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22 de octubre

Sant' Apolo de Bawit

Abad

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini, giovinezza e primi passi nella vita monastica

Il Sinassario Alessandrino riporta la nascita quasi miracolosa di Apollo come luogo comune agiografico. I genitori di Apollo si chiamavano Amãni e Aysi ed erano originari di Ahmim. I genitori di Apollo vissero in grande santità senza avere figli fino alla vecchiaia. Apollo si dedicò allo studio delle scienze ecclesiastiche. Secondo Timoteo, Apollo si ritirò dalla vita del mondo all'età di quindici anni. Preso dal desiderio della vita monastica, Apollo si recò in un monastero non specificato insieme al suo amico Abib. Apollo e Abib praticarono la vita monastica rivaleggiando in austerità. Abib morì molto presto. Timoteo accenna a un fratello molto amato di Apollo, morto prima di lui e anch'esso solitario, identificabile forse con Abib. Dopo la morte di Abib, Apollo lasciò il monastero per ritirarsi sulla montagna di Ablug e condurre vita eremitica. La montagna di Ablug non ha una localizzazione identificata. Il racconto di Timoteo non menziona il doppio stadio di vita monastica e vita eremitica. Dopo quaranta anni, su chiamata di un angelo, Apollo si avvicinò ai luoghi abitati continuando a vivere in una caverna isolata. Il trasferimento vicino ai luoghi abitati avvenne sotto il regno di Giuliano l'Apostata tra il 361 e il 363.

Il grande monastero e la guida spirituale

La reputazione di santità di Apollo attrasse numerosi discepoli che costruirono un immenso monastero. La santità di Apollo divenne famosa rapidamente attirando numerosi discepoli. I discepoli si raccolsero intorno ad Apollo seguendo i suoi insegnamenti e meravigliandosi dei suoi miracoli. Il santo viveva nella Tebaide, nella regione di Hermopolis, odierna Asmunayn. La regione di Hermopolis è vicina al santuario di Dayr Al-Muharrag, legato al passaggio della Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto. L'autore della Historia Monachorum racconta una visita fatta con i suoi compagni ad Apollo. Timoteo descrive ciò che vede e inserisce particolari sulla vita passata di Apollo. Al momento della visita di Timoteo, il monastero ospitava cinquecento monaci. I monaci dividevano il tempo tra meditazione solitaria e preghiera in comune. I monaci praticavano i mestieri necessari alla vita della grande comunità. La comunità praticava il digiuno il mercoledì e il venerdì. I monaci partecipavano quotidianamente alle funzioni liturgiche con la comunione. Il fine ricercato dai monaci, indicato con insistenza da Apollo, era la vita di unione con Dio attraverso penitenze esteriori e ascesi. Apollo vegliava affinché i monaci praticassero una vita ascetica armoniosamente equilibrata. Apollo era animato da un ardente spirito missionario per convertire il popolo pagano dei villaggi vicini. Apollo faceva da pacificatore tra i suoi figli spirituali e da conciliatore tra i contadini dei dintorni in caso di querele o gelosie. Il Sinassario accenna a una lettera scritta ad Apollo da Macario, unico indizio per stabilire vagamente l'epoca di Apollo. Apollo morì in età molto avanzata.

Fonti storiche, agiografia e riscoperte archeologiche

I Bollandisti hanno inserito la vita di Apollo, abate nella Tebaide, alla data del 25 gennaio basandosi su alcuni menei bizantini e sull'autorità di Massimo Margounios, vescovo di Citera nel sedicesimo secolo. La vita di Apollo del 25 gennaio è la riproduzione del capitolo cinquantaduesimo della Historia Lausiaca pubblicata da Rosweyde nel libro ottavo delle Vitae Patrum. C. Butler ha dimostrato che questa vita di Apollo era un'interpolazione, in una recensione differente, del capitolo settimo della Historia Monachorum dell'arcidiacono Timoteo di Alessandria risalente verso il quattrocento. La traduzione latina di Rufino della Historia Monachorum è stata pubblicata da Rosweyde come libro secondo delle Vitae Patrum. I Bollandisti hanno introdotto la vita dei santi Abib e Apollo, monaci in Egitto, alla data del 22 ottobre senza sollecitare dubbi sulla possibile identità con l'omonimo del 25 gennaio. L'Encomium pubblicato per il 22 ottobre è la notizia del venticinque bãbah del sinassario alessandrino di Michele, vescovo di Atrib e Malig. La traduzione latina del testo sul 22 ottobre è stata fatta sul manoscritto Vaticano Arabo 62. Il cardinal Angelo Mai aveva riprodotto un'analisi dettagliata del manoscritto Vaticano Arabo sessantadue. Il manoscritto Vaticano Arabo sessantadue è uno dei testi usati da R. Basset per l'edizione critica del Sinassario Alessandrino. Si menzionano due campagne di scavi al monastero di Bawit organizzate dall'Istituto Francese di Archeologia Orientale del Cairo, la prima nel 1901-1902 diretta da J. Nel 1913 Clédat diresse una seconda campagna di scavi sotto la guida di J. Maspéro. Gli scavi condussero a conclusioni di grande interesse per la storia del monachesimo in Egitto fino all'occupazione araba. Durante gli scavi fu scoperta una serie di tells emergenti sulla riva occidentale del Nilo. I tells si trovavano tra le antiche città di Aphroditopolis e di Hermopolis Magna, a ovest di Dayrut al-Sirif e vicino al villaggio moderno di Bāwit. Negli scavi vennero alla luce le rovine imponenti di un immenso monastero fortificato, forse identificabile come un doppio monastero. La pianta del monastero fortificato ha potuto essere ricostituita con precisione. Il materiale epigrafico e iconografico raccolto ha permesso di identificare con certezza il monastero come quello di Apollo. Il monastero di Apollo era già stato localizzato dall'autore dell'Historia Monachorum nella regione di Hermopolis.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Apolo de Bawit?

Sant'Apolo de Bawit viene celebrato nei giorni del 25 gennaio e del 22 ottobre.