1 de junio
San Secondo de Amelia
Mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e cattura
Una Passio di origine farfense attesta che Secondo era un soldato, inserito in un contesto di servizio militare e di nobili origini. Egli apparteneva infatti alla famiglia dell'imperatore Aureliano, vissuto tra il 214 e il 277. Durante la persecuzione di Diocleziano e Massimiano, avvenuta tra il 303 e il 305, il proconsole Dionisio fece prelevare Secondo ad Amelia per sottoporlo al giudizio delle autorità imperiali. Secondo fu così portato al cospetto del proconsole Dionisio presso il tribunale di Spoleto, dove ebbe inizio il suo coraggioso confronto con il potere costituito.
Il processo e i prodigi
Dionisio non riuscì a convincere Secondo ad abiurare la fede cristiana e, di fronte alla ferma resistenza del soldato, fece ripetutamente torturare Secondo dopo il suo rifiuto di abiurare. Durante i supplizi, Secondo implorò da Dio un segno per convertire i suoi persecutori, invocando l'intervento divino in quel momento di estrema sofferenza. Per effetto della preghiera di Secondo, un violento terremoto abbatté il grandioso tempio di Ercole eretto in onore dell'imperatore Massimiano Erculio. Successivamente, Dionisio ordinò di riportare Secondo ad Amelia per affogarlo nel fiume Tevere, le cui acque scorrevano a pochi chilometri dalla città di Amelia, e la sentenza di morte fu eseguita dai soldati incaricati.
Il viaggio e il martirio
Durante la via del ritorno verso il luogo dell'esecuzione, un orso sbarrò la strada ai soldati uccidendone alcuni, frapponendosi in modo inatteso lungo il cammino. I soldati sopravvissuti, terrorizzati dalla fine dei compagni, corsero dal sacerdote Eutizio chiedendo perdono per i loro peccati. In seguito a questo drammatico ravvedimento, i soldati sopravvissuti si fecero battezzare dal sacerdote Eutizio, compiendo un percorso di conversione. La morte di San Secondo viene collocata storicamente nel periodo compreso tra il 303 e il 305, suggellando la sua testimonianza di fede.
La sepoltura e le reliquie
Il corpo di Secondo riemerso miracolosamente dal fiume Tevere venne recuperato da una matrona di nome Eudossia, che si adoperò per dare una degna sepoltura al martire. La matrona Eudossia seppellì il corpo di Secondo in un suo terreno appena fuori le mura di Amelia, custodendo con cura le sacre spoglie. Sul luogo della sepoltura ad Amelia sorse successivamente una chiesa dedicata a San Secondo, meta della devozione dei fedeli. La versione eugubina della Passio indica Gubbio come residenza di Secondo e indica Eudossia come originaria di Gubbio, collocando la sepoltura del santo fuori dalle mura eugubine. Le reliquie di San Secondo giunsero a Pergola da Gubbio nel 1285, stabilendo un legame storico e spirituale tra le due comunità.
Tradizioni agiografiche e culti affini
Le due versioni della Passio dipendono l'una dall'altra, con una probabile precedenza temporale della versione amerina sulla tradizione eugubina. La Passio di San Secondo è sovrapponibile a quella di Valentino ed Ilario, martiri di Viterbo venerati il 3 novembre, evidenziando un legame letterario e agiografico. Il culto dei martiri Valentino ed Ilario fu diffuso dai monaci benedettini di Farfa, i quali portarono il culto del santo anche sull'isola Polvese sul lago Trasimeno, erigendovi una chiesa. Esiste inoltre un'affinità tra le vicende del Secondo amerino e i santi Secondo di Salussola in provincia di Biella e Secondo di Pinerolo in provincia di Torino. Anche i santi Secondo di Salussola e di Pinerolo erano militari appartenenti alla leggendaria Legione Tebea, e il culto di San Secondo di Salussola fu diffuso dai monaci benedettini dell'abbazia della Novalesa. Per tali motivi, è ipotizzabile una sovrapposizione e una diffusione dei culti del medesimo martire in alcune delle città in cui è venerato.
Il cammino di fede
La vicenda terrena di San Secondo di Amelia si intreccia con i complessi avvenimenti del quarto secolo. Nato ad Amelia, il giovane intraprese la carriera militare, entrando a far parte della famiglia dell'imperatore Aureliano. Tuttavia, la sua vocazione più profonda lo condusse verso una testimonianza pubblica e radicale di Cristo. In un periodo segnato dalla dura persecuzione contro i cristiani voluta dall'imperatore Diocleziano, San Secondo non esitò a professare apertamente la propria appartenenza alla fede, rifiutando con fermezza ogni tentativo di abiura.
Questo atto di resistenza spirituale lo portò davanti al proconsole Dionisio, nella città di Spoleto, dove fu sottoposto a un processo sommario. Nonostante le atroci torture subite, il martire mantenne intatta la sua risoluzione, confermando la propria dedizione al Signore. La condanna a morte fu eseguita mediante l'annegamento nelle acque del fiume Tevere. Il suo corpo, sottratto alle acque, fu recuperato dalla matrona Eudossia, che si premurò di offrirgli una degna sepoltura fuori le mura della città di Amelia, rendendo onore a colui che aveva donato la propria vita per la verità del Vangelo.
Il culto e la memoria
Il culto di San Secondo di Amelia si è radicato profondamente nel territorio umbro e marchigiano, estendendo la sua influenza tra le comunità di Amelia, Gubbio e Pergola, che lo riconoscono oggi come proprio patrono. La devozione dei fedeli verso questo martire è stata preservata attraverso i secoli, trovando una solenne conferma negli Acta Sanctorum dei Bollandisti, che fissano la sua commemorazione nel calendario liturgico il primo giorno di giugno.
La figura di San Secondo continua a essere un punto di riferimento per i credenti, invitando alla riflessione sulla coerenza tra la propria fede e le scelte quotidiane. La sua storia, pur risalente a un tempo lontano, parla al presente con la forza del suo sacrificio, ricordando a ogni generazione l'importanza di restare saldi nei propri principi spirituali, anche di fronte alle prove più difficili. La sua presenza è ancora oggi invocata nelle comunità che lo venerano, come custode della speranza cristiana.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Secondo de Amelia?
La memoria liturgica di San Secondo de Amelia si celebra il primo giugno.
Di cosa è patrono San Secondo de Amelia?
San Secondo è annoverato tra i patroni delle città di Pergola, Gubbio e Amelia.