18 de febrero
Sant' Angilberto de Centula
Abad de Saint-Riquier
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione alla corte franca
Sant'Angilberto nacque verso il 750 in Francia. Il padre di Sant'Angilberto fu un ignoto signore della corte di Pipino il Breve, re dei Franchi. Per questa ragione, Angilberto fu educato direttamente alla corte di Pipino il Breve. A corte Angilberto entrò presto in relazione con il principe ereditario e futuro Carlo Magno. Nel corso degli anni, Angilberto divenne amico, confidente, consigliere e segretario di Carlo Magno.
Nel 781 il piccolo Pipino, nipote di Carlo Magno e di appena quattro anni, fu incoronato a Roma re d'Italia da Papa Adriano I. In seguito all'incoronazione di Pipino d'Italia, Angilberto divenne l'addetto al regale fanciullo con il titolo di primicerio di palazzo. Come primicerio di palazzo, Angilberto esercitava vaste funzioni in campo ecclesiastico e civile. Angilberto ebbe un ruolo importante nell'educazione del giovane principe Pipino, nei rapporti tra Pipino e i suoi sudditi e nei rapporti tra Pipino e l'imperatore suo padre.
Nel 787 Angilberto si stabilì a corte. Angilberto fu incaricato di governare la regione inclusa tra la Schelda, la Senna e il mare. Angilberto fissò la sua dimora nel castello di Centula, nella Piccardia. Il castello di Centula non era distante dall'abbazia fondata nel 625 da Saint Riquier. Sant'Angilberto visse nel monastero di Centule nel territorio di Amiens in Francia.
Lettere, umanesimo e vita mondana
Nonostante avesse ricevuto la tonsura, la vita di Angilberto non era molto dissimile da quella degli altri cortigiani quanto a vizi e mondanità. Alcuino rimase scandalizzato dalla vita mondana di Angilberto e gli fece le sue rimostranze. Angilberto continuò a mantenersi in corrispondenza con l'Accademia Palatina. L'Accademia Palatina fu eretta per volere di Carlo Magno dal benedettino inglese Alcuino. Angilberto fece parte dell'Accademia Palatina con il nome di Omero. Angilberto illustrò l'Accademia Palatina con le sue poesie di sapore retorico.
Angilberto corrispose in prosa e in poesia con i sapienti del tempo. Tra i corrispondenti di Angilberto vi fu il suo professore di grammatica Pietro da Pisa. Tra i corrispondenti di Angilberto vi fu Teodulfo, vescovo di Orléans, teologo, poeta e principale esponente della rinascita carolingia. In questo contesto culturale si inserì anche la relazione sentimentale del cortigiano: Angilberto si innamorò della principessa Berta, figlia di Carlo Magno. Dall'unione tra Angilberto e Berta nacquero due figli, Armida e Nitardo. Il figlio Nitardo divenne storico e abate di Saint-Riquier. Carlo Magno non permise ai due amanti di sposarsi.
Tuttavia, Carlo Magno concesse ad Angilberto in commenda l'abbazia di Saint-Riquier come premio dei servizi amministrativi resi. La nuova carica di abate commendatario moltiplicò gli introiti di Angilberto senza interferire nella sua vita secolare. Con il tempo Angilberto iniziò a nutrire una profonda venerazione verso San Richiero, dispensatore di potenti miracoli.
Missioni diplomatiche al servizio dell'impero
Carlo Magno nominò Angilberto suo arcicappellano per timore che seppellisse i suoi talenti nell'oscurità del monastero. Carlo Magno mandò Angilberto tre volte a Roma dal papa in veste di suo ambasciatore. Nel 792 Angilberto condusse da papa Adriano il vescovo di Urgel, Felice. Il vescovo Felice era stato condannato dal Concilio di Ratisbona. Felice riduceva ad un mero legame di adozione la paternità di Dio Padre nei confronti del Figlio.
Nel 794 Carlo Magno inviò Angilberto a sottoporre al giudizio del pontefice i "Libri Carolingi". I "Libri Carolingi" ribadivano la condanna dell'iconoclastia stabilita dal secondo concilio di Nicea nel 787. Il nuovo papa, San Leone III, subito dopo l'elezione incaricò dei legati di portare a Carlo Magno le chiavi della confessione di San Pietro e lo stendardo di Roma. Papa Leone III testimoniò a Carlo Magno di considerarlo protettore della Chiesa e patrizio dei romani. Papa Leone III pregò Carlo Magno di inviare un cortigiano a ricevere il giuramento di fedeltà e sottomissione del popolo romano.
Nel 796 Carlo Magno inviò Angilberto per una delicata missione a Roma. Angilberto consegnò al papa buona parte dei tesori conquistati dall'esercito franco del duca friulano Errico. I tesori consegnati servirono per restaurare ed abbellire le basiliche di Roma e il palazzo del Laterano. Il palazzo del Laterano era all'epoca la residenza pontificia. Una parte del tesoro conquistato spettò anche ad Angilberto. Angilberto usò la sua parte di tesoro per ampliare ed arricchire la sua abbazia e dotarla di una biblioteca.
Conversione, ascesi e governo di Saint-Riquier
Angilberto fu colpito da una grave malattia. A causa della malattia, Angilberto fece un voto di intraprendere la vita religiosa nell'abbazia di cui era abate commendatario in caso di guarigione. La preghiera di guarigione di Angilberto fu esaudita. Appena ristabilito, Angilberto fu impegnato a difendere le sue terre dalle invasioni dei danesi. Angilberto riportò una grande vittoria sui danesi e la attribuì all'intercessione di San Richiero. La vittoria sui danesi convinse Angilberto a soddisfare il suo voto. A Saint-Riquier-sur-Somme Angilberto divenne sacerdote.
Angilberto abbandonò gli incarichi di palazzo e militari. Angilberto si ritirò a vita monastica con il consenso della moglie Berta. La moglie Berta prese a sua volta il sacro velo. Alla morte dell'abate Sinforiano, i monaci elessero all'unanimità Angilberto come nuovo abate. L'elezione di Angilberto ad abate ebbe la piena approvazione di Carlo Magno. A Saint-Riquier Angilberto edificò tutti i confratelli con la sua umiltà e l'esercizio della penitenza.
Dopo l'ultima missione, Angilberto si distaccò drasticamente dalla corte e dal mondo. Angilberto si dedicò alla vita interiore, a ristabilire l'osservanza rigorosa della regola e a curare la solennità delle celebrazioni liturgiche. Angilberto resse felicemente il cenobio di Centule. Angilberto fu considerato a torto o a ragione il secondo fondatore di Saint-Riquier. Sotto il governo di Angilberto l'abbazia di Saint-Riquier conobbe una nuova fioritura.
Splendore liturgico e ultimi anni
Angilberto curò l'erezione di tre nuove chiese nell'abbazia. Dedico la prima nuova chiesa al Salvatore. Dedico la seconda nuova chiesa a San Benedetto. Dedico la terza nuova chiesa ai santi del suo ordine. Angilberto fece pervenire preziose reliquie da Roma, Costantinopoli, Gerusalemme e altri santuari europei per le nuove chiese. Nell'800 Carlo Magno, futuro imperatore, si recò a Saint-Riquier con Alcuino per celebrare la Pasqua.
Nello stesso anno Angilberto seguì Carlo Magno a Roma per una difficile missione in difesa del papa. La notte di Natale dell'800 papa Leone III incoronò il re franco in riconoscimento dell'aiuto ricevuto, dando origine al Sacro Romano Impero d'Occidente. Angilberto approfittò del viaggio a Roma per ottenere dal papa il rinnovo dei privilegi dell'abbazia. Angilberto ottenne l'esenzione dalla giurisdizione episcopale di Amiens per tutti i domini dell'abbazia.
Il santo abate costituì tre cori composti da trecento religiosi e cento fanciulli. I cori cantavano perennemente l'ufficio divino nelle tre chiese per la salute di Carlo e la prosperità del suo regno. Il nome di Angilberto figura tra i quattro firmatari del testamento dell'imperatore Carlo Magno incaricati di vigilare sull'esecuzione delle ultime volontà. Carlo Magno morì il 28 gennaio 814. Angilberto morì ventidue giorni dopo Carlo Magno. Angilberto fu consumato dai digiuni e dalle penitenze. Angilberto spirò a Saint-Riquier il 18 febbraio 814. Angilberto espresse il desiderio di essere sepolto davanti alla porta principale della basilica conventuale per essere calpestato dai fedeli in preghiera. La fama di santità di Angilberto spinse i monaci ad attivarsi per la sua canonizzazione. Papa Pasquale II esaudì la richiesta di canonizzazione nel 1100 dopo molte peripezie.
Una vita al servizio dell'Impero e della fede
Nato in Francia nell'anno settecentocinquanta, Sant' Angilberto ha vissuto un'esistenza densa di avvenimenti che hanno intrecciato le vicende della corte franca con il cammino della fede. Durante la sua giovinezza e maturità, ha ricoperto il ruolo di segretario e consigliere di Carlo Magno, diventando una presenza costante e autorevole al fianco del sovrano. In questo periodo, la sua vita è stata segnata anche da una relazione con Berta, figlia di Carlo Magno, un legame che ha fatto parte della sua complessa vicenda umana prima della sua consacrazione definitiva.
La missione di Sant' Angilberto non si è limitata ai confini della corte, poiché ha agito ripetutamente come ambasciatore dell'imperatore presso il Papa, gestendo delicate questioni diplomatiche che richiedevano saggezza e profonda conoscenza delle dinamiche del tempo. Tuttavia, la chiamata del Signore ha orientato il suo cuore verso una dimensione più intima e contemplativa. In seguito a un voto di guarigione, ha intrapreso un nuovo cammino, divenendo abate di Saint-Riquier, nella regione della Piccardia. Qui ha dedicato i suoi anni finali alla cura della comunità monastica, mettendo a disposizione del chiostro l'esperienza maturata nelle corti europee. Il suo prestigio è confermato dalla sua partecipazione attiva alla redazione del testamento di Carlo Magno, documento in cui la sua firma appare come garanzia di lealtà e continuità. Sant' Angilberto si è spento nel territorio di Saint-Riquier nell'anno ottocentoquattordici, lasciando l'esempio di un uomo che ha saputo servire il potere temporale senza mai dimenticare la ricerca del Regno di Dio.
Il ricordo nella Chiesa
Il culto di Sant' Angilberto de Centula è stato ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa nell'anno millecento, grazie alla canonizzazione operata da Papa Pasquale II. Questo riconoscimento ha confermato la venerazione che la comunità monastica di Saint-Riquier e i fedeli della regione hanno nutrito per secoli nei confronti del loro abate, il cui operato ha contribuito a elevare il prestigio del monastero in tutta la Francia.
La memoria liturgica, fissata nel giorno della sua morte, il diciotto febbraio, invita i fedeli a riflettere sulla saggezza e sulla dedizione che hanno caratterizzato il percorso di questo santo. Anche a distanza di oltre mille anni, la figura di Sant' Angilberto rimane un punto di riferimento per chi cerca di conciliare gli impegni della vita quotidiana con una fede operosa e sincera. La sua vita, pur inserita nelle trame della politica imperiale, si è conclusa in un clima di preghiera e di abbandono fiducioso, rendendo la sua testimonianza ancora oggi attuale e degna di venerazione per tutti coloro che riconoscono in lui un intercessore presso il Padre.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Angilberto de Centula?
Sant'Angilberto de Centula si festeggia il 18 febbraio, giorno della sua pia morte avvenuta nell'anno 814.
En el monasterio de Centule en el territorio de Amiens en Francia, san Angilberto, abad, que, abandonados los encargos de palacio y militares, con el consenso de la mujer Berta, que tomó ella también el sacro velo, se retiró a vida monástica y rigió felizmente el cenobio de Centule. — Martirologio Romano