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28 de julio

Sant' Alfonsa de la Inmaculada Concepción (Anna Muttathupadathu)

Virgen

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e infanzia nel Kerala

Sant'Alfonsa dell'Immacolata Concezione nacque a Kudamaloor, nella regione di Arpookara e in diocesi di Changanacherry, nello Stato indiano del Kerala, il 19 agosto 1910. Il villaggio di Kudamaloor si trova nel distretto di Kottayam e nello Stato del Kerala, in India, mentre la giurisdizione ecclesiastica del suo luogo di nascita è l'arcidiocesi di Changanasserry. Il nome di battesimo completo era Anna Muttathupadathu. Ella nacque all'ottavo mese di gravidanza perché la madre aveva subito un grave spavento con un serpente che le si era avvinghiato alla vita mentre dormiva. Era l'ultima dei cinque figli di Joseph Muttathupadathu e Mary Puthukari. I cristiani siro-malabaresi si considerano eredi dei primi fedeli convertiti dall'apostolo san Tommaso nella regione del Malabar. La famiglia apparteneva a una stirpe di medici omeopati, con nonno e padre specializzati in oculistica e pediatria. Fu battezzata col nome di Anna, secondo il rito siro-malabarese, ricevendo il Sacramento il 27 agosto 1910 nella chiesa di Santa Maria a Kudamaloor. Perse la madre nel novembre 1910 quando aveva appena tre mesi. Rimasta orfana in tenera età, fu educata da una zia materna e dalla nonna, andando successivamente a vivere a casa dei nonni ad Elumparambil. Rimase molto legata al padre, che superò la depressione per la morte della moglie e del secondogenito. Dal padre imparò a pregare stando in piedi sulla sabbia a braccia aperte. La nonna le trasmise la devozione a san Giuseppe con la partecipazione alla Messa ogni mercoledì. Il mercoledì la nonna accoglieva in casa qualche povero, ed era la nipotina a consegnare riso o altri alimenti ai poveri che bussavano alla porta. Andavano insieme a Messa tutte le domeniche, il venerdì e il sabato, frequentandola più spesso in Avvento e in Quaresima. La nonna le insegnava preghiere e giaculatorie e pregava con lei il Rosario tutte le sere, oltre a leggerle brani della Storia d'un'anima di santa Teresa di Gesù Bambino. A cinque anni guidava la preghiera serale della famiglia nella stanza della preghiera. Cominciò a frequentare la scuola a sette anni, riuscendo a fare amicizia con tutti e conquistando anche i bambini induisti. Una compagna di giochi di Anna, di religione induista, dichiarò in seguito di non aver mai incontrato una persona che l'avesse amata come faceva lei. L'11 novembre 1917 Anna ricevette la Prima Comunione. In occasione della Prima Comunione, Anna disse entusiasta alle compagne di scuola di essere felice per la presenza di Gesù nel suo cuore, e questo episodio fu un indizio dell'amore per il Signore trasmesso ad Anna attraverso la sua educazione.

La giovinezza a Muttuchira e la scelta di consacrarsi

Terminata la scuola elementare nel 1920, Anna si trasferì a Muttuchira sotto la custodia della zia Anna Murickal, alla quale la madre di Anna, prima di morire, l'aveva affidata. La zia Anna Murickal era particolarmente severa e talvolta violenta nei confronti di Annakutty, e la nipote Anna doveva sottostare a ogni ordine della zia. Anna partecipava alle funzioni religiose insieme alla zia, la quale non vedeva di buon occhio l'amicizia di Anna con le monache Carmelitane del monastero vicino, né approvava le lunghe preghiere di Anna ai piedi dell'altare o i segnali della sua vocazione religiosa. La zia era decisa a combinare un matrimonio per Anna. Anna cercò di accettare con umiltà e per amore di Gesù la rigida educazione della zia, resistendo con forza ai ripetuti tentativi di farla fidanzare. Il fidanzamento di Anna era stato fissato quando aveva tredici anni compiuti. Anna raccontò in seguito di aver pregato tutta la notte per trovare un modo di evitare il matrimonio e di aver ideato di sfigurare il proprio corpo, decidendo di mettere un piede in una fossa piena di brace ardente per risultare menomata ed evitare il matrimonio. Anna offrì tutte le sue sofferenze per la sua grande intenzione. La drastica decisione non liberò totalmente Anna dalle proposte di matrimonio, ma ella continuava a essere persuasa che solo Gesù dovesse essere il suo Sposo. Il 21 gennaio 1925 Anna ricevette il Sacramento della Cresima a Muttuchira. Anna si sentiva attratta dallo stile carmelitano all'interno delle Suore Francescane Clarisse. Il confessore padre James Muricken fece conoscere ad Anna la congregazione delle Suore Francescane Clarisse. Le Suore Francescane Clarisse sono una congregazione religiosa nata in India sul finire del 1800 per il servizio ai più abbandonati, essendo state fondate nel Paese per il servizio ai poveri.

L'ingresso tra le Suore Francescane Clarisse

Il 24 maggio 1927 Anna entrò nel collegio delle Suore Francescane Clarisse a Bharanganam, oggi in diocesi di Palai, come alunna interna della settima classe. A 17 anni, nel 1927, entrò come postulante nel monastero delle Suore Francescane Clarisse a Bharanganam. Il 2 agosto dell'anno successivo Anna iniziò il postulandato. Durante il postulandato cambiò nome in suor Alfonsa dell'Immacolata Concezione, in onore di sant'Alfonso Maria de' Liguori ricordato in quella data. Assunse il nome religioso di suor Alfonsa dell'Immacolata Concezione. Il 19 maggio 1930 ricevette l'abito religioso. Subito dopo la vestizione, suor Alfonsa iniziò a soffrire di frequenti malattie. Nel 1931 emise i voti temporanei. Suor Alfonsa fu incaricata di insegnare ai bambini nella scuola di Vakakkad. Le lezioni di suor Alfonsa erano improntate ai valori del rispetto, dell'onestà, della pulizia e del rispetto degli altri, e il modo di fare materno e autorevole rese suor Alfonsa amabile anche per gli alunni più vivaci. Suor Alfonsa poté svolgere il servizio effettivo di insegnamento solo nell'anno scolastico 1932-1933. Le fu affidato il compito di insegnare, ma dovette lasciarlo per malattia. In seguito le furono dati incarichi adatti al suo cagionevole stato di salute. Successivamente le furono affidati compiti meno gravosi come l'aiuto-insegnante di lingua malayam nella scuola media. Suor Alfonsa preparava i bambini alla Prima Comunione, e grazie alla sua bella grafia fu impiegata come segretaria. Suor Alfonsa trascorse il noviziato senza tentennamenti e con piena consapevolezza. Suor Alfonsa fu ammessa in noviziato il 12 agosto 1935, con ritardo per motivi di salute nonostante il noviziato canonico fosse stato introdotto l'anno prima. Circa una settimana dopo l'inizio del noviziato, suor Alfonsa manifestò emorragie dal naso e dagli occhi, un profondo deperimento organico e piaghe purulente sulle gambe. Le consorelle iniziarono una novena al Servo di Dio Ciriaco Elia Chavara, fondatore dei Carmelitani di Maria Immacolata. A seguito della novena, la novizia guarì, e suor Alfonsa riprese la sua formazione impegnandosi a vivere i propositi annotati nel suo diario spirituale. Suor Alfonsa scrisse nel diario di non voler agire o parlare secondo la propria inclinazione e di fare una penitenza in caso di mancanze, proponendosi di non ribattere mai a nessuno, di usare solo parole dolci e di controllare i propri occhi con rigore. Si ripromise di chiedere perdono al Signore per ogni piccola mancanza e di espierla con una penitenza, di non lamentarsi mai di alcun genere di sofferenza e di cercare rifugio nel Sacro Cuore di Gesù di fronte alle umiliazioni.

La professione perpetua e le prove della sofferenza

Il 12 agosto 1936 suor Alfonsa fece la sua professione perpetua. Nel 1936 emise i voti perpetui. Il 14 agosto 1936 giunse a Bharanganam. Suor Alfonsa percepì che da quel momento le fosse stata affidata una parte della croce di Cristo, esprimendo un grande desiderio di soffrire con gioia, ritenendo che il suo Sposo volesse compiere questo desiderio. Si mantenne molto riservata e caritatevole verso tutti, cercando di non pesare alla comunità, e soffrì in silenzio le ostilità e le malattie. Suor Alfonsa continuò a essere malata, prima a causa di una febbre tifoidea e successivamente per una polmonite doppia. La notte del 18 ottobre 1940 un ladro si introdusse nella casa delle suore. Lo spavento causato dal ladro aggravò lo stato di salute della giovane malata, e a causa dello spavento, per circa un anno la religiosa non riuscì a leggere né a scrivere. La religiosa si impegnò a non far trapelare all'esterno le proprie sofferenze. Alcune consorelle manifestarono invidia per i trattamenti di favore riservati alla malata, ma la religiosa ricambiava l'invidia delle consorelle trattandole con estrema carità. Nel 1945 le condizioni di salute della religiosa peggiorarono improvvisamente. Nel 1945 le malattie esplosero in modo violento e inarrestabile. Le fu diagnosticato un tumore ormai diffuso in tutto l'organismo. La malata vomitava fino a quaranta volte al giorno a causa di una gastroenterite e di problemi al fegato. La religiosa dichiarava di sentirsi destinata dal Signore ad essere un'oblazione e un sacrificio di sofferenza, considerando perduto ogni giorno in cui non aveva sofferto. Considerava il Signore l'autore della sua destinazione a un sacrificio di sofferenza. La serenità della religiosa fu costante, nonostante l'esperienza di un momento di notte dello spirito. Dopo una lunga agonia, la religiosa rese pacificamente l'anima a Dio alle 12.30 del 28 luglio 1946. La morte avvenne nel convento di Bharananganam. Morì il 28 luglio 1946 a soli 36 anni, senza aver ancora compiuto 36 anni.

La fama di santità e il cammino verso gli altari

La fama di santità che aveva accompagnato suor Alfonsa in vita proseguì anche dopo la morte in modo impressionante. Pellegrini cattolici, musulmani e induisti si recavano e si recano sulla sua tomba per pregare e impetrare grazie, attratti dalla purezza della sua giovane vita e dal potere taumaturgico attribuitole. La congregazione delle Francescane Clarisse avviò le fasi iniziali della causa di beatificazione. Il vescovo di Palai nel 1955 iniziò il regolare processo diocesano per la sua beatificazione. Il processo informativo fu aperto nella diocesi di Palai il 2 dicembre 1953, con la diocesi che comprendeva la località di Bharananganam, e si concluse il 27 settembre 1962. Il decreto sugli scritti fu emesso l'8 gennaio 1970. Il decreto per l'introduzione della causa porta la data del 1° giugno 1979. Il processo apostolico si svolse dal 18 luglio 1980 al 15 luglio 1981. Il processo apostolico e quello informativo furono entrambi convalidati il 21 maggio 1982. La Positio super virtutibus fu consegnata nel 1983 e fu esaminata il 10 luglio 1984 dai Consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi. I Cardinali e i Vescovi della Congregazione espressero parere positivo il 23 ottobre 1984. Il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto di Venerabilità il 9 novembre 1984, data in cui fu dichiarata venerabile.

I miracoli, la beatificazione e la canonizzazione

Il caso preso in esame come potenziale miracolo per la beatificazione fu quello di Athiyalil Thomas Abraham, detto Athiyalil Kunjettan. Athiyalil Thomas Abraham nacque con un difetto agli arti inferiori e le gambe ritorte. I genitori sottoposero il ragazzo a varie terapie senza alcun effetto. All'età di undici anni il ragazzo fu condotto sulla tomba di suor Alfonsa, e i genitori pregarono in ginocchio sulla tomba per tutto il giorno. Due giorni dopo, una zia paterna che aveva consigliato il pellegrinaggio notò che le gambe erano guarite. L'inchiesta diocesana sul miracolo fu convalidata il 13 luglio 1984. La Commissione medica della Congregazione delle Cause dei Santi dichiarò l'inspiegabilità scientifica dell'accaduto il 6 dicembre 1984. I Consultori teologi riscontrarono il nesso tra il fatto prodigioso e l'intercessione della Venerabile il 23 maggio 1985. Cardinali e Vescovi della Congregazione confermarono il nesso il 2 luglio 1985. Il decreto che riconosceva il miracolo per intercessione di suor Alfonsa fu promulgato il 6 luglio 1985. La beatificazione fu celebrata da san Giovanni Paolo II l'8 febbraio 1986. L'8 febbraio 1986 papa san Giovanni Paolo II l'ha beatificata a Kottayam in India, insieme a padre Ciriaco Elia Chavara. La cerimonia di beatificazione si svolse presso lo stadio Nehru a Kottayam durante il viaggio apostolico in India. Nella stessa cerimonia fu elevato agli altari padre Ciriaco Elia Chavara. Suor Alfonsa doveva la sua guarigione negli anni del noviziato a padre Ciriaco Elia Chavara. Il secondo miracolo per la canonizzazione riguardò la guarigione di Jinil Joseph. Jinil Joseph nacque il 5 maggio 1998 con entrambi i piedi ritorti. Le gambe del neonato vennero ingessate ma rischiarono la setticemia. Le gambe cominciarono a pendere senza vita dal corpo del piccolo. Padre Jose Vallompurayidom consigliò al padre del bambino, Shaji Joseph, di recarsi sulla tomba della Beata Alfonsa. Tra le guarigioni attribuite alla Beata vi erano già casi di piedi ritorti. I genitori si recarono sulla tomba il 13 novembre 1999 piangendo e pregando per due ore e mezza. La sera stessa Jinil sentì di doversi alzare e, sostenuto dai genitori, fece qualche passo. Il fatto portò il padre ad avere una vita di fede meno abitudinaria. L'inchiesta diocesana per il secondo miracolo fu aperta il 26 febbraio 2002 e si concluse il 30 settembre dello stesso anno. Il decreto di convalida dell'inchiesta sul secondo miracolo è datato 6 luglio 2003. La Commissione medica ha espresso parere favorevole il 23 marzo 2006. I Consultori teologi si sono pronunciati positivamente il 5 luglio 2006. La riunione dei Cardinali e dei Vescovi si è tenuta il 9 gennaio 2007. I Cardinali e i Vescovi hanno confermato l'opinione positiva il 9 gennaio 2007. Papa Benedetto XVI ha autorizzato la promulgazione del decreto che ufficializzava il miracolo il 1 giugno 2007. Papa Benedetto XVI ha autorizzato la canonizzazione della Beata Alfonsa dell'Immacolata Concezione. Papa Benedetto XVI l'ha canonizzata il 12 ottobre 2008 in piazza San Pietro, dopo l'approvazione di un ulteriore miracolo per sua intercesione. La canonizzazione è stata celebrata in piazza San Pietro a Roma il 12 ottobre 2008.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Alfonsa de la Inmaculada Concepción?

La memoria liturgica si celebra il 28 luglio, giorno della sua nascita al Cielo.

En la ciudad de Bharananganam en el Estado de Kerala en India, beata Alfonsa de la Inmaculada Concepción (Anna) Muttathupadathu, virgen, que, para escapar a un matrimonio impuesto, se quemó un pie metiéndolo en el fuego y, admitida después entre las Clarisas Malabaresas, casi siempre enferma ofreció la propia vida a Dios. — Martirologio Romano