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31 de diciembre

San Zótico de Constantinopla

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e arrivo a Costantinopoli

La figura di san Zotico affonda le sue radici nel quarto secolo. A Roma egli esercitò dapprima il ministero sacerdotale, distinguendosi per zelo e virtù. Quando l'imperatore Costantino decise di fondare la nuova capitale dell'Impero, volle con sé dodici personalità insigni provenienti da Roma, e tra questi illustri personaggi figurava proprio Zotico. Giunto a Costantinopoli, il sacerdote fu incaricato di provvedere all'educazione degli orfani, diventando il primo organizzatore del servizio di carità dell'Orfanotrofio. Questa istituzione crebbe nel tempo, al punto che nel quattrocentosettantadue l'imperatore Leone confermò con una pragmatica sanzione i privilegi accordati all'Orfanotrofio, menzionando esplicitamente Zotico con l'appellativo di beatissimae memoriae. Le informazioni riguardanti la sua vita e le sue opere si ricavano principalmente dalla lunga notizia conservata nei Sinassari bizantini, mentre la Vita del santo e un panegirico in suo onore scritto da Costantino Acropolita non sono mai stati pubblicati.

Il ministero tra i lebbrosi e il martirio

Sotto il regno dell'imperatore Costanzo scoppiò a Costantinopoli una grave epidemia di lebbra. Di fronte alla crisi, l'imperatore ordinò di affogare tutti i malati di lebbra senza prevedere alcuna eccezione. Zotico scelse di infrangere l'editto imperiale, costruendo un rifugio sicuro per i malati fuori dalle mura cittadine, sulla collina di Eleones. La tragedia toccò la stessa famiglia imperiale quando la figlia di Costanzo fu colpita dalla lebbra e condannata anch'essa all'affogamento. Zotico accolse la principessa nel suo rifugio, ma l'imperatore scoprì il fatto e condannò a morte il sacerdote. La crudele sentenza stabiliva che Zotico fosse legato alla coda di muli focosi che lo avrebbero trascinato per le vie della città fino a provocarne il decesso. La tradizione riferisce che, subito dopo la morte di Zotico, i muli si rifiutarono inspiegabilmente di proseguire e si fermarono. Nel luogo esatto del decesso scaturì una fonte miracolosa dotata di poteri guaritori. Tale prodigio indusse infine l'imperatore Costanzo a desistere dalla sua durezza e a costruire un vero e proprio lebbrosario.

Il culto e la diffusione in Occidente

La memoria di san Zotico veniva celebrata a Costantinopoli il trentuno dicembre nella chiesa di San Paolo annessa all'Orfanotrofio. Sulla collina Eleones, situata al di là del Corno d'oro e chiamata anche Eleanai, esisteva un'altra chiesa dedicata al santo, che fu visitata nel milleduecento dal pellegrino Antonio di Novgorod; in quel luogo la festa liturgica si celebravva l'ottavo giorno di gennaio. Nei Sinassari bizantini la memoria è fissata abitualmente al trentuno dicembre, sebbene talvolta venga indicata al trentesimo giorno di dicembre o all'otto gennaio. Gli agiografi moderni mostrano tuttavia prudenza e reticenza nell'accordare un credito incondizionato a tutti i particolari narrati in tali fonti. Per lunghi secoli il culto di Zotico rimase del tutto sconosciuto in Occidente, finché l'intervento di Cesare Baronio cambiò la situazione. Il celebre storico inserì la memoria di san Zotico nel Martirologio Romano alla data del trentuno dicembre, senza tuttavia attribuirgli formalmente il titolo di martire. Da allora, il Martirologio Romano ricorda a Costantinopoli san Zotico sacerdote che provvide generosamente al sostentamento degli orfani.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Zotico de Constantinopla?

La memoria liturgica di san Zotico si celebra abitualmente il trentuno dicembre, sebbene alcune tradizioni la collochino anche il trentesimo giorno di dicembre o l'otto gennaio.

Di cosa è patrono San Zotico de Constantinopla?

Le fonti storiche e i dati biografici non menzionano alcun patronato specifico per san Zotico.

En Constantinopla, san Zótico, sacerdote, que proveyó al sustento de los huérfanos. — Martirologio Romano