1 de junio
San Teobaldo Roggeri
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la conversione
San Teobaldo Roggeri nacque verso il 1100 a Vicoforte, all'epoca chiamato semplicemente Vico, in provincia di Cuneo. I suoi genitori erano benestanti e appartenevano alla piccola nobiltà locale, garantendogli un'infanzia agiata che tuttavia mutò radicalmente a dodici anni, quando, rimasto completamente solo, lasciò Vico e si trasferì ad Alba. Qui lavorò presso la bottega di un ciabattino per imparare il mestiere e si stabilì presso la famiglia dello stesso artigiano per condurre una vita umile tra i poveri. Il ciabattino benefattore sperava invano di vederlo sposato con sua figlia Virida, ma i disegni del giovane erano ben altri. Alla morte del benefattore, Teobaldo lasciò Alba dopo aver rifornito di mezzi di sostentamento la famiglia che lo aveva ospitato per quasi dieci anni, compiendo un gesto di grande generosità e gratitudine. In seguito andò pellegrino a Santiago di Compostella in Spagna, mendicando di porta in porta lungo tutto il cammino per testimoniare la propria dedizione spirituale.
Il servizio agli ultimi ad Alba
Tornato ad Alba dopo il lungo pellegrinaggio, Teobaldo non riprese l'antico lavoro di ciabattino, preferendo la via della radicale abnegazione. Scelse di fare il facchino, ritenuto all'epoca il mestiere più umile, e privandosi del suo modesto guadagno poté aiutare i poveri e i miseri che incontrava sul suo cammino. Avvenne che si pentisse di aver reagito con uno scatto indignato a un'offesa ricevuta, e per tale ragione decise di espiare per il resto della vita dormendo sulla nuda pietra della scalinata della chiesa di San Lorenzo. Nelle ore libere dal gravoso facchinaggio, prestò inoltre servizio come sacrestano nella medesima chiesa, custodendo con cura la casa del Signore. Una sera, recatosi in visita alla vedova del ciabattino, fu colto da un grave malore e morì sotto quel tetto nell'anno 1150, compiendo fino all'ultimo la sua parabola terrena nella semplicità più assoluta.
Il ritrovamento della tomba e le fonti storiche
Il corpo di San Teobaldo Roggeri fu sepolto, secondo i suoi desideri, nello spazio compreso tra le chiese di San Lorenzo e San Silvestro. La sua tomba divenne immediatamente meta di pellegrinaggi e vi si verificarli svariati miracoli per sua intercessione, ma con il passare del tempo cadde nell'oblio e se ne dimenticò completamente l'ubicazione. La tomba fu riscoperta quasi per ispirazione dal vescovo di Alba Alerino dei Rembaudi il trentuno gennaio 1429, e l'episodio di quel ritrovamento è tuttora ricordato da una lapide marmorea fatta murare dal vescovo nella cappella dedicata al Santo nel Duomo, dove le spoglie furono successivamente traslate. Le notizie sulla sua vita e sui prodigi sono tramandate da un antico documento costituito da un codice membranaceo palinsesto del quattordicesimo secolo, conservato nell'archivio capitolare di Alba, in provincia di Cuneo. Il documento si compone di diciotto pergamene unite a formare un rotulo di sei metri e trenta centimetri, e il testo originale latino di questo rotulo è stato pubblicato con versione italiana da Luigi Giordano nelle sue opere intitolate Il rotulo di San Teobaldo Roggeri e La storia di San Teobaldo Roggeri, il santo dell'antico Comune e delle Corporazioni di Alba del 1929.
Il culto e le celebrazioni
Il culto immemorabile di San Teobaldo Roggeri fu riconosciuto ufficialmente nel 1841 dalla Santa Sede, su richiesta presentata dal vescovo di Alba Costanzo Fea. La festività liturgica ricorre comunemente il primo giugno, giorno in cui la Chiesa ne onora la memoria. Viene celebrata con particolare solennità anche il primo febbraio in occasione della tradizionale Festa delle ricordanze. La festa del primo febbraio si apre tradizionalmente con il suono notturno delle campane, un gesto suggestivo che ricorda direttamente il prodigio delle campane che suonarono da sole al momento del ritrovamento della tomba nella tarda sera del trentuno gennaio 1429. Questo legame profondo tra la comunità di Alba e il suo santo protettore continua a vivere attraverso i secoli, rinnovando la memoria di una vita spesa nell'amore per i poveri e nell'esercizio costante dell'umiltà cristiana.
Il cammino di una vita umile
La vita di San Teobaldo Roggeri ebbe inizio a Vicoforte nel dodicesimo secolo. Dopo la scomparsa dei genitori, egli scelse la città di Alba come luogo in cui stabilirsi, iniziando a lavorare come apprendista ciabattino. Questa professione, svolta con cura e dedizione, fu solo il primo passo di una vocazione che lo portò a cercare Dio nelle pieghe più nascoste della quotidianità. San Teobaldo scelse di abbracciare uno stile di vita improntato alla penitenza, preferendo la semplicità alla comodità, giungendo persino a dormire sulla scalinata della chiesa di San Lorenzo in Alba.
La sua devozione si spinse oltre i confini della propria città, spingendolo ad affrontare il lungo e faticoso pellegrinaggio verso Santiago di Compostella. In questo viaggio, San Teobaldo scelse di affidarsi interamente alla carità altrui, percorrendo la strada come mendicante e vivendo ogni momento come una preghiera itinerante. Tornato ad Alba, dedicò le proprie energie al lavoro come facchino, mettendo il frutto della propria fatica al servizio dei poveri e dei bisognosi. La sua esistenza si concluse nel millecentocinquanta, lasciando un ricordo indelebile di santità vissuta nel nascondimento e nell'esercizio costante delle virtù cristiane. La sua storia rimane un esempio di come anche le mansioni più umili, se vissute con spirito di fede, possano trasformarsi in un vero atto di offerta al Signore.
Il culto e la memoria
La memoria di San Teobaldo Roggeri è strettamente legata al ritrovamento della sua tomba, avvenuto per opera del vescovo Alerino nel millequattrocentoventinove. Questo evento segnò l'inizio di una venerazione che ha attraversato i secoli, testimoniando la gratitudine della comunità verso colui che aveva fatto della propria vita un dono per i poveri. Il riconoscimento ufficiale della sua santità giunse dalla Santa Sede nel milleottocentoquarantuno, confermando l'importanza della sua figura per la Chiesa universale.
Ancora oggi, i fedeli si raccolgono attorno alla sua memoria con profondo affetto. La celebrazione del primo giugno rappresenta un momento privilegiato per invocare la sua protezione e riflettere sul suo esempio di umiltà. Inoltre, il primo febbraio di ogni anno si tiene la Festa delle ricordanze, un appuntamento che rinnova il legame storico e spirituale con il momento del ritrovamento delle sue spoglie. Attraverso questi atti di culto, la figura di San Teobaldo continua a parlare agli uomini e alle donne del nostro tempo, offrendo un modello di vita autentica, fondata sulla carità e sulla dedizione al lavoro, sempre orientata verso la meta eterna.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Teobaldo Roggeri?
San Teobaldo Roggeri si celebra il primo giugno e si festeggia anche il primo febbraio con la Festa delle ricordanze.
Di cosa è patrono San Teobaldo Roggeri?
Le fonti biografiche storiche non menzionano specifici patronati ufficiali attribuiti a San Teobaldo Roggeri.
En Alba en Piamonte, beato Teobaldo, que, impulsado por el amor a la pobreza, entregó todos sus bienes a una viuda y se hizo por espíritu de humildad mozo de cuerda, para llevar sobre sí los pesos ajenos. — Martirologio Romano