23 de julio
Sant' Ezequiel
Profeta
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La vita e la deportazione
Nato attorno al seicentoventidue avanti Cristo, Sant'Ezechiele era figlio del sacerdote Buzì. Nel cinquantasette avanti Cristo, all'età di circa venticinque anni, egli fu deportato in Babilonia da Nabucodonosor insieme a diecimila persone, tra cui figuravano il re Ioakin, la corte, i notabili, i sacerdoti e gli artigiani. Gli esuli trovarono sistemazione lungo il grande canale situato fra Babilonia e Nippur, dove si dedicavano alla coltivazione dei campi. L'attività sociale e religiosa del profeta si svolse interamente fra questi deportati, in particolare nella località di Tell-Abib, conosciuta anche come Colle delle spighe. Ezechiele descrive personalmente le proprie vicissitudini all'interno dei suoi scritti. Al tempo dell'esilio nella terra dei Caldei, egli fu onorato della visione della gloria del Signore e venne posto come sentinella sulla casa di Israele. Dal suo ministero derivarono forti rimproveri per l'infedeltà del popolo eletto, la predizione della deportazione e l'annuncio della distruzione ormai prossima della città santa di Gerusalemme. Presente in mezzo ai prigionieri, Sant'Ezechiele tenne sempre viva la speranza degli esuli, i quali ascoltavano i messaggi di Iahweh direttamente dalla sua bocca.
Il messaggio spirituale e le visioni
I messaggi divini trasmessi da Sant'Ezechiele si traducono attraverso profezie e visioni in verità eterne strettamente raccordate alla storia concreta di quei tempi. La prima verità predicata riguarda la maestà e l'onnipotenza infinita e universale di Dio, la quale si estende anche sui deportati lontani dalla patria. La seconda verità riguarda la potenza e la giustizia divina che portarono inevitabilmente alla distruzione di Gerusalemme e del Tempio nel cinquantesimo anno. La terza verità riguarda infine la profonda misericordia di Dio, la quale impone il pentimento e la conversione del cuore. Tra le molteplici visioni di Ezechiele, ripetutamente rappresentate nel corso dei secoli in svariate opere d'arte, la visione del campo cosparso di ossa secche che al soffio di Dio riprendono vita rivestendosi di carne risulta singolarmente significativa. Per i Giudei questa visione rappresenta il simbolo della restaurazione nazionale a gloria di Dio e a dimostrazione della sua potenza, mentre per i Cristiani essa è assurta a simbolo della resurrezione della carne nell'ultimo giudizio, completata dalla profezia secondo cui le ossa inaridite dei deportati sarebbero risorte a nuova vita.
Il martirio e il culto
Un'antica tradizione vuole che Sant'Ezechiele sia stato ucciso in Babilonia da un capo del popolo di Israele che era stato precedentemente riproposto e ripreso dal profeta stesso a causa della sua idolatria. Il martirologio commemora regolarmente Sant'Ezechiele profeta. Il culto di Ezechiele nella chiesa latina fu introdotto molto presto e gode di una venerazione antica. Il martirologio di Beda ricorda il culto del profeta al dieci aprile, e lo stesso Martirologio Romano conferma la medesima data del dieci aprile per la sua commemorazione liturgica. Inoltre, il Martirologio Romano tramanda e ricorda specifici dettagli relativi alla morte e alla sepoltura del profeta Ezechiele in terra straniera.
Su vida y misión
Ezequiel fue deportado a Babilonia por el rey Nabucodonosor en el año quinientos noventa y siete antes de Cristo. Este acontecimiento marcó un giro decisivo en su existencia, apartándolo de su tierra natal y de sus funciones sacerdotales en Jerusalén. Sin embargo, lejos de silenciar su vocación, el exilio se convirtió en el escenario donde Dios le llamó a ejercer su ministerio profético. En la comunidad de los desterrados, el profeta asumió la difícil tarea de ser la voz de Dios para un pueblo que experimentaba la desolación y el desarraigo.
Su actividad profética se concentró en la región de Tell-Abib, donde se encontraba con los exiliados. Con una claridad inquebrantable, Ezequiel denunció las infidelidades que condujeron a la tragedia nacional y predijo con exactitud la caída de Jerusalén y la ruina del Templo. Sus palabras, a menudo acompañadas de acciones simbólicas, buscaban despertar la conciencia de sus hermanos, invitándoles a reconocer la justicia de Dios y a mantener viva la llama de la fe en un entorno hostil. Su vida concluyó en Babilonia, habiendo cumplido con la misión de ser un centinela vigilante para la casa de Israel, asegurándose de que la palabra del Señor no fuera olvidada ni siquiera en el exilio más profundo.
El culto y la memoria
La figura de Ezequiel sigue siendo un faro de espiritualidad para la Iglesia, que encuentra en su mensaje una fuente constante de aliento y esperanza. Su memoria litúrgica es un momento para reflexionar sobre la capacidad de Dios para obrar maravillas incluso en las situaciones de mayor sequedad espiritual. El Martirologio Romano le dedica una conmemoración especial el diez de abril, mientras que otras tradiciones sitúan su recuerdo en el día veintitrés de julio.
El legado de este profeta trasciende los siglos, recordándonos que la restauración del espíritu es una obra divina que se manifiesta cuando el hombre se abre de nuevo a la escucha de la palabra. Su visión de las ossas secas es un icono universal de la resurrección y de la renovación interior. Al venerar al profeta Ezequiel, la comunidad cristiana reafirma su confianza en la promesa de Dios, quien no abandona a su pueblo en el destierro, sino que lo acompaña con su aliento vivificante, preparando el camino hacia un futuro de paz y comunión restaurada.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Ezechiele?
Il Martirologio Romano e la tradizione liturgica fissano la commemorazione di Sant'Ezechiele al dieci aprile.
Conmemoración de san Ezequiel, profeta, hijo del sacerdote Buzí, que, en tiempo del destierro en tierra de Caldea, fue honrado con la visión de la gloria del Señor y, puesto como centinela sobre la casa de Israel, reprendió la infidelidad del pueblo elegido, prediciendo la destrucción ya próxima de la ciudad santa de Jerusalén y la deportación del pueblo; presente él mismo en medio de los prisioneros, mantuvo viva su esperanza, profetizando que sus huesos enjutos resucitarían a nueva vida. — Martirologio Romano