3 de marzo
Sant' Anselmo de Nonantola
Abad
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e la conversione
Si ipotizza che la nascita di Sant'Anselmo sia avvenuta intorno al 720 a Cividale oppure a Vicenza. Egli era figlio di Wectari di Vicenza, duca del Friuli, ed era fratello di Giseltrada, la quale fu sposa del re longobardo Astolfo, regnante dal 749 al 756. Sant'Anselmo era inoltre fratello di Aidin, insieme al quale possedeva beni fondiari a Verona e Vicenza, come attestato da documenti del 797 e dell'820. Prima di votarsi alla fede, Sant'Anselmo ricoprì per un determinato periodo la carica di duca del Friuli.
Nel 749 Sant'Anselmo abbandonò gli incarichi politici e le attività secolari per abbracciare la vita religiosa. Dopo aver lasciato il Friuli, Sant'Anselmo risalì la valle dell'Alto Panaro. Il cognato re Astolfo donò a Sant'Anselmo il territorio di Fanano. A Fanano Sant'Anselmo stabilì un cenobio per la comunità di monaci che si era formata attorno a lui.
Presso il passo di Santa Croce Arcana, Sant'Anselmo aprì l'ospizio di San Jacopo di Val d'Amola destinato all'accoglienza dei pellegrini. L'assistenza ai pellegrini rappresentava un impegno prioritario, poiché la valle era un passaggio fondamentale tra il Nord Italia e la Toscana. La regola di Sant'Anselmo imponeva che ogni pellegrino fosse accolto e assistito con misericordia.
La fondazione di Nonantola e l'espansione monastica
Nel 751 il re Astolfo occupò la città di Ravenna. In seguito, il re Astolfo donò a Sant'Anselmo un ulteriore territorio sottratto al Ducato di Persiceta, denominato 'Nonantolae'. Il territorio di Nonantola controllava le vie di comunicazione che da Verona e Piacenza conducevano a Bologna. Sant'Anselmo e i suoi monaci edificarono una chiesa e un monastero a Nonantola, bonificando e coltivando i terreni abbandonati. L'opera di bonifica e insediamento generò un notevole beneficio economico e sociale per l'intera regione.
La chiesa di Nonantola fu inizialmente dedicata alla Madonna e consacrata l'8 ottobre 752 dal vescovo Geminiano di Reggio Emilia, su delega di papa Adriano I. Una seconda dedicazione della chiesa fu rivolta agli Apostoli e celebrata dall'arcivescovo Sergio di Ravenna, in carica dal 748 al 769. Secondo la 'Vita', nel 752 Sant'Anselmo si recò a Roma insieme a re Astolfo per offrire il monastero di Nonantola in dono a papa Adriano I. Il pontefice conferì a Sant'Anselmo la carica ufficiale di abate e gli consegnò i corpi santi di san Silvestro I papa e di altri martiri.
Il 20 novembre 756 il vescovo Romano di Bologna effettuò una terza dedicazione della chiesa e del monastero in onore di san Silvestro I papa. Alcuni dettagli narrativi della 'Vita', come la donazione papale delle reliquie, non trovano riscontro nella realtà storica del periodo. L'arrivo di reliquie di martiri romani al Nord fu la conseguenza del prelievo dai cimiteri suburbani durante l'assedio longobardo di Roma del 756.
Oltre a Fanano e Nonantola, Sant'Anselmo fondò altri tre monasteri con ospizio dipendenti da Nonantola: San Ambrogio sull'incrocio tra il fiume Panaro e la via Emilia, il 'Vicus Domnani' a Vicenza, poi intitolato a San Silvestro, e una località non identificata detta 'Susonia' con l'oratorio di Santa Giustina. Dall'abate Anselmo dipendevano oltre 1100 monaci che si occupavano di ascesi, opere sociali, trascrizione di codici, cura degli infermi e bonifiche terriere.
L'esilio, i riconoscimenti e il testamento spirituale
Sant'Anselmo visse un periodo di esilio presso l'abbazia di Montecassino durante il regno del re longobardo Desiderio, tra il 757 e il 774. Le motivazioni dell'esilio di Sant'Anselmo a Montecassino rimangono sconosciute. Sant'Anselmo poté rientrare a Nonantola solo a seguito della morte del re Desiderio. Durante il soggiorno a Montecassino, Sant'Anselmo acquistò diversi codici per la biblioteca della sua abbazia. L'acquisto dei codici è documentato nell'Archivio Nonantolano, redatto intorno all'anno 1000.
Sant'Anselmo operò attivamente come paciere tra il popolo dei Longobardi e quello dei Franchi. Il re franco Carlo Magno espresse gratitudine a Sant'Anselmo concedendo rilevanti benefici e privilegi all'abbazia di Nonantola. Sant'Anselmo morì il 3 marzo dell'anno 803, all'età di circa ottant'anni e dopo cinquant'anni dalla fondazione del monastero. Le spoglie di Sant'Anselmo furono inumate all'interno della chiesa dell'abbazia di Nonantola.
Nel corso del quindicesimo secolo l'abbazia di Nonantola era dotata di una propria tipografia. Il tesoro della chiesa abbaziale, realizzata in stile romanico-lombardo con l'apporto di celebri artisti medievali, custodisce codici miniati, pergamene e preziosi reliquiari.
Il cammino monastico
Il percorso di Sant' Anselmo iniziò con una scelta radicale nel settecentoquarantanove, quando decise di congedarsi dagli impegni politici per abbracciare la vita monastica. Questo distacco dal mondo non fu una chiusura, ma l'inizio di una missione generosa. Fondò il cenobio di Fanano e l'ospizio di San Jacopo, offrendo rifugio e ristoro ai viandanti e ai bisognosi, manifestando fin da subito una carità fattiva che superava i confini della clausura. Nel settecentocinquantuno, il re Astolfo gli donò il territorio di Nonantola, dove Sant' Anselmo edificò la celebre abbazia, divenendone il primo abate e guida spirituale.
La sua vita non fu esente da prove. Durante il regno di Desiderio, visse un periodo di esilio presso l'abbazia di Montecassino, un tempo di riflessione e preghiera che rafforzò ulteriormente la sua tempra. Nonostante le turbolenze politiche del periodo, Sant' Anselmo non smise mai di operare per il bene comune. La sua capacità di dialogo gli permise di promuovere attivamente la pace tra il popolo dei Longobardi e i Franchi, ottenendo significativi privilegi da Carlo Magno a beneficio del suo monastero. La sua esistenza si concluse a Nonantola nell'anno ottocentotré, lasciando in eredità una comunità solida e un esempio di dedizione che ha attraversato i secoli.
La memoria liturgica
La figura di Sant' Anselmo è custodita con devozione nella liturgia della Chiesa, che ne celebra la memoria il giorno tre marzo. Questo appuntamento annuale invita i fedeli a meditare sulla sua capacità di conciliare la preghiera contemplativa con il servizio concreto ai fratelli. Il culto di Sant' Anselmo rappresenta ancora oggi un legame vivo con le radici della tradizione monastica, ricordando a ogni credente il valore della fedeltà al proprio stato di vita e della ricerca costante della concordia tra le persone.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Anselmo de Nonantola?
Sant'Anselmo de Nonantola si commemora il 3 marzo nel Martirologio Romano.
En Nonantola en Emilia, san Anselmo, fundador y primer abad del monasterio del lugar, que por cincuenta años promovió la disciplina monástica tanto con la enseñanza como con el ejercicio de las virtudes. — Martirologio Romano