che ripristinò l'età della Prima comunione e della Prima confessione dei bambini all'età dell'uso della ragione, intorno ai sette anni. Tale età era stata fissata dai concili Lateranense IV nel 1215 e Tridentino nella tredicesima sessione tra il 1551 e il 1552, e successivamente modificata per influsso del giansenismo. Promosse l'obbligo del catechismo per piccoli e grandi con il Catechismo di Pio X redatto nel 1905. Ai primi del Novecento il tango, importato dall'Argentina, cominciava a sottrarre spazio in Europa al valzer e alla polka, e le autorità ecclesiastiche parigine avevano richiesto interdizioni perché ritenuto eccessivamente sensuale. Pio X diede disposizioni affinché una coppia di ballerini di tango gli fornisse un'idea precisa del nuovo ballo per valutarne gli aspetti scandalosi. Dopo un'esibizione riservata, il Papa espresse un giudizio favorevole o comunque non scandalizzato sul tango, paragonandolo alla furlana e non ravvisandovi peccati, disponendo la revoca della sanzione ecclesiastica prevista. L'episodio del tango ha ispirato una poesia di Trilussa intitolata Tango e Furlana. Il libro intitolato Crisi modernista e rinnovamento cattolico in Italia di Pietro Scoppola fu pubblicato a Bologna nel 1961.

Gli ultimi giorni e la glorificazione

Verso la fine del pontificato, l'Europa fu minacciata da una guerra che coinvolse molti Stati cattolici. L'attentato di Sarajevo all'arciduca Francesco Ferdinando fu seguito il ventotto luglio 1914 dall'attacco dell'Austria alla Serbia, estendendo il conflitto all'Europa. Pio X soffriva già da tempo di gotta ed era quasi ottantenne allo scoppio della guerra. Lo stato di salute e il deperimento fisico del papa si accentuarono a causa della guerra, morendo un mese dopo lo scoppio della prima guerra mondiale. Dopo una bronchite trasformatasi in polmonite acuta, Pio X morì nella notte tra il venti e il ventuno agosto 1914 a causa di una cardiopatia, probabilmente una pericardite. Fu sepolto nelle Grotte Vaticane, e successivamente la sua salma fu tumulata all'interno della Basilica di San Pietro in Vaticano, dove la sua urna si venera.

In vita Pio X era indicato come un papa santo a causa di voci di guarigioni avvenute toccando i suoi abiti, sebbene egli soleva correggere le voci dicendo 'Mi chiamo Sarto non Santo'. Il papa possedeva notevoli doti, cultura, leggeva numerose opere, parlava e leggeva il francese, e aveva un gusto artistico che lo portò a proteggere i tesori d'arte della Chiesa e ad amare il canto liturgico come cultore della musica. Era un uomo di grandezza morale che viveva in Dio e di Dio, esercitando le virtù cristiane fino all'eroismo. La sua umiltà era diventata una seconda natura senza ostentazione, mantenendo un'effettiva povertà e un atteggiamento di distacco verso se stesso. La sua fede e fiducia nella Provvidenza generarono una serenità interiore ammirata da tutti, e la sua carità destava la meraviglia dei dignitari del Vaticano. Fu beatificato il tre giugno 1951 da papa Pio XII e fu proclamato santo il ventinove maggio 1954 sempre da papa Pio XII. La figura di Giuseppe Melchiorre Sarto è descritta come interessante, poliedrica, controversa ma appassionata e appassionante. Nel Martirologo è ricordato come papa che fu dapprima sacerdote in parrocchia, poi vescovo di Mantova e patriarca di Venezia. È compatrono secondario della città di Venezia in ricordo degli anni trascorsi come Patriarca. L'autore del testo biografico è Antonio Borrelli.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Pío X?

La festa di San Pío X si celebra il ventuno agosto.

Di cosa è patrono San Pío X?

San Pío X è patrono della Fraternità Sacerdotale San Pio X e compatrono secondario della città di Venezia.

Memoria de san Pío X, papa, que fue primero sacerdote en parroquia y luego obispo de Mantua y patriarca de Venecia. Elegido, finalmente, Pontífice de Roma, se propuso como programa de gobierno recapitular todo en Cristo y lo realizó en simplicidad de ánimo, pobreza y fortaleza, promoviendo entre los fieles la vida cristiana con la participación en la Eucaristía, la dignidad de la sagrada liturgia y la integridad de la doctrina.<br>(20 de agosto: En Roma, aniversario de la muerte de san Pío X, papa, cuya memoria se celebra mañana). — Martirologio Romano