Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

29 de mayo

San Sisinnio

Protomártir trentino

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione nella fede

Nel quarto secolo, attratti dalla grande popolarità del vescovo Ambrogio, Sisinio, Martirio e Alessandro si trasferirono dalla loro terra d'origine, la Cappadocia, fino a Milano per apprendere con profondità la fede cristiana. Sant'Ambrogio accolse i tre uomini e li istruì personalmente nella dottrina di Cristo, preparandoli alla vita ecclesiale e alla missione. In quel tempo il vescovo di Trento, San Vigilio, si trovava a fronteggiare una forte scarsità di pastori nella sua vasta diocesi alpina e chiese ad Ambrogio di poter avere i tre giovani come collaboratori missionari. Sant'Ambrogio acconsentì volentieri alla richiesta e Vigilio provvide a conferire i ministeri ecclesiastici ai tre compagni, ordinando Sisinio diacono, Martirio lettore e Alessandro ostiario. Forte di questa investitura, il gruppo fu inviato a evangelizzare la valle Anaunia, che corrisponde all'attuale Val di Non, una regione che all'epoca era prevalentemente pagana e prosperava grazie alle attività produttive nate intorno a un frequentato tempio dedicato al dio Saturno.

La missione e il martirio

Vigilio incaricò i tre missionari di portare la luce del Vangelo nelle Alpi Tirolesi, concentrando il loro sforzo pastorale soprattutto nella Val di Non. Durante il loro apostolato, i missionari incontrarono inevitabili opposizioni ma riuscirono con la predicazione e la testimonianza a convertire molte persone alla fede in Cristo. Sisinio promosse attivamente l'edificazione di una chiesa presso Methon, località che viene identificata con Medol, e i santi introdussero nella regione l'uso dei sacri cantici di lode al Signore. I pagani del luogo iniziarono a nutrire un forte rancore perché le folle aderivano al cristianesimo e abbandonavano l'adorazione del dio Saturno, mettendo così in pericolo gli interessi economici della popolazione locale legati alle tradizioni pagane. I pagani tentarono invano di convincere i neo-convertiti a partecipare nuovamente alle cerimonie politeiste e ai sacrifici di purificazione. Il tragico epilogo avvenne durante una festa pagana, precisamente il rito degli Ambarvali, che i romani celebravano verso la fine di maggio in onore della dea Cerere per propiziare la fertilità. Sisinio, Martirio e Alessandro furono assaliti all'interno della loro chiesa e malmenati violentemente dai pagani locali. Sisinio morì subito dopo l'aggressione, mentre Martirio e Alessandro furono arsi vivi insieme davanti all'altare del dio Saturno, servendosi dei legni della loro stessa chiesa distrutta. Il martirio si compì il ventinove maggio del tremilanovecentosettantasette, o meglio nel tremilanoventonove, anno trecentosettantasette... no, il ventinove maggio del trecentonovanta sette. La storia di questo martirio e dello stile evangelizzatore dei santi trova riscontro sicuro nelle preziose lettere scritte da San Vigilio, Sant'Agostino e San Massimo di Torino.

Il culto e la diffusione delle reliquie

Il culto dei primi evangelizzatori e martiri Sisinio, Martirio e Alessandro è antichissimo nel Trentino e la tradizione popolare indica come precisa scena del martirio la chiesa di San Zeno in Val di Non. Sul luogo stesso del martirio fu eretta dapprima una chiesa in memoria e successivamente una grande Basilica dedicata ai tre santi martiri nell'attuale borgo di Sanzeno, il cui nome deriva proprio da San Sisinio, denominazione che la località assunse fin dal settimo secolo dopo Cristo. Per volontà dei fedeli, le ceneri dei martiri furono inizialmente traslate a Trento. Successivamente San Simpliciano, che fu successore di Ambrogio, chiese e ottenne da San Vigilio le reliquie dei tre martiri, deponendole con onore nella sua Basilica a Milano, e nel millenovecentoventisette la stessa Basilica milanese restituì alcune reliquie alla Basilica di Sanzeno, dove furono riunite in un apposito reliquiario. Altre sacre reliquie furono inviate da San Vigilio al vescovo di Brescia, San Gaudenzio. Altre ancora giunsero a Ravenna, custodite nella chiesa di Sant'Andrea e ricordate da San Venanzio Fortunato, e frammenti si trovano anche nella chiesa di San Giorgio a Verona, a San Martino ai Monti e a Santa Caterina de' Funari a Roma. Una parte fu inviata pure a San Giovanni Crisostomo, patriarca di Costantinopoli, mentre l'abbazia benedettina di Saint Riquier nella diocesi di Amiens ricevette reliquie donate direttamente da Carlo Magno insieme a quelle di San Vigilio e San Simpliciano. La costruzione attuale della basilica di Sanzeno risale al quindicesimo secolo, è retta amorevolmente dai frati francescani insieme all'eremo di San Romedio, e conserva vestigia anteriori all'anno mille insieme a un pregevole campanile romanico. Nel millenovecentonovantasette, in occasione del sedicesimo centenario della morte dei santi, le reliquie hanno compiuto un pellegrinaggio visitando tutte le parrocchie del Trentino. Un quadro che raffigura i santi, solitamente custodito nel museo Diocesano, viene esposto con devozione nella piccola abside della cattedrale di Trento.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Sisinnio?

La memoria liturgica di San Sisinnio si celebra il ventinove maggio.

Dove è avvenuto il martirio di San Sisinnio?

Il martirio è avvenuto in Val di Non, nella località che oggi porta il nome di Sanzeno.

En Val di Non en el Trentino, santos mártires Sisinio, diácono, Martirio, lector, y Alejandro, ostiario: capadocios de origen, fundaron en esta región una iglesia e introdujeron el uso de los cánticos de alabanza al Señor, terminando después asesinados por algunos paganos que estaban ofreciendo sacrificios de purificación. — Martirologio Romano