18 de mayo
Sant' Erik IX
Rey de Suecia
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Orígenes y gobierno en el siglo XII
Las vicende storiche di sant'Eric si collocano in Svezia nel dodicesimo secolo, un'epoca di profondi cambiamenti politici e religiosi nella regione scandinava. Erik era figlio di Jedward o Edward, un nome da cui deriva il patronimico Jedvardsson. Secondo alcuni storici, questo nome testimonia l'attività missionaria svolta dall'Inghilterra in Svezia. Nel millenovecentocinquanta Erik fu nominato re dai popoli dello Svealand, distinguendosi per un governo caratterizzato dalla saggezza e dalla tutela dei diritti delle donne, come ricorda il martirologio che lo definisce re e martire.
Durante il suo regno, Erik organizzò una crociata nella vicina Finlandia pagana, un'iniziativa che la tradizione presenta come il fondamento del dominio svedese sulla Finlandia. Per consolidare quest'opera, il re lasciò in Finlandia Enrico, vescovo della vecchia Uppsala, affinché continuasse l'evangelizzazione dei popoli finni occidentali. Quel dominio svedese sulla Finlandia portò all'unione dei due Stati e popoli, un legame durato quasi seicentocinquanta anni fino al distacco definitivo avvenuto nel milletrecento nove.
In quello stesso periodo storico, la Danimarca rappresentava uno Stato vicino alla Svezia e in continua lotta con essa nel passato. Nel corso dell'undicesimo secolo i danesi avevano già conquistato l'Inghilterra e la Norvegia, alimentando un clima di costante tensione geopolitica nei Paesi Scandinavi. Le vicende di sant'Eric si inseriscono proprio all'interno di questo scenario complesso di guerre e rivalità territoriali tra i popoli del nord Europa.
El martirio y la muerte en Ostra Aros
Il diciotto maggio milletrecento sessantuno, re Erik IX il Santo fu attaccato dai nemici durante una guerra tra i Paesi Scandinavi e la Danimarca. L'attacco fu guidato dal principe danese Magnus Henriksson. L'aggressione avvenne mentre il sovrano si trovava all'interno della chiesa della Trinità di Ostra Aros, l'odierna Uppsala, mentre ascoltava la Messa. In quel momento di pericolo, il re volle continuare ad assistere alla Messa fino alla fine prima di affrontare gli assalitori che premevano alle porte. Nella mischia successiva, Erik fu ucciso con un colpo di spada alla gola, un dettaglio drammatico che è stato successivamente confermato dalle ricognizioni compiute sulle sue reliquie.
Dopo l'assassinio, il corpo del sovrano fu sepolto nel Duomo di Gamla Uppsala. Il popolo iniziò subito a venerare le reliquie di Erik, considerandolo la figura più rappresentativa del Cristianesimo in Svezia. Trentotto anni dopo la morte, il suo nome era già citato come santo nel diario della chiesa di Vallentuna. Tutte le notizie storiche su sant'Erik e sulle sue reliquie sono anteriori al milletrecento ventisei, anno in cui la Riforma protestante modificò radicalmente il panorama religioso della nazione.
La Iglesia en Suecia y el destino de las reliquie
Tre anni dopo l'uccisione del re, papa Alessandro III unì le quattro diocesi svedesi in un'unica archidiocesi con sede a Uppsala, nominando primo arcivescovo il monaco cistercense Stefano del monastero di Alvastra, il quale era stato consacrato in Francia. Verso il milletrecento quarantacinque, la cattedrale di Gamla Uppsala fu in gran parte distrutta da un incendio. La vecchia Uppsala perse progressivamente importanza anche a causa dello spostamento naturale del delta del fiume Fyris verso Ostra Aros e della conseguente perdita del porto fluviale, fattori che determinarono il trasferimento della sede arcivescovile proprio a Ostra Aros.
Nel milletrecento settantuno iniziò la costruzione della nuova cattedrale di Uppsala con la partecipazione attiva di maestranze francesi. Il ventiquattro gennaio milletrecento settant三个, le reliquie di sant’Erik IX furono traslate nella nuova cattedrale attraverso una solenne processione che partì da Gamla Uppsala. Da quel momento, ogni anno il diciotto maggio si teneva una solenne processione delle reliquie attraverso i campi che collegavano i due antichi centri di Uppsala. Questa tradizionale processione delle reliquie si protrasse per circa tre secoli, fino all'introduzione del luteranesimo nel milletrecento ventisei.
El culto y el símbolo nacional
Nonostante la Riforma Protestante e la soppressione ufficiale delle manifestazioni in onore di sant’Erik, del culto delle reliquie, delle immagini e delle processioni avvenuta nel milletrecento ventisei, le reliquie ebbero una storia distinta e singolare nelle vicende reali svedesi, e il culto continuò a manifestarsi in varie forme nel corso dei secoli. Nel Medioevo, ogni nuovo re svedese pronunciava il proprio giuramento solenne poggiando le mani proprio sulle reliquie di sant'Erik, confermando il legame indissolubile tra la corona e la memoria del santo.
La città di Stoccolma porta ancora oggi l'immagine di sant'Erik nel proprio stemma civico, a testimonianza di una devozione radicata nell'identità del paese. La festa liturgica si celebra il diciotto maggio, mentre la traslazione delle reliquie viene ricordata il ventiquattro gennaio. La figura di sant'Erik rimane così impressa nella memoria della Chiesa e della storia come simbolo di dedizione alla giustizia, alla fede e alla protezione del proprio popolo.
La vida y el legado
La trayectoria de San Erik IX se sitúa en un periodo decisivo de la historia sueca. Nombrado rey del Svealand en el año mil ciento cincuenta, ejerció su mandato con una visión que trascendía las fronteras de su propio territorio. Su figura se encuentra intrínsecamente ligada a la expansión cultural y espiritual de su tiempo, siendo la organización de una cruzada en Finlandia uno de los hitos más significativos de su reinado. Esta expedición refleja el espíritu de una época en la que la labor de gobierno y el compromiso religioso caminaban de la mano, buscando integrar nuevas tierras bajo un horizonte común.
El fin de su existencia terrenal ocurrió en el contexto de un conflicto armado. El dieciocho de mayo del año mil ciento sesenta y uno, San Erik IX fue asesinado en el campo de batalla frente a las fuerzas lideradas por Magnus Henriksson en Ostra Aros. A pesar de la violencia de su partida, el rey dejó tras de sí una estela de respeto y devoción. Su vida, centrada en la administración de un reino en crecimiento, concluyó en el sacrificio personal, hecho que conmovió profundamente a sus súbditos y cimentó su reputación como un líder íntegro. Su legado se mantuvo vivo, siendo un referente de estabilidad para las generaciones que le sucedieron en el trono y en la fe.
El culto y la veneración
La veneración a San Erik IX se consolidó plenamente con el paso del tiempo, transformando su figura en un pilar de la identidad sueca. Un momento fundamental en la historia de su culto fue la solemne traslación de sus reliquias a la catedral de Uppsala, la cual tuvo lugar el veinticuatro de enero del año mil doscientos setenta y tres. Este acto no solo honró su memoria, sino que otorgó al pueblo un centro de peregrinación y oración, afianzando la devoción que los fieles ya profesaban hacia el antiguo soberano.
En la actualidad, su recuerdo se mantiene vigente a través de la liturgia y el afecto de los creyentes. San Erik IX es invocado con especial devoción como patrón de Suecia y de la ciudad de Stoccolma, siendo un símbolo de protección para su tierra. La celebración de su memoria el dieciocho de mayo permite a la comunidad cristiana reflexionar sobre su ejemplo de vida, mientras que la conmemoración de la traslación de sus restos en enero sirve como recordatorio del valor de la tradición y el respeto por aquellos que han servido con rectitud a su pueblo y a la fe.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia sant' Erik IX?
Si celebra il 18 maggio e il 24 gennaio si ricorda la traslazione delle reliquie.
Di cosa è patrono sant' Erik IX?
Sant' Erik IX è patrono della Svezia.
En Uppsala en Suecia, san Erik IX, rey y mártir, que durante su reinado se prodigó en gobernar con sabiduría al pueblo y en tutelar los derechos de las mujeres; envió a Finlandia al obispo san Enrique para difundir allí la fe de Cristo y, finalmente, agredido mientras participaba en la celebración de la Misa, cayó apuñalado por mano de sus enemigos. — Martirologio Romano