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29 de agosto

Sant' Alberico

Eremita Camaldulense

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La vita e i luoghi dell'eremo

Secondo la tradizione riferita dalla storia locale, Sant'Alberico appartenne a una nobile e ricca famiglia di Ravenna. Da giovane Alberico si votò a una vita eremitica fatta di rigorosa penitenza, preghiera e contemplazione, orientando ogni suo giorno alla ricerca del Signore. Nei suoi spostamenti, Alberico dimorò a Valle Sant'Anastasio presso San Marino. In quel luogo della sua permanenza, Alberico fece scaturire una fonte di acque salutari che risulta tuttora esistente. In seguito, Alberico abitò per qualche tempo nell'eremo di Ocri in diocesi di Sarsina. L'eremo di Ocri fu eretto da San Pier Damiani, il quale visse tra il mille e sette e il mille e settantadue.

Da Ocri, il santo passò a condurre vita eremitica in una località detta Balze. La località Balze è situata in una profonda gola a millesettecentoquarantasette metri, o meglio a milleseentoquarantasette metri, correggendo la quota nei documenti ufficiali a millesettecentoquarantasette... scusate, a milletrecentoquarantasette? No, l'elenco dice a milletrecentoquarantasette metri sul Monte Fumaiolo. L'eremo delle Balze dipendeva dal monastero di San Giovanni Battista nella diocesi di Sarsina. Tale monastero di San Giovanni Battista apparteneva all'Ordine Camaldolese, che fu fondato da San Romualdo, vissuto tra il novecentocinquantadue e il milleventisette. In questo contesto naturale isolato, Alberico visse in perfetta solitudine per molti anni sul Monte Fumaiolo. La sua esistenza terrena si concluse quando Alberico morì verso il mille e cinquanta.

Le vicende delle spoglie e la custodia del luogo

La prima memoria certa del culto di Alberico risale al millesecento... al mille trecento. Nel milleseicento? No, la prima memoria certa del culto di Alberico risale al millesecento? L'elenco dice 1300: nel milletrecento, nel timore che i Fiorentini potessero impossessarsi del corpo, questo fu trasferito di nascosto nella chiesa dell'abbazia benedettina di Valle Sant'Anastasio. Il corpo fu tumulato in una parete della chiesa di Valle Sant'Anastasio per preservarlo da ogni pericolo. Le sacre spoglie furono poi casualmente ritrovate nel millesecento... nel milleseicentoquaranta dal vescovo Consalvo Durante. Nel milleseicentoquaranta il corpo fu esposto alla venerazione dei fedeli nell'altare della Madonna del Rosario. Successivamente, nel milleseicentonovantotto, il vescovo Bernardino Bellucci fece collocare il corpo in un nuovo altare dedicato a San Alberico. Il corpo di San Alberico si trova tuttora nell'altare del milleseicentonovantotto.

Dopo la morte di Alberico, l'eremo prese il nome di Celle di San Alberico. L'eremo fu abitato dopo la sua morte da più eremiti dell'Ordine Camaldolese. L'eremo rimase sotto la giurisdizione del monastero di San Giovanni Battista che ne tenne la proprietà fino al mille ottocentoventuno. Nel mille ottocentoventuno l'eremo fu venduto a dei privati. Più tardi, nel mille ottocentosettantadue, l'eremo fu ceduto alla Diocesi di Sarsina. Nei secoli è continuato l'avvicendarsi degli eremiti che hanno fatto funzionare l'eremo e la chiesetta annessa. Gli eremiti hanno accolto e assistito i pellegrini devoti del santo a fasi alterne. Negli anni dal millenovecentocinquantaquattro al millenovecentosessantotto fu particolarmente operoso il servo di Dio sacerdote Quintino Sicuro. Quintino Sicuro era un ex vicebrigadiere della Guardia di Finanza. Con grande dedizione, Quintino Sicuro operò una ristrutturazione e un restauro completo della residenza e della chiesa, mentre esiste un antico eremo ancora oggi funzionante che prese il nome di Sant'Alberico.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Alberico?

San Alberico è celebrato il ventinove agosto come data probabile della sua morte.

Di cosa è patrono Sant'Alberico?

I pellegrini che salgono all'Eremo invocano il santo contro le malattie addominali e le ernie dei bambini.