Santa Geltrude, al secolo Caterina Comensoli, nacque a Bienno, in provincia di Brescia, il 18 gennaio 1847, da una famiglia povera ma profondamente religiosa. Dotata di un'intelligenza vivace e di un animo pronto, crebbe nutrendosi della Storia Sacra predicata dal parroco e assimilando la Dottrina Cristiana, vivendo intensamente in casa i misteri della fede e partecipando con assiduità alla catechesi e all'oratorio parrocchiale. Il suo cammino spirituale fu segnato dall'incontro profondo con il mistero dell'Eucaristia, che desiderò fortemente adorare attraverso la fondazione di un apposito Istituto.
Dopo una complessa giovinezza trascorsa tra impegni domestici, esperienze formative e il discernimento spirituale compiuto insieme a don Francesco Spinelli, fondò nel 1882 l'Istituto delle Suore Sacramentine. Affrontando con forte fede e tenacia una grave crisi finanziaria e la successiva separazione dei fondatori, guidò la rinascita della congregazione con l'aiuto dei vescovi locali e delle suore rimaste al suo fianco. Si spense a Bergamo il 18 febbraio 1903, lasciando una duratura eredità di preghiera, umiltà e carità, ed è ricordata per aver consacrato la sua esistenza al motto di amare Gesù e farlo amare.
Nel corso del quarto secolo, precisamente nel millenario anno 342, la terra di Persia fu teatro di una sanguinosa persecuzione anticristiana scatenata dal re Sapore secondo. In questo aspro contesto storico si colloca la testimonianza luminosa dei Santi Sadoth e centoventriocho compagni, martiri della fede cristiana che suggellarono con il sangue la loro fedeltà a Dio. Sadoth, vescovo di Seleucia-Ctesifonte, guidò il suo gregge in tempi difficili dopo essere succeduto al martire San Simeone. Insieme a sacerdoti, chierici e vergini consacrate, affrontò la prigionia e le torture pur di non cedere alle imposizioni idolatriche del sovrano persiano.
La tradizione e i documenti antichi ricordano la loro passione avvenuta nella località di Bait-Lapat, dove la morte violenta divenne il sigillo di una vita spesa nell'amore per il Creatore. La Chiesa conserva la memoria di questi valorosi testimoni che preferirono la morte alla negazione della verità evangelica. La loro testimonianza rimane un punto di riferimento fondamentale per comprendere il prezzo della fede cristiana nei secoli passati e per onorare quanti hanno sacrificato la propria esistenza per amore di Gesù Cristo.
Sant'Angilberto nacque verso il 750 in Francia e visse una prima giovinezza alla corte di Pipino il Breve e di Carlo Magno, distinguendosi come consigliere, poeta dell'Accademia Palatina con il nome di Omero e legato imperiale. Legato sentimentalmente alla principessa Berta, figlia di Carlo Magno, da cui ebbe i figli Armida e Nitardo, ricevette in commenda l'abbazia di Saint-Riquier, dove in seguito si ritirò a vita monastica dopo una grave malattia e una conversione profonda. Ricordato come saggio abate e secondo fondatore del monastero, morì il 18 febbraio 814 ed è venerato il 18 febbraio.
La sua figura unisce l'alta amministrazione del tempo carolingio a una straordinaria dedizione alla preghiera e alla liturgia perpetua, che seppe impiantare a Saint-Riquier con trecento religiosi e cento fanciulli. Dopo una vita spesa al servizio della Chiesa e dell'impero, divenne sacerdote, edificò i confratelli con la sua umiltà e fu canonizzato nel 1100 da papa Pasquale II.
El beato Juan Pibush fue un sacerdote inglés cuya vida estuvo marcada por una entrega inquebrantable a su ministerio en tiempos de profunda persecución religiosa. Nacido en Thirsk en el año 1557, recorrió un camino de fe que lo llevó a formarse en Reims, donde recibió la ordenación sacerdotal en el año 1587. Su labor pastoral en Inglaterra se desarrolló en un clima de hostilidad, lo que finalmente condujo a su detención y a un prolongado cautiverio que culminó con su sacrificio final en el inicio del siglo diecisiete.
Es recordado hoy como un mártir de la Iglesia, cuya fortaleza ante la adversidad y el juicio injusto permanece como un testimonio de fidelidad al Evangelio. Tras ser arrestado en el año 1593 y experimentar la dura realidad de las cárceles inglesas, de las cuales llegó a escapar brevemente en el año 1595, Juan Pibush mantuvo su integridad hasta el momento de su ejecución en Southwark. Su causa fue reconocida por la Iglesia cuando el Papa Pío Undécimo lo beatificó el 15 de diciembre del año 1929, honrando así la memoria de quien entregó su vida por la fe.
I santi Juan Pedro Neel, Martín Wu Xuesheng, Juan Zhang Tianshen y Juan Chen Xianheng son mártires del XIX siglo que entregaron sus vidas por la fe en China. Saint Jean-Pierre Néel, sacerdote de la Sociedad para las Misiones Extranjeras de París, junto con sus fieles colaboradores, evangelizó la región de Kouy-tcheou en tiempos de gran dificultad y persecución. Su testimonio culminó con el martirio cruento el 18 de febrero de 1862 en Kia-cha-long y Kaiyang, sellando su fidelidad a Cristo con la sangre.
Este grupo luminoso de testigos de la fe es recordado con profunda devoción por su firmeza inquebrantable ante las autoridades locales. Beatificados por Papa San Pio X y canonizados por San Juan Pablo II junto con un numeroso grupo de mártires en China, representan la entrega total a la obra de la salvación de las almas y la universalidad del mensaje cristiano en tierras lejanas.
El Beato Juan de Fiesole, conocido universalmente como Beato Angélico o Fra Angélico, fue un sacerdote y pintor de profunda vida espiritual perteneciente a la Orden de los Predicadores. Nacido en el seno de una familia florentina a finales del siglo XIV, concretamente en 1387, consagró su existencia al servicio de Dios y del arte sacro, uniendo la contemplación mística con una obra pictórica de altísima perfección que hoy sigue conmoviendo a los fieles y elevando las almas hacia las realidades celestiales.
Su memoria permanece viva en la Iglesia por haber transformado su talento en una verdadera predicación visual sobre la historia de la salvación. Tras una vida de intensa labor en conventos y palacios pontificios, su legado espiritual y artístico fue reconocido oficialmente por el Papa Juan Paolo II, quien autorizó su culto litúrgico y lo proclamó Patrono Universal de los Artistas.
San Tarasio nacque a Costantinopoli nell'ottavo secolo, precisamente nell'anno 730, da una nobile famiglia nella capitale dell'Impero bizantino. Prima di essere chiamato al supremo ministero episcopale, visse nel secolo ricoprendo la dignità di senatore e di capo della cancelleria imperiale, distinguendosi per le sue alte qualità civili e di governo. Egli fu uno dei grandi protagonisti e difensori dell'ortodossia cristiana nella complessa e aspra lotta contro l'iconoclastia, contrapponendosi alle politiche degli imperatori bizantini Leone III l'Isaurico, Costantino V Copronimo e Leone IV Khazaras, in un contesto storico in cui si affrontavano non soltanto questioni di fede e di legittimità nel rappresentare il mondo celeste rispetto alla proscrizione giudaica, ma anche rilevanti interessi politici ed economici che vedevano i monaci come principali oppositori dello strapotere imperiale insieme a figure eminenti come San Giovanni Damasceno e il patriarca Germano di Costantinopoli.
Ricordato dal martirologio come vescovo insigne per pietà e dottrina a Costantinopoli, San Tarasio accettò la carica patriarcale pur essendo un semplice laico, designato dal defunto patriarca Paolo per raccogliere la sua difficile eredità spirituale. Il suo patriarcato segnò una svolta fondamentale per la storia della Chiesa attraverso la convocazione del Concilio Niceno II nel 787, fortemente voluto come condizione per assumere l'incarico insieme all'imperatrice Irene e al senato. Uomo di rigorosa integrità morale, fu custode intransigente dei precetti evangelici, opponendosi con energia all'imperatore Costantino VI che pretendeva una sentenza di divorzio per contrarre nuove nozze. San Tarasio si spense nell'anno 806 all'età di settantasei anni nella sua città natale di Costantinopoli, lasciando un'eredità spirituale indissolubilmente legata alla difesa della fede tradizionale e alla devozione mariana, e trovando sepoltura nel monastero da lui fondato sulle rive del Bosforo.
San Francisco Regis Clet nace en la ciudad francesa de Grenoble el 19 de agosto de 1748, en el seno del siglo XVIII. Desde su juventud entrega su vida al servicio de Dios, ingresando a los veintiún años en la Congregación de la Missione, fundada en París en 1625 por san Vincenzo de' Paoli. Los miembros de esta familia religiosa son sacerdotes que llevan una vida en común y se dedican a la predicación misionera en las campañas, en ambientes particulares como las galere, y también más allá de las fronteras europeas, llegando a tierras de África y China. Tras ordenarse sacerdote en 1773 a la edad de veinticinco años, ejerce como profesor de teología moral en el seminario de Annecy, en Alta Savoia, donde sus propios alumnos lo llaman cariñosamente biblioteca vivente. Al cumplir los cuarenta años, sus superiores lo llaman a dirigir el seminario vincenziano en París, ciudad donde experimenta la primera fase de la Rivoluzione francese. Movido por un profundo celo apostólico, a los cuarenta y tres años pide partir como misionero hacia Oriente, embarcándose en el puerto bretone de Loriente.
Su camino lo conduce a la península portuguesa de Macao tras un largo viaje de cinco meses, un puerto que sirve como lugar de acclimatismo para los misioneros antes de adentrarse en el vasto impero cinese. Llega a la misión en un momento histórico complejo y poco propicio, marcado por la hostilidad y el cambio político. Como hombre de estudio que siempre ha sido, debe transformarse en un hombre de obras, aplicando fielmente las enseñanzas de san Vincenzo de' Paoli. Su labor se desarrolla en medio de crecientes dificultades y persecuciones abiertas, hasta su arresto y martirio en la provincia de Hubei. Su testimonio de fidelidad al Evangelio culmina con su canonización en el año 2000 por obra del papa Giovanni Paolo II, junto a otros ciento diecinueve testigos de la fe, siendo recordado como un pastor intrépido que entregó su vida en la misión de China.
San Teotonio nacque nel corso del secolo XII, precisamente verso l'anno 1080, nella località di Ganfei, situata a Valença do Minho, in Portogallo. I suoi genitori, Oveco ed Eugenia, si dedicarono con cura alla sua educazione cristiana. Affidato dapprima alla guida dello zio Cresconio, vescovo di Coimbra, e successivamente istruito dall'arcidiacono Tello nella lettura e nel canto secondo l'uso del tempo, ricevette gli ordini sacri e divenne sacerdote a Viseo. La sua vita fu un luminoso esempio di zelo pastorale, carità e profonda dedizione alla Chiesa.
Nel corso della sua esistenza, ricoprì incarichi di grande responsabilità, come il priorato della cattedrale e la guida della comunità dei Canonici Regolari di Sant'Agostino nel monastero di Santa Croce nei pressi di Coimbra. San Teotonio è ricordato per la sua intensa attività di predicazione, per i pellegrinaggi compiuti in Terra Santa e per la ferma decisione di rifiutare l'episcopato offertogli dal conte Enrico e dalla regina Teresa. Morì quasi nonantenne il 18 febbraio 1166 ed è oggi venerato come patrono della città di Viseo.
En Toledo en España, san Eladio, que, primero administrador de la corte regia y del estado, se convirtió luego en abad de Agalia y, elevado finalmente a la sede episcopal de Toledo, dio excelente ejemplo de su caridad.
Santa Constanza de Vercelli
Beato Guillermo Harrington
Mártir
En Londres, en Inglaterra, beato Guillermo Harrington, sacerdote y mártir, que, originario del condado de York, condenado a muerte bajo la reina Isabel I por haber recibido el sacerdocio y haberlo ejercido en Inglaterra, obtuvo en Tyburn la corona del martirio.
Santi Máximo, Claudio, Prepedigna, Alejandro y Cuzia
Mártires de Ostia
Santa Esuperia de Vercelli
Beato Jorge (Jerzy) Kaszyra
Sacerdote y mártir
En Rosica, Polonia, beato Jorge Kaszyra, sacerdote de la Congregación de los Clérigos Marianos y mártir, que, en el furor de la guerra, incendiado por los perseguidores de la fe, murió por Cristo Señor.
Beato Matías Malaventino
Mercedario, mártir
Del Martirologio Romano
En Bérgamo, beata Geltrude (Caterina) Comensoli, virgen, que fundó una Congregación de religiosas para la adoración del Santísimo Sacramento y la formación de la juventud. — Martirologio Romano