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2 de agosto

Sant' Habib

Hijo de Gamaliel el Viejo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e il contesto familiare

Nel primo secolo, nel villaggio di Kefar-Gamla situato a circa venti miglia a nord di Gerusalemme, visse Habib, noto anche con i nomi di Abibo, Abibas o Abibabel. Egli era il secondo figlio prediletto di Gamaliele il Vecchio, il saggio membro del Sinedrio e antico maestro di san Paolo, il quale in quel tempo portava ancora il nome di Saulo. Durante gli anni della sua formazione, Habib fu compagno di Saulo proprio alla scuola di Gamaliele, condividendo con lui gli studi e la frequentazione della tradizione giudaica. La grazia divina operò tuttavia una svolta profonda nella sua esistenza, poiché Habib si convertì al cristianesimo insieme al padre e fu battezzato dagli apostoli. Questa scelta di fede provocò una divisione all'interno del nucleo familiare: il fratello maggiore e la madre di Habib decisero di rimanere fedeli al giudaismo e si trasferirono a vivere da soli in una proprietà appartenente alla madre. Habib rimase così accanto al padre, condividendo con lui gli ideali della nuova fede cristiana, ma la sua vita terrena fu breve poiché premorì al genitore all'età di appena vent'anni.

La scoperta delle reliquie e il racconto di Luciano

Il nome e il culto dei santi sepolti a Kefar-Gamla sono legati al racconto di Luciano, sacerdote del villaggio, il quale ricevette in sogno l'apparizione di Gamaliele il Vecchio per ben tre volte, precisamente nelle date del tre, del dieci e del diciassette dicembre del 415. Nelle sue visioni, Gamaliele invitò il sacerdote ad adoperarsi per dare i dovuti onori ai resti del protomartire santo Stefano, il cui corpo, dopo il martirio e per ordine del sommo sacerdote, era stato originariamente gettato tra i rifiuti. Lo stesso Gamaliele aveva fatto raccogliere quel corpo per deporlo in un sepolcro nuovo all'interno della sua proprietà a Kefar-Gamla. Contemporaneamente, Gamaliele rivelò in sogno al monaco Megezio il luogo preciso del medesimo sepolcro. Nelle rivelazioni notturne, Gamaliele indicò la presenza nel sepolcro non solo di santo Stefano, ma anche dei resti del proprio corpo, di quelli del figlio Habib e dei resti di Nicodemo, un membro del Sinedrio che si era convertito al cristianesimo, aveva lasciato la carica, si era rifugiato nella sua casa di campagna e, dopo la morte, era stato sepolto vicino al santo protomartire. Gamaliele indicò in particolare il sepolcro del figlio Habib attraverso la visione di un cestello argenteo contenente fiori di zafferano che esalavano un soave profumo, simbolo luminoso del candore e della verginità del giovane. Il sacerdote Luciano avvertì prontamente del sogno il vescovo Giovanni, alla cui presenza il sepolcro fu finalmente individuato grazie al sollevamento di una pietra tombale sulla quale erano incisi in greco quattro nomi ebraici. All'interno della tomba i corpi furono effettivamente ritrovati e, su invito di sant'Avito di Braga, Luciano scrisse il racconto dettagliato delle rivelazioni. Sant'Avito tradusse quindi il testo dal greco al latino e questo racconto tradotto ebbe una larghissima diffusione senza alcuna contraddizione, facendo conoscere ovunque i nomi di Gamaliele, Nicodemo e Habib e alimentando una profonda devozione per santo Stefano, per la cui intercessione avvennero numerosissimi miracoli.

La diffusione del culto e la tradizione pisana

Dopo il racconto redatto da Luciano, i tre santi furono ricordati ovunque nei Martirologi e la ricorrenza dell'invenzione delle reliquie di santo Stefano trovò spazio in date diverse nei vari testi liturgici, sebbene fosse per lo più fissata al due agosto. La devozione per santo Stefano si diffuse rapidamente in tutta la Chiesa e le sue reliquie furono richieste dovunque dai fedeli. Secoli più tardi, al tempo delle crociate, le reliquie di Habib, Gamaliele e Nicodemo furono solennemente portate a Pisa, come attestano alcune iscrizioni storiche, e vennero esposte alla venerazione dei fedeli all'interno della cattedrale cittadina. Nel corso del Novecento, la disciplina liturgica conobbe un importante rinnovamento: dal 1961 la ricorrenza legata alle reliquie fu abolita e i tre santi ottennero una menzione propria nel calendario, a volte ricordati singolarmente e a volte accomunati fra loro nella memoria della Chiesa universale.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant' Habib?

La sua ricorrenza si celebra il due agosto, data legata alla memoria liturgica tradizionalmente assegnata alla scoperta delle reliquie dei santi.