12 de agosto
San Simplicio
VIII Obispo de Vercelli
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini della sede episcopale e la memoria dei vescovi
Nell'antica basilica eusebiana di Vercelli, oggi scomparsa e sostituita dalla cattedrale attuale, si trovava un dipinto nella navata centrale raffigurante la serie dei primi quaranta vescovi di Vercelli. La serie episcopale dipinta partiva da san Eusebio fino a Nottingo. I vescovi rappresentati nella serie vissero dalla metà del quarto secolo all'ottocentotrenta circa. Sotto ogni ritratto della serie era scritto a grandi lettere il nome del personaggio. La datazione esatta dei ritratti e dei nomi è oggetto di studio da parte degli storici. Non vi è certezza se la serie fu realizzata da Norgando, successore dell'ultimo vescovo effigiato, nella prima metà del nono secolo. Alcuni ipotizzano che i ritratti siano stati realizzati dai vescovi che eseguirono i restauri dopo la devastazione degli Ungari nell'ottocentonovantanove. Altri ipotizzano che i ritratti siano stati eseguiti dopo l'incendio appiccato da Arduino da Ivrea, vissuto tra il novecentocinquantacinque e il millequindici. Arduino da Ivrea uccise il vescovo Pietro e ne incenerì la salma. I ritratti antichi costituivano un documento autorevole per la storia dei primi vescovi di Vercelli. I ritratti svanirono nel corso dei secoli a causa dell'incuria e della vetustà. Soltanto venticinque nomi poterono essere letti quando i vescovi Bonomio e Ferrero vollero trascriverli tra la fine del sedicesimo secolo e l'inizio del diciassettesimo secolo. La trascrizione dei vescovi servì per comporre il catalogo episcopale della diocesi. I documenti d'archivio subirono una dispersione durante le invasioni barbariche, in particolare nell'epoca longobarda. Le informazioni sui vescovi di Vercelli vissuti tra la metà del quinto secolo e l'inizio del nono secolo provengono da iscrizioni sepolcrali, libri liturgici locali, documenti di altre Chiese e notizie di storia civile.
La figura di San Simplicio e le fonti storiche
Di san Simplicio si possiedono pochissime informazioni storiche. San Simplicio fu l'ottavo vescovo di Vercelli. La posizione di Simplicio come ottavo vescovo è confermata dal catalogo episcopale compilato dallo storico F. Savio nel millesimootto ottantotto, che corregge i cataloghi precedenti. Il nome di Simplicio non si leggeva chiaramente sotto la sua effige sbiadita nella basilica eusebiana. L'episcopato di san Simplicio si colloca verso il quattrocentosettanta, in coincidenza con il difficile periodo delle invasioni barbariche. Lo storico Cusano riferì che all'inizio del diciassettesimo secolo fu scoperto il sepolcro di san Simplicio. Sulla tomba di san Simplicio fu rinvenuta l'iscrizione latina indicante il suo nome, il numero d'ordine episcopale e le sue virtù di santità. Gli studiosi moderni ritengono apocrifo il testo dell'iscrizione sepolcrale di san Simplicio. Il nome di san Simplicio non è menzionato nell'antico calendario eusebiano. L'opera Bibliotheca Sanctorum cataloga san Simplicio insieme a san Discolio, che fu il quarto vescovo di Vercelli. San Simplicio e san Discolio venivano probabilmente celebrati nello stesso giorno, il dodicesimo giorno del mese di agosto, nel calendario liturgico locale.
Il ministero episcopale
La figura di San Simplicio si inserisce nel solido albero genealogico dei vescovi di Vercelli. Egli occupa il posto di ottavo successore sulla cattedra episcopale, un incarico che nel quinto secolo richiedeva non solo saggezza dottrinale, ma anche una profonda capacità di accompagnare i fedeli nelle sfide quotidiane di un tempo complesso. Il suo episcopato, situato approssimativamente attorno all'anno quattrocentosettanta, trova riscontro documentale nel catalogo episcopale analizzato da Francesco Savio, fonte autorevole per la ricostruzione storica delle origini cristiane in questa regione.
Sebbene il trascorrere dei secoli abbia velato i dettagli intimi della sua esistenza, il nome di San Simplicio rimane legato indissolubilmente alla città di Vercelli. È proprio in questa terra che egli ha svolto il suo ministero, offrendo la propria vita per il bene della Chiesa locale. La sua missione episcopale è stata caratterizzata dalla cura delle anime e dalla fedeltà alla dottrina, elementi che definiscono il profilo di un pastore attento e premuroso. La sua testimonianza, pur nella sobrietà delle informazioni storiche pervenute, invita ancora oggi a riflettere sull'importanza di mantenere viva la memoria di coloro che hanno costruito, pietra su pietra, le fondamenta della comunità cristiana. Egli è giunto al termine del suo cammino terreno a Vercelli, lasciando ai posteri l'esempio di una vita spesa interamente nell'esercizio del suo alto compito pastorale.
La memoria liturgica
Il culto di San Simplicio si esprime principalmente attraverso la liturgia, che ne rinnova il ricordo ogni anno il dodici agosto. Questa data non è solo un riferimento cronologico, ma un momento di comunione spirituale in cui la Chiesa locale fa memoria del suo antico pastore. È significativo notare come, nel calendario liturgico, la sua celebrazione sia associata a quella di San Discolio, un altro dei santi vescovi che hanno segnato il cammino della diocesi di Vercelli.
Questa celebrazione congiunta sottolinea la fraternità che unisce i santi nel mistero della comunione dei santi. Per i fedeli, onorare San Simplicio significa riconoscere il legame profondo con le proprie radici cristiane e trarre ispirazione dalla dedizione di chi ha preceduto le generazioni attuali nell'annuncio della speranza. La sobrietà della memoria liturgica riflette la natura stessa del santo: una vita semplice, ma radicata nella roccia della fede, celebrata con devozione nella preghiera e nel raccoglimento che caratterizzano i momenti di festa della comunità vercellese.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Simplicio?
La ricorrenza liturgica di san Simplicio si celebra il dodicesimo giorno del mese di agosto.
Di cosa è patrono San Simplicio?
Le fonti storiche disponibili non menzionano specifici patronati per san Simplicio.