21 de agosto
San Privado de Mende
Obispo y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La vita e il contesto storico
San Gregorio di Tours fornisce i ragguagli più esatti su san Privato. Il nome latino del santo è Privatus e quello francese è Privat. San Privato era vescovo dei Gabali, corrispondente all'odierna diocesi di Mende. San Privato è uno dei santi più venerati dell'antica Gallia insieme ai santi Dionigi, Saturnino, Martino e Marziale. L'epoca precisa dell'invasione di Croco e del martirio non è nota con esattezza. Alcuni studiosi, seguendo Gregorio di Tours, collocano l'invasione nel terzo secolo durante l'impero di Valeriano e Gallieno. Altri studiosi identificano l'invasione con quella del 407. Nel territorio di Mende in Francia, san Privato fu trovato nella cripta mentre attendeva a digiuni e preghiere durante l'invasione dei Vandali.
Il martirio
Secondo il racconto di Gregorio, il martirio di Privato è legato all'invasione degli Alamanni comandati dal re Croco. Croco devastò la Gallia su consiglio di sua madre. Croco distrusse i templi degli Alverni e giunse fino al territorio dei Gabali. Privato viveva in una grotta del monte Mimmat dedicandosi al digiuno e alla preghiera. Privato fu immediatamente fatto prigioniero dagli invasori. Si tentò di mercanteggiare Privato come ostaggio per costringere la guarnigione di Grèze ad aprire le porte. Privato rifiutò di prestarsi alle manovre degli invasori e di sacrificare agli idoli. Privato fu ripetutamente colpito e morì dopo qualche giorno. San Privato morì battuto con le verghe per essersi rifiutato di tradire le sue pecore immolando agli idoli. Il luogo della sua morte fu il monte Mimmat.
Le fonti e le passiones
Il martirio di san Privato è stato narrato da due passiones. La passio più breve è stata inserita da Vincenzo di Beauvais nel suo Speculum Historiale. La passio più lunga risale almeno al secolo decimo o ad epoche successive. La passio più lunga non menziona il trasporto delle reliquie di san Privato. L'elogio di san Privato nel Martirologio Romano è attinto da Floro. L'elogio di Floro dipende a sua volta dal Martirologio Geronimiano.
Il culto e le reliquie
Il culto di san Privato è sempre stato vivo sin dall'epoca in cui Gregorio notava un'assidua frequenza di popolo nella basilica edificata sulla sua tomba. Dopo il 632, alla morte di Cariberto, il corpo del santo sarebbe stato trasferito da Mende all'abbazia di san Dionigi per ordine del re Dagoberto. Nel 777 il corpo sarebbe stato portato in Lorena, nel priorato di Salonnes, fondato dall'abate Fulrado di san Dionigi. La traslazione dei resti da san Dionigi a Salonnes non è storicamente certa. Il corpo sarebbe stato in seguito riportato a Mende in segreto da un monaco di nome Clodberto. Il corpo fu sepolto in una cripta della chiesa di santa Tecla a Mende. Nel 1170 il vescovo Adalberto scoprì i resti di san Privato racchiusi in una cassa di piombo. In occasione della scoperta dei resti, il vescovo Adalberto scrisse gli opuscoli De inventione et de miraculis. Parecchi villaggi nel paese dei Gabali e in Lorena portano il nome del santo.
L'iconografia
Nell'iconografia san Privato appare in abito episcopale. Il santo ha come attributo una dava, simbolo forse della sua irruente opera di evangelizzatore. L'immagine di san Privato appare nel mosaico che orna la tomba del vescovo di Mende Guillaume Duraod in santa Maria sopra Minerva a Roma. Il mosaico della tomba di Guillaume Duraod è opera di Giovanni dei Cosmati del secolo tredicesimo.
La vida y el martirio
La trayectoria de San Privado estuvo profundamente vinculada a la geografía de la actual Francia, especialmente a los parajes de Mende, el monte Mimmat, Grèze y Salonnes. En su búsqueda de una unión más estrecha con el Creador, eligió vivir en eremitaje en una gruta situada en el monte Mimmat, donde dedicó sus días a la oración y al silencio. Este retiro, sin embargo, fue interrumpido por las convulsiones políticas y militares de su época, cuando las invasiones de los pueblos germánicos alteraron la paz de la región.
Durante la incursión de los alamanes, encabezados por el caudillo Croco, San Privado fue capturado por los invasores. Los persecutores intentaron doblegar su voluntad con exigencias contrarias a su fe, ordenándole sacrificar ante sus ídolos y reclamándole información para traicionar a la guarnición local. Con una determinación que solo nace de la convicción profunda, el obispo rechazó de forma absoluta ambas demandas, prefiriendo la fidelidad a su Señor y el cuidado de su pueblo por encima de su propia integridad física. Esta negativa fue respondida con una violencia extrema, pues fue sometido a severas golpizas por parte de los invasores. A consecuencia de estos tormentos sufridos por su negativa a claudicar, San Privado entregó su alma a Dios en el año cuatrocientos siete, convirtiéndose en un testimonio luminoso de martirio. Su cuerpo, símbolo de su entrega, fue posteriormente trasladado a la abadía de San Dionigi, donde su memoria continuó siendo honrada por los fieles a través de las generaciones.
El culto
El culto a San Privado se ha mantenido vivo a través de la tradición litúrgica, que reconoce su sacrificio como un eslabón fundamental en la historia cristiana de la región. Su memoria no ha quedado confinada al olvido, sino que ha sido inscrita en el Martirologio Romano, lo que asegura que su ejemplo de valentía y fidelidad sea recordado cada año por la Iglesia universal. La traslación de sus reliquias hacia la abadía de San Dionigi marcó un hito importante en la consolidación de su veneración, permitiendo que su presencia espiritual fuera custodiada con el respeto que corresponde a quienes han dado su vida por el Evangelio.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Privato di Mende?
San Privato si festeggia il ventuno agosto, data in cui viene ricordato nel Martirologio Romano.
Di cosa è patrono San Privato di Mende?
Non sono menzionati specifici patronati nei dati storici disponibili.
En el territorio de Mende en Francia, san Privado, obispo y mártir, que, durante la invasión de los Vándalos en Francia, fue encontrado en la cripta, donde atendía a ayunos y oraciones, y murió golpeado con las varas por haberse negado a traicionar a sus ovejas inmolando a los ídolos. — Martirologio Romano